La Bussola Della Vita • THE COMPASS OF LiFE

Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


Ehi, come stai?


Come sta andando la tua vita?


Che direzione le stai dando?


Come ti senti dentro?


Cosa c’è nella tua vita, anche se minuscolo, di positivo?


Cosa ti fa provare amore?


Ti soffermi mai a guardare il cielo, la sera?


Le stelle hanno il potere meraviglioso di stimolarmi. Sono fonte di gioia e serenità. E io mi sento e voglio sempre sentirmi una stella, una stella piena di valore e luce, che col suo splendore può illuminare un pezzo di cielo. In fondo è come dialogare con l’Universo. Respira a fondo ossigenando il tuo corpo, senti la libertà scorrerti dentro le vene. Guardale: quelle stelle sono punti di riferimento. Sono persone che ti sono accanto, e nel cuore. Le persone che ti amano. E anche tu fai parte di quell’insieme infinito di puntini celesti. Sei un lumino importante, indispensabile. Pensa a cosa succederebbe se non ci fosse l’Orsa Maggiore! È una sola stella, eppure è così importante! Non sottovalutare le stelle. Ognuna è unica e importantissima.


Sentiti libero di rispondere a te stesso.


Ti abbraccio forte.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Ti ricordi di quando eri un bambino? Ricordi cosa rispondevi quando ti chiedevano cosa vuoi fare da grande?

Ti ricordi di come eri certo che, da grande, lo avresti fatto? Dove sei adesso? Stai facendo quello che desideri veramente fare?

Probabilmente, crescendo, hai cambiato idea su quello che era il tuo desiderio di bambino. E chissà quante volte!

È giusto. È normale che sia così, perché crescendo, via via, si faceva più chiaro in te quale fosse il desiderio della tua vita, quello che ancora è lì, nel cassetto dove lo avevi momentaneamente riposto in attesa del momento giusto per realizzarlo.

Ora io ti chiedo: “È poi mai arrivato quel momento giusto che aspettavi? Hai realizzato il tuo desiderio con la D maiuscola? O forse, è ancora lì in quel cassetto, ad aspettare che tu gli permetta di uscire?”

Ebbene, se hai realizzato il tuo sogno, complimenti! Se invece il tuo sogno è ancora lì ad aspettare che tu ti decida, io ti chiedo: “Quando?”

Si hai capito bene! Quando pensi di farlo?

Il posto in cui sei adesso, oggi, non importa dove, non importa in quali circostanze, è l’unico posto in cui puoi essere. L’unico posto da cui puoi fare la tua prossima mossa.

Non nel passato, né tantomeno nel futuro, ma esattamente qui e adesso.

Prima di tutto, diventa consapevole di chi sei.

Spesso per paura o per sfiducia le persone si sentono impotenti e finiscono per rassegnarsi. Cominciano a indossare una maschera che non corrisponde più al loro vero io, ma le fa sentire uniformate alla realtà.

È forse successo anche a te?

Già, ma quale realtà?

Quella illusoria creata dalla società che ti vuole omologato, sottomesso e obbediente? Oppure quella vera, fatta di te, di quello che veramente sei e sei capace di essere e fare se solo riesci ad avere un po’ più di fiducia in te stesso?

Se solo tu riuscissi a credere che ciò che sembra vero non lo è, e che ciò che non sembra vero, invece, lo è…

L’unica cosa che puoi fare è provarci.

Se ci provi, esiste naturalmente anche la possibilità di fallire. Ma alla fine cos’è un fallimento se non una lezione da cui imparare per ripartire nuovamente?

Personalmente credo che l’unico fallimento da temere è quello con se stessi.

Se quando cadiamo non abbiamo il coraggio di rialzarci ancora una volta, questo sarà il più grande fallimento della nostra vita.

Cosa faresti se sapessi che non puoi fallire?

Chi saresti se sapessi che non puoi fallire?

Il più grande scopo, la più grande missione di ognuno di noi è vivere la vita, con coraggio, forza, speranza, dignità.  Al 100% fino all’ultimo momento.

Fallire in questo, è l’unico lusso che non possiamo permetterci: ma fin tanto che viviamo con coraggio e speranza è certo che non falliremo mai.

Qualcuno ha detto che le persone muoiono come hanno vissuto.

E perfino la morte deve inchinarsi con rispetto di fronte ad un leone che ruggisce con coraggio fino alla fine. Perché non c’è una fine per chi crede, ma solamente un nuovo inizio.

È così che un Budda passa alla sua prossima vita: per continuare a realizzare lo scopo fondamentale della sua esistenza.

Questo mi ha insegnato Antonio, con la sua vita e con la sua morte. Questo mi ha insegnato Carla, la sua meravigliosa compagna. Coraggiosa, dolce e forte, fino all’ultimo momento di Antonio in questa vita. E pensando a loro, io continuo ad alzarmi dopo ogni caduta. Anche adesso.

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Laidi.

Ho scritto per i tuoi occhi

una poesia che tu non leggerai mai.

Ho scritto per noi due.

Io non sono poeta

ma ho scritto lo stesso,

per i giorni di festa,

per la gente che ama.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Conosci il detto: “Fare di necessità virtù”?

Questa breve affermazione racchiude la chiave di uno dei più grandi segreti della vita. Uno degli elementi attitudinali che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere ed evolversi.

Nel libro “Il Successo attraverso l’Atteggiamento Mentale Positivo” di N. Hill e C. Stone viene fatto riferimento a un fattore che, se associato a un atteggiamento mentale positivo, appunto, stimola le persone a raggiungere traguardi onorevoli. Per contro, se lo si usa con un atteggiamento mentale negativo, questo stesso fattore diventa una scusa per mentire, ingannare e defraudare. Ti sto parlando del fattore necessità. Ossia, come si suol dire, la madre di ogni invenzione e creatività, nonché il padre della stragrande maggioranza dei crimini.

Può sembrare banale, ma non lo è, affermare che l’inviolabile integrità etica e morale è il fattore fondamentale su cui si fonda ogni successo degno di tale nome. E questo fattore fa naturalmente parte dell’atteggiamento mentale positivo e costruttivo. Infatti, le persone portate naturalmente ad avere un atteggiamento mentale positivo, non si sognerebbero mai di raggiungere il successo approfittando della buona fede delle altre persone, né danneggiando o sfruttando gli altri o l’ambiente. Le persone che hanno questo tipo di atteggiamento mentale desiderano prosperare con gli altri e non a loro spese. Esse desiderano vivere in un ambiente armonioso e sano e, quindi, non cercano certo di distruggerlo.

Al contrario, le persone che hanno tendenzialmente un atteggiamento mentale negativo, sono naturalmente portate a pensare che, per tirare avanti al meglio, si deve approfittare di ogni circostanza senza esclusione di colpi. Se pensi che stia esagerando, prova ad esempio, per un attimo, a pensare a quante persone svolgono mansioni personali durante l’orario di lavoro oppure utilizzano beni della collettività per uso personale. Ma questo succede nell’ordinario della quotidianità un po’ dovunque, e perciò, forse, nessuno ci fa più tanto caso. Ma se vogliamo parlare di cose un po’ meno ordinarie, puoi dare atto del fatto che le carceri sono piene fino al collasso di persone che hanno commesso svariati tipi di reati, più o meno gravi.

Ora, pensa di porre a ciascuno di loro la fatidica domanda: “perché lo hai fatto?”, che tipo di risposta pensi che riceveresti?

Ebbene, avresti modo di notare che, invariabilmente, la stragrande maggioranza dei detenuti ti risponderebbe: “ Per necessità. Ho dovuto farlo!”

Molti anni fa, Napoleon Hill fungeva da consigliere della biblioteca del penitenziario federale di Atlanta, perciò ebbe l’occasione di intrattenersi varie volte con Al Capone. In una delle loro conversazioni, gli chiese: “Come mai ha iniziato una vita da criminale?”

Al Capone replicò con due sole parole: “Per necessità”.

Quest’uomo sfortunato sprecò tutta la sua vita portando la paura e il disastro ovunque si presentasse, minò la sua salute con una malattia letale, perse la serenità mentale e la libertà. Tutto ciò perché non aveva mai imparato a rimuovere i suoi retaggi mentali, le sue abitudini nocive e a pensare al concetto di necessità in modo positivo, salutare e accurato.

Nel caso di Al Capone, che pur poteva raccontare di atti generosi e a scopo beneficio i quali, a suo parere, surclassavano i torti che aveva provocato, la convinzione del fatto che la necessità fosse un giustificazione sufficientemente valida per agire in modo disonesto e illecito, non era l’unico retaggio mentale negativo, era ben dotato anche di un altro elemento: l’arroganza. Egli non era certo un uomo incline al pentimento, si sentiva arrivato ed era convinto di non avere niente da imparare da nessuno.

E chi si sente arrivato, non importa se in qualche campo delle proprie attività o nella vita, smette di avere spirito di ricerca e, di conseguenza, sviluppa la tendenza alla chiusura, all’arroganza, all’ignoranza.

Oggi più che mai, è fondamentale cercare di raggiungere il benessere personale avendo ben chiaro che esso è inscindibile dal creare al contempo, in una qualche misura, qualcosa di valore a beneficio di tutti. Niente può veramente arricchirti, né materialmente, né spiritualmente, se non aggiunge valore anche alla società e all’ambiente in cui vivi: la tua famiglia, il luogo in cui lavori, il quartiere in cui vivi, il paese in cui vivi e, per esteso, il mondo in cui vivi e di cui sei parte.

In breve, la parola chiave di oggi è: Necessità”.

E non dovresti considerare tanto la necessità in misura di cosa essa può spingerti a fare, ma in misura di quanto tu sei disposto a metterti in gioco e di cosa tu sei disposto a fare per trasformare la tua necessità in virtù.

Pertanto: ti fai stimolare e motivare dalla necessità a realizzare grandi obiettivi con onestà e integrità personale, oppure la necessità ti stimola a cercare di ottenere risultati tramite l’inganno e la disonestà?

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Il segreto della felicità sta nel vivere le cose della vita con ironia e fiducia.

La maggior pare delle persone si concentra esclusivamente sui propri problemi e affanni, ed in qualche modo finiscono con, inconsapevolmente, cercarne altri e crearne di nuovi.

Concentrarti sui problemi non ti permetterà mai di risolverli, quello che è indispensabile fare è dissociarci dal problema. Concentrati sulle soluzioni.

Altrimenti, e sono certa che potrai confermare quello che dico, ti ritroverai avvolto dall’ossessione per un qualcosa che vivi con grande sofferenza, e quella diventerà la base sulla quale svilupperai la tua vita. Finirai col creare credenze negative, sempre sospettose nei confronti di una novità, di una opportunità.

Un modo fantastico per non pensare ai tuoi problemi e fossilizzarti solo su di essi?

Prova col concentrarti su quello che può farti stare bene! Sono certa che funzionerà.

Di solito, quando si ha un problema, ci ritroviamo a incanalare tutte le nostre energie in esso.

E quando siamo a corto di energie, ci sentiamo deboli, stressati, e spenti.

Se invece decidessimo, che so, di pensare per il 20 % del tempo al nostro problema, e sfruttare quel 80 % di tempo per accogliere soluzioni e starcene rilassati e godersi la vita?

Dedicarci alle nostre passioni, ai nostri interessi.

Non mi sembra una cosa tanto spaventosa e vergognosa.

Ci sono troppe persone che sono esclusivamente concentrate a pensare a tutte le cose che vanno male nella loro vita, e che non fanno altro che parlarne a tutte le persone che conoscono, e che a loro volta potrebbero condividere le sofferenze di quella persona con altri…

Diffondendo questi pensieri allegri, pensi che la situazione di quella persona migliori?

Nella migliore delle ipotesi potrà solo suscitare compassione in coloro che sono a conoscenza del fatto.

Questo non significa che si debba chiuderci in noi stessi, ma siamo certi che parlando ad oltranza del “limite” si trovi il modo di affrontarlo? Forse si, ma dopo molto molto tempo. Prima siamo stati troppo impegnati a chiederci “perché?” “perché a me?”

Vorrei dirti una frase che mi è stata detta:

La vita non è quella che dovrebbe essere…

È quella che è…

È il modo in cui l’affronti che fa la differenza..

Quindi, sentiti bene!

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

È sempre il coraggio e la determinazione di una singola persona semplice che si alza da sola, che ogni giorno fa quello in cui crede e non si arrende, a produrre l’onda di cambiamenti significativi a beneficio dell’Umanità tutta.

C’è chi dice che è impossibile pensare positivo e creare qualcosa di positivo quando non hai niente, dove non c’è niente.

Sakina Mati non lo dice e, soprattutto, non deve averlo mai pensato.

Il Niger è una delle nazioni più povere del mondo. È uno stato dell’Africa Occidentale. Più della metà della popolazione è analfabeta e vive con poco più di un dollaro al giorno. Nei 40 anni dalla sua indipendenza si sono susseguite dittature e colpi di stato.

In Niger si estrae tanto uranio. Ma la sua popolazione non ne trae alcun beneficio. Inoltre è uno dei posti più vulnerabili del pianeta a causa della siccità e della desertificazione. La speranza di vita in Niger è di appena 51 anni e quasi la metà della popolazione ha meno di 14 anni.

Guidan Batoye è uno di quei villaggi di frontiera dove il confine tra il deserto del Sahara e la savana coltivabile è estremamente sottile e sfumato. E il deserto avanza implacabile.

15 anni fa, una donna delle tante che viveva in questo villaggio, decise che avrebbe fermato l’avanzata dl deserto. Sakina Mati era una donna esile che si divideva fra i suoi cinque figli, le faccende di casa e il suo ruolo di leader nella comunità locale. Una persona comune, come tante. Oggi, la sua determinazione le è valsa il rispetto dell’intera Nazione. Per fermare il deserto, ha coinvolto le altre donne del villaggio nella creazione di una cooperativa per la realizzazione di una fattoria di alberi. Nel corso di questi quindici anni, senza perdersi d’animo, hanno studiato, hanno lavorato e, facendo squadra, hanno piantato con tenacia, uno dopo l’altro, più di 150 alberi e hanno insegnato anche alle donne dei villaggi vicini le tecniche più innovative per far crescere, proteggere e potare gli alberi.

Attualmente Sakina guida un progetto pilota che coinvolge le donne di sei villaggi e ha ottenuto anche l’attenzione del governo. Sono riuscite anche a far aumentare sensibilmente la produzione agricola e con i soldi ricavati, prossimamente verranno aperte delle scuole per le giovani donne del Niger.

La determinazione e la tenacia di questa piccola donna Nigerina hanno migliorato in modo significativo la vita delle ventimila persone che vivono nella regione di Maradi, al confine con la Nigeria. Sakina, non sapeva come avrebbe realizzato tutto questo, ma lo desiderava fortemente. Ci credeva profondamente. Ha provato e riprovato, imparando ogni volta a fare meglio, a tentare qualcosa di diverso, a fare quel passo in più. Dall’alto dell’esperienza maturata grazie alle innumerevoli prove che è riuscita a vincere, adesso Sakina guarda al futuro con fiducia e la sua comunità, un tempo gravemente messa in ginocchio, oggi rappresenta, l’impensabile che diventa possibile, un esempio da seguire.

Questo fanno le persone comuni che hanno un atteggiamento mentale positivo. Esse danno vita ai loro sogni e i loro sogni realizzati danno vita a una realtà migliore per l’Umanità.

E tu, cosa pensi?

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Della libertà si potrebbe parlare all’infinito. Ecco perché di tanto in tanto mi piace parlarne ancora. Ho già scritto precedentemente che la libertà non è semplicemente una condizione di assenza di regole, di spensieratezza, di assenza di problemi, di andare dove si vuole e fare quello che ci pare vivendo alla giornata.

Spesso le persone combattono e muoiono per conquistarla. Quindi, la libertà deve essere qualcosa di prezioso se le persone sono disposte a morire per lei.

Altre persone, invece, danno la libertà per scontata ma, in nome del diritto a esercitare la propria libertà, schiacciano quella di altri.

Io mi ripeto, lo so, dicendo che credo che la libertà sia prima di tutto una condizione mentale.

Ma puoi guardare alla libertà, anche come a una “miscela composta” da vari ingredienti.

Alcuni di questi ingredienti sono: il senso di responsabilità, la capacità di scelta, il coraggio e la capacità di decisione.

Degli altri ingredienti, magari, ne parleremo in futuro.

Tu puoi usufruire di tutta la libertà che il tuo senso di responsabilità, il tuo coraggio, la tua capacità di scegliere e di decidere riescono a produrre. Indipendentemente dalle circostanze.

Il senso di responsabilità non va confuso con il senso del dovere. Il senso di responsabilità è per eccellenza un dovere. Un dovere che tu hai nei confronti te stesso e le persone che ami. E in senso più lato nei confronti di tutta l’umanità.

Dunque, un altro ingrediente della libertà è la capacità di scelta.

In qualunque circostanza, perfino se fossi sotto dittatura, tu hai sempre la possibilità di scegliere.

Anche la scelta è un dovere che tu hai nei confronti di te stesso, quelli che ami e del resto dell’umanità.

Tu puoi sempre e comunque, ovunque tu sia, in qualunque circostanza ti trovi, scegliere come e per cosa vuoi vivere.

Poi c’è la capacità di decisione.

È necessario decidere di scegliere, decidere cosa scegliere e decidere di realizzare le scelte fatte.

Poi ancora abbiamo il coraggio. Per tutto nella vita ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio anche per morire, è vero, ma io sono convinta che per vivere ce ne voglia ancora di più.

E ti serve il coraggio per scegliere, e ti serve il coraggio per perseverare. Serve coraggio anche per non cedere alla procrastinazione e per chiudere fuori tutto ciò che può demotivarti, soprattutto quella tua vocina interna che ti insidia dicendoti: “tanto non ce la puoi fare… lascia perdere…” oppure le voci di chi ti ama ma, sia pure in buona fede, e credendo di essere d’aiuto, cerca di dissuaderti dal portare fino in fondo le tue scelte perché crede che tu non ce la possa fare.

Molto spesso devi proprio avere il coraggio di contare solo su te stesso e su quanto tu credi di valere come essere umano.

Prova a chiederti: “Quale è lo scopo del mio essere qui, adesso, in questa vita?”.

Poi comincia con il dirti: “Se sono qui, è sicuramente perché c’è qualcosa di speciale che solo io, e nessun altro al mio posto, posso fare!”

Se così non fosse, non saresti nato come essere umano, con la capacità di pensare, di avere coraggio, di scegliere e di prendere decisioni.

Tutto quello che ti resta da fare, a questo punto, è scoprire cos’è quel qualcosa di speciale che solo tu puoi fare.

Bé anche questo è qualcosa che solo tu puoi scoprirle, non può farlo qualcun altro per te. Il posto dove trovare la risposta, lo sai, è dentro di te. Non può arrivare da nessun’altra parte.

Riguardo al come, poniti le giuste domande e poi respira, respira profondamente, ascoltati con attenzione e lascia che le risposte affiorino. Se non basta una volta continua a farlo per tutto il tempo che ti serve. Potrebbero volertici giorni, settimane, mesi, forse perfino anni.

O forse solo poche ore.

Nessuno può dirtelo.

Ma quello che è certo è che quando sarai pronto, quelle risposte arriveranno. Ed è proprio quello il momento in cui, se avrai il coraggio di fare la scelta che ti detta il tuo cuore e deciderai di assumerti la responsabilità di imparare e di fare tutto il necessario per portare fino in fondo l’impegno che hai scelto di prenderti con te stesso, tu stai, di fatto, esercitando nella tua vita, concretamente la più alta e nobile forma di libertà: la libertà di vivere pienamente e con soddisfazione ogni singolo istante della tua vita.

Perciò: “Vivi. Ma vivi davvero!”

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina. La fortuna viene dal cuore e ci rende degni di rispetto”

Nichiren Daishonin


Le parole sono simboli linguistici molto potenti e significativi perché assommano in sé una serie di idee, concetti ed esperienze personali. E mediante i simboli, il subconscio è in stretta comunicazione con la coscienza.

Le parole sono lo strumento attraverso cui esprimi il tuo pensiero. E sono anche il maggior intralcio alla tua felicità. Una sola parola può scatenare si o no, odio o amore, integrità o disonestà, pace o guerra.

Quando pronunci una parola sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale negativo, puoi creare un litigio, favorire incomprensioni, generare infelicità, causare miseria. Ma se pronunci la stessa parola, sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale positivo, puoi produrre distensione là dove ci sono delle tensioni, armonia dove c’è incomprensione, generare felicità e benessere.

Perciò, quando devi affrontare una questione che implica un equivoco con un’altra persona, sarebbe più saggio iniziare da te stesso, chiarirti dentro te stesso. Analizzando la tua disposizione mentale, potresti accorgerti che è orientata al negativo. A questo punto, tutto ciò che dovresti fare è riorientare la tua disposizione mentale positivamente e ti accorgerai che le cose vanno apposto da sé. Spesso in un modo migliore di quanto tu osassi sperare.

Allo stesso modo, spesso basta una parola per incoraggiare una persona o per stimolarla ad agire. Se le dici: “Puoi farcela, puoi farlo!”, le stai offrendo uno stimolo.

Se, invece, dici a te stesso: “Posso farcela, posso farlo!”, ti stai stimolando con una autosuggestione.

Spesso ancora, una parola può generare incomprensione. A questo proposito mi ricordo di aver letto in un libro di Clement Stone una storia riguardo a una persona che era ospite in casa di parenti e si è trovata ad avere un problema con il nipotino di nove anni.

L’uomo, parlando con il padre del bambino, sosteneva che quest’ultimo gli aveva detto una bugia. Interpellato dal padre, il ragazzino sosteneva, invece, di non aver detto alcuna bugia.

Chi dei due stava mentendo, lo zio o il nipote?

A questo punto il padre chiede che gli venisse spiegato cosa era esattamente accaduto.

Lo zio sosteneva di aver chiesto al nipote di portare i giocattoli in cantina, che il ragazzino gli aveva detto che lo avrebbe fatto, ma che non lo aveva fatto.

Il bambino, invece, sosteneva di averlo fatto.

Il padre chiese allora al figlio come si spiegava il fatto che lo zio sosteneva l’incontrario.

Il bambino rispose così: “Per arrivare in cantina ci sono parecchi scalini. Dopo il quarto scalino c’è una finestra… e io ho messo i giocattoli sul davanzale… La cantina è la distanza fra il pavimento e il soffitto… quindi, i miei giocattoli sono in cantina!”

La divergenza di opinioni fra zio e nipote era dovuta alla definizione della parola cantina. Il bambino, probabilmente aveva capito cosa intendeva lo zio, ma non voleva scendere tutte quelle scale. Così, poi, nel tentativo di evitare una eventuale punizione, uso la logica per dimostrare di avere ragione.

Di fatto, la comunicazione interpersonale non è possibile se non si comprende esattamente cosa vuole dire la controparte con le parole che usa. Inoltre, è importante che tu cerchi di capire anche se l’altra persona conosce il significato di ciò che dice. Può capitare, a volte, di parlare con persone che esprimono la loro foga, pro o contro qualcosa che nella loro mente ha un significato distorto rispetto al vero significato dell’oggetto o argomento in questione.

Secondo l’insegnante, psicologo, semantico e scrittore Canadese-Americano Samuel Ichiye Hayakawa (1906 – 1992) esperto in scienza linguistica, è essenziale scoprire ciò che significa veramente una parola sulle labbra di un’altra persona, o sulle nostre stesse labbra, se vogliamo pensare in maniera accurata.

Come puoi scoprirlo?

Sii specifico. Comincia con una vera, genuina comunicazione mentale, avendo a cuore di poter essere compreso da chi ti ascolta, e vedrai che non ci saranno più fraintendimenti.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


L’immaginazione è tutto!

Albert Einstein


Cos’è la suggestione? Non è certo la soggezione della volontà di qualcuno a quella di un altro. La suggestione è bensì la realizzazione subcosciente del proprio pensiero.


Quello che pensiamo intenzionalmente e continuamente, si imprime nel nostro subconscio fino a diventarne parte. Per poi, pian piano a sua volta, influenzare le nostre reazioni e azioni in modo naturale. Questo accade perché vuol dire che abbiamo acquisito in noi quel pensiero o quella tendenza. Lo abbiamo interiorizzato e fatto nostro.


Se pratichi il Karate, ad esempio, sai già quanto è importante interiorizzare il Kata (un esercizio individuale che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari). Durante un combattimento, non puoi pensare a quale mossa fare in ogni istante. È necessario che le tue mosse fluiscano da dentro di te, in risposta ad ogni mossa dell’avversario, istintivamente e naturalmente.


Ora, credo di poter tranquillamente affermare che nessuno nasce già conoscendo il Kata. Ma chi ha deciso di praticare il Karate lo ha dovuto imparare. Essere un buon Karateka, dipende in buona parte da quanto riesci a interiorizzare il Kata appunto. Fintanto che continui a pensare al Kata come ad un insieme di esercizi esterni a te, il tuo Karate sarà così, così.

La tua volontà, essendo un fattore auto-cosciente, ha la funzione di darti l’impulso direttivo nelle realizzazioni, ma sono la tua immaginazione e il tuo pensiero, i fattori che scatenano il riflesso realizzatore.


Questo significa che, imparando a conoscere e a controllare il tuo inconscio con l’immaginazione e l’autosuggestione, puoi provocare in te stesso, col tuo pensiero, realizzazioni benefiche alla tua salute, al tuo carattere, alle tue relazioni e in ogni area della tua vita. Significa che puoi veramente migliorare la qualità della tua vita in ogni aspetto.


Perciò, se desideri fortemente qualcosa e cominci a a pensare altrettanto fortemente che la otterrai, ripetendolo a te stesso più volte ogni giorno, le possibilità che tu ottenga quello che vuoi diventano altamente probabili e fortemente concrete.


L’auto-suggestione cosciente, è una vera e propria tecnica messa a punto dal Dott. Emile Coué, farmacista e psicologo francese (1857-1926), noto in tutto il mondo come il padre ispiratore del pensiero positivo, la visualizzazione, il training autogeno di Schultz, la sofrologia, l’analisi transazionale (AT) e la programmazione neurolinguistica (PNL).


Il Dott. Coué era giunto alla conclusione che non è la volontà che può mettere in moto le enormi forze subcoscienti che sono dentro di noi, ma la nostra immaginazione.


Egli osservò che nella lotta tra l’immaginazione e la volontà all’interno di un soggetto, la volontà soccombeva sempre, senza nessuna eccezione.


Del resto, quando un’idea si è impadronita della tua mente al punto da farne sprigionare una suggestione, tutti gli sforzi coscienti fatti per resistere a questa suggestione non ti servono che a rafforzarla». Ma questa attività che agisce inconsciamente e con una forza incalcolabile può agire in noi tanto per il bene quanto per il male. È necessario quindi rendersene padroni e saperla gestire. Essa è come un torrente che tutto travolge nel suo passaggio, ma che, arginato, diventa sorgente di forza e di luce. Il dramma, la lotta avvengono dentro di te, tra la tua volontà e la tua immaginazione; e il conflitto termina sempre col trionfo di quest’ultima.


Anche nel tuo quotidiano puoi osservare in ogni istante questa lotta, e la medesima sconfitta della volontà. Se soffri d’insonnia, ad esempio, il pensiero di non poter dormire e lo sforzo per riuscivi (ricorso alla volontà) ti renderà più agitato, più nervoso, allontanando sempre più il sonno desiderato. Se invece ricorri all’immaginazione, ripetendoti dolcemente: “io dormo, ora dormo, io posso dormire, e così via, il sonno non tarderà a calare sulle tue palpebre.


In ogni suggestione, dopo che hai pensato al fine che vuoi ottenere, il tuo subcosciente si incarica di trovare da sé i mezzi per realizzarlo. Il tuo subcosciente riproduce nel tuo corpo fisico tutte le impressioni ricevute dalla tua mente. Ed escogiterà da sé, senza bisogno di istruzioni altrui, il lavoro fisiologico necessario per ottenerlo.


L’auto-suggestione cosciente è lo strumento di controllo con cui puoi alimentare il tuo subconscio con pensieri positivi e creativi o, per contro, permettere a pensieri di natura distruttiva di insinuarsi nella tua mente.


La tua capacità di utilizzare al meglio i principi dell’auto-suggestione dipende in gran parte dalla tua abilità di concentrarti su di un determinato desiderio fino a che quel desiderio diventi per te un desiderio ardente.


Pronuncia più volte al giorno e ad alta voce l’affermazione del tuo desiderio, concentrandoti e sentendolo. Immaginalo già realizzato e sentiti come se lo avessi già realizzato. In questo modo stai comunicando direttamente al tuo subconscio l’oggetto del tuo desiderio. Ripetendo questa procedura, giorno dopo giorno, creerai in modo deliberato abitudini mentali che favoriscono la realizzazione dei tuoi desideri. E quando pronunci a voce alta la frase con cui esprimi, ad esempio, il tuo desiderio di sviluppare la consapevolezza di accumulare denaro, è molto importante che tu lo faccia con grande partecipazione emotiva e con gioia.


Non è la tua volontà il mezzo con cui puoi ottenere i risultati che ti prefiggi, anche se essa ha un compito altrettanto importante: quello di darti, quasi con dolcezza, l’indicazione dello scopo che desideri conseguire. La tua volontà deve comportarsi come l’intelligente ingegnere che stabilisce il piano di lavoro che il solerte imprenditore (ossia il subcosciente) dovrà poi eseguire. Questo duplice lavoro della volontà cosciente e delle forze subcoscienti è ben sintetizzato nel motto: «nessuno sforzo, ma una chiara visione di quanto si vuole ottenere secondo le indicazioni della volontà».


Ecco perché possiamo tranquillamente affermare ancora una volta che l’immaginazione è tutto!

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Want to Improve Your Relationships? Listen Up! dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Questo articolo è stato scritto da Gail Brenner,  puoi trovarla sul suo blog A Flourishing Life.


“Il modo più semplice ed efficace per connettere con un’altra persona è ascoltare. Semplice ascoltare. Forse la cosa più importante che possiamo darci l’un l’altro è la nostra attenzione. Un amabile silenzio spesso ha molto più potere di risanare e di farci connettere più delle parole dette con le migliori intenzioni.”

Rachel Naomi Remen

Ascoltare è un’arte altamente sottovalutata nella nostra società, eppure è una delle chiavi per far risplendere le nostre relazioni. Dell’autentico ascolto va ben oltre il sentire delle parole pronunciate. Significa aprirsi ad una profonda comprensione dell’esperienza dell’altro. Ascoltiamo non solo con la nostra mente per comprendere le idee che vengono espresse, ma apriamo i nostri cuori per accogliere a pieno le persone così come sono.

Tutti sappiamo come ci si sente a non essere ascoltati completamente. Ho un amico che aveva l’abitudine di fare altre migliaia di cose mentre era al telefono. Rispondeva in modo appropriato a quello che gli dicevo, ma potevo sentire il rumore di fogli e della tastiera mentre rispondeva a qualche email. Sebbene stesse seguendo la conversazione, mi sono sentita un po’ trascurata, dato che comunque avevo deciso di condividere con lui i miei pensieri e sentimenti più profondi. Fortunatamente, la nostra amicizia era più importante della sua lista delle cose da fare, e adesso ho con gioia, la sua totale attenzione.

I Benefici di un Buon Ascolto

Un approfondito ascolto riduce l’isolamento e alimenta la connessione con gli altri. Se stai vivendo delle interazioni un po’ travagliate o vuoi che i tuoi rapporti siano più profondi, rifletti su come puoi migliorare la qualità del tuo ascolto. I benefici sono numerosi:

  • Le persone si sentiranno più legate a te, gli piacerai di più
  • Imparerai qualcosa di nuovo
  • Avrai le informazioni necessarie per risolvere i problemi in modo più efficace
  • Vivrai meno solitudine e frustrazione
  • Ti sentirai più felice e rilassato

Il succo del concetto, è che tutti desideriamo essere visti e accettati per come siamo. Quando ascolti col cuore, vincono tutti. L’offerta di questo prezioso dono dissolve muri e risana le divisioni. Impara ad ascoltare col cuore, e osserva le tue relazioni fiorire.

Usa il tuo Potere di Osservazione

Ascolta profondamente tutti i modi col quale il tuo partner ti sta comunicando, osservandolo. Guarda alla distanza che vi separa, il movimento degli occhi, l’eventuale alterazione del colorito della pelle, i gesti delle mani e delle braccia, il tono della voce, la velocità con cui parla. Vedrai che scoprirai qualcosa che non avevi mai notato prima.

Un po’ di tempo fa, avevo a che fare con qualcuno che non conoscevo molto bene. Le feci una domanda,e notai che il viso le diventò completamente viola e abbassò rapidamente gli occhi. Mi resi conto che qualcosa era cambiato e presto scoprii di aver trovato inavvertitamente il suo punto debole.

Cosa fare con le informazioni raccolte? Usale per rimanere in un buon rapporto col tuo partner. Se la persona con cui stai parlando è esitante, aspetta a buttarti. Se del sentimento sta cominciando ad emergere, sii empatico. Se il tuo obiettivo è rimanere connesso e di approfondire la conversazione, le cose che potrai osservare ti guideranno, dato che le persone non possono evitare di esprimersi in infiniti modi. Guarda al tuo partner con occhi nuovi e sii certo che riuscirai a raggiungere un nuovo livello di comunicazione.

Presta Piena Attenzione

Le ricerche dimostrano che noi parliamo ad una velocità media di 125 parole al minuto, eppure abbiamo la capacità di ascoltare approssimativamente 400 parole al minuto. Questo lascia uno spazio extra di 275 parole al minuto nella nostra mente quando qualcuno ci sta parlando. Cosa facciamo in quel lasso di tempo? Lo riempiamo con pensieri estranei.

Porre attenzione è la regola cardinale per un buon ascolto. Sentire le parole, e accogliere il loro significato. Se la tua mente vaga deconcentrata, semplicemente riportala all’attenzione. Fai domande per scoprire cosa davvero conta per la persona con la quale stai parlando.

Come lo stai mostrando?

Un profondo ascolto si verifica solo quando sei aperto e recettivo. Se comici la conversazione con una agenda, di sicuro non riuscirai a sentire pienamente quello che l’altra persone sta dicendo.

Al momento opportuno, avrai l’opportunità di esprimerti. Ma quando stai ascoltando, sii vuoto. Mettiti da parte così da poter ascoltare direttamente senza filtrare tutte le parole con tutti i tuoi

pensieri. Resisti alla tentazione di saltare alle conclusioni o di presumere di sapere quello che quella persona ti sta per dire. Sgombra la tua mente da ogni aspettativa, e amabilmente, apri il tuo cuore all’ignoto.

Leggi tra le righe

La comunicazione nonviolenta è un processo meravigliosamente articolato che facilita le interazioni pacifiche. Si concentra sull’ascoltare i sentimenti e i bisogni dell’altro. Non ha importanza quali siano le parole che stai sentendo, cerca di individuare i sentimenti e o i bisogni che stanno cercando di esprimere. Verifica la tua comprensione riflettendo i suoi sentimenti (tipo: sembra che tu ti senta così…) o chiedendo se la tua conclusione è corretta (tipo: stai cercando di dire che hai bisogno di più tempo?)

Ascolto Attivo

L’ascolto attivo è una abilità che ti permette di vedere se sei stai seguendo il discorso. Quando qualcuno sta parlando, accertati di poter ripetere quello che hai appena udito, e se tu non ci riuscissi, chiedi dei chiarimenti. Potresti rimanere sorpreso dalla quantità di cose che ti sei lasciato sfuggire! Quando pensi di aver capito, verifica la qualità della tua comprensione con una domanda tipo: “quindi quello che stai dicendo è che…?”

La Pazienza è una Virtù

Sono certo tu abbia notato che le persone hanno diversi modi di comunicare. Alcuni parlano in modo fluido e tranquillo, mentre altri sono esitanti e impacciati. Alcuni sono dei gran chiacchieroni, altri dicono lo stretto indispensabile. Onora lo stile oratorio della persona con cui stai dialogando senza interromperla o interferire. Quando senti l’impulso arrivare, fai un gran respiro e riconnetti con quello che stai ascoltando. Stai aprendo il tuo cuore quando dai alle persone lo spazio di essere semplicemente quello che sono.

Abbi una Prospettiva Fresca

Hai mai avuto conversazioni problematiche frequenti con una persona in particolare? Trasforma la relazione raddoppiando i tuoi sforzi di ascoltare in profondità. Liberati del tuo bisogno di dover avere ragione o delle tue idee su quello che secondo te la persona in questione dovrebbe fare o dire, e ascoltala come se tu la sentissi per la prima volta. Sii curioso, e stai certo che imparerai qualcosa di nuovo che possa capovolgere quella situazione frustrante nella quale ti trovi.

Quando ascoltiamo in profondità è come se diventassimo una cosa sola. Sia che ti trovi in accordo con quello che senti o meno, l’ascoltare col cuore ci invita ad essere presenti nelle nostre interazioni e ad esplorare le nostre difese e barriere. Quando abbandoniamo le nostre posizioni ed aspettative, siamo vivi davvero. Allora i nostri cuori saranno completamente aperti, e le nostre relazioni potranno fiorire.

Pensi che potresti ascoltare meglio?

Cosa hai imparato dall’ascoltare veramente gli altri?

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