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giovedì, marzo 04th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Tutte gli esseri viventi, compreso l’uomo, possiedono l’istinto di chiedere aiuto. Perché? Quale senso avrebbe mai essere innatamente dotati di questo istinto, di questo impulso all’invocazione, se non fosse che per ogni causa posta, esiste un effetto corrispondente. Per ogni domanda, per ogni implorazione, esiste una risposta. Non sono forse le nostre invocazioni, qualunque esse siano, una forma di preghiera? Perciò prega perché ti sia data una guida! Non pregare per le cose materiali di questo mondo in sé, come ricevere dell’oro, l’amore, la fama, il successo, la felicità o la buona salute.

Prega soltanto perché ti sia data una guida. Chiedi che ti venga mostrata la via, il modo, per ottenere queste cose. E la tua preghiera otterrà sempre una risposta. Ma se quando chiedi, non credi con tutto il cuore che la risposta ti arriverà, se non disponi con sincerità e fiducia il tuo cuore all’ascolto, probabilmente, quando sarà il momento, non saprai cogliere le risposte che ti arriveranno. È indispensabile che tu sappia riconoscere ciò che ti aspetti, ciò che vuoi vedere. E che ti aspetti, con irremovibile certezza, di riceverlo o di raggiungerlo. Questo richiede coraggio. Il coraggio di affidarsi alla propria vita con fiducia, speranza e una sana dose di ottimismo. Una fede sincera e profonda fa nascere dentro di te proprio il coraggio di cui hai bisogno. Quel coraggio che ti consente di affrontare e vivere la vita, appunto, con fiducia in te stesso, speranza e ottimismo, perché tutto passa. E non si è mai sentito di un inverno che, per quanto rigido, alla fine non ceda il passo alla primavera. Perché perfino dietro le nuvole più scure e minacciose, anche se non lo si vede, il sole continua a splendere. Perché, come dice Daisaku Ikeda, la fede ci rende capaci di far emergere da dentro di noi, la forza vitale necessaria a condurre esistenze felici e a proprio agio. Perciò, ognuno di noi può decidere di illuminare se stesso e illuminare la propria vita in relazione a ciò in cui crede. Anche tu!

C’è una storia in proposito che ti voglio raccontare. S. B. Fuller era un bambino nato in una famiglia di colore, molto numerosa e povera della Louisiana. A cinque anni già lavorava nei campi. Le famiglie di contadini che pagavano l’affitto per la terra che lavoravano, accettavano la povertà come un destino inevitabile e non chiedevano altro. Ma il piccolo Fuller era diverso da tutti gli altri perché aveva una madre straordinaria. Lei non voleva accettare, almeno per i suoi figli, quella povertà. Lei sognava di vivere in un mondo di gioia e abbondanza. E parlava spesso di tutto questo con suo figlio. “Sai S. B., non dovremmo essere poveri” gli diceva. “E non voglio mai sentirti dire che siamo disgraziati per volontà divina. Noi siamo poveri sì, ma non per volere di Dio. Lo siamo perché il papà non ha mai desiderato essere ricco. Nella nostra famiglia nessuno ha mai voluto cambiare le cose.”

L’idea di questo desiderio si radicò profondamente nella mente del piccolo Fuller, tanto da trasformargli l’esistenza. Cominciò a volere essere ricco. Si concentrava sulle cose che voleva e teneva i suoi pensieri lontano dalle cose che non voleva. Desiderava essere milionario, decise che la maniera più rapida per fare soldi era vendere qualcosa e scelse i saponi. Li vendette porta a porta per dodici anni. Poi venne a sapere che l’azienda che lo riforniva era stata messa in vendita a 150.000 dollari. Lui, in dodici anni di faticosissimi risparmi aveva messo da parte solo 25.000 dollari. Decise di darli come caparra. A questo punto aveva dieci giorni di tempo per trovare i restanti 125.000 dollari. Se non ci fosse riuscito, per contratto, avrebbe perso anche la caparra. Si rivolse a tutti gli uomini d’affari e alle aziende importanti di cui, nei suoi dodici anni di venditore, si era guadagnato il rispetto e l’ammirazione. Ma anche agli amici, alle società finanziarie e mutualistiche. Alla sera del decimo giorno, era riuscito a mettere insieme 115.000 dollari.

Gliene mancavano ancora 10.000. Aveva ormai esaurito ogni fonte di credito. Ricorda Fuller: “Era ormai sera inoltrata e, nell’oscurità della mia camera, mi inginocchiai a pregare. Chiesi a Dio di indirizzarmi alla persona che mi avrebbe prestato per tempo la somma per cui ero scoperto. Decisi di percorrere la Sessantunesima strada fino a individuare la prima insegna illuminata di un negozio. Implorai Dio di rendere quell’insegna la luce che mi avrebbe indicato la Sua risposta”. Così fece. Erano le undici di sera quando Fuller, dopo aver percorso alcuni isolati, vide l’insegna dell’ufficio di un appaltatore. Entrò. Seduto alla scrivania c’era un uomo stanco per il lavoro straordinario, che Fuller conosceva di sfuggita. Si rese conto che doveva essere audace. “Vuole guadagnare 1.000 dollari?” gli chiese di punto in bianco. Preso alla sprovvista, l’appaltatore rispose: “Sì, ovviamente”. Prontamente Fuller gli disse: “Allora firmi un assegno di 10.00 dollari. Glieli restituirò con un interesse di 1.000 dollari.” A garanzia, fece il nome di altre persone che gli avevano prestato denaro e gli spiegò in dettaglio di che affare si trattasse. Uscendo quella sera dall’ufficio dell’appaltatore, Fuller aveva in tasca un assegno da 10.000 dollari. Comprò la società di saponi. In seguito, riuscì a comprare anche le azioni di altre sette aziende.

Quando durante una intervista hanno chiesto a Fuller quale fosse il segreto del suo successo egli rispose con le parole che gli diceva sempre la madre da piccolo e aggiunse: “Vedete, io sapevo ciò che desideravo, ma non sapevo come ottenerlo. Pertanto lessi vari testi motivazionali e poi pregai affinché mi fosse data la sapienza con cui raggiungere i miei obiettivi.” Per trasformare il suo desiderio ardente in realtà hanno svolto un ruolo determinante tre fattori: fiducia in se stesso, determinazione e fede. Quando hai fatto tutto il possibile, e anche di più, tutto quello che puoi ancora fare è avere fede, pregare e confidare che l’Universo ti aprirà una strada. Inoltre, Fuller adottò nella sua vita sempre un atteggiamento mentale positivo. E gli accaddero cose straordinarie, ovvero, concretizzò tutte quelle idee che in precedenza erano soltanto sogni a occhi aperti. Puoi farlo anche tu. Provandoci, hai tutto da guadagnare e nulla da perdere. Il successo nella vita viene conseguito e mantenuto da coloro che continuano a provarci con atteggiamento mentale positivo e con fede. La scelta dipende da te.

mercoledì, marzo 03rd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

The Little Guide To Inspiration dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova l’ispirazione, poi agisci.

Non puoi aspettare l’ispirazione. Devi inseguirla con una mazza.”

Jack London


Articolo scritto da Leo Babauta.

A tutti capitano dei giorni in cui non abbiamo proprio ispirazione, quando abbiamo bisogno di una flebo di passione e creatività.

A me capita.

Per chiunque abbia bisogno di una spinta, per quelli la cui creatività si è momentaneamente prosciugata, a chi ha bisogno di muoversi… offro umilmente questa semplice guida.

Non proclamo di avere tutte le risposte, e neppure che il mio metodo sia l’unico, condivido semplicemente alcune cose che ho imparato sulla ispirazione, alcun trucchetti che ho imparato e che a mio parere funzionano.

Ho spesso bisogno di ispirazione, ma la trovo sempre. Ed è una cosa meravigliosa.

Cosa è l’ispirazione?

Molte persone che si tratti di una qualità che non possa essere forzata, eppure può essere trovata se la si cerca.

Altri pensano che sia un modo di trovare idee, ma è molto di più…si tratta di essere spinti dal desiderio di trasporre quelle idee in azioni.

L’ispirazione è trovare qualcosa che sia divinamente ispirante (persone, natura, idee meravigliose), avere l’ispirazione riversata dentro di te, cosicché tu possa respirarla (“respirazione” è la radice di “ispirazione”), e poi agire. Creare, fare, ispirare gli altri.

Come trovare l’ispirazione?

L’ispirazione è ovunque tu guardi, se la stai cercando. Questo è il segreto: tenere gli occhi aperti. Troppo spesso ci lasciamo sfuggire meravigliose fonti di ispirazione, semplicemente perché siamo troppo impegnati a pensare ad altre cose.

Osserva. Osserva ogni cosa come ad una possibile fonte di ispirazione.

Alcune possibili fonti di ispirazione:

  • i blog
  • i libri
  • le riviste
  • i film
  • le persone intorno a te
  • la natura
  • i bambini
  • l’arte
  • la musica
  • la storia
  • l’allenamento
  • la religione
  • grandi progetti
  • i sogni
  • i social media
  • le fotografie
  • i forum
  • google
  • racconti di successo
  • la vita, ovunque

Mantieni solo gli occhi aperti, sempre, rimanendo presente in quel momento, e concedendoti di respirare quella ispirazione.

Come mantenere l’ispirazione?

L’ispirazione non è una cosa da una volta sola. Ne avrai bisogno su una base frequente.

Quando metterai in pratica il metodo citato sopra – tenere gli occhi aperti, rimanere presente, e respirare l’ispirazione – sarà tutto più facile. Diventerà come una abilità che potrai usare quando vorrai, e lo farai spesso.

Alcuni consigli per mantenere vivo il flusso della ispirazione:

  • lavora con altre persone ispirate - uno dei modi migliori per rimanere ispirato è quello di cooperare con persone energiche, creative e positive.
  • Leggi ogni giorno – le più svariate cose, dai blog alle riviste, ai libri, di qualunque tipo.
  • Esci fuori – la natura è una delle più meravigliose fonti di ispirazione, e te la perderai se starai tutto il giorno al chiuso.
  • Parla con persone nuove – loro ti esporranno sempre a nuove ed interessanti cose, se glielo permetterai.
  • Esci dalla routine – guarda alle cose da una diversa prospettiva. Prendi una strada diversa per tornare a casa. Passa per una nuova. Vai in un ristorante in cui non sei mai stato. Visita qualche parte inesplorata della tua zona.
  • Trova del tempo per il silenzio – dona più ispirazione di quanto tu possa pensare. Sfortunatamente molti pochi di noi lo fanno.
  • Allenati – o almeno trova il modo di muoverti. Permette al sangue di circolare, e fa muovere anche le cose intorno a te. I miei pensieri più ispirati emergono mentre corro.

Adesso agisci.

Non “sentirti” solamente ispirato. Prendi la tua ispirazione ed usala, muoviti, e fai qualcosa. Incanala quella ispirazione e crea qualcosa di meraviglioso.

Dona quel qualcosa al mondo, e in cambio, ispirerai altri.

Per quel che mi riguarda, niente con altrettanta certezza mi fa sognare quanto la vista delle stelle.”

Vincent Van Gogh

martedì, febbraio 23rd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Ciao a tutti! Sono a casa e piuttosto in forma. Vi sono mancata? Voi mi siete mancati moltissimo!!! E proprio oggi colgo questa occasione per parlare del grosso ostacolo che la contraddizione interna rappresenta nella realizzazione dei nostri obbiettivi. Per aiutarti a comprendere meglio questo punto, ti racconto la mia esperienza personale. Quattro anni fa ho affrontato un intervento chirurgico molto complesso. Allora non ero ancora consapevole della portata del potere creativo intenzionale del mio pensiero. In seguito mi è venuta una ernia e i calcoli alla cistifellea. Dovevo operarmi nuovamente. Così mi sono rimessa in lista di attesa per l’intervento.

Nel frattempo ho cominciato ad approfondire la conoscenza del funzionamento della Creazione Intenzionale e della Legge dell’Attrazione. Quindi, mi ero intestardita, piena di entusiasmo, nel voler visualizzare la mia ferita che si richiudeva da sé, e me stessa perfettamente guarita, desiderosa in primo luogo di non dover tornare in sala operatoria ma anche di fare una bella esperienza in tal senso. Ma il risultato non era certo migliorato, anzi. Inoltre il periodo di attesa per l’intervento chirurgico si è protratto per ben 14 mesi. Sono così arrivata al momento dell’operazione stressata e sfiduciata. L’intervento chirurgico è stato un disastro. Gestito male, con un pessimo risultato e assai spiacevoli conseguenze. Una per tutte, per rimediare, dovevo sottopormi ad un nuovo intervento chirurgico. A questo punto mi sono fermata a valutare come mi stavo approcciando mentalmente alla mia visione di guarigione.

Mi sono resa conto che pur desiderando fortemente di guarire senza intervento chirurgico, io non lo credevo possibile. Questa volta poi, dal mio punto di vista, la ferita era troppo estesa per potersi auto-guarire, bisognava per forza intervenire nuovamente, questo era di fatto per me il solo modo: questo era quello che io credevo profondamente, al di là della mia intenzione consapevole. E se io credevo questo, non ci poteva essere desiderio di auto-guarigione al mondo in grado di realizzarsi di fronte ad una tale credenza. Non sarei riuscita a smontare la mia credenza in alcun modo, a meno di un miracolo. Non aveva quindi senso ostinarmi in questa direzione.

Se ero convinta che solo una operazione avrebbe potuto risolvere il problema, tanto valeva che io cominciassi a visualizzare il mio intervento chirurgico svolto al meglio da un chirurgo riposato, tranquillo, dalla mano ferma , dalla mente serena. Assistito da una equipe preparata ed efficiente, utilizzare materiali di alta qualità, con cura e massima attenzione anche al più piccolo dettaglio. In questo caso rimanere attaccata ad un desiderio di cui non credevo possibile la realizzazione avrebbe generato solamente frustrazione e malessere. Sarei comunque arrivata, ancora una volta, all’intervento sfiduciata e negativa, influenzando negativamente tutta la mia esperienza. Invece questa volta ci sono arrivata preparandomi a creare bene la realtà del mio intervento chirurgico, serena e tranquilla, certa che tutto sarebbe andato per il meglio.

Ed eccomi qui. Di nuovo a casa e prima del previsto. In sala operatoria ho serenamente meditato mentalmente fino al momento in cui l’anestesia ha preso il sopravvento. Dopo l’intervento, i primi due giorni sono stati dominati principalmente dall’effetto del post anestesia e degli antidolorifici. La mattina del terzo giorno ho ricominciato a meditare e creare consapevolmente e intenzionalmente la mia realtà. In due giorni sono riuscita a passare da quattro dosi a una dose di antidolorifico nelle ventiquattr’ore. Il quinto giorno non ho più sentito il bisogno di alcun antidolorifico e la ferita era asciutta. Così la mattina del sesto giorno mi hanno dimessa dall’ospedale. I dottori mi hanno detto di non fare sforzi e stare ferma a riposo per i prossimi tre mesi. Naturalmente io mi vedo sentirmi già bene e in piena forma, con tanta gratitudine. Ad ogni modo, ti terrò aggiornato.

lunedì, febbraio 15th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Spesso succede che le persone continuino a lamentarsi di non riuscire, nonostante i migliori propositi e gli sforzi fatti, a realizzare i loro desideri. Succede anche a te? A me è capitato e più di una volta a dire il vero.

Può essere di grande aiuto capire una cosa a questo punto: “ Lo desidero veramente?” Il fatto in sé di credere di desiderare non significa che stiamo veramente desiderando. Mi spiego meglio, alcune volte, e più spesso di quanto crediamo per la verità, pensiamo di volere tanto avere o di volere tanto fare delle cose. Ma non è così. “Come vorrei poter fare questo” o “Quanto vorrei che fosse possibile…” o “Vorrei così tanto avere quest’altro” o ancora “Devo proprio riuscire a farlo, mi dovrei impegnare seriamente in questa cosa”. Sono, in realtà, tutte tiepide affermazioni.

A volte ci confidiamo con un amico e chiediamo consigli. L’amico magari è una persona molto saggia e ci da dei consigli veramente mirati, utili, validi e preziosi su come muoverci per realizzare i nostri obiettivi. Torniamo a casa pieni di buoni propositi e con le migliori intenzioni di mettere in pratica quei consigli perché concordiamo che non fanno una piega. In fin dei conti è per noi stessi che lo facciamo, per cambiare questo o quella cosa che non ci piace o per realizzare quanto vorremmo. Già! È proprio questo il punto. Il “Vorremmo” è il punto in questione. Vorrei non significa voglio. Né tanto meno faccio così.

Desiderare qualcosa veramente significa sentire quel desiderio dentro l’anima e sentirsi pronti a fare qualunque cosa per ottenerla o realizzarla nonostante le apparenze e indipendentemente dalle circostanze. È come se fossi in mezzo al deserto e desiderassi dell’acqua che non c’è, e non c’è nemmeno l’ombra di un’oasi in lontananza. A questo punto avresti due scelte: avanzare senza meta, arrancando disperatamente in preda al panico e allo sconforto nel deserto fino allo sfinimento, oppure, controllare il tuo respiro ed avanzare muovendoti con calma verso un punto prestabilito, per quanto immaginario, dandoti una direzione e, mentre cammini, ti immagini il più vividamente possibile di essere sotto una fresca cascata di acqua che scorre sulla tua pelle.

Nel primo caso, non sai dove stai andando, stai annaspando e quindi bruciando velocemente tutte le tue energie. Sudi e quindi stai perdendo liquidi, per te vitali, molto in fretta. Quanto pensi di poter resistere? Quanto lontano puoi andare?

Nel secondo caso, non sai ugualmente dove stai andando, ma hai scelto una direzione, il ché ti da una, seppure lieve, fonte di speranza a cui tenerti stretto. Ti muovi con calma, risparmiando le tue energie ed evitando di perdere liquidi. Inoltre mentre cammini, cerchi di sentire vivida sulla tua persona la sensazione che può dare essere sotto una fresca cascata d’acqua e ti concentri sulla gioia che sentirai quando ci arriverai veramente.

Quanto pensi di durare? Quanto lontano puoi andare? Puoi rispondere da solo a queste domande credo. In entrambi i casi non sai dove si trova l’oasi più vicina. E in nessuno dei due casi sai per certo che la raggiungerai. Ma in quale dei due casi pensi che avrai maggiore possibilità di raggiungerne una? Penso proprio che anche questa risposta sia scontata. Desiderare qualcosa da avere o fare con la stessa intensità e profondità con cui desidereresti l’acqua nel deserto, vuol dire essere disposti a fare ogni sforzo possibile, e non, per riuscire a realizzarlo, senza che ti venga detto o chiesto di farlo da altri. E non sarà uno sforzo, non ti peserà fare nessuna cosa perché la gioia che ti dà il solo fatto di essere sempre più vicino alla realizzazione del tuo desiderio sarà il carburante che ti porta avanti e non ti fa sentire né fatica, né pesantezza, né voglia di fermarti finché non sarai arrivato a destinazione.

Ora, se un desiderio non è capace di farti fare questo, vuol dire che non è un vero desiderio, ma è solo un desiderio apparente, qualcosa che ti piacerebbe avere o fare ma per cui non sei disposto a sforzarti più di tanto e ti arrendi facilmente alle prime difficoltà. Magari soffri un po’ per la mancata realizzazione ma poi te ne dimentichi e passi ad altro oppure rimani a crogiolarti nella frustrazione che la mancata realizzazione fa nascere in te. Sì, ho detto proprio crogiolarti, perché a volte non vogliamo realizzare il nostro desiderio ma, ancora una volta, vogliamo solo avere ragione. Hai presente? “Io non ci riuscirò mai!” e, quindi, “Sapevo che non ce l’avrei fatta!”.

Semmai ti riuscisse difficile immaginare cosa vuol dire desiderare veramente qualcosa come l’acqua nel deserto, non c’è bisogno che parti per andare nel deserto per sperimentarlo di persona.

È sufficiente che tu faccia un piccolo esperimento a casa tua se vuoi. Un giorno, prova a pranzare con qualcosa di molto salato. Poi fatti chiudere in una stanza, senza la possibilità di poter accedere all’acqua né a nessuna altra bevanda, per qualche ora.

Naturalmente sai già che dopo qualche ora potrai bere, in questo caso ne hai la certezza, ma riuscirai comunque a farti una idea molto precisa di cosa vuol dire desiderare qualcosa così intensamente da essere disposto a fare qualunque cosa pur di poter riuscire ad averla o farla.

A proposito, potrebbe succedere che la persona che ti ha chiuso in quella stanza, dimenticandosi del tuo esperimento, e quindi che tu sei chiuso in quella stanza, esca e non torni fino a notte tarda. Perciò accertati di avere con te un cellulare sufficientemente carico in soldi e batteria.

sabato, febbraio 06th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


La nostra mente divaga in continuazione. La domanda è, quando stiamo facendo qualcosa: riusciamo ad essere presenti in quello che stiamo facendo? O magari a tavola, all’ora di pranzo, pensiamo a come potremo spiegare a quella persona che il problema che abbiamo dipende dall’atteggiamento del collega che non fa che riprenderci sul nostro operato. Oppure, mentre siamo a guardare un film, pensiamo alla mattina dopo, al fatto che dovremo alzarci presto, e quindi a come organizzarci la giornata in modo efficace. Tanto di cappello. Complimenti. Seriamente, sono cose lodevoli, ciò significa essere attivi e responsabili, ma anche terribilmente assenti e scostanti. Non riuscite a gustarvi una pausa in santa pace e divagate in un momento di relax, pensando a quanto ci sia ancora da fare. La nostra mente ha bisogno di staccare la spina se non siamo in grado di farla pensare sempre come vogliamo. E in particolar modo, se stiamo cercando di trasformare i nostri schemi di pensiero, dei momenti in cui spegnere l’interruttore servono. Tuffati nel gustare il tramezzino preso al bar, prima di rientrare in ufficio. Assaporane la lattuga, i pezzetti di pomodoro, la consistenza del pane, mastica lentamente, pensa alle sensazioni che quel sapore ti suscita. Quando sarai al cinema o sul tuo divano a guardare un film, immergiti nell’esperienza dell’attore principale, vivi la storia, sentila tua…prova le varie sensazioni che la storia ti offre. Staccati dal tuo io. Offriti. Queste pause che facciamo durante la giornata ci permettono di essere più sereni, più tranquilli, e più lucidi quando si tratta di prendere una decisione. Probabilmente, dedicandoci mentalmente anche ad altre cose, quando si arriva a dover muovere un passo importante, vi sarà un tipo di razionalità diversa. Non stressata da una giornata di lavoro ininterrotto. Non condizionata dalle cose che possono averci colpito negativamente nell’arco del giorno.

Di nuovo, qualunque cosa ti capiti di fare nel tuo quotidiano, falla al 100%.

Altrimenti, il risultato sarà comunque pessimo. Pensa ad un medico che si lascia trasportare dai suoi pensieri durante un intervento chirurgico. No buono. Pensa alla lettura di un libro mentre per la mente ti passano mille cose, risultato, di cosa parla il libro? Non vi è nessun tipo di vantaggio nel vivere in modalità di “risparmio”. È come l’aver paura di darsi totalmente ed incondizionatamente al mondo per qualche sconosciuta paura. Non c’è assolutamente niente di cui aver paura. Niente dal quale doversi guardare le spalle. Goditi quei piccoli regali che la vita ti offre ogni giorno, unici ed irripetibili, ogni singola volta. Vivili, sentili, provali, abbracciali. Dedicandoti esclusivamente a quel momento. Concentrandoti esclusivamente sul benessere che ti provocano. Custodisci quei momenti.

lunedì, dicembre 07th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Never Give Up

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“Non esistono condizioni ideali in cui scrivere, studiare, lavorare o riflettere, ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto.”

Konrad Lorenz


Quando decidi di voler cambiare la tua vita, perché ti senti bello carico di convinzione e desideroso di esplorare e sperimentare nuovi orizzonti, parti pieno delle migliori intenzioni e sicuramente sei anche molto determinato. Inoltre sicuramente desideri realizzare la vita che vuoi vivere, vuoi credere che puoi realizzare la vita che desideri e decidi di provarci sul serio. E per un po’ di tempo va tutto bene: ti dedichi a te stesso, trovi il tempo per perseguire il tuo percorso di crescita intenzionale nel modo più dettagliato possibile, ti senti più solare, più pieno di energia positiva e, quindi, cominci a percepire con più positività anche il tuo ambiente. E tutto sembra andare liscio.

Naturalmente esistono gli imprevisti. Hai presente quelle interferenze inaspettate che appaiono improvvisamente, quando meno te l’aspetti, e buttano all’aria i tuoi programmi, le tue migliori intenzioni? Allora magari può capitare che cominci a trascurare la tua respirazione, il tempo che dedichi alla visualizzazione e all’immaginazione giornaliera della tua vita ideale, così come se tu la stessi già vivendo, sentire gratitudine di conseguenza diventa più difficile, perché il clima che si sta riproponendo non ti piace. A questo punto magari cominci anche a pensare che la “realtà” reclama la tua completa presenza. E che, quindi, ti ridedicherai al tuo percorso di crescita personale intenzionale quando avrai un po’ più di tempo, o comunque in un momento migliore.

Può anche succedere che i giorni passino, a volte anche le settimane, i mesi forse, e ancora non c’è stato nella tua vita quel cambiamento significativo che ti aspettavi. Ed ecco che rispunta la delusione, lo sconforto, la rassegnazione. A questo punto tu cosa farai? Potresti semplicemente voltare pagina e continuare a vivere nel tuo solito tran-tran, calato in quella realtà che alla fine hai finito ancora una volta per accettare come tua. Oppure potresti rifare il punto della situazione e ripartire da dove eri arrivato quando hai cominciato, tuo malgrado, a perderti. Personalmente mi auguro che tu opti per la seconda soluzione.

Il mondo è già troppo pieno di persone che hanno detto: “Ma sì! Ormai….” Questo mondo è già troppo pieno di persone che si sono arrese ai propri sogni, e l’unica cosa che pensano di poter ancora fare è dirsi contro qualcosa, qualunque cosa, pur di sentirsi ancora parte di un qualcosa, pur di illudersi che quel NO possa farli ancora sentire vivi e di avere almeno un po’ di voce. Ma ahimè, nulla può venire da una opposizione passiva a qualcosa. Una opposizione attiva invece, produrrebbe soltanto una rafforzamento di ciò a cui ti opponi. E ciò a cui cerchi disperatamente di resistere, di opporti con tutta la tua energia, finirebbe per travolgerti e lasciarti completamente svuotato.

Esiste una via d’uscita a tutto questo. La via d’uscita è: non mollare mai! Per quanto tu possa essere stanco, impegnato, incasinato o sentirti male, anche fisicamente, continua a lavorare su te stesso. Se non puoi fare di meglio, la mattina fai anche solo 5 minuti di respirazione e 5 minuti di Creazione Intenzionale della tua giornata, della tua realtà ideale, della tua vita. Poi confida nell’Universo con tutta la fiducia che riesci a sentire. Confida che l’Universo risponderà ai tuoi desideri sicuramente! Forse questo ridurre al minimo il tuo impegno con te stesso ritarderà un pochino la realizzazione dei tuoi desideri, ma puoi stare certo che fintanto che tu continui a mettere positività, e fiducia, e gratitudine nella tua vita, questi sono i messaggi, i richiami a cui l’Universo risponderà.

Perciò non rimandare, non pensare che ci sarà un momento migliore di adesso per prenderti cura della tua vita! E soprattutto non pensare che puoi produrre un qualche cambiamento con una qualche opposizione a quello che c’è che non ti piace. Comincia TU, qui e adesso, a essere come ti piaci, a fare quello che ti piace, anche fosse solo una piccola cosa. Vedrai che ben presto il numero delle cose che ti piace fare aumenterà sempre di più e, proporzionalmente diminuirà, senza che tu debba fare nulla per evitarle, il numero di quelle che non fai con piacere. Tutto quello che devi fare è rimanere saldamente positivo e grato per quello che già hai e anche per quello che stai per avere, anche se ancora non c’è. Se non ti arrenderai in questo senso, fra qualche anno, guardandoti indietro a questo momento, sarai fiero di te stesso e ti renderai conto che non sapevi come, ma sapevi che saresti arrivato dove volevi.

martedì, dicembre 01st, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How Simplicity Can Help Creativity, Briefly dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Mantieni le cose semplici, rimuovi le barriere alla creatività.


“Rendere il semplice complicato è comune, scontato; rendere il complicato semplice, meravigliosamente semplice, questa è creatività.”

Charles Mingus


Articolo scritto da Leo Babauta.


La creatività è spesso immaginata come una cosa nebulosa, incasinata, complicata, difficile, e può esserlo.

Ma non deve necessariamente essere così.

La giudiziosa applicazione della semplicità può aiutare qualcuno a creare, che si tratti di scrivere, di creare arte, di progettare, di insegnare, di avviare un piccolo business, o in altre cose nel quale le idee prendano forma nella realtà.

Le persone che desiderano creare sono ostacolate dalle complicazioni – strumenti troppo complicati, progetti che sono troppo opprimenti, le distrazioni del mondo moderno, troppi cuochi in cucina, troppe opzioni, troppi impegni.

Semplifica, e molti dei problemi spariranno.

Diamo un breve sguardo a come la semplicità possa aiutare in alcuni dei problemi della creazione:


  1. Idee. È difficile trovare idee, giusto? Non necessariamente. Semplifica le cose: trova differenti vastità di idee e ricombinale in nuovi modi. Questo non è l’unico modo di trovare idee, ma è semplice e pratico.

  2. Idee, di nuovo. Invece di trovare modi per fare più degli altri, trova modi per fare meno. Se il tuo rivale ha una caffetteria con una vastissima gamma di bevande e cibi, mettilo all’angolo: offri un unico tipo di caffè, ma fa’ che sia grandioso. “Vendiamo una unica cosa: la miglior tazza di caffè che hai mai gustato”. Se sei un blogger in competizione con degli scrittori che affrontano una vasta area di argomenti: Tu scegline uno, ma fallo meglio di chiunque altro.

  3. Allontana le distrazioni. Uno dei più grandi ostacoli per chi vuole creare di questi tempi sono internet, le mail, IM, le telefonate, le riunioni, i Blackberry e gli iPhone. Fai piazza pulita di tutto questo, così da poterti focalizzare sulla creazione.

  4. Rimuovi le complicazioni. Le complicazioni spuntano sempre nel processo crativo. Trova quindi il modo di semplificare i tuoi progetti, semplificarne i processi. Rimuovi le barriere, riduci le opzioni di scelta, aumentando la tua concentrazione.

  5. Focalizzati su un progetto finchè non lo avrai portato a termine. Ciò va contro al modo in cui la maggior parte della gente lavora, ed infatti, qualche volta anche per me è difficile farlo, dato che spesso sono entusiasta e dedito a più progetti. Ma recentemente ho lavorato in questo modo e devo dirti che non c’è davvero un modo migliore di creare. Togli tutti gli impegni della tua agenda, almeno per un momento, e dedicati a quel progetto. Mantieni ridotto l’obbiettivo, così il progetto non ti prenderà più di una settimana (se invece lo facesse, frammentalo in più progetti). Poi, non ti resta che concentrarti su quell’unico progetto, finché non sarà terminato. Ti fa sentire meravigliosamente! Adesso passiamo al prossimo punto.

  6. Usa un unico semplice strumento. Per quanto mi riguarda, io opto per un text editor per scrivere (di solito WriteRoom o TextEdit). Più semplice è lo strumento, meglio è, perché programmi pieni di bottoni finiscono col diventare una distrazione e tu vorresti ovviamente sperimentare tutte le varie applicazioni aggiuntive. Una penna ed un blocco sono anch’essi strumenti fantastici. Se devi usare per forza più di uno strumento, fa’ che siano piccoli e semplici.

  7. Quando ti senti pressato, concentrati su di meno. Se un progetto è troppo enorme o complesso o semplicemente difficile, riducilo. Se devi scrivere un libro, non concentrarti sull’intero libro, e nemmeno su un intero capitolo. Scrivi solamente una piccola sezione – qualcosa che puoi fare in un paio di orette più o meno. Se stai avviando un nuovo business, non preoccuparti di avere l’intera situazione rapida ed attiva – qual è la cosa più piccola che puoi offrire, la più piccola che puoi creare? Concentrati su di essa.

  8. Fa’ un pochino ogni giorno. Se puoi scrivere per circa 20 – 30 minuti al giorno, o scattare qualche fotografia ogni giorno, non ci vorrà molto per renderti conto che avrai creato qualcosa di grandioso. Questo è un consiglio per coloro che pensano di non avere il tempo per creare. Non devi per forza dedicargli l’intera giornata, e non deve nemmeno essere complicato. Ritagliati solo 20 minuti e crea. – non fare altro in quel momento.

  9. Sii presente in quel momento, lascia che la creatività ti scorra dentro. Quando stai creando, sentiti libero di essere disordinato e non preoccuparti della perfezione, butta fuori la tua ispirazione e basta. Il modo migliore per fare ciò è di dimenticarsi del passato e del futuro, e concentrarsi unicamente sul presente. Immergiti nella creazione, e lasciala emergere.

  10. Taglia. Una volta che avrai creato la prima incasinata stesura, dove avrai lasciato uscire tutto quello che ti veniva in mente, arriva il momento di modificare e tagliare. Semplifica la cosa. Togli il di troppo, estraneo al concetto.

  11. Mettiti in gioco. La semplice verità per creare. Devi soltanto emergere. Potrebbe o non potrebbe accadere, potresti o non potresti aver creato qualcosa di meraviglioso, ma non potrai mai saperlo se prima non ci avrai provato.