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giovedì, marzo 11th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Dunque, abbiamo detto che, nella tua mente la tua coscienza e il tuo subconscio collaborano armoniosamente. E che il tuo subconscio è la sede delle tue abitudini, dei tuoi ricordi, dei tuoi principi inviolabili di condotta, di forze note e di forze sconosciute, che influiscono sulla tua personalità e sul tuo carattere e interagisce costantemente con la tua coscienza.

Ma che cos’è la coscienza? Per spiegarlo nel senso più ampio non basta certo lo spazio di poche pagine. Perciò ti parlerò solo degli aspetti della coscienza che può esserti utile comprendere bene allo scopo di creare la realtà che desideri per te stesso, nella tua vita.

Il significato di “prendere coscienza, diventare coscienti di, essere coscienti, avere coscienza di”, è: diventare consapevoli, essere consapevoli. Prendere coscienza di essere molto più di quello che credevi. E, di conseguenza, avere coscienza di essere un microcosmo in un macrocosmo. È la tua consapevolezza del fatto che la Creatura e il Creatore sono una unica realtà. È la tua coscienza che risveglia in te la tua fede e la tua fiducia nel tuo potere, che è tutt’uno con l’Universo.

Il Buddismo, ad esempio, classifica le funzioni spirituali di percezione e discernimento in 9 coscienze.

Le prime 5 coscienze corrispondono ai 5 sensi: Vista, Udito, Tatto, Gusto, Olfatto.

Ogni organo include le funzioni di percezione e discernimento, quindi ogni organo di senso possiede da solo una coscienza.

Le coscienze dalla sesta alla nona corrispondono alle funzioni percettive proprie della mente umana.

Quindi, la sesta coscienza, integra le percezioni delle altre cinque coscienze per formare immagini coerenti e giudizi rispetto al mondo esterno.

La settima coscienza corrisponde alla razionalità e alla ragione. Riguarda il nostro mondo interiore, la capacità di porci domande e di riflettere su noi stessi. Si ritiene che la consapevolezza dell’io e l’attaccamento a esso abbiano origine dalla settima coscienza, così come tutte le “grandi” domande sul senso della vita.

L’ottava coscienza corrisponde all’enorme voragine mai colma dell’inconscio, così chiamata perché in essa si accumulano, come tanti “semi” tutti gli effetti potenziali delle proprie azioni buone o cattive. È il deposito delle tracce lasciate in noi dalle infinite esperienze compiute dall’infinito passato sino a ora attraverso pensieri parole e azioni. Queste tracce determinano ogni aspetto della nostra attuale esistenza individuale, dalle sembianze fisiche alle condizioni di vita, dalle malattie al carattere, dai particolari talenti alla durata della nostra vita, determinando così la direzione in cui la nostra vita tenderà a svilupparsi.

Infine, c’è la nona coscienza, la natura di Budda. Questa è la sorgente stessa della vita. E lo scopo della pratica buddista è di stimolare il risveglio di questa coscienza pura e incontaminata dal karma che ha il potere di illuminare tutte le altre 9 coscienze. Nichiren Daishonin ribadisce che «il corpo è il palazzo della nona coscienza», la natura di Budda è una facoltà umana innata, una coscienza dormiente che, una volta risvegliata, ci permette di vedere con altri occhi la realtà, di andare oltre i preconcetti della mente e le limitazioni del karma, e indirizzare la nostra vita nella maniera migliore, esattamente come desideriamo, per creare felicità in noi e intorno a noi.

Ma la coscienza della mente è anche la dimora del senso di colpa. Quel senso di colpa che la stragrande maggioranza delle persone sperimenta nel suo ordinario: “ Potevo fare di più, potevo fare meglio, non sono all’altezza, ho deluso Tizio, ho fatto un torto a Caio, è colpa mia se… , ecc., ecc.” E tu? Soffri di sensi di colpa? Se sì, liberatene alla svelta. Perché? Perché il subconscio non dimentica mai niente e sa usare le proprie facoltà altrettanto efficacemente della coscienza. Il subconscio, infatti, risponde ai bisogni dell’individuo, che non si libera dei sensi di colpa con un atteggiamento mentale positivo, facendolo soffrire e ammalare. La sensazione di essere in colpa può sorgere da varie cause, ma di fatto essa induce la persona che si sente in colpa a ritenersi in debito, a provare vergogna, frustrazione o un senso di costrizione. Sensazioni insopportabili che occorre eliminare. Perciò, se hai un senso di colpa, sbarazzatene!

Per liberarti dal senso di colpa, per prima cosa riconosci il senso di colpa e l’intenzione di correggerti. Quindi, correggiti. Fai pensieri e azioni differenti.

Ascolta o leggi del materiale motivazionale accentrato sull’atteggiamento mentale positivo e sulle Leggi che regolano questo Universo come, ad esempio, la Legge dell’Attrazione. Assimilane i principi e applicali alla tua situazione.

Cerca sinceramente di sviluppare una profonda gratitudine per quanto hai.

Se ti senti dispiaciuto, ad esempio, per il tuo comportamento in determinate situazioni, un sincero dispiacere implica necessariamente la decisione di smettere di comportarti in quel dato modo.

Il carattere non si eredita, può essere appreso o insegnato. Assumiti la responsabilità di decidere come vuoi essere e sii semplicemente come vuoi essere.

Spetta a te capire ciò che per te è giusto o errato. Distinguere il bene dal male in un certo momento o in una determinata vicenda. Fare in ogni circostanza la scelta che tu ritieni appropriata.

Spetta sempre e soltanto a te stabilire i principi che ti guideranno verso gli obiettivi che desideri.

Orienta costruttivamente i tuoi pensieri, controlla le tue emozioni, agisci in senso concreto e realizza la vita che tu desideri per te stesso e per i tuoi cari.

Puoi fare tutto da solo se vuoi, ma il modo migliore di riuscire a compiere la propria “rivoluzione evolutiva” può essere quello di frequentare regolarmente altre persone, ad esempio,una comunità religiosa in cui senti di riconoscerti e in cui puoi coltivare relazioni di amicizia con persone che condividono il tuo stesso scopo, incoraggiandovi a vicenda. Prega tutti i giorni, chiedendo a Dio o all’Universo, che ti venga mostrato come puoi far emergere dalla tua vita quell’enorme potenziale che è esattamente lì, dentro di te, da sempre. E se continui a cercare la risposta, ascoltati e la troverai.

martedì, marzo 09th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Tu sei ciò che pensi. Sei la materializzazione fisica dei tuoi pensieri. Inoltre, le tue valutazioni mentali riguardanti ciò che ti circonda: l’ambiente, le persone, gli avvenimenti, e perfino te stesso, dipendono dal fatto che tu abbia un atteggiamento mentale positivo o negativo. Per capire meglio, puoi provare ad analizzarti da solo. Prova, ad esempio, a porre a te stesso queste domande e, naturalmente, a rispondere con sincerità:

1. Come consideri te stesso: Sei una buona persona? Sei una cattiva persona? Sei in buona salute? Sei malato a livello psicosomatico? Sei ricco? Sei Povero? Hai una mente aperta? Hai pregiudizi?

2. Che tipo di pensieri hai: Hai pensieri buoni? Hai pensieri cattivi? Coltivi pensieri di buona salute? Fai pensieri concentrati sulla malattia? Hai pensieri di ricchezza? Covi pensieri di povertà?

3. Come utilizzi le tue necessità: Ti fai motivare dalla necessità a realizzare grandi obiettivi con onestà e integrità personale oppure la necessità ti stimola a cercare di ottenere dei risultati tramite l’inganno e la disonestà?

Di per sé l’atteggiamento mentale positivo non prende minimamente in considerazione cose come sotterfugio, inganno, disonestà, pregiudizio, rancore, vendetta, ecc. Semplicemente non gli appartengono. Mentre esse sono tendenze tipiche e ricorrenti dell’atteggiamento mentale negativo. Se sei per tua natura già orientato ad avere un atteggiamento mentale positivo, indubbiamente per te sarà tutto più semplice. Se ti rendi conto che la tua tendenza predominante è quella di avere pregiudizi, sentimenti, emozioni, passioni, convinzioni e abitudini negative, sbarazzati di questi parassiti mentali muovendo consapevolmente e intenzionalmente il tuo atteggiamento mentale dal negativo al positivo. Ad esempio, ogni volta che ti trovi coinvolto in un problema o un equivoco con un’altra persona, comincia da te stesso, chiarisciti per prima cosa con te stesso. Anche una sola parola, può provocare la pace o la guerra. La storia ce lo insegna questo. Una parola detta con atteggiamento mentale negativo, può creare incomprensioni, causare infelicità e miseria. La stessa parola, detta con un atteggiamento mentale positivo, produce effetti opposti: concordia, felicità e benessere. Comincia con la comunicazione tra le menti, accertandoti che, in te, mente e cuore siano sempre uniti. Impara a distinguere tra fatti importanti e fatti secondari. Tu sei molto di più di un corpo con un cervello. Tu sei una mente consapevole in un corpo fisico! Guida i tuoi pensieri con un atteggiamento mentale positivo. Controlla le tue emozioni. Poiché sei il padrone della tua mente, indirizzala! Non lasciarti dominare da essa. E avrai le redini del tuo destino completamente nelle tue mani. Ricordi? Ne hai il potere. Lo stesso potere dell’Universo. Il tuo corpo è il palazzo che ospita la tua mente, la tua vita. E nella tua mente, la tua coscienza e il tuo subconscio collaborano armoniosamente. Per il momento, in questo contesto, prendiamo in considerazione il subconscio. Della coscienza parleremo un’altra volta. Il tuo subconscio è la sede delle tue abitudini, dei tuoi ricordi, dei tuoi principi inviolabili di condotta, di forze note e di forze sconosciute, che influiscono sulla tua personalità e sul tuo carattere.

4. Allora, come puoi indirizzare la tua mente a pensare e operare nel modo che tu desideri?

Per prima cosa, ripeti a te stesso ad alta voce ogni giorno, più volte al giorno, affermazioni positive come queste: “Giorno dopo giorno, in ogni modo, in ogni aspetto della mia vita, io miglioro continuamente!”, “Ogni cosa per me sta andando di bene in meglio, ogni giorno, sempre di più!”, “Giorno dopo giorno divento, in ogni modo, sempre più ricco!”, “Posso farcela e ci riuscirò, perché io credo di riuscirci!”. Affermazioni come queste, ripetute spesso, con convinzione e con concentrazione, producono un effetto sul tuo subconscio e provocano una sua reazione. Naturalmente le affermazioni positive che puoi fare sono tante, la cosa importante è che stimolino in te emozioni positive, sensazioni di benessere e sentimenti di gratitudine.

Quello che sei oggi è soltanto il risultato di quello che hai pensato fino a oggi. Comincia oggi stesso a pensare diversamente, e il tuo domani sarà tutta un’altra storia. La tua mente possiede poteri noti e ignoti da cui, essa stessa, si fa anche influenzare. E con un atteggiamento mentale positivo, tu puoi realizzare concretamente nella tua realtà, nella tua vita, tutto ciò che la tua mente riesce a concepire e prendere per buono. Perciò, comincia adesso a pensare e raccontare una storia differente.

Puoi veramente farcela se pensi veramente che puoi riuscirci e credi veramente che ci riuscirai.

venerdì, marzo 05th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Stillness is a Powerful Action dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova la calma nel caos.


L’attività conquista freddezza, ma l’immobilità conquista calore.”

Lao Tzu


Articolo scritto da Leo Babauta.

È un pregiudizio della nostra cultura che lo stare fermi sia sinonimo di pigrizia, come essere intrappolati in una fase di non azione, come qualcosa di negativo.

Ma non lo è. È una azione, e potente invece.

Inoltre, può cambiarti la giornata, e di conseguenza, può cambiarti la vita.

Sei nel bel mezzo di una giornata frenetica, sommerso dal lavoro, dalle riunioni e dalle email, vieni interrotto continuamente, o vessato dai tuoi bambini, da telefonate, da mansioni da svolgere e dalla routine.

Vai in pausa. Fermati un minuto, e respira. Chiudi gli occhi, e trova la calma immobile dentro di te. Questa fermezza si diffonde per tutto il tuo corpo, e attraverso la tua mente. Ti calma, ti indirizza, ti concentra su quello che stai facendo adesso, non su tutto quello che devi ancora fare o che ti è accaduto.

L’immobilità diventa una azione di trasformazione.

L’immobilità può essere una potente risposta alla confusione degli altri. Può essere un modo di allontanarti dal ronzare del mondo, di riprendere il controllo della tua vita. E di ricordarti cosa davvero conta, cosa è davvero importante.

Come metterla in pratica.

L’immobilità, stranamente, non viene naturale a molte persone. Quindi meglio allenarsi.

1. Comincia la tua giornata con la immobilità. Sia che tu ti sieda con una tazza di caffè mentre il mondo si risveglia, o che tu seduto su un cuscino concentrandoti sulla respirazione, l’immobilità è un potente modo per cominciare la tua giornata. Imposta la modalità in cui le cose entreranno nella tua vita. Farlo anche per 5-10 minuti sarebbe meraviglioso.

2. Ritagliati regolarmente delle pause di immobilità. Ogni ora imposta una sveglia sul tuo PC, o sul cellulare. Pensa a quella sveglia come ad una campana che suona, ricordandoti di stare fermo per un minuto. Durante questo minuto, concentrati come prima cosa sul tuo respiro, per riportarti sul momento presente. Lascia che le preoccupazioni del mondo scorrano via dalla tua persona – lasciale andare via col tuo respiro. E poi permetti al tuo focus di espandersi, di andare oltre la respirazione, giù per i tuoi sensi, uno alla volta.

3. Quando il caos ruggisce, vai in pausa. Nel mezzo di un momento di crisi o in una giornata insopportabile, fermati. Stai immobile. Fai un profondo respiro, e concentrati sull’aria che entra nei tuoi polmoni, e che con leggerezza poi esce. Cerca la tua immobilità interiore e poi fai sì che la tua azione successiva sia guidata da quella calma immobile. Concentrati solo sulla seguente azione.

Lascia che l’immobilità diventi la tua azione più potente.

giovedì, marzo 04th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Tutte gli esseri viventi, compreso l’uomo, possiedono l’istinto di chiedere aiuto. Perché? Quale senso avrebbe mai essere innatamente dotati di questo istinto, di questo impulso all’invocazione, se non fosse che per ogni causa posta, esiste un effetto corrispondente. Per ogni domanda, per ogni implorazione, esiste una risposta. Non sono forse le nostre invocazioni, qualunque esse siano, una forma di preghiera? Perciò prega perché ti sia data una guida! Non pregare per le cose materiali di questo mondo in sé, come ricevere dell’oro, l’amore, la fama, il successo, la felicità o la buona salute.

Prega soltanto perché ti sia data una guida. Chiedi che ti venga mostrata la via, il modo, per ottenere queste cose. E la tua preghiera otterrà sempre una risposta. Ma se quando chiedi, non credi con tutto il cuore che la risposta ti arriverà, se non disponi con sincerità e fiducia il tuo cuore all’ascolto, probabilmente, quando sarà il momento, non saprai cogliere le risposte che ti arriveranno. È indispensabile che tu sappia riconoscere ciò che ti aspetti, ciò che vuoi vedere. E che ti aspetti, con irremovibile certezza, di riceverlo o di raggiungerlo. Questo richiede coraggio. Il coraggio di affidarsi alla propria vita con fiducia, speranza e una sana dose di ottimismo. Una fede sincera e profonda fa nascere dentro di te proprio il coraggio di cui hai bisogno. Quel coraggio che ti consente di affrontare e vivere la vita, appunto, con fiducia in te stesso, speranza e ottimismo, perché tutto passa. E non si è mai sentito di un inverno che, per quanto rigido, alla fine non ceda il passo alla primavera. Perché perfino dietro le nuvole più scure e minacciose, anche se non lo si vede, il sole continua a splendere. Perché, come dice Daisaku Ikeda, la fede ci rende capaci di far emergere da dentro di noi, la forza vitale necessaria a condurre esistenze felici e a proprio agio. Perciò, ognuno di noi può decidere di illuminare se stesso e illuminare la propria vita in relazione a ciò in cui crede. Anche tu!

C’è una storia in proposito che ti voglio raccontare. S. B. Fuller era un bambino nato in una famiglia di colore, molto numerosa e povera della Louisiana. A cinque anni già lavorava nei campi. Le famiglie di contadini che pagavano l’affitto per la terra che lavoravano, accettavano la povertà come un destino inevitabile e non chiedevano altro. Ma il piccolo Fuller era diverso da tutti gli altri perché aveva una madre straordinaria. Lei non voleva accettare, almeno per i suoi figli, quella povertà. Lei sognava di vivere in un mondo di gioia e abbondanza. E parlava spesso di tutto questo con suo figlio. “Sai S. B., non dovremmo essere poveri” gli diceva. “E non voglio mai sentirti dire che siamo disgraziati per volontà divina. Noi siamo poveri sì, ma non per volere di Dio. Lo siamo perché il papà non ha mai desiderato essere ricco. Nella nostra famiglia nessuno ha mai voluto cambiare le cose.”

L’idea di questo desiderio si radicò profondamente nella mente del piccolo Fuller, tanto da trasformargli l’esistenza. Cominciò a volere essere ricco. Si concentrava sulle cose che voleva e teneva i suoi pensieri lontano dalle cose che non voleva. Desiderava essere milionario, decise che la maniera più rapida per fare soldi era vendere qualcosa e scelse i saponi. Li vendette porta a porta per dodici anni. Poi venne a sapere che l’azienda che lo riforniva era stata messa in vendita a 150.000 dollari. Lui, in dodici anni di faticosissimi risparmi aveva messo da parte solo 25.000 dollari. Decise di darli come caparra. A questo punto aveva dieci giorni di tempo per trovare i restanti 125.000 dollari. Se non ci fosse riuscito, per contratto, avrebbe perso anche la caparra. Si rivolse a tutti gli uomini d’affari e alle aziende importanti di cui, nei suoi dodici anni di venditore, si era guadagnato il rispetto e l’ammirazione. Ma anche agli amici, alle società finanziarie e mutualistiche. Alla sera del decimo giorno, era riuscito a mettere insieme 115.000 dollari.

Gliene mancavano ancora 10.000. Aveva ormai esaurito ogni fonte di credito. Ricorda Fuller: “Era ormai sera inoltrata e, nell’oscurità della mia camera, mi inginocchiai a pregare. Chiesi a Dio di indirizzarmi alla persona che mi avrebbe prestato per tempo la somma per cui ero scoperto. Decisi di percorrere la Sessantunesima strada fino a individuare la prima insegna illuminata di un negozio. Implorai Dio di rendere quell’insegna la luce che mi avrebbe indicato la Sua risposta”. Così fece. Erano le undici di sera quando Fuller, dopo aver percorso alcuni isolati, vide l’insegna dell’ufficio di un appaltatore. Entrò. Seduto alla scrivania c’era un uomo stanco per il lavoro straordinario, che Fuller conosceva di sfuggita. Si rese conto che doveva essere audace. “Vuole guadagnare 1.000 dollari?” gli chiese di punto in bianco. Preso alla sprovvista, l’appaltatore rispose: “Sì, ovviamente”. Prontamente Fuller gli disse: “Allora firmi un assegno di 10.00 dollari. Glieli restituirò con un interesse di 1.000 dollari.” A garanzia, fece il nome di altre persone che gli avevano prestato denaro e gli spiegò in dettaglio di che affare si trattasse. Uscendo quella sera dall’ufficio dell’appaltatore, Fuller aveva in tasca un assegno da 10.000 dollari. Comprò la società di saponi. In seguito, riuscì a comprare anche le azioni di altre sette aziende.

Quando durante una intervista hanno chiesto a Fuller quale fosse il segreto del suo successo egli rispose con le parole che gli diceva sempre la madre da piccolo e aggiunse: “Vedete, io sapevo ciò che desideravo, ma non sapevo come ottenerlo. Pertanto lessi vari testi motivazionali e poi pregai affinché mi fosse data la sapienza con cui raggiungere i miei obiettivi.” Per trasformare il suo desiderio ardente in realtà hanno svolto un ruolo determinante tre fattori: fiducia in se stesso, determinazione e fede. Quando hai fatto tutto il possibile, e anche di più, tutto quello che puoi ancora fare è avere fede, pregare e confidare che l’Universo ti aprirà una strada. Inoltre, Fuller adottò nella sua vita sempre un atteggiamento mentale positivo. E gli accaddero cose straordinarie, ovvero, concretizzò tutte quelle idee che in precedenza erano soltanto sogni a occhi aperti. Puoi farlo anche tu. Provandoci, hai tutto da guadagnare e nulla da perdere. Il successo nella vita viene conseguito e mantenuto da coloro che continuano a provarci con atteggiamento mentale positivo e con fede. La scelta dipende da te.

martedì, marzo 02nd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia


Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Pare che gli esseri umani siano le uniche creature viventi che possono ridere. Piante e animali possono esprimere il dolore. Ad esempio, gli alberi emettono linfa dalle ferite, gli animali urlano per il dolore e per la fame. Ma nessuna creatura vivente, eccetto l’uomo, può sorridere o ridere deliberatamente per esprimere il proprio stato d’animo o per interagire con i propri simili.

Perciò, a meno che tu non sia una persona caratterialmente incline al sorriso, comincia a coltivare l’abitudine al riso. Allenati a ridere e sorridere di più e più spesso. Prova ad osservare, ad esempio, il tuo viso mentre sorride allo specchio. Riesci a vedere la differenza fra una espressione cupa e una sorridente? È esattamente quello che vedono anche gli altri quando interagisci con loro.

Sorridi con te stesso e di te stesso, e la tua digestione sarà migliore. Sorridi agli altri e saranno meglio disposti nei tuoi confronti. Ridi fra te e te, e il tuo fardello sarà più leggero. Ridi con gli altri e scoprirai che possono essere divertenti anche loro. Trova il modo di farti una bella e sana risata tutte le volte che puoi e che desideri farlo, e la tua vita si allungherà poiché questo è il grande segreto della longevità. Ma soprattutto ridi di te stesso, perché l’uomo può essere tanto ridicolo quanto pericoloso quando si prende troppo sul serio. Del resto, fintanto che sei vivo, cosa può mai accadere prima che questo giorno finisca che non apparirà insignificante nello scorrere del fiume dei secoli? Tra più o meno cento anni, tutti i tuoi problemi saranno niente più che polvere al vento.

Quanta importanza potrà avere fra cento anni se quella data persona ti dà sui nervi o se oggi è stata una giornata completamente storta? Perciò impara a dire: “Anche questo passerà.” Tutte le cose del mondo in verità passeranno. Perciò, dal momento che ogni cosa passerà, perché dovresti preoccuparti per ciò che può essere accaduto oggi? Inoltre, oggi dovrà pur essere accaduta anche magari una sola, piccola, insignificante cosuccia che ti ha fatto sorridere, fosse anche solo per un brevissimo attimo! Gioisci allora oggi per la felicità di oggi! La felicità non può essere messa da parte per domani. Deve essere seminata e raccolta in giornata. Lo stesso vale per il sorriso. E con una bella risata, tutto tornerà alle giuste proporzioni. Finché saprai ridere del male il male non ti toccherà troppo a lungo e il bene fiorirà nella tua vita in abbondanza.

Finché saprai ridere della tua condizione di disagio non sarai mai povero troppo a lungo e il successo e il benessere si manifesteranno concretamente in ogni area della tua vita quando meno te lo aspetti. Gioisci della vita, di essere vivo e di quello che hai. Sentiti felice di essere vivo, di poter essere in grado di sperimentare una emozione come la gioia, anche se solo per piccole cose al momento, perché la felicità è una emozione talmente potente che esalta e amplifica il sapore delle cose che stanno arrivando e che arriveranno nella tua vita, come un buon vino esalta e amplifica il sapore dei cibi con cui lo accompagni. Soltanto ridendo con la felicità nel cuore potrai godere di tutti i frutti che stanno per cadere nel tuo cortile dall’albero della tua vita.

Allora! Dipingi questo giorno con il sorriso. Ridi a questo mondo d’ora in poi.

E questo farò anche io.

lunedì, marzo 01st, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Alexandra Cappelli


La luce colpisce i miei occhi,

che erano ormai da troppo tempo abituati all’oscurità.

All’inizio,

come una ferita bruciante,

mi scorre una lacrima sul volto,

e subito dopo,

la gioia di percepire il mondo intorno a me.

Colori, forme, volti.

Volti che in passato,

non era ora di distinguere.

Volti,

che adesso sono tutto.

Decidere di sfilarsi la benda richiede coraggio,

e voglia di vedere la vita.

Di viverla.

Di assaporarla.

Di averne paura,

ma nonostante ciò,

fare il salto.

domenica, febbraio 28th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood


A volte, molto tardi la notte,

quando tutte le luci sono spente,

ho proprio l’ispirazione per scrivere

riguardo a cose della vita.

Scrivo di sogni e fantasie.

Scrivo di profondi desideri.

Scrivo di tutte le cose appassionate

che sono il fuoco della mia anima.

sabato, febbraio 27th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“Domani è un altro giorno…” diceva Rossella O’Hara nel celebre film “Via Col Vento” (Gone With The Wind). Sì, è vero! Domani è un altro giorno, per molti. Non per tutti purtroppo. Ma per coloro per cui il nuovo giorno arriva trovandoli vivi, ogni nuovo giorno rappresenta l’inizio di una nuova vita. Perciò, saluta ogni nuovo giorno con l’amore nel cuore.

Ama te stesso oggi, e sii padrone delle tue emozioni, poiché se il tuo umore non è buono la tua giornata sarà un insuccesso. Padroneggia i tuoi stati d’animo per mezzo di pensieri e azioni positivi e controllerai il tuo destino.

Rivolgiti ad ogni persona che incontri dicendole in silenzio: “ti voglio bene”. Lei non potrà sentire le tue parole, ma esse risplenderanno nei tuoi occhi e nel sorriso sulle tue labbra, distendendo la tua fronte. E il suo cuore si aprirà al tuo.

Dì a te stesso: “Io non sono nato per la sconfitta, né il fallimento scorre nelle mie vene. Non starò ad ascoltare quelli che si compiangono, poiché la loro è una malattia contagiosa. Avanzerò sempre, anche solo di un passo. Un passo alla volta non è difficile! Sarò simile alla goccia di pioggia che spazza via la montagna.”

Abolisci dal tuo vocabolario le parole: abbandonare, non posso, incapace, impossibile, fuori discussione, ineseguibile, improbabile, senza speranza, insuccesso, ritirata, arrendersi, perché queste sono le parole di coloro che mancano del coraggio necessario a vivere la vita.

Afferma invece: “Costruirò il mio palazzo mattone dopo mattone, poiché so che con i piccoli sforzi ripetuti si porta a compimento qualsiasi impresa. E se persisterò abbastanza a lungo vincerò!”

Riconosci che tutti gli esseri sono tuoi fratelli eppure tu sei diverso da ciascuno di loro. Tu sei una creatura unica, perciò sei prezioso. Sei il più grande miracolo della natura. E la natura non conosce sconfitta. Alla fine è sempre vittoriosa, e così sarà anche per te.

Ridi al mondo e sorridi di te stesso di tanto in tanto.

Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo, dimenticando ieri e senza preoccuparti troppo di domani. Questo giorno è tutto quello che possiedi, e queste ore sono adesso la tua eternità. Qui e adesso, hai solo questa vita, e la vita altro non è che una misura del tempo. Sciupando il tuo tempo distruggi la tua vita. Quindi ama ogni ora di questo giorno poiché essa non tornerà mai più. Bevine ogni minuto fino all’ultima goccia.

Compi oggi i doveri di oggi. Sconfiggi la tendenza a procrastinare con l’azione.

Seppellisci gli spettri del dubbio e della paura sotto la terra della fede e della fiducia in te stesso.

Fai di questo giorno il più bel giorno della tua vita.

Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo, e se non lo sarà stato, cadi sulle tue ginocchia e ringrazia ciò in cui credi con tutto il cuore. Dopodiché ricomincia da capo.

venerdì, febbraio 26th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Spend Time With Family And Loved Ones dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Quando è stata l’ultima volta che hai detto ai tuoi familiari o ai tuoi amici intimi che vuoi loro bene? Qualunque sia la tua risposta, fallo oggi. Di recente, mio nonno è stato ricoverato all’ospedale, proprio il giorno dopo il suo ottantesimo compleanno, per problemi di cuore. Si era sottoposto ad un intervento cardiaco in passato, e questa volta, proprio come in passato ne è uscito bello resistente. Ma ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, quel giorno in cui sarà troppo tardi per dirgli quanto lui significhi per me e quanto abbia significato per me in tutti questi anni.

Non lasciar arrivare quel giorno in cui i tuoi cari se ne andranno senza dire loro cosa essi significhino per te.

So che per molti di noi, esprimere quel tipo di sentimenti non è facile. Per me è così, ma ho cercato di superare quelle barriere. Ma anche se per te è troppo difficile, ti consiglio comunque di cercare di uscire, di fare qualche giratina con i tuoi familiari o amici cari. Parla con loro. Ascoltali. Capiscili.

Anche solo spendendo un pochino di tempo con qualcuno mostra interesse da parte tua, fa vedere che loro sono importanti abbastanza – tra tante infinite cose che avresti da fare, segnate sulla tua agenda – da trovare del tempo per loro. E se andrai oltre questo, e comincerai davvero a connettere con loro, legando tramite profonde conversazioni, questo è davvero ottimo. Molte volte, sono le nostre azioni, non tanto le nostre parole, che esprimono quello che il cuore prova.

Prenderti il tempo di legare con quelli che ami porterà maggiore felicità nella tua vita. E più lo farai, più sarai felice.

Dato che sono un noto crea-liste, e considerato che molte persone sono impegnate ed hanno bisogno di una mano in questo ambito, ecco qui qualche consiglio:

  • Hai 5 minuti? Manda una mail. Non richiede troppo tempo inviare una mail ad una persona a cui tieni, chiedergli come sta, ed augurargli una buona giornata. E quel piccolo gesto potrebbe arrivare molto lontano, specialmente se lo ripeterai con un po’ di frequenza.
  • Hai 10 minuti? Chiamali. Una telefonata è un modo semplice per rimanere in contatto con qualcuno. È della conversazione senza il bisogno di viaggiare. Che invenzioni!
  • Hai 30 minuti? Potresti non avere il modo di farlo ogni giorno, ma almeno una volta a settimana, prenditi 30 minuti per incontrarti con qualcuno a cui vuoi bene (chiamali prima, così non li sorprenderai in biancheria intima). Potrebbero essere i 30 minuti meglio spesi nella settimana.
  • Hai un paio di ore. Pranza o vai da qualche parte con qualcuno che ami. Chi di noi non ha un paio di orette libere in un mese? Fine-settimana, sere, deve esserci del tempo che passi davanti alla TV o a navigare per svago su internet. Prendi una porzioncina di quel tempo, e devolvilo ad un amico o alla tua famiglia.
  • Concentrati davvero su di loro. Non passare semplicemente del tempo con loro, spendendolo magari a pensare al lavoro, o al tuo blog, o alle commissioni che hai da sbrigare. Presta attenzione a quella persona. Perché si tratta di un momento che non tornerà mai indietro, quindi gestiscilo con saggezza.
  • Divertiti. Racconta barzellette, gioca, fai qualcosa di spontaneo e divertente. Vivi quel momento davvero!
giovedì, febbraio 25th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

La vita, si sa, è piena di problemi. Tutti fanno i conti con problemi di varia natura, più o meno grandi, più o meno gravi, ogni giorno. Ma questa, appunto, non è una novità. Naturalmente ci sono anche problemi soggettivi, intendo quelle cose o situazioni che per alcune persone sono considerate ordinarie e normali, mentre, per altre, sono dei veri e propri drammi. Questo perché ogni persona ha la propria percezione delle cose. Ad ogni modo, se tu vivi qualcosa come un problema, per te, quel problema è maledettamente reale, tangibile. E devi farvi fronte. Pare che ci siano tremila possibili soluzioni per ogni singolo problema. La gran parte di noi, comunemente e solitamente, con la nostra razionalità tendiamo a non vederne mai più di una decina. E tutte accentrate sul bisogno impellente di risolvere il problema facendo qualcosa. Il ché, sempre ammesso che ci riusciamo, spesso ci porta a risolvere il problema solo parzialmente o temporaneamente, col rischio a volte concreto di ritrovarci, in seguito, con un problema più grosso.

A nessuno piace di per sé affogare nei problemi. Eppure succede piuttosto spesso che le persone si lasciano sopraffare da uno o più problemi, così tanto da non riuscire più a vedere una via di uscita. A me è successo. Ma proprio da queste mie esperienze ho imparato che niente di buono viene mai dal permettere ai problemi di dominarti. La tua vita non esiste più, non hai più nessun motivo per gioire, tutte le cose belle della tua vita scompaiono. Inghiottite dal tuo problema. È il tuo problema a riempire la tua vita. La tua vita gira tutta intorno al tuo problema e non c’è più spazio per altro. Questo modo di affrontare i problemi ti uccide. Fa soffrire e allontana da te le persone che ami e che ti amano. Credimi! Non c’è niente di peggio che vivere accanto a qualcuno che fa dei propri problemi il proprio oggetto di culto.

Ma io so che anche tu, come me, quando hai un problema la cosa che più ti interessa al mondo è trovare una soluzione. O meglio ancora una buona soluzione!

Allora, la prima cosa da fare è smettere di pensare al problema e al come puoi risolverlo. Smetti di sentire il bisogno di risolverlo. Comincia a concentrarti su quella che per te potrebbe essere le soluzione ottimale e sul perché desideri che le cose si risolvano in quel modo. Mantieni il tuo focus su questo tipo di atteggiamento mentale. Se ti accorgi che stai scivolando nel problema o nella sensazione di bisogno della soluzione del problema, consapevolmente e intenzionalmente, fai lo sforzo di riportare nuovamente la tua attenzione sulla soluzione ottimale del problema e sulle emozioni positive che quella soluzione ti farebbe sentire. Vediti in quella soluzione e sentiti bene.

Una cosa che aiuta molto, e non solo per affrontare e risolvere i problemi, è pregare o meditare, scegli tu in base a ciò in cui credi. Di fatto, meditare o pregare confidando che la soluzione migliore verrà perché tu gli hai spalancato le porte della tua vita e sei pronto ad accoglierla, ti aiuta a mantenerti positivo e sereno. Per aiutarti a capire meglio cosa intendo dire ti faccio questo esempio: quando hai un problema, di fatto, è come se tu avessi una mano sul viso. Non riconosci nemmeno la sagoma della tua mano perché essendo appoggiata sul tuo viso non riesci a vedere quasi nulla. La preghiera o la meditazione, in questo caso, svolgono l’azione di allontanare la tua mano-problema dal tuo viso-mente e, quindi, aprire la tua mente quanto basta perché tu possa vedere chiaramente che si tratta della tua mano, che ha delle dita a cui puoi girare intorno, passare nel mezzo. E così via.

Cioè ti dà della tua mano-problema una prospettiva tale che ti consente di fare valutazioni obbiettive e trovare soluzioni appropriate. Talvolta, perfino migliori di quanto potevi sperare. Prova anche tu a muovere consapevolmente e intenzionalmente la tua attenzione dal problema alla soluzione desiderata e ai motivi, che ti fanno sentire bene, per cui desideri quella soluzione. Sperimenterai anche tu che le soluzioni sono veramente a portata di pensiero e di mano. E divenire consapevole di questo, sperimentarlo ogni giorno di più, ti farà provare l’indescrivibile gioia che deriva dal sentire veramente di possedere il potere di dare la direzione che vuoi alla tua realtà e, quindi, alla tua vita.