Tag-Archive for » stress «

mercoledì, marzo 10th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

8 Unconventional Ways to De-stress and Release Tension dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Questo articolo è stato scritto da Kai Jai, un Coach Motivazionale per il raggiungimento del Successo, Istruttore di Yoga e Blogger di SharingSuccess.tv. Ama insegnare alle persone l’arte dell’inseguire le proprie passioni.


Mentre ci muoviamo durante la nostra vita quotidiana, ci ritroviamo spesso a dover affrontare ostacoli e sfide che possono farci ritrovare in situazioni stressanti e causanti ansia, in entità variabili. Quindi per essere più rilassato e libero dalla tensione è importante rompere la nostra routine e scovare modi per allontanare lo stress. Questo processo può essere molto semplice, o molto profondo, ma perché non provare qualcosa di diverso? Qui ci sono 8 modi, molto probabilmente non presenti nella tua routine, per allentare lo stress e spegnere la tensione.

1. Massaggiati le orecchie. Massaggiarsi le orecchie è un modo fantastico per rilasciare le endorfine nel cervello e per sentirsi bene. E la bellezza è che richiede sono pochi minuti di tempo. Comincia col massaggiarti gentilmente i lobi con pollice e indice. Poi continua col frizionare i bordi delle orecchie partendo dal basso e salendo verso l’alto. Queste parti delle tue orecchie hanno piccoli punti che sono direttamente collegati a delle parti del corpo specifiche. Come rilasserai loro, il relax arriverà fino anche alla parte del corpo. Finisci col massaggiare la parte dietro dell’orecchio, l’osso che percepisci all’attaccatura con l’indice e il dito medio.

2. Dipingi con le dita. Se pensavi che sporcarsi e dipingere con le mani fosse una cosa solo per bambini, pensa diversamente. Dipingere con le dita ti permette di divertirti, di essere artistico e di stare in contatto col tuo bambino interiore. Ti fa esprimere la tua creatività e spontaneità senza aspettative. Quindi, perché non essere il creatore di qualche bel pezzo di arte astratta? Fai un salto in un negozio di giocattoli per bambini, e procurati una confezione di colori per bambini dai 10 anni in su.

3. Smantella il tuo salotto. Prendi nota e osserva quante cose hai accatastate per la casa, specialmente in salotto – quel luogo dove spesso ti abbandoni per qualche momento di relax. Fai un po’ d’ordine e apprendi il potere dell’arte del minimalismo. Sbarazzati di qualunque cosa che non ti serva o che tu non stia usando. Regala o vendi quello che esce da casa tua. Crea uno spazio pulito di pace e tranquillità. È anche più facile rilassarsi quando non sei circondato da pile di panni da stirare, di lavoro, marchingegni elettronici ed anche letture varie perché il tuo subconscio non pensa che tu stia sgobbando abbastanza.

4. Lo Yoga della Risata. Tutti sappiamo del potere della risata, quel qualcosa dall’effetto meraviglioso sul nostro umore, che può farci sempre sentire davvero bene. D’altro canto però, non accade sempre facilmente e frequentemente. Un modo divertente pazzo di farti ridere incontrollatamente è quello di trovare (anche tramite Google) un corso o alcune lezioni di Yoga della Risata. Potresti ritrovarti a dover uscire dalla tua zona di comfort ma ti ritroverai coinvolto in una piacevole e divertente sorpresa.

5. Procrastina. Fai una lista delle cose da fare e poi non farle. Chiamala la tua lista della procrastinazione. Poi decidi di buttarti in qualcosa che vuoi davvero fare. E quando ti sentirai pronto ed ispirato per fare qualcosa sulla tua lista della procrastinazione, parti e falla. Forse scoprirai che non sono cose che devi realmente fare, oppure qualcuno potrebbe offrirsi di farle al posto tuo. Sono fermamente convinto che se non accetti di fare con gioia ed entusiasmo quello che devi fare, forse è meglio non farlo. Procrastinando riuscirai spesso a lasciare andare la tua resistenza e a rilassarti.

6. Sii brutalmente onesto. Ti sei mai sentito frustrato perché volevi dire qualcosa a qualcuno ma poi non l’hai fatto paura che qualcosa accadesse, per paura di quello che l’altra persona avrebbe potuto pensare, o come l’avresti potuta far sentire. Invece di imbottigliare le cose e ingoiare il rospo, il che ti causa stress e tensione non indifferenti, perché semplicemente non buttarsi sul potere che ha una sana chiacchierata onesta? Esprimi le tue emozioni e afferma quello che pensi e senti davvero, senza essere rude od offensivo. Afferma quello pensi ad alta voce, con coraggio. Fai caso a quanto sollevato ti sentirai poi.

7. Danza sotto la pioggia. Quanto spesso vedi le persone arrabbiarsi e correre a coprirsi quando comincia a piovere? La prossima volta che pioverà, divertiti un po’, lasciati bagnare, e balla sotto la pioggia. Raccogli tutti i tuoi sensi e goditi quel momento. Canta perfino, se vuoi. Sarai sorpreso di quanto rinfrescante e ringiovanente sia. Per quelli di voi che abitano in paesi dal clima freddo, provate a ballare tra la neve o a fare angioletti nella neve.

8. Goditi la permanenza. Invece di viaggiare e andare da qualche parte per le vacanze, resta a casa e goditi una bella permanenza a casa. Per renderla una avventura, procurati una mappa di una località molto vicina che puoi magari raggiungere in bus o passeggiando, tipo escursioni. Se vivi in un luogo freddo potresti farti una sciata, o agguantare il tuo snowboard. Prova nuove attività come lo scattare foto al panorama. Fai un salto in qualche caffè locale che ti suoni attraente e nel quale non sei mai stato. Se hai bisogno di prenderti un attimo di stacco ed hai dei bambini, chiedi ad un’amica o ad un parente di prendersene cura. Divertiti ed esplora la tua zona.

Quando veniamo sommersi da momenti di eccessivo impegno, a volte non ci serve altro che fare un passetto in dietro, accantonare un attimo quello che stiamo facendo, e inseguire nuove piccole passioni che dissolvano la tensione e che creino esperienze felici e libere dallo stress. Spero sinceramente che tu provi uno o più di questi suggerimenti, ricordandoti di divertirti, di essere presente nel momento che stai vivendo ed osservare l’ansia che se ne scorre via da te.

mercoledì, febbraio 17th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Il tempo è un fattore molto importante nella nostra vita. Quello ufficiale è scandito dalle lancette dell’orologio e dal calendario. E tutti rincorriamo freneticamente questo tempo, senza avere mai abbastanza tempo. È sempre tardi, siamo sempre appesi all’ultimo minuto. E tutto questo correre ci toglie il fiato e le energie. Allora forse è arrivato il momento di fermarsi un attimo e riprenderci il nostro tempo, i nostri ritmi e la nostra armonia. Mi dirai che non è facile e nemmeno sempre possibile. E io ti dico che hai ragione. Ma puoi sempre cominciare a farlo quando è possibile per poi provare a estendere questa esperienza ad altri momenti e situazioni.

Ma, a parte questo, ci sono altri aspetti del tempo da non sottovalutare. Ad esempio la fretta è nemica del tempo. Quando vai di fretta, tendi a fare le cose con ansia e, strano ma vero, ci metti molto più tempo a farle. Mi è capitato molto spesso di notare persone che, con calma, portavano a compimento lavori ben fatti, in un tempo piuttosto breve. Allo stesso modo ho visto persone arruffarsi in modo frenetico per fare le cose velocemente. La gran parte delle volte sorgevano un sacco di intoppi durante il percorso e, alle volte, il lavoro andava rifatto. Questa sì che è una perdita di tempo. E non solo. Quanto costa tutto questo anche in termini di energia, fatica, stress e logoramento? E sì! Merita proprio farci un pensierino al riguardo.

Quanto tempo ci vorrà perché trovi il compagno o la compagna ideale? Per quanto tempo devo lavorare per poter avere abbastanza soldi per comprare una casa? Quanto tempo mi serve per fare le faccende? In questi casi, tutto dipende da come decido di impiegare il mio tempo. Se, ad esempio, scelgo di accontentarmi e fare un lavoro poco remunerato, il tempo necessario ad avere i soldi per comprare una casa, sarà infinitamente lungo. Se scelgo di aguzzare l’ingenio e trovare un lavoro ben retribuito, sicuramente il tempo che mi ci vorrà per comprare la casa sarà inferiore.

C’è poi un altro fattore relativo al tempo, e cioè che il tempo è soggettivo. E questo ha a che fare con la gran parte del tempo che spendiamo nella nostra vita. Sì perché il tempo più importante della nostra vita ha a che fare con la percezione che abbiamo del tempo. Perché è questo tipo di tempo che determina come viviamo. E naturalmente alla base della nostra percezione del tempo c’è il nostro stato vitale. Ma di questo parliamo un’altra volta. Torniamo adesso al nostro tempo. Di base, tutti disponiamo indistintamente di giornate lunghe ventiquattro ore. Se le ventiquattro ore di una giornata per te non finiscono mai, oppure volano, dipende da come percepisci il tuo tempo. Quando, ad esempio, aspetti una notizia importante o di vedere la persona amata, il tempo di attesa non passa mai, per quanto spesso controlli il tuo orologio, sembra proprio che le lancette non si muovano. La stessa cosa accade se ti trovi in un contesto spiacevole o noioso. Anche se stai facendo qualcosa che non ti piace o che ti fa stare male, il tempo sembra proprio non passare mai. Per contro, quando ti trovi in un contesto gioioso, a fare cose che ti piacciono, in compagnia di persone piacevoli, il tuo tempo vola letteralmente via. È incredibile come corrono le lancette in questo caso! Non trovi?

Questo, amico mio, vale anche per la vita. Se la nostra vita è piatta e scialba, piena di cose brutte e non desiderate, frustrata e insoddisfatta. La vita può essere una eterna agonia, talvolta soppiantata da una esistenza anestetizzata. Ma se, al contrario, la nostra vita è piena di desideri, di fiducia e di pensieri positivi, allora, qualunque cosa accada, sarà una esperienza che vale la pena di essere vissuta, si riuscirà a vedere sempre l’aspetto positivo, anche nella peggiore delle esperienze e, guardandoci indietro, ogni cosa della nostra vita ci sembrerà essere accaduta soltanto ieri. Ci sono persone che sono morte vecchissime senza avere mai concluso nulla nella loro vita, nemmeno per se stessi. E ci sono persone che hanno vissuto con una tale intensità da aver cambiato il corso della storia durante la loro esistenza, pur essendo morte giovani. Ecco perché è così importante come scegli di vivere oggi. Diventa il padrone del tuo tempo. Come sempre, puoi cominciare da qui e adesso.

giovedì, febbraio 11th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


Non è così semplice essere sereni quando ci sono un sacco di cose intorno a noi che non vanno propriamente come desideriamo. Però le alternative sono due: o dare di matto, mandare tutti a farsi un giro oppure cercare di considerare la situazione per quello che è: qualcosa al quale per forza deve esserci un qualche tipo di soluzione dal risvolto positivo, poiché ci farà crescere.

Il famoso detto: “è inutile piangere sul latte versato” mi sta risultando più veritiero che mai ultimamente. Ogni qual volta che mi si presenta un avvenimento anche appena lievemente spiacevole, cerco di dargli un peso molto relativo, e di guardare avanti, concentrandomi su un’altra cosa. Così sposto la mia attenzione, almeno momentaneamente, dalla cosa sgradita, per non permetterle di influenzare il mio stato d’animo.

Ero sempre stata una persona che aveva la tendenza a portare rancore e ripensavo a ciò che mi era accaduto ancora e ancora, ogni volta sentendomi sempre peggio, e covando sempre più infelicità. Inoltre se avevo litigato con qualcuno, cercavo di tornare più volte sull’argomento per ribadire la mia ragione sull’accaduto, cercando di convincere la persona con cui mi stavo relazionando del suo torto, dello sbaglio che aveva fatto.

Qui il risultato era uno stomaco bruciante di tensione, orecchie sospettose di qualunque cosa, come se vi fosse una congiura su di me, alle mie spalle. Quel costante stato d’allerta in cui ci stabilizziamo quando ci pare che le persone in genere non riescano, per qualche strana ragione, a capire e condividere il nostro punto di vista. Ho capito solo di recente (ma fortunatamente: meglio tardi che mai!), grazie ad alcuni eventi che sono accaduti nella mia realtà, che non porta nessun vantaggio il comportarsi in modo infantile, rimanendo ostili nei confronti di cosa si sia verificato. In fin dei conti non veniamo pagati per pensare in termini di rancore e disappunto.

Quindi, a parità di energie spese, perché non incanalarle in una direzione positiva? Perché non rischiare? Se la tua paura è quella di illuderti, anche se provi a pensare positivo, non ti godi l’esperienza. Sarai lo stesso sempre sul chi va la. Parlo dell’affidarsi. Affidati. Pensa alla soluzione che desideri. Pensa a come vorresti che la tua situazione fosse. E vivi ogni attimo con quel pensiero. Credimi, funziona. Ti agiterai molto meno e avrai una maggiore serenità nell’affrontare la quotidianità. Prova, non ti costa un centesimo.

lunedì, febbraio 08th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Affermazioni Che Orientano L’Energia tratte da “I Cinque Tibetani” di Peter Kelder (Edizioni Mediterranee). Conclusione curata da Patrizia Maria Bianco .


Da qualche parte, nei recessi della tua mente, si svolge un dialogo incessante. Pensieri incompleti, alcuni dei quali appartenuti ad altre persone, hanno plasmato un borbottio costante. Sono pensieri che non sempre hanno a cuore il tuo bene. Indossano i panni del tuo sé e ti dicono: “Non ti senti bene. Non ce la farai mai. Sei stupido, brutto, mediocre, diverso. Non sei abbastanza buono, sei malato. Il tuo successo è pura fortuna. La felicità non dura”.

Sii onesto. Credi davvero a tutte queste stupidaggini che ti arrivano dai recessi della tua mente?

È interessante il fatto che tali schemi ripetitivi impercettibili o a malapena udibili, determinino il corso della tua vita. Ti sorprendi costantemente che ti “accada” sempre la stessa cosa. Secondo la saggezza degli antichi, la materia si conforma al pensiero.

I pensieri sono energia. I pensieri coscienti sono energia orientata. Le affermazioni sono pensieri coscienti indirizzati verso esiti positivi, stimolanti e liberatori. Le affermazioni servono a orientare l’energia. In altre parole: la tua mente riceve una maggiore quantità di quel sollievo dì cui ha bisogno e tu decidi che direzione dare al viaggio della tua vita. Perciò, possiamo concluderne che le affermazioni positive orientano la tua energia e, di conseguenza, la tua vita. Peter Kelder sostiene che vi sono due fattori in particolare che contribuiscono a instaurare un cambiamento drastico anche dell’aspetto fisico, questi sono l’atteggiamento mentale e il desiderio. Avrai notato che ci sono persone che sembrano vecchie a quarant’anni e altre che paiono giovani a sessanta. Ciò che determina la differenza è l’atteggiamento mentale. Se sei in grado di vederti giovane nonostante la tua età, anche gli altri ti vedranno in quel modo. Dopo aver iniziato la pratica dei riti, l’autore del libro dice di essersi sforzato di cancellare dalla sua mente l’immagine che aveva di se stesso come di un uomo vecchio e debole. Al suo posto, impresse nella mente l’immagine di se stesso nel fulgore dei suoi anni. E rinsaldò quell’immagine con la forza del desiderio. Per molte persone che pensano sia impossibile modificare il modo di vedere se stessi, si tratta di un vero e proprio atto di coraggio. Credono che il corpo sia programmato per diventare presto o tardi vecchio e debole e nulla li scuoterà da tale prospettiva. Nonostante ciò, non appena iniziano la pratica dei cinque riti, cominciano a sentirsi più giovani ed energici. Ciò li aiuterà a cambiare la visione che hanno di sé. A poco a poco cominceranno a immaginarsi più giovani. E prima che sia passato molto tempo, avranno un aspetto più giovane. L’unica differenza fra il vigore e la giovinezza e la vecchiaia e una salute malferma è il ritmo veloce a cui ruotano i vortici. Normalizzate quel ritmo e il vecchio tornerà a essere come nuovo.

A questo punto lo scrittore afferma che migliaia di anni fa i Lama scoprirono che tutte le risposte agli imponderabili misteri della vita si trovano dentro di noi. Scoprirono che tutto ciò che concorre a creare la nostra esistenza prende origine dall’individuo. Noi occidentali non siamo mai stati in grado di comprendere tale concezione. Molti pensano ancora che le nostre vite siano modellate dalle forze incontrollabili del mondo della materia. Ad esempio, la maggior parte di coloro che vivono immersi nel modello culturale tipicamente occidentale pensano che l’invecchiamento e il deterioramento del corpo siano una legge di natura. Per volgere l’attenzione all’interno, i Lama chiudevano gli occhi. In questo modo eliminavano le distrazioni e potevano concentrarsi su di sé. Scrutando dentro di sé essi si sono resi conto che questa è un’illusione che diventa realtà perché si nutre di se stessa. Secondo Peter Kelder, I Lama, in particolare quelli del monastero a cui si riferisce nel suo libro, stanno compiendo un’opera grandiosa per il mondo sul piano astrale, assistendo l’umanità di tutta la terra, poiché tale piano è situato molto al di sopra delle vibrazioni del mondo fisico ed è un punto focale potente da cui si può ottenere molto con un piccolo sforzo. Un giorno il mondo si sveglierà e vedrà con sorpresa l’opera grandiosa compiuta dai Lama e da altre forze invisibili. Egli sostiene che si sta avvicinando in fretta il momento in cui l’alba di una nuova era sorgerà e vedremo l’attuarsi di un mondo nuovo. Ci sarà un tempo in cui l’uomo imparerà a liberare a proprio piacimento le potenti forze interiori per vincere la guerra e la pestilenza, l’odio e la tristezza. E dice ancora che l’umanità cosiddetta “civilizzata” in verità sta vivendo nella più buia delle epoche oscure ma che, comunque, noi ci stiamo preparando a cose migliori e più illustri. In altre parole, chiunque si sforzi di innalzare la propria coscienza a livelli superiori, contribuisce a elevare la coscienza dell’umanità intera. E da questo punto di vista, l’esecuzione dei cinque riti sembrerebbe provocare un impatto molto maggiore dei benefici fisici che se ne potrebbero conseguire.

La mia personale conclusione è che da queste considerazioni fatte dall’autore nel libro, quello che ancora una volta emerge, e che sembra non lasciare più molto spazio a dubbi, è che noi siamo il risultato dei nostri pensieri, i quali, determinano le nostre azioni. Sì, esattamente quelle azioni con cui ognuno di noi, crea la propria realtà individuale per sé nel proprio ambiente più immediato e contribuisce a creare la realtà collettiva in cui tutti viviamo immersi in questo mondo.

Nel 1255, il Monaco Buddista Giapponese Nichiren Daishonin (1222 – 1282), scrisse in una lettera indirizzata ad un suo discepolo la seguente frase: “… Se la mente degli uomini è impura, anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura, lo è anche la loro terra. Non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente. Lo stesso vale per un Budda e un comune mortale. Quando una persona è illusa è chiamata comune mortale, ma una volta illuminata è chiamata Budda. …” Io credo che sia veramente così. Credo che questa affermazione fosse vera allora, lo è adesso, qui nel presente, e lo sarà per il futuro.

sabato, febbraio 06th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


La nostra mente divaga in continuazione. La domanda è, quando stiamo facendo qualcosa: riusciamo ad essere presenti in quello che stiamo facendo? O magari a tavola, all’ora di pranzo, pensiamo a come potremo spiegare a quella persona che il problema che abbiamo dipende dall’atteggiamento del collega che non fa che riprenderci sul nostro operato. Oppure, mentre siamo a guardare un film, pensiamo alla mattina dopo, al fatto che dovremo alzarci presto, e quindi a come organizzarci la giornata in modo efficace. Tanto di cappello. Complimenti. Seriamente, sono cose lodevoli, ciò significa essere attivi e responsabili, ma anche terribilmente assenti e scostanti. Non riuscite a gustarvi una pausa in santa pace e divagate in un momento di relax, pensando a quanto ci sia ancora da fare. La nostra mente ha bisogno di staccare la spina se non siamo in grado di farla pensare sempre come vogliamo. E in particolar modo, se stiamo cercando di trasformare i nostri schemi di pensiero, dei momenti in cui spegnere l’interruttore servono. Tuffati nel gustare il tramezzino preso al bar, prima di rientrare in ufficio. Assaporane la lattuga, i pezzetti di pomodoro, la consistenza del pane, mastica lentamente, pensa alle sensazioni che quel sapore ti suscita. Quando sarai al cinema o sul tuo divano a guardare un film, immergiti nell’esperienza dell’attore principale, vivi la storia, sentila tua…prova le varie sensazioni che la storia ti offre. Staccati dal tuo io. Offriti. Queste pause che facciamo durante la giornata ci permettono di essere più sereni, più tranquilli, e più lucidi quando si tratta di prendere una decisione. Probabilmente, dedicandoci mentalmente anche ad altre cose, quando si arriva a dover muovere un passo importante, vi sarà un tipo di razionalità diversa. Non stressata da una giornata di lavoro ininterrotto. Non condizionata dalle cose che possono averci colpito negativamente nell’arco del giorno.

Di nuovo, qualunque cosa ti capiti di fare nel tuo quotidiano, falla al 100%.

Altrimenti, il risultato sarà comunque pessimo. Pensa ad un medico che si lascia trasportare dai suoi pensieri durante un intervento chirurgico. No buono. Pensa alla lettura di un libro mentre per la mente ti passano mille cose, risultato, di cosa parla il libro? Non vi è nessun tipo di vantaggio nel vivere in modalità di “risparmio”. È come l’aver paura di darsi totalmente ed incondizionatamente al mondo per qualche sconosciuta paura. Non c’è assolutamente niente di cui aver paura. Niente dal quale doversi guardare le spalle. Goditi quei piccoli regali che la vita ti offre ogni giorno, unici ed irripetibili, ogni singola volta. Vivili, sentili, provali, abbracciali. Dedicandoti esclusivamente a quel momento. Concentrandoti esclusivamente sul benessere che ti provocano. Custodisci quei momenti.

venerdì, febbraio 05th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Liberamente riassunti da Patrizia Maria Bianco, I Riti Energetici

tratti da “I Cinque Tibetani” di Peter Kelder (Edizioni Mediterranee).


I Cinque Tibetani – Primo Rito:

Il primo rito è semplice. Viene praticato allo scopo esplicito di accelerare la velocità dei vortici. Giocando, i bambini lo fanno di continuo. Tutto ciò che devi fare è stare in piedi eretto e allargare le braccia in modo da portarle orizzontali al pavimento. Adesso ruota su te stesso finché non avverti un leggero capogiro. È molto importante che ruoti da sinistra verso destra. E se ti viene voglia di sederti o di sdraiarti per riprenderti dallo stordimento, fallo senza problemi. In qualità di principiante non devi sforzarti di fare di più. Col tempo, la pratica dei cinque riti ti metterà in grado di ruotare sempre di più sentendoti sempre meno intontito. Inoltre, per attenuare la sensazione di vertigine, puoi adottare l’espediente usato dai ballerini e da chi pratica pattinaggio artistico. Prima di iniziare a ruotare metti a fuoco un punto davanti a te. Non appena inizi a girare, continua a trattenere lo sguardo su quel punto il più a lungo possibile. In ultimo, dovrai far sì che quel punto abbandoni il tuo campo visivo così da poter ruotare su te stesso con il resto del corpo. Allora, ruota il capo molto velocemente, e rimetti a fuoco il punto non appena ti è possibile. Il punto di riferimento ti dà la possibilità di sentirti meno disorientato e stordito. Attenzione, non è la rotazione, che costituisce l’essenza dell’esercizio, a rappresentare il problema principale, ma il modo in cui la si porta a termine. Se volete interrompere la rotazione, divaricate i piedi portandoli alla stessa ampiezza delle spalle, toccatevi i palmi delle mani davanti al petto e guardatevi i pollici. Vi aiuterà a ritrovare l’equilibrio. Questo primo rito, può essere eseguito anche alla fine (cioè dopo gli altri esercizi). Potete quindi iniziare la sequenza degli esercizi con il secondo rito.

I Cinque Tibetani – Secondo Rito:

Il secondo rito è ancora più semplice da eseguire. Nel secondo rito, per prima cosa ci si sdraia a terra in posizione supina. È meglio stendersi su un tappeto spesso o su una superficie imbottita. Il suo scopo è unicamente quello di isolare il corpo dal pavimento freddo. Dopo esserti steso sul dorso, distendi completamente le braccia lungo i fianchi e appoggia i palmi delle mani sul pavimento tenendo le dita unite. Poi solleva il capo da terra ripiegando il mento sul petto. Nel far ciò, solleva le gambe con le ginocchia tese, portandole in posizione verticale. Se riesci, estendi le gambe all’indietro verso la testa, ma senza piegare le ginocchia. Poi, lentamente riporta a terra sia il capo che le gambe tenendo le ginocchia tese. Rilassa tutti i muscoli, poi ripeti il rito. Ogni volta che lo esegui, instaura un ritmo respiratorio: inspira profondamente quando sollevi le gambe e il capo, espira completamente quando li abbassi. Tra un’esecuzione e l’altra, quando stai rilassando i

muscoli continua a respirare mantenendo lo stesso ritmo. Quanto più profondamente respiri, tanto meglio è. Se non riesci a tendere perfettamente le ginocchia, piegale quanto ti è necessario. Continuando a eseguire il rito riuscirai a tenderle al massimo.

Durante questo esercizio l’errore più comune è quello di sollevare contemporaneamente le gambe e la parte inferiore della schiena. Così facendo, la schiena si indebolisce. Quando sollevate le gambe, fate aderire la schiena al pavimento. In tal modo, farete sì che il movimento parta dai talloni. Spingete i talloni lontano dal corpo. Le dita dei piedi vanno verso i polpacci. Questa posizione attiva gli estensori delle gambe. Potete anche collocare le mani sotto ai glutei, aiutando così le gambe ad assumere la posizione verticale. Se soffrite di lordosi (massima curvatura della parte inferiore della schiena), prima di alzare le gambe appoggiate completamente i piedi sul pavimento. E non abbassate le gambe tese. Riportate a terra per primi i piedi e lasciateli scivolare sul pavimento fino a distendere completamente le gambe.

I Cinque Tibetani – Terzo Rito:

Il terzo rito deve essere praticato immediatamente dopo il secondo. Anch’esso è molto semplice. Tutto quello che devi fare è inginocchiarti sul pavimento tenendo il corpo eretto. Appoggia le mani sui muscoli delle cosce. Adesso inclina in avanti il capo e il collo e ripiega il mento sul petto. Poi inclina dolcemente il capo piegandoti contemporaneamente all’indietro e inarcando la spina dorsale. Mentre ti inarchi, per sostenerti afferra le cosce con le braccia e le mani. Dopo l’inarcamento, torna alla posizione iniziale e ripeti daccapo il rito. Come nel secondo rito, è opportuno instaurare uno schema ritmico di respirazione. Inspira profondamente quando inarchi la spina dorsale. Espira quando ritorni in posizione eretta. Il respiro profondo è altamente benefico, quindi introduci nei polmoni quanta più aria possibile.

Nell’eseguire questo terzo esercizio è molto importante che: Quando siete in ginocchio, abbiate cura di flettere le dita dei piedi, altrimenti, con tutta probabilità, inizierete a inarcarvi dalla parte inferiore della schiena piuttosto che da quella superiore. Per evitare di indebolire la parte inferiore della schiena tendete i muscoli dei glutei. Vi consiglio di assumere con le mani una posizione differente da quella canonica. Appoggiatele sulla parte inferiore della schiena con le dita rivolte verso il basso. È una preparazione migliore all’inarcamento; inoltre, avvicinando le scapole si allarga il torace. Secondo la mia esperienza questo esercizio crea dei problemi per i ripetuti piegamenti del collo in avanti e indietro. È particolarmente importante stirare il collo prima di piegare il capo in avanti. Abbassate il capo a partire dal mento e inclinatelo con delicatezza all’indietro. Per stabilire di quanto dobbiate piegare il capo all’indietro, appoggiate una mano sulla nuca e inclinatelo. Togliete la mano e mantenetelo in quella posizione. Posizione di riequilibrio da effettuarsi dopo l’ultima esecuzione.

Per chiudere in modo benefico il terzo rito lasciatevi cadere dolcemente in posizione embrionale: poggiando sui talloni con le dita tese, sporgetevi in avanti, la fronte sul pavimento, la schiena tonda e morbida, le spalle e le braccia rilassate. E respirate.

I Cinque Tibetani – Quarto Rito:

Per prima cosa, siediti a terra con le gambe distese davanti a te e divaricale di circa trenta centimetri. Tenendo il busto eretto, appoggia i palmi delle mani sul pavimento di fianco ai glutei. Poi piega il mento in avanti sul petto. A questo punto sprofonda il capo fin dove è possibile. Contemporaneamente solleva il corpo in modo che le ginocchia si pieghino mentre le braccia rimangono tese. Il busto dovrebbe formare con la parte superiore delle gambe una linea retta, orizzontale al pavimento. Le braccia e la parte inferiore delle gambe formeranno una linea verticale perpendicolare al pavimento. Poi, tendi ogni muscolo del corpo. Infine, tornando alla posizione iniziale seduta, rilassa i muscoli e riposati prima di ripetere il procedimento. La respirazione è importante anche per questo rito. Inspira profondamente quando sollevi il corpo. Trattieni il respiro quando tendi i muscoli. Espira completamente quando scendi a terra. Continua a respirare rispettando lo stesso ritmo durante il periodo di riposo tra un’esecuzione e l’altra.

Il punto centrale di questo esercizio dovrebbe essere il raddrizzamento e lo stiramento della spina dorsale. Usate le mani come sostegno per sedervi con la schiena perfettamente dritta. Abbassate il capo solo dopo aver stirato il collo. Iniziate a sollevare il busto a partire dal bacino e fatelo indietreggiare per evitare di piegare le gambe prima che il corpo si sia sollevato dal pavimento. Spingete il bacino verso i piedi. Durante l’espirazione portatevi seduti tra le mani e raddrizzate la colonna vertebrale. Posizione di riequilibrio da effettuarsi dopo l’ultima esecuzione.

I Cinque Tibetani – Quinto Rito:

Per eseguire il quinto rito il corpo deve essere rivolto al pavimento. A mo’ di sostegno poggia le mani sul pavimento e fletti le dita dei piedi. Durante tutta l’esecuzione del rito mani e piedi devono trovarsi alla distanza di sessanta centimetri, le braccia e le gambe tese. Inizia con le braccia perpendicolari al suolo e la schiena inarcata cosicché il corpo ne risulti incurvato. A questo punto inclina dolcemente il capo all’indietro il più possibile. Poi piegati all’altezza dei fianchi e solleva il corpo fino a fargli formare una V capovolta. Contemporaneamente porta in avanti il mento ripiegandolo sul petto. È tutto qui. Riportati alla posizione di partenza e ricomincia daccapo tutto il rito. In capo a una settimana la persona media considererà questo rito uno dei più facili da compiere. Quando sarai diventato abile lascia cadere il corpo dalla posizione sollevata fino a fargli quasi toccare il pavimento senza peraltro entrarne veramente a contatto. Tendi i muscoli per un attimo sia nel punto di elevazione che in quello di abbassamento. Segui lo stesso schema respiratorio utilizzato nei riti precedenti. Inspira profondamente quando sollevi il corpo. Espira completamente quando lo abbassi.

Iniziate questo esercizio a partire da una posizione prona per accertarvi che la distanza tra le mani e i piedi sia corretta. Le mani si trovano in prossimità del torace, le dita dei piedi sono flesse. Usate le mani e la potenza della schiena per spingervi nella posizione che si accompagna all’espirazione. Contraete i muscoli dei glutei, per non indebolire la parte inferiore della schiena. Mentre espirate, alzate i glutei e spostatevi nella posizione invertita cosiddetta a V, portando i glutei in alto e indietro. Così facendo allungherete la parte inferiore della schiena. Fate sempre questo esercizio a piedi scalzi su una superficie non scivolosa altrimenti, lo sforzo per non scivolare impiegherà molte delle vostre energie.

(N.B. Il modo in cui tratto gli argomenti di questo articolo vuole avere la leggerezza di una chiacchierata tra amici. Se sei interessato ad approfondire al meglio la tua conoscenza riguardo agli argomenti trattati, utilizza il libro come punto di riferimento).

giovedì, febbraio 04th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Per ottenere una qualunque cosa nella vita, ci vuole determinazione.

Quell’essenza che faccia apparire anche il più grosso degli ostacoli fisici, una nostra semplice illusione mentale.

Perché è così che funziona.

Dovremo cercare di comprendere che gli ostacoli fisici, in realtà, hanno un peso relativo, nei nostri problemi. Qualunque tipo di problema si abbia, il 99% è influenzato dal nostro modo di pensare. Se sei povero, sono certa che la tua prima preoccupazione siano i soldi.

E’ comprensibile, ma è un dato di fatto che la cosa a cui diamo maggiore energia, è la costante della nostra vita. Quindi se ci preoccupiamo in continuazione della mancanza di denaro, creiamo in continuazione altra mancanza di denaro. Tutte le scelte che si dovranno fare in ambito economico, se la nostra paura è quella di rimanere al verde, non andranno a buon fine, non c’è molto da dire. Perché qualunque passo mosso verso una qualunque direzione sarà dominato dal timore e dalla preoccupazione. Aleggerà sempre il dubbio di aver fatto o meno la scelta giusta, e questo non avrà nessun effetto positivo sul risultato. Ci vuole altro. Ci vuole Determinazione.

E non è per darsi un tono, per fare i grossi. Sono seria. È sinceramente tutto quello che ti serve.

Della sana Determinazione.

Qualunque cosa tu voglia realizzare nella tua vita, dovresti desiderarla con tutto te stesso, Fiducioso che quella cosa arriverà, o meglio sta già arrivando, e tu non stai facendo altro che prepararti a riceverla… La tua determinazione sarà potente, e qualunque situazione ti si porrà dinnanzi saprai gestirla e risolverla. Non avrai quella pressione che ti rode da dentro e che ti crea angoscia ed ansia.

Rilassati senza perdere di vista il tuo obiettivo.

Amalo, sognalo, attrailo.

Sorridi, respira, agisci.

Abbi fiducia nelle tue splendide potenzialità.

Chiunque abbia mai concluso qualcosa nella propria vita sapeva che avrebbe realizzato il proprio scopo, anche se non sapeva come. E nemmeno tu devi sapere come.

Affidati.

L’unica cosa che devi avere chiara come una foto ad alta risoluzione è la tua destinazione.

Se vuoi andare a Roma potresti pensare che l’unica alternativa sia prendere un treno.

E infatti ti sbagli. Potresti usare in aereo, andarci coi pattini, in bicicletta, un amico potrebbe andarci per qualche ragione e ti potrebbe dare un passaggio. Tu non puoi saperlo. Le possibilità sono infinite, e noi non facciamo altro che limitarci a 2 o 3 ipotesi. Viviamo in una delle epoche più meravigliose. Possiamo comunicare in modo istantaneo con una persona dall’altra parte del globo, eppure pensiamo in modo così limitato quando si tratta della nostra felicità, o di cose che per noi contano davvero.

Qual è il problema?

Pensi di non meritarti quello che desideri?

No? E perché?

Per quale assurda ragione non dovresti meritartelo?

Tu sai di essere una persona splendida e meravigliosa, di avere tutti i requisiti per ottenere tutto quello che vuoi dalla tua vita. I nostri cervelli sono davvero potenti, il tutto si riduce ad un semplice allenamento, vanno tenuti in funzione. Ma sono tutti uguali, ognuno, come in una borsa, ci mette quello che vuole, ma a livello di capienza e capacità, abbiamo tutti lo stesso cervello – borsa. Quello che dona ai nostri risultati un aspetto totalmente diverso, è il Cuore.

Quello che è diverso per ogni persona è il Cuore.

Il tuo Cuore decide cosa mettere nel cervello – borsa, e di conseguenza la sua qualità.

Scegli con cura e saggezza cosa mettere nel tuo cervello.

Se li farai lavorare assieme, niente potrà mai fermarti. Avrai un alleato così prezioso, che non puoi averne un’idea finché non lo sperimenterai con la tua vita.

Prova, buttati, non te ne pentirai.

Fidati.

mercoledì, febbraio 03rd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Premessa commentata da Patrizia Maria Bianco, Liberamente Tratta da

I Cinque Tibetani” di Peter Kelder (Edizioni Mediterranee).


Il corpo ha sette centri energetici che potremmo chiamare vortici. Gli Indù li chiamano chakra. Sono campi elettrici potenti, invisibili a occhio nudo, tuttavia assolutamente reali. Ciascuno dei sette vortici ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola. Sono gli ormoni a regolare tutte le funzioni del corpo incluso il processo di invecchiamento.

I sette vortici energetici del corpo sono localizzati nelle sette ghiandole endocrine:

Il Primo vortice, è situato sulle ghiandole riproduttive.

Il Secondo si localizza nel pancreas, nella regione addominale.

Il Terzo si accentra nelle ghiandole surrenali nella regione del plesso solare.

Il Quarto vortice ha il proprio centro nella ghiandola del timo situata nella regione del cuore.

Il Quinto è posto nella ghiandola tiroide che sì trova nel collo.

Il Sesto ha sede nella ghiandola pineale alla base posteriore del cervello.

Il Settimo vortice è situato nella ghiandola pituitaria alla base anteriore del cervello.

In un corpo sano, ciascuno di questi vortici ruota a grande velocità, permettendo all’energia vitale detta anche “prana” o “energia eterica” di scorrere verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Quando tutti i vortici girano molto rapidamente e alla stessa velocità, il corpo è in perfetta salute. Ma se uno o più di questi vortici rallenta, il flusso di energia vitale ne risulta inibito o bloccato. È così che potremmo definire un cattivo stato di salute, il deterioramento fisico e l’invecchiamento.

Alle sette ghiandole endocrine corrispondono i sette chakra principali. I chakra (centri energetici) si troverebbero intorno alle ghiandole talvolta in una posizione di “scambi”, come per esempio, il chakra superiore, collegato alla ghiandola pineale, che agisce sulla testa come collegamento energetico con il cosmo. Perciò, in un individuo sano i vortici rotanti si estendono dall’interno del corpo verso l’esterno, ma nelle persone anziane, nei deboli e nei malati, raggiungono a malapena la superficie. Il modo più rapido per riacquistare giovinezza, salute e vitalità è quello di avviare il normale movimento rotatorio dei centri. Un risultato che si può ottenere con cinque semplici riti.

All’inizio, la gente chiama questi riti esercizi isometrici. È vero che i cinque riti sono utili per stirare i muscoli irrigiditi e le articolazioni, e che migliorano il tono muscolare. Ma non è questo il fine che essenzialmente si propongono. Il vero e proprio vantaggio che si ricava dall’esecuzione dei riti è la normalizzazione della velocità dei vortici in rotazione, avviando il loro movimento rotatorio a una velocità adatta a un uomo o a una donna di, diciamo, venticinque anni di età. In quegli individui tutti i vortici ruotano alla stessa velocità. D’altra parte, se potessi vedere i sette vortici che comunemente possiedono un uomo o una donna di mezz’età, ti renderesti conto immediatamente che hanno drasticamente rallentato, che stanno girando a velocità differenti e che nessuno di loro funziona in armonia con gli altri. I più lenti provocano un deterioramento di quella parte del corpo, i più veloci sono causa di nervosismo, ansia e spossatezza. Perciò, è la condizione anormale dei vortici la causa di un cattivo stato di salute, del deterioramento e della vecchiaia.

Naturalmente è molto importante ricordare che ogni tecnica, compresi i riti tibetani, ha bisogno di essere riconsiderata, di quando in quando, da insegnanti esperti. Anche un piano di esercizi come questo, che riscuote tanto successo, nasconde dei pericoli se non è eseguito correttamente. Ad esempio, i disturbi alla tiroide e i problemi al collo e alla parte inferiore della schiena possono peggiorare se i riti tibetani vengono eseguiti impropriamente. È importante controllare la propria pratica ed essere al corrente del grado di abilità raggiunta. Poiché ci vorrà del tempo prima che sappiate verificarlo, è molto utile che vi atteniate il più strettamente possibile alle indicazioni scritte.

Domande e Risposte Per Saperne Di Più

In quale momento della giornata bisogna eseguire i riti?

Si possono praticare di sera o di mattina, in qualunque momento risulti opportuno.

Quante volte bisogna effettuare ciascun rito?

Per cominciare ti suggerisco di praticare ciascun rito ogni giorno per tre volte al giorno durante la prima settimana. Poi, per ogni settimana successiva, aggiungi due esecuzioni quotidiane in più fino ad arrivare a ventuno esecuzioni giornaliere di ciascun rito. In altre parole la seconda settimana, effettua i riti ogni giorno per cinque volte; la terza sette volte; la quarta, esegui ciascun rito ogni giorno per nove volte e così via. In capo a dieci settimane, sarai in condizione di praticare ogni giorno i cinque riti per intero ventuno volte. Se hai qualche difficoltà a eseguire il primo rito, il volteggio, lo stesso numero di volte degli altri, limitati a ripeterlo quanto ti è possibile senza sentirti eccessivamente stordito. Infine sarai in grado di ruotare su te stesso le ventuno volte prescritte.

Ciascun rito è ugualmente importante?

I cinque riti funzionano dandosi la mano l’un l’altro e sono tutti ugualmente importanti. Certo, ciascuno di essi, preso a sé, è efficace, ma sono necessari tutti e cinque per ottenere i migliori risultati. Se, dopo aver eseguito i riti per un certo periodo di tempo, scopri di non essere in grado di effettuarli tutti per il numero di volte prescritte, prova a suddividerli in due sedute, una al mattino, una la sera. Se non riesci assolutamente a effettuare uno dei riti, tralascialo e fai gli altri quattro. Poi dopo un periodo di alcuni mesi, riprova quello con cui avevi delle difficoltà. In tal modo i progressi si avranno molto più lentamente, ma si realizzeranno comunque. Non devi in nessun caso affaticarti. Sarebbe controproducente. Esercitati semplicemente quanto ti è possibile, e aumenta gradatamente. E non scoraggiarti mai. Sono pochissime le persone che col tempo e con la pazienza non riescono in ultimo a eseguire tutti i riti ventun volte al giorno.

Che succede se si omette completamente uno dei riti?

I riti sono così potenti che se se ne tralascia uno pur continuando a praticare regolarmente gli altri quattro per il numero di volte prescritte, si ottengono comunque ottimi risultati. Persino un solo rito produce meraviglie. Quindi, se capisci di non farcela a effettuare tutti i riti o a ripeterli per ben ventuno volte, stai pur certo che qualunque cosa tu faccia, otterrai ottimi risultati.

Si possono praticare i riti unitamente a una disciplina fisica o le due cose entrano in conflitto?

Senza alcun dubbio, se stai già seguendo un programma di esercizi ginnici, continua a eseguirlo. In caso contrario, prendi in considerazione l’idea di iniziarne uno. Ogni forma di esercizio, ma in particolare quelli di tipo cardiovascolare, aiutano il corpo a mantenere l’equilibrio della giovinezza. Inoltre, i cinque riti contribuiscono a normalizzare i sette vortici rotanti e il corpo diventa ancor più ricettivo ai benefici prodotti dagli esercizi.

Ci sono altre tecniche che si associano ai cinque riti?

Oltre alla respirazione profonda e ritmica da effettuare tra una ripetizione e l’altra dei riti, in aggiunta tra un rito e l’altro, converrebbe rimanere in piedi, eretti con le braccia lungo i fianchi ed effettuare alcune profonde respirazioni ritmiche. Espirando, immagina che ogni tensione presente nel tuo corpo si allontani e ti faccia sentire rilassato e a tuo agio. Quando inspiri, immagina di riempirti di un senso di benessere e soddisfazione. Ti suggerisco inoltre di fare un bagno tiepido o fresco dopo i riti, non freddo, comunque. Strofinare rapidamente il corpo prima con un asciugamano bagnato, poi con un asciugamano asciutto, è probabilmente ancora meglio. C’è una cosa su cui devo metterti in guardia: non devi mai fare né una doccia, né un bagno, né strofinarti con un asciugamano bagnato che siano così freddi da farti provare internamente una sensazione di gelo. Se fai una cosa del genere, distruggerai tutto ciò che hai ottenuto di positivo dall’esecuzione dei riti.

È mai possibile che la “Fonte della Giovinezza” sia davvero così semplice?

Tutto quello che devi fare è effettuare i cinque riti tre volte al giorno, tanto per cominciare, e aumentare gradatamente fino a eseguirne ventuno quotidianamente. È questo il segreto straordinariamente semplice che, se fosse conosciuto, apporterebbe beneficio al mondo intero. Naturalmente per ottenere degli autentici benefici, devi eseguire i riti tutti i giorni. Puoi tralasciare un giorno a settimana, mai uno di più. E se interrompi l’esecuzione quotidiana a causa di un viaggio d’affari o di qualunque altro impegno, i tuoi progressi, nel complesso, ne risentiranno. Fortunatamente, la maggior parte delle persone che inizia la pratica dei cinque riti, scopre che l’esecuzione quotidiana è non solo facile ma anche piacevole e remunerativa. Dopo tutto, occorrono più o meno venti minuti per farli tutti e cinque. E una persona fisicamente idonea, può effettuarli in dieci minuti o anche meno. Se ti risulta difficile avere a disposizione una quantità di tempo libero pur così limitata, alzati semplicemente qualche minuto prima la mattina o vai a letto un po’ più tardi la sera. I cinque riti servono espressamente allo scopo di recuperare il corpo a uno stato di salute e di vitalità giovanile.

In questo articolo ho raccolto e sintetizzato alcune informazioni che ti possono essere utili qualora tu volessi sperimentare I Cinque Riti Energetici (in tal caso però ti suggerisco di fare come faccio io, utilizza il libro in quanto, naturalmente, è più dettagliato al riguardo).

(N.B. Il modo in cui tratto gli argomenti di questo articolo vuole avere la leggerezza di una chiacchierata tra amici. Se sei interessato ad approfondire al meglio la tua conoscenza riguardo agli argomenti trattati, utilizza il libro come punto di riferimento).

giovedì, gennaio 28th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Tutti desideriamo qualcosa, il problema è che spesso siamo concentrati sul pensare a quello che vogliamo accuratamente evitare.

Ad esempio: “oggi non voglio avere nessun tipo di problema in ufficio” oppure “non ce l’ho fatta a studiare, e domani non ce la potrò proprio fare a sostenere una interrogazione, speriamo che non becchi me” oppure “l’ho visto parlare con un’altra donna, se mi stesse tradendo, non saprei proprio cosa fare”. Questi sono classici esempi del tipo di richieste che inconsciamente emettiamo più o meno ogni giorno.

Come prima cosa, ribadisco un concetto: le cose a cui pensiamo, tendiamo ad immaginarle, mentre attraversano la nostra mente, ovvero, leggi qui: “un profumo di fiori ti travolge, ti accorgi di essere in un immenso prato, con tantissime farfalle colorate che ti svolazzano attorno, il sole riscalda la tua pelle e l’erba alta ti solletica le gambe, sfiori con le dita una margherita, accarezzandone i petali…” non dirmi che non hai mai visualizzato nessuno di questi dettagli da me descritti. Mi sbaglio?

Li hai visualizzati dunque. E’ esattamente la stessa cosa che accade quando stiamo sognando. Molto spesso, per il loro realismo, i sogni che facciamo, ci accorgiamo che sono tali solo quando la sveglia ci chiama. Fino a quel momento per noi era una cosa che stava accadendo. Quindi, ogni volta che un pensiero affiora nella nostra mente, crea una visione. Abbiamo miliardi di pensieri che affollano la nostra mente ogni giorno, e noi siamo consci solo di una minima parte di essi. Il risultato è che la nostra testa è una officina creativa. Possiamo plasmare e vedere sotto aspetti diversi tutto quello che alberga lì dentro.

Quindi, ricollegandosi agli esempi iniziali delle richieste inconsce di evitare problemi, il risultato è questo: quando pensiamo a qualcosa con forte desiderio di evitarlo, dobbiamo prima immaginarlo vividamente. E per finire ci mettiamo sopra un bel “NO” sopra, come a dire “Questo Non Lo Voglio!”. E intanto la nostra mente ci ha fregati, perché comunque vada, lo abbiamo immaginato, abbiamo sentito la spiacevolezza delle liti con i nostri colleghi, la professoressa che con voce suadente ci chiama all’interrogazione, impreparati, la visione del nostro fidanzato intento a sbaciucchiarsi con un’altra ragazza. Eccoci.

Non veniamo pagati un centesimo per tutti i viaggi mentali che facciamo. Mentre pensiamo non cascano monete dal cielo, un pensiero non viene retribuito con denaro. E non dobbiamo nemmeno spendere soldi per farne. Sono gratis. In compenso, però, ci regalano delle emozioni. Quindi, volere evitare una lite, mi farà sentire l’agitazione che essa causa, una interrogazione che voglio evitare, mi farà sentire la tensione e l’ansia nell’attesa della chiamata, immaginare il proprio uomo con un’altra donna ci farà sentire tristi ed abbandonati. Risultato? Non abbiamo speso, né guadagnato neanche un soldo, ma in compenso, ci siamo appena ridotti in uno stato emotivo pietoso.

Il punto è: proprio perché non costa niente, perché non provare a pensarla all’inverso? Perché non immaginarsi dei colleghi solari ed una giornata lavorativa tranquilla? Perché non immaginarsi una giornata di lezione serena? Perché non uscire col nostro partner e stargli accanto convinte di essere l’uno la metà dell’altro? Quello che sto dicendo non è di vivere con delle fette di prosciutto sugli occhi, sto solo tentando di spiegare, che poiché la nostra mente è colei che crea le emozioni che proviamo, più formuliamo le nostre visioni in modo positivo, più di conseguenza staremo bene, saremo più rilassati e sereni ed influenzeremo positivamente anche il nostro ambiente.

E con questa tranquillità, ci verrà più naturale passare una giornata senza problemi o intoppi, perché non saremo agitati, spaventati o tristi. Basta scegliere, nel momento in cui un pensiero negativo arriva, di porlo sotto la luce della nostra consapevolezza, e di vederlo con un po’ più di pace ed obbiettività.

giovedì, gennaio 21st, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Seven Productivity Tips For People That Hate GTD dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Articolo scritto da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind.

Non tutti “Get Things Done”, ovvero fanno sì che “Le Cose Vengano Fatte”. Lo so perché nemmeno io lo facevo. Il tutto mi creava moltissima ansia.

Non ho niente contro il metodo o David Allen. Sono sicuro che per qualcuno sia grandioso (è per questo che in molti lo seguono, no?). Ma per altri, proprio non va. Principalmente per le presone dalla mente estremamente creativa.

Quando si arriva al “Far Sì Che Le Cose Vengano Fatte” o ad altre strategie di questo tipo, è spesso facile cascare nell’abitudine del fare troppi progetti, esagerando. Ti “fanatizzi” sul metodo e perdi di vista l’obbiettivo principale, ovvero la produttività.

Inoltre vi è una grande breccia nelle risorse sulla produttività che non comprende un linguaggio incomprensibile e diagrammi elaborati. Tipicamente, questo accade nel settore creativo. Non sto dicendo che il GTD non funzioni o che non sia meraviglioso. Semplicemente non è sulla stessa lunghezza d’onda di alcune persone (e fa venir loro letteralmente la nausea).

Qui puoi trovare sette dei migliori, semplici, e a volte apparentemente contraddittori metodi per incrementare la tua produttività.

  1. Crea una “stop list”. Se non stai ottenendo i risultati che speravi, è possibile che di fatto non ti importi molto delle cose che stai facendo. Il modo migliore per cambiare questa situazione è quello di creare una “stop list”. Troppo spesso spendiamo un sacco di tempo a creare liste di cose che dobbiamo fare, ma raramente riflettiamo alle cose che non funzionano. Quindi, stila un elenco di tutte quelle cose che ti rubano tempo ed energie. Cerca di capire quale di queste cose sta avendo l’impatto più negativo su di te nel fare le cose che vuoi DAVVERO fare. Considera questo punto ogni giorno.
  2. Concentrati su brevi “esplosioni”. E’ piuttosto triste quando ci rendiamo conto che la maggior parte dei nostri sogni muore a causa di una mancanza di azioni concentrate. Se ti lasci distrarre continuamente dalla televisione, dal navigare su internet o qualunque cosa sia, ti stai tirando la zappa sui piedi. Per di più pensiamo che un alto livello di concentrazione è qualcosa di cui solo dei super-uomini possano beneficiare. Ma la concentrazione mentale è simile al costruire muscoli; è qualcosa col quale dobbiamo allenarci assiduamente. Quindi, cerca di capire quanto “peso mentale” puoi riuscire a sopportare e comincia da lì. Mettiti come obbiettivo quello di rimanere concentrato sul tuo impegno per 50 minuti, e poi prenditi una pausa di 10 minuti per fare quello che vuoi. Poi ripeti. Se non riesci a “sostenere” 50 minuti, prova con 20, o perfino 10. Gradualmente incrementa la tua “resistenza” (il tempo durante il quale riesci a mantenere la concentrazione) ogni settimana.
  3. Definisci ogni giorno la ragione per cui fai quello che fai. Qual è il tuo Meraviglioso Qualcosa? Prenditi il tempo per definire chiaramente la ragione più profonda che ti muove verso il tuo obbiettivo. Adesso appuntalo su un post-it o crea un promemoria giornaliero che magari ti arrivi per email tutti i giorni.
  4. Concediti di fare figuracce. Una delle ragioni più considerevoli per il quale evitiamo di fare le cose che ci piace fare è perché abbiamo paura di cascare, faccia a terra, davanti a tutti. E loro rideranno o penseranno che non siamo affatto brillanti,e tutte le tue teorie sul come tu non sia un genio diverranno vere. Eccoti una buona notizia: Non sarai mai nessuno di grande, se prima non ti concedi di non eccellere. Quindi abbraccia le tue figuracce. Non permettere alla paura del fallimento di allontanarti dal fare ciò che realmente ami.
  5. Concentrati sulle Tre C. Quando arrivi al punto cruciale, ci sono tre cose principali che devi fare per avere successo in quello che vuoi fare. Hai bisogno di Creare, di Connettere, e hai bisogno di Consumare. Detto in altre parole necessiti di produrre/condividere, costruire e nutrire le relazioni, e mantenere il tuo buonsenso. Uno squilibrio in queste aree incepperà il tuo intero processo. Se sei sempre a consumare, ma non proietti nella vita reale, fuori, le idee che ti vengono, non farai mai molti progressi verso il tuo obbiettivo. Se connetti senza creare, non avrai niente da condividere. E se crei senza imparare continuamente, diverrai obsoleto. Definire un obbiettivo per le Tre C ti aiuterà a concentrarti sul tuo scopo per tutta la giornata. Ti aiuterà inoltre a capire che passare del tempo su Twitter a socializzare è importante tanto quanto creare. Tutto sta nel trovare il giusto equilibrio.
  6. Smetti di dare importanza a cose che non ne hanno. Questo consiglio appare molto semplice, ma non lo si ripete mai abbastanza. E’ estremamente facile lasciarsi coinvolgere ed ossessionare da tutte quelle piccole cose che di fatto non sono molto di rilievo. Il modo migliore di superare questa tendenza è quello di cominciare a pensare ad esse in una prospettiva diversa: pensa all’impatto che quelle cose hanno. Tutte le volte che cominci ad agitarti per dei minuscoli dettagli, chiediti che ne conseguirà, quanto durerà il risultato ottenuto. Se spesso passi la gran parte del tuo tempo a compiere azioni che non avranno più un effetto dopo una settimana o un mese, rimarrai sempre fermo a quel punto. Comincia a dare meno peso alle cose che non hanno importanza. Ne va della tua vita.
  7. Rendilo stupidamente semplice. Se ti stai arrovellando per fare qualcosa che per te conta molto, probabilmente ti stai complicando le cose. Cerca di fare qualcosa che sia davvero semplice, come lavorare su “quella cosa che ami” per un’ora al giorno. Un’ora tutti i giorni. Non importi di terminarla o di renderla perfetta. Fai solo in modo di poter fare qualcosa che ti piace fare ogni giorno, per un’ora, per 30 giorni.

I complicati sistemi di produttività non sono indicati per tutti, e non devono esserlo. Non preoccuparti se il GTD ti spaventa o ti manda il cervello in tilt, puoi comunque far si che le cose che ti stanno a cuore vengano fatte.