La Bussola Della Vita • THE COMPASS OF LiFE

Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Ormai sono ben otto mesi che questo blog è presente in rete!

Sembra ieri eppure eccoci qua!

È splendido vedere in quanti ci visitate, tramite il contatore delle visite, eppure sarebbe ancora più meraviglioso vedere qualche vostro commento, sapere che quello che pubblichiamo è di vostro interesse, vostri eventuali spunti, dibattiti, scambi di idee insomma!

Dopotutto internet serve ad informarsi e anche a stringere legami di amicizia con persone nuove di ogni dove, oltre che a mantenere i contatti con quelle che si conoscono già.

Magari per chi non fosse di lingua italiana o inglese,

quando vuole lasciare un commento può usare un traduttore e postare in inglese o italiano,

cosicché tutti possano comprendere e partecipare allo scambio!

Ricevo diverse email private, e comprendo che qualcuno non si senta a suo agio a condividere in pubblico i suoi sentimenti e le sue opinioni, ma trovando questo tipo di forza, la possibilità di avere più consigli e diversi tipi di punti di vista sarà maggiore.

In fondo non sono una santona, né mi credo tale, e si, ci sono cose che so per esperienza personale e conoscenze apprese grazie allo studio, ma altre cose mi sono sicuramente sconosciute o poco chiare, quindi qualcuno di voi potrebbe essere in grado di incoraggiare ed indirizzare quelli che di voi hanno dubbi o semplice voglia di conoscere diversi modelli di pensiero.

Quindi…

commentate commentate commentate!

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Come dicevamo, ci sono alcune cose molto importanti da tenere a mente, e fare, per cominciare ad attrarre e produrre ricchezza nella tua vita che si possono riassumere in cinque punti:

1. Metti sempre i tuoi obiettivi per iscritto. Scrivere i tuoi obiettivi, vuol dire imprimerli nella tua memoria. I tuoi obiettivi scritti sono un impegno con te stesso e, leggendoli ogni giorno, rafforzano e mantengono fresca la tua determinazione a realizzarli.

2. Stabilisci una scadenza entro cui realizzare i tuoi obiettivi. Lo stabilire una scadenza entro cui realizzare o raggiungere uno scopo, tiene alta la tua motivazione, ti tiene orientato verso la meta che vuoi raggiungere e a procedere in direzione del tuo obiettivo. Certo, potrebbe succedere che tu non raggiunga lo scopo entro la data che ti sei prefisso. In tal caso, spesso, si tratta solo di ridare una aggiustatina ai tempi, ma se continuerai a mantenere forte la tua determinazione e la fiducia nelle tue capacità e nei tuoi mezzi, non potrai mancare di realizzare ciò che desideri. Esattamente come una freccia puntata verso il suolo non può mancare di colpire il bersaglio.

3. Tieni alto il livello del tuo impegno. Pare proprio esserci uno stretto rapporto tra la facilità con cui le persone raggiungono un obiettivo e la forza delle loro motivazioni. Più è elevato il tuo obiettivo e più è necessario che tu sia concentrato nello sforzo che affronti per raggiungerlo.

4. Tieni alto il livello della tua motivazione. Una straordinaria strategia che puoi utilizzare per auto-motivarti a tenere alta la tua fiducia e il tuo impegno è quella di porti più obiettivi di diverso livello e ogni volta che ne realizzi uno, sostituirlo con uno nuovo. Mi spiego meglio. Se ti sei posto un grande obiettivo, probabilmente ci vorrà un tempo più o meno ragionevolmente lungo per realizzarlo. Durante il trascorrere di questo tempo, potresti perdere il tuo slancio o sentirti scoraggiato dal fatto che ancora non stai ottenendo alcun risultato. Di questo passo, probabilmente finiresti per demoralizzarti e rinunciare. Ma se affianchi quel tuo grande obiettivo, che potrebbe richiedere del tempo per essere raggiunto, con degli obiettivi immediati e altri a breve e medio periodo, avendo cura di focalizzarti sulla loro realizzazione, ogni scopo realizzato diventa per te una pietra miliare su cui poggiare la tua fiducia. In breve, se puoi gestire e raggiungere i traguardi della tua giornata, della tua settimana, del tuo mese, questo ti da la forza, la fiducia e il coraggio di credere realizzabile anche il tuo grande obiettivo e procedere, quindi, indipendentemente dal tempo che ti ci vorrà, determinato al raggiungimento della tua meta.

5. Mira in alto, sempre. Strano ma vero, nella vita, non ci vuole più sforzo e fatica a mirare in alto, per realizzare le cose che desideri e per essere felice, di quanto sforzo e fatica siano necessari per accettare la miseria e l’infelicità. Dovresti, quindi, essere abbastanza coraggioso da chiedere all’esistenza più di quello che ritieni di meritare adesso, poiché è stato appurato che l’essere umano ha la tendenza a crescere, progredire e diventare migliore per tener testa alle difficoltà che incontra sul proprio cammino.

Naturalmente, dopo aver fissato un traguardo, la cosa più importante è passare all’azione. Certo, sarebbe bello se, volendo raggiungere un traguardo, si potesse preparare un programma dettagliato che ci guidi, liscio e senza intoppi, dall’inizio alla fine del nostro percorso. Purtroppo questo non sempre è possibile. Più spesso succede che sorgono ostacoli e ci imbattiamo in difficoltà, più o meno grandi. Ma se sai dove ti trovi e sai dove vuoi arrivare, mantenendo alta la tua motivazione, potrai procedere passo dopo passo finché non arrivi a destinazione.

Occorre fare il primo passo. Studiare e riflettere a lungo va anche bene, ma non ti servirà a nulla se poi, e a volte meglio prima che poi, non agisci.

Fai il primo passo. Comincia a camminare.

Se mai ti capitasse di cadere strada facendo, non sarà grave fin tanto che avrai il coraggio di rialzarti in piedi e riprendere a camminare. E se mai cadessi cento volte, dovresti trovare il coraggio di rialzarti la centounesima volta perché potresti veramente essere a un passo dalla tua meta. Non vorresti certo, dopo aver percorso miglia e miglia, lasciar andare la realizzazione della vita che desideri per un ultimo, piccolo passo, vero?

Perciò, se sai dove vuoi andare, fai il primo passo e comincia a camminare.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Esistono a questo mondo persone che hanno molto benessere materiale ed economico, ma che sono estremamente povere spiritualmente oppure la cui vita è minata da malattie definite incurabili. Per contro esistono a questo mondo anche molte persone che sono ricche di spiritualità ma povere in canna. Qualcuno direbbe che, purtroppo, non si può avere tutto nella vita…

Giusto? Ebbene no! Non c’è niente di più sbagliato.

Quando si parla di ricchezza, si dovrebbe intenderla a 360 gradi perché non si può parlare di vera ricchezza se essa non tocca tutte le aree della tua vita.

Se così non è, vuol dire che ancora non abbiamo compreso come realizzare una vita di benessere totale.

Naturalmente non esiste una misura standard, in cui quantificare il benessere, unica per tutti. Ogni essere vivente ha un metro diverso per misurare la propria felicità. Infatti, non tutti siamo attratti dalle stesse cose; non tutti vogliamo le stesse cose. Il tanto e il poco variano a seconda della percezione di ogni singolo individuo.

Ad ogni modo, la ricchezza, in ogni sfera della tua vita, è una condizione che puoi attrarre e creare. Allo stesso modo, però, la puoi anche respingere e distruggere.

Il potere di attrarre e creare o, per contro, respingere e distruggere è un potere enorme che abbiamo e che può essere paragonato a una lama a doppio taglio. Tutto dipende, appunto , da quale lato di questo potere usiamo e, naturalmente, dalla direzione in cui è orientato il nostro modo di pensare.

Trovare del tempo per pensare è indispensabile per attirare la ricchezza nella nostra vita. Ci hai mai fatto caso? Spesso è proprio nei periodi di Tranquillità che vengono le idee migliori. Non dovresti mai commettere l’errore di credere di poter avere il meglio dalle tue possibilità gettandoti sconsideratamente nella mischia. Fermandoti a riflettere, anche per ore, giorni o, a volte, anche per periodi più lunghi se necessario, non pensare di perdere tempo. Il pensiero è la cosa più importante che possiamo produrre con la nostra mente ed è la base su cui viene costruita qualsiasi invenzione o progetto che l’essere umano realizza.

Molte persone hanno cominciato a cambiare le loro vite dopo essere state ricoverate, per un periodo più o meno lungo, in ospedale. Non potendo fare altro, hanno impiegato il tempo leggendo libri motivazionali, pensando, meditando e facendo progetti. Questo non vuole certo dire che dobbiamo finire in ospedale per avere tempo per studiare e pensare. Del resto, non è nemmeno indispensabile avere molto tempo “libero” da dedicare allo studio, alla riflessione e alla progettazione. Il tempo è imparziale, e in questo mondo, tutti siamo ricchi della stessa quantità di tempo. Tutti noi, indistintamente e indipendentemente da fattori quali razza, religione, sesso o dal luogo in cui ci troviamo, possediamo giornate di ventiquattro ore. È sufficiente che tu riservi l’uno per cento del tempo di cui tu, come tutti, disponi a pensare in modo positivo e accurato ai progetti che vuoi realizzare. Ogni giornata è composta da 1440 minuti. Investirne l’uno per cento significa trovare 14 minuti. Durante questo tempo documentati, studia, informati, stilla piani d’azione. Medita, sgombera la mente e medita ancora. Fallo ogni giorno! Sarai stupito dai benefici e dai vantaggi che ti procureranno quei 14 minuti. Solo dopo prendi una decisione e agisci. Può fare una grande differenza nella rapidità con cui realizzi i tuoi obiettivi.

Una volta che avrai presa questa abitudine, ti sorprenderai anche del fatto che le idee creative ti potranno venire in mente ovunque ti trovi: lavando i piatti, aspettando l’autobus, sotto la doccia o perfino di notte. A me è capitato di svegliarmi con una idea in testa e di non riuscire a riprendere sonno prima di aver scritto quello che avevo in mente. Infatti, la sera metto il mio quadernino e la matita sul comodino accanto al letto. Consiglio anche a te di tenere sempre della carta e una matita a portata di mano e di mettere per iscritto le idee che ti vengono in mente, tutte le volte che puoi. Anche Thomas Edison aveva questa abitudine.

Ci sono naturalmente alcune cose, non molte, ma molto importanti da tenere a mente e fare per cominciare ad attrarre e produrre ricchezza nella tua vita. Ma di questo parliamo mercoledì.

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Sei super impegnato?

Ti sbatti qua e là senza avere un attimo di tregua e quando arrivi a casa la sera, sei così cotto che finisci con l’addormentarti dove ti trovi?

Si dice che il tempo è denaro, perché alla fine, in effetti, è l’unica cosa che abbiamo.

Ognuno di noi dispone di 24 ore al giorno.

Quindi direi che il modo in cui le gestisci è importantissimo.

Vivere affannosamente ti porta spesso ad avere relazioni burrascose e frequenti litigi, poiché la stanchezza mentale, nel caso tu non sia un essere bionico, potresti finire col riversarla sulle persone con cui passi più tempo, o comunque quelle persone a te più vicine.

Un meraviglioso modo che per me funziona, quando devo affrontare delle giornate intense e lunghe, è quello di svegliarmi 15 minuti prima del dovuto, sciacquarmi il viso e sedermi un attimo, facendo dei lunghi e profondi respiri. Cercando di pensare con tutto il cuore alle cose belle che ho nella mia vita.

Ci DEVE pur essere qualcosa di positivo.

Quindi cercalo.

Anche il semplice fatto di essere qui. Semplice per modo di dire, dato che credo che vivere sia la cosa più bella al mondo. Inoltre, faccio sì che questo “rituale” mattiniero, e anche serale volendo, sia un rinnovare la mia promessa di non adagiarmi, né di abbattermi o annullarmi.

MAI.

Ogni mattina mi riprometto di fare del mio meglio, di avere rapporti sempre migliori, di produrre lavori di qualità sempre migliore, di avere una salute sempre più vigorosa, di avere sorprese piacevoli nell’arco della giornata. Penso che possa capitare di inciampare…è naturale. Ma non penso sia molto affascinante l’idea di camminare ingobbiti e guardare fisso a terra per non inciampare, tanto se non è alle 8, è alle 9, finirai con lo sbattere la testa da qualche parte!

Sempre per la solita ragione: quando ti concentri su le cose poco buone che potrebbero capitarti, ci stai investendo le tue preziose energie, e smuovi l’ambiente coi tuoi pensieri…lo sai? Quindi quello che credo, dato che non vengo pagata per pensare positivo, ma neanche per pensare in negativo, scelgo consapevolmente di sforzarmi di abituarmi a pensare positivo, che mi fa stare decisamente meglio mentalmente e fisicamente!

Se non pensi di essere responsabile al 100% di quello che ti accade ogni giorno, allora pensa di essere responsabile al 99%, ma sii consapevole che la maggior parte dei risultati che ottieni nella tua vita è solo merito tuo. Sia che siano risultati positivi sia che siano negativi. Inoltre, a questo proposito, vorrei anche dirti che, se stai pensando “da tempo provo a fare questa cosa ma non riesco o fallisco”, non devi abbatterti o rinunciare: come ad un incontro di boxe, non potrai sapere se quando le forze ti stanno abbandonando, quel “ultimo” colpo potrebbe essere il decisivo, quello che stenderà il tuo avversario.

Quindi, cerca di vederla in questa ottica.

Tra l’altro, pensa anche perché ti sei sbattuto tanto per quella cosa. Significa che conta molto per te, giusto?

Non mollare così.

Quel tuo “ultimo” colpo è più vicino di quanto pensi…

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Il dialogo interiore è ciò che più conta.

Ogni “MA” alza una vera e propria barriera tra te e il tuo obiettivo.

Ogni “MA” va a creare un limite, sul quale ti stai soffermando e ti allontana dalla soluzione, che spesso hai già dentro di te.

Succede che gli altri ci dicano cose demotivanti, ma possiamo scegliere di non darvi peso.

Cosa succede invece quando siamo noi a minare la nostra mente con pensieri negativi?

Può essere molto difficile a quel punto non prestare ascolto.

Il nostro IO è quel “qualcuno” col quale passiamo tutta la nostra esistenza, e vale assolutamente la pena di farselo alleato, allenandolo a pensare in chiave costruttiva e motivante.

È un amico che sarà sempre pronto ad incoraggiarti e ad aiutarti, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, o quanto meno quando tu la percepisci così.

Quello che credi e ti ripeti costantemente… in che stato emotivo ti mette?

Qual è la tua condizione emotiva durante il tuo dialogo interiore?

La speranza è la base per la ricerca di una soluzione al tuo problema, e quando impari a pensare a tuo vantaggio e beneficio, potrai scoprire che molte soluzioni erano già sotto al tuo naso. Solo che non riuscivi a vederle, perché consciamente o meno, tutto il tuo IO era focalizzato sul problema, e su quanto ti facesse soffrire. Causandoti magari anche stress, stanchezza, irritabilità, sbalzi d’umore.

Tutto ciò non è affatto piacevole.

La realtà non è oggettiva, ma è una cosa altamente SOGGETTIVA.

Considera che uno stesso evento, scatena in diverse persone, diverse reazioni.

Il fallimento di una azienda può essere una sciagura per uno dei suoi impiegati, ma può essere un grande beneficio per un impiegato della società concorrente.

Ogni cosa, da quella grande a quella piccola, apparentemente insignificante, viene filtrata da ognuno di noi tramite il nostro bagaglio di esperienze. E spesso, sbagliando, permettiamo a dei ricordi spiacevoli che abbiamo del nostro passato, di giudicare fatti presenti che sono nuovi, e diversi, ma che noi pretendiamo di etichettare, considerandoli semplici eventi che si ripetono nel tempo.

Il fatto è: finché penserai e agirai come sempre hai fatto, sarà impossibile che la tua realtà cambi. Non si è mai visto un contadino seminare grano e raccogliere patate.

Devi andare alla radice.

Osserva i tuoi comportamenti. Ti stanno portando dove vuoi andare?

Se la risposta è no, evidentemente, sono le azioni che hanno bisogno di essere variate. Azioni che potranno giocare a tuo favore e ti permetteranno di ottenere di più, e diventare di più.

Perché non puoi aspettarti un risultato straordinario, senza metterci un impegno straordinario, il che non significa: sudore, stress, angoscia, perché in tal caso, significa che la cosa che vuoi ottenere, non conta così tanto per te a livello emotivo. Quando le tue azioni sono guidate da un senso di determinazione e fiducia totale, puoi goderti i risultati desiderati.


Dopotutto non hai niente da perdere.

Come dice Barry Thomas Wood:

“Sia che tu complichi le cose, o che le semplifichi, otterrai lo stesso risultato”.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina. La fortuna viene dal cuore e ci rende degni di rispetto”

Nichiren Daishonin


Le parole sono simboli linguistici molto potenti e significativi perché assommano in sé una serie di idee, concetti ed esperienze personali. E mediante i simboli, il subconscio è in stretta comunicazione con la coscienza.

Le parole sono lo strumento attraverso cui esprimi il tuo pensiero. E sono anche il maggior intralcio alla tua felicità. Una sola parola può scatenare si o no, odio o amore, integrità o disonestà, pace o guerra.

Quando pronunci una parola sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale negativo, puoi creare un litigio, favorire incomprensioni, generare infelicità, causare miseria. Ma se pronunci la stessa parola, sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale positivo, puoi produrre distensione là dove ci sono delle tensioni, armonia dove c’è incomprensione, generare felicità e benessere.

Perciò, quando devi affrontare una questione che implica un equivoco con un’altra persona, sarebbe più saggio iniziare da te stesso, chiarirti dentro te stesso. Analizzando la tua disposizione mentale, potresti accorgerti che è orientata al negativo. A questo punto, tutto ciò che dovresti fare è riorientare la tua disposizione mentale positivamente e ti accorgerai che le cose vanno apposto da sé. Spesso in un modo migliore di quanto tu osassi sperare.

Allo stesso modo, spesso basta una parola per incoraggiare una persona o per stimolarla ad agire. Se le dici: “Puoi farcela, puoi farlo!”, le stai offrendo uno stimolo.

Se, invece, dici a te stesso: “Posso farcela, posso farlo!”, ti stai stimolando con una autosuggestione.

Spesso ancora, una parola può generare incomprensione. A questo proposito mi ricordo di aver letto in un libro di Clement Stone una storia riguardo a una persona che era ospite in casa di parenti e si è trovata ad avere un problema con il nipotino di nove anni.

L’uomo, parlando con il padre del bambino, sosteneva che quest’ultimo gli aveva detto una bugia. Interpellato dal padre, il ragazzino sosteneva, invece, di non aver detto alcuna bugia.

Chi dei due stava mentendo, lo zio o il nipote?

A questo punto il padre chiede che gli venisse spiegato cosa era esattamente accaduto.

Lo zio sosteneva di aver chiesto al nipote di portare i giocattoli in cantina, che il ragazzino gli aveva detto che lo avrebbe fatto, ma che non lo aveva fatto.

Il bambino, invece, sosteneva di averlo fatto.

Il padre chiese allora al figlio come si spiegava il fatto che lo zio sosteneva l’incontrario.

Il bambino rispose così: “Per arrivare in cantina ci sono parecchi scalini. Dopo il quarto scalino c’è una finestra… e io ho messo i giocattoli sul davanzale… La cantina è la distanza fra il pavimento e il soffitto… quindi, i miei giocattoli sono in cantina!”

La divergenza di opinioni fra zio e nipote era dovuta alla definizione della parola cantina. Il bambino, probabilmente aveva capito cosa intendeva lo zio, ma non voleva scendere tutte quelle scale. Così, poi, nel tentativo di evitare una eventuale punizione, uso la logica per dimostrare di avere ragione.

Di fatto, la comunicazione interpersonale non è possibile se non si comprende esattamente cosa vuole dire la controparte con le parole che usa. Inoltre, è importante che tu cerchi di capire anche se l’altra persona conosce il significato di ciò che dice. Può capitare, a volte, di parlare con persone che esprimono la loro foga, pro o contro qualcosa che nella loro mente ha un significato distorto rispetto al vero significato dell’oggetto o argomento in questione.

Secondo l’insegnante, psicologo, semantico e scrittore Canadese-Americano Samuel Ichiye Hayakawa (1906 – 1992) esperto in scienza linguistica, è essenziale scoprire ciò che significa veramente una parola sulle labbra di un’altra persona, o sulle nostre stesse labbra, se vogliamo pensare in maniera accurata.

Come puoi scoprirlo?

Sii specifico. Comincia con una vera, genuina comunicazione mentale, avendo a cuore di poter essere compreso da chi ti ascolta, e vedrai che non ci saranno più fraintendimenti.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

De-stress – Unwind – The True Value of Silence dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Lo stress ti sta piegando?

Senti che la tua vita ha qualcosa da dare?

C’è un semplice rimedio: il SILENZIO.


Cerca di udire i suoni attorno a te. Cosa senti?

Scommetto che non si tratta di suoni di onde che si infrangono sulla scogliera, o il canto degli uccellini allo spuntare del sole. Sarà molto più probabilmente il rumore disturbatore del traffico, o della musica, o la TV dei vicini, o una sirena della polizia in lontananza, o del chiacchiericcio per la strada – in particolar modo se vivi in una grande città.

Quello che mi ricordo meglio della mia visita a New York è stato il fatto che potevo sempre sentire il suono di una sirena provenire da qualche parte, in lontananza. C’era sempre il suono di una ambulanza diretta all’ospedale o di una volante della polizia che si affrettava a raggiungere il luogo di un disastro. Questo ti porta allo stress causato dal suono.

Anche ad alcuni suoni siamo soggetti in modo inevitabile. Ma forse perché scegliamo di stare in un ambiente rumoroso? Lascia che ti faccia un paio di domande: Ascolti musica per molto tempo? Lasci la TV accesa mentre svolgi altre faccende? Se è così, ti stai stressando ad un livello uditivo.

Il nostro sistema nervoso centrale risponde ad ogni suono.

Ed esso risponde inviando ormoni in tutto il nostro organismo, il nostro battito accelera o diminuisce e il livello della pressione sanguigna cambia.

Alcuni suoni invece sono così rilassanti che funzionano da vere e proprie ninne nanne. Immagina di accamparti in un bosco vicino ad un fiumiciattolo. Puoi udire il vento soffiare tra le chiome degli alberi, puoi sentire lo scrosciare dell’acqua e persino gli uccellini cinguettare: la tua mente si espande e il tuo corpo si rilassa.

Anche solo immaginarli ti fa sentire più rilassato. Ma aggiungi il suono di passi che si avvicinano, e il ruggito di una tigre e il tuo corpo risponderà mettendosi in stato d’allerta!

I suoni sono rumore esterno. Ma c’è anche il rumore interiore.

Prenditi un momento per osservare i pensieri che attraversano la tua mente. Sarà facile che ti ritroverai ad osservare un guazzabuglio di riflessioni. Alcune potrebbero essere preoccupazioni, “Oh, cosa potrebbe accadere se…” Altre potrebbero essere piani, “Devo telefonarle e farle sapere che…” E poi ci sono un sacco di altri pensieri, ricordi, flash , suoni indistinti o chiari, immagini, come un granaio pieno zeppo di provviste, fin sopra il tetto.

Particolarmente fastidiosi sono i pensieri-progetto.

Più siamo stressati, più loro appariranno nella nostra mente. Principalmente perché ci preoccupiamo di dimenticarceli. Un ottimo modo per gestirli è quello di scriverli su carta.

Altri pensieri invadenti e insopportabili sono quelli carichi di emozioni come la rabbia, la gelosia, o la paura.

Queste deboli emozioni alimentano pensieri di continuo. Un buon metodo per gestirli è quello di individuare e menzionare l’emozione davvero rilevante.

Un altro modo per affrontare meglio pensieri pressanti è lo sport. Prova a farti una corsa, o una lezione di yoga, un allenamento di arti marziali, o degli esercizi aerobici.

Un modo grandioso di creare spazio e silenzio nella tua mente è meditare.

Se sei insicuro su questo argomento, dai uno sguardo al mio articolo:

Come Meditare – 10 Importanti Consigli.

Il segreto della pace interiore sta nel lasciare andare il rumore interiore e quello esterno, così facendo eliminerai lo stress.

Se desideri semplificare la tua vita e ridurre lo stress, prova col silenzio.

Ecco qui alcuni suggerimenti che ti aiuteranno:


1. Spegni la musica che tieni di sottofondo. Ascolta la musica solo se decidi di seguirla con totale attenzione.

2. Spegni la TV se non la stai guardando.

3. Dormi con i tappini per le orecchie se abiti in una zona molto rumorosa.

4. Ripulisci la tua mente con dell’esercizio quotidiano.

5. Medita per almeno 10 minuti al giorno.


Quali sono i tuoi suggerimenti per gestire lo stress?

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How to Step Up to Challenges and Create a Life that Rocks – 5 Tips dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.

Per essere felici abbiamo bisogno di trovare un equilibrio tra la comodità e l’avventura. Se la nostra vita è troppo prevedibile, può essere noiosa. Se è troppo incerta, può far sentire non al sicuro. Come è la tua vita? Se dovessi pensare alla vita come ad un susseguirsi di “avventure” o ad una vita tutta “noia” all’esatto opposto, in quale di questi due gruppi pensi si trovi la tua vita? È troppo prevedibile? O troppo selvaggia?

Un modo rapido per capirlo è quello di dare uno sguardo da vicino ad un giorno qualsiasi della tua settimana. Diciamo ad esempio, che tu scelga il lunedì. Adesso prova a trascrivere una lista di tutte le cose che sensatamente ti aspetti accadano il prossimo lunedì. Mentre compili la tua lista, accertati di inserirci quel programma TV di cui non perdi mai un episodio, o il TG, e così via. Sono certa che ti renderai conto di quante cose tu possa prevedere per quel dato giorno della settimana. E forse anche la maggior parte degli altri giorni metteranno in evidenza un modello base piuttosto prevedibile. Il che significa che sono “comodi e confortanti”. Dopotutto, l’uomo per sua natura, trova conforto in tutto quello che è prevedibile.

Vi è una sottile linea tra comodità e noia.

Se continui a vivere la tua vita sulla base di uno schema che si ripete, non si svilupperà niente. In termini di spiritualità, il tuo percorso spirituale sarà vacillante se non abbraccerai l’ignoto, quello che non conosci.

Aggiungere del sapore alla vita ti renderà più felice.

È importante che tu esca dalla tua zona di “comfort” ovvero di “comodità”. Per alcune persone, anche solo un pochino sarebbe sufficiente. Personalmente, dalle mie sfide traggo dei benefici. Ogni sfida mi permette di crescere e sviluppare la mia vita sempre un po’ di più. Ma non è che io non provi mai paura. Anche io ho la tendenza ad essere riluttante nell’affrontare una nuova sfida – a volermi sentire al sicuro. Ad ogni modo, troppo rifiuto porta al vivere una vita noiosa. Andiamo a dare uno sguardo ai massi che ci stanno impedendo di avere una vita meravigliosa e vediamo come superarli.

1. La paura iniziale

“Non posso farcela. È troppo difficile!” Questa è la risposta spontanea che abbiamo di fronte ad ogni nuova sfida. Come possiamo gestire un pensiero negativo del genere? Il mio trucco è dire come prima cosa: “Si. Lo farò.” è così che inviti l’avventura nella tua vita. (Suggerimento: dì “Si” prima che la tua mente irrompa con un “Sei impazzito?!”) Ad esempio, la prossima volta che qualcuno ti chiede “Stiamo formando una squadra di calcetto per divertirci assieme! Vuoi farne parte?! Dì semplicemente “Si!” – anche se non ci hai mai giocato prima. Te ne preoccuperai dopo!

2. Sentirsi opprimere

“È un’impresa troppo grande! Non ce la farà mai a terminarla!” Questa è la risposta che ci viene naturale dare di fronte ad una sfida. Non è una vera sfida se non sembra troppo grande da gestire. Un ottimo modo di affrontare questa paura è quella di scomporre il grande obiettivo in mini-obiettivi cosicché tu possa vederli realizzabili. Ad esempio, diciamo che tu abbia deciso di correre metà maratona in sei mesi. Se non hai mai corso prima, ciò potrà sembrarti impossibile. Invece cominciare col camminare per 1 chilometro e fare della corsa per 100 metri potrebbe essere fattibile, prepara un piano organizzato in piccoli step che ti portino al tuo scopo finale.

3. Crollare a metà strada

“Non è che questa cosa mi piaccia davvero…Credo che la abbandonerò.” Questa è una fase naturale nell’affrontare una sfida. Aspettatela e non lasciarti portare fuori strada. Ogni sfida comincia con la nostra riluttanza, e finisce con la soddisfazione. Circa a metà strada c’è un calo di motivazione. Poi potrebbe esserci un bel rialzo della tua fiducia in te stesso come il livello delle tue abilità cresce. Esattamente prima del completamento è un’altra fase difficile.

4. Voler abbandonare appena prima della fine

“Non ce la faccio a finire. Mi richiede troppe energie!” Ho visto una statistica nella quale il 90% di tutte le persone abbandona un progetto esattamente prima di concluderlo. Hai capito bene: solo il 10% arriva fino alla fine! Non sono proprio sorpresa da ciò perché so per esperienza quanto difficile sia arrivare fino in fondo. In questo preciso momento, ad esempio sto ultimando la scrittura del mio eBook. Se dessi ascolto alla mia voce interiore, lo metterei da parte e non lo finirei. Il tipo di pensieri che la mia mente produce in questo istante sono: “Non riesco e basta”, “È difficile!!”, “non è abbastanza buono”, “Non ho tempo” e così via. Ma se darai uno sguardo a tutta la strada che hai già fatto e ti dirai: “Manca poco, ancora un gradino!” beh, completerai il tuo scopo guardando alla tua scaletta e ai tuoi mini-obiettivi già raggiunti.

5. Festeggia il completamento!

È importante fermarsi un attimo e festeggiare, celebrare con gli altri quando hai avrai affrontato la tua sfida. Congratulati con te stesso per aver resistito fino alla fine, a dispetto di tutte le difficoltà. Goditi la nuova capacità che hai acquisito. Ogni sfida affrontata, arricchisce la tua vita e ti apre nuove porte.

Quale è la tua esperienza a questo proposito? Hai qualche consiglio in materia di sfide? Sentiti liberissimo di condividerlo con noi nei commenti!

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


L’immaginazione è tutto!

Albert Einstein


Cos’è la suggestione? Non è certo la soggezione della volontà di qualcuno a quella di un altro. La suggestione è bensì la realizzazione subcosciente del proprio pensiero.


Quello che pensiamo intenzionalmente e continuamente, si imprime nel nostro subconscio fino a diventarne parte. Per poi, pian piano a sua volta, influenzare le nostre reazioni e azioni in modo naturale. Questo accade perché vuol dire che abbiamo acquisito in noi quel pensiero o quella tendenza. Lo abbiamo interiorizzato e fatto nostro.


Se pratichi il Karate, ad esempio, sai già quanto è importante interiorizzare il Kata (un esercizio individuale che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari). Durante un combattimento, non puoi pensare a quale mossa fare in ogni istante. È necessario che le tue mosse fluiscano da dentro di te, in risposta ad ogni mossa dell’avversario, istintivamente e naturalmente.


Ora, credo di poter tranquillamente affermare che nessuno nasce già conoscendo il Kata. Ma chi ha deciso di praticare il Karate lo ha dovuto imparare. Essere un buon Karateka, dipende in buona parte da quanto riesci a interiorizzare il Kata appunto. Fintanto che continui a pensare al Kata come ad un insieme di esercizi esterni a te, il tuo Karate sarà così, così.

La tua volontà, essendo un fattore auto-cosciente, ha la funzione di darti l’impulso direttivo nelle realizzazioni, ma sono la tua immaginazione e il tuo pensiero, i fattori che scatenano il riflesso realizzatore.


Questo significa che, imparando a conoscere e a controllare il tuo inconscio con l’immaginazione e l’autosuggestione, puoi provocare in te stesso, col tuo pensiero, realizzazioni benefiche alla tua salute, al tuo carattere, alle tue relazioni e in ogni area della tua vita. Significa che puoi veramente migliorare la qualità della tua vita in ogni aspetto.


Perciò, se desideri fortemente qualcosa e cominci a a pensare altrettanto fortemente che la otterrai, ripetendolo a te stesso più volte ogni giorno, le possibilità che tu ottenga quello che vuoi diventano altamente probabili e fortemente concrete.


L’auto-suggestione cosciente, è una vera e propria tecnica messa a punto dal Dott. Emile Coué, farmacista e psicologo francese (1857-1926), noto in tutto il mondo come il padre ispiratore del pensiero positivo, la visualizzazione, il training autogeno di Schultz, la sofrologia, l’analisi transazionale (AT) e la programmazione neurolinguistica (PNL).


Il Dott. Coué era giunto alla conclusione che non è la volontà che può mettere in moto le enormi forze subcoscienti che sono dentro di noi, ma la nostra immaginazione.


Egli osservò che nella lotta tra l’immaginazione e la volontà all’interno di un soggetto, la volontà soccombeva sempre, senza nessuna eccezione.


Del resto, quando un’idea si è impadronita della tua mente al punto da farne sprigionare una suggestione, tutti gli sforzi coscienti fatti per resistere a questa suggestione non ti servono che a rafforzarla». Ma questa attività che agisce inconsciamente e con una forza incalcolabile può agire in noi tanto per il bene quanto per il male. È necessario quindi rendersene padroni e saperla gestire. Essa è come un torrente che tutto travolge nel suo passaggio, ma che, arginato, diventa sorgente di forza e di luce. Il dramma, la lotta avvengono dentro di te, tra la tua volontà e la tua immaginazione; e il conflitto termina sempre col trionfo di quest’ultima.


Anche nel tuo quotidiano puoi osservare in ogni istante questa lotta, e la medesima sconfitta della volontà. Se soffri d’insonnia, ad esempio, il pensiero di non poter dormire e lo sforzo per riuscivi (ricorso alla volontà) ti renderà più agitato, più nervoso, allontanando sempre più il sonno desiderato. Se invece ricorri all’immaginazione, ripetendoti dolcemente: “io dormo, ora dormo, io posso dormire, e così via, il sonno non tarderà a calare sulle tue palpebre.


In ogni suggestione, dopo che hai pensato al fine che vuoi ottenere, il tuo subcosciente si incarica di trovare da sé i mezzi per realizzarlo. Il tuo subcosciente riproduce nel tuo corpo fisico tutte le impressioni ricevute dalla tua mente. Ed escogiterà da sé, senza bisogno di istruzioni altrui, il lavoro fisiologico necessario per ottenerlo.


L’auto-suggestione cosciente è lo strumento di controllo con cui puoi alimentare il tuo subconscio con pensieri positivi e creativi o, per contro, permettere a pensieri di natura distruttiva di insinuarsi nella tua mente.


La tua capacità di utilizzare al meglio i principi dell’auto-suggestione dipende in gran parte dalla tua abilità di concentrarti su di un determinato desiderio fino a che quel desiderio diventi per te un desiderio ardente.


Pronuncia più volte al giorno e ad alta voce l’affermazione del tuo desiderio, concentrandoti e sentendolo. Immaginalo già realizzato e sentiti come se lo avessi già realizzato. In questo modo stai comunicando direttamente al tuo subconscio l’oggetto del tuo desiderio. Ripetendo questa procedura, giorno dopo giorno, creerai in modo deliberato abitudini mentali che favoriscono la realizzazione dei tuoi desideri. E quando pronunci a voce alta la frase con cui esprimi, ad esempio, il tuo desiderio di sviluppare la consapevolezza di accumulare denaro, è molto importante che tu lo faccia con grande partecipazione emotiva e con gioia.


Non è la tua volontà il mezzo con cui puoi ottenere i risultati che ti prefiggi, anche se essa ha un compito altrettanto importante: quello di darti, quasi con dolcezza, l’indicazione dello scopo che desideri conseguire. La tua volontà deve comportarsi come l’intelligente ingegnere che stabilisce il piano di lavoro che il solerte imprenditore (ossia il subcosciente) dovrà poi eseguire. Questo duplice lavoro della volontà cosciente e delle forze subcoscienti è ben sintetizzato nel motto: «nessuno sforzo, ma una chiara visione di quanto si vuole ottenere secondo le indicazioni della volontà».


Ecco perché possiamo tranquillamente affermare ancora una volta che l’immaginazione è tutto!

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Do You Want To Change Yourself? Why That’s a Hostile Concept dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Vuoi cambiare?

Forse desideri diventare più gentile, più felice, o più spirituale, o di arrabbiarti meno – semplicemente una persona migliore?

La cattiva notizia è che cambiare non funziona.

Ma ci sono anche delle buone notizie! Continua a leggere per capire quello che intendo.


” Quando sarai soddisfatto di te stesso, ti fermerai. Continua invece ad aggiungere, continua a camminare, continua ad avanzare. “

Sant’Agostino


La ragione per cui il cambiamento non è una buona idea è che il nostro desiderio di cambiare spesso deriva da un basso livello d’amore per noi stessi. Molte persone non si piacciono, o odiano alcune parti di se stessi. Per loro, cambiare significa afferrare un bisturi e operarsi, per sbarazzarsi delle parti che detestano.

Riflettici solo per un momento.

Ci sono cose che non ti piacciono di te?

Hai mai provato a cambiare quello che non ti piace?

Ha funzionato?


“Che progressi ho fatto, mi chiedi? Ho cominciato ad essere amico di me stesso.”

Hecato – Filosofo Greco


Molto probabilmente dirai “no” – non ha funzionato. Non funziona tagliare via e gettare le parti di noi che non ci piacciono. Immagina per un momento di essere una quercia, in questa esistenza, con un grande scopo nella tua vita: trasformarsi in salice piangente. La quercia finirebbe frustrata e infelice, giusto? Sembra ridicolo – cambiare da quercia, a salice. Ma è quello che cerchiamo di fare sempre, in continuazione.

Diamo invece uno sguardo a quello che funziona.


- Perché il cambiamento non funziona, mentre la crescita si.

Torniamo un attimo alla quercia. Ogni immensa quercia comincia da una piccola ghianda. Ogni ghianda contiene in sé il potenziale per crescere e diventare quercia, sotto le giuste condizioni.

Quello che sto cercando di dire, è che la ghianda non cambia, diventa una quercia crescendo.

Noi siamo come ghiande con un potenziale positivo senza limiti. Il nostro compito è di portare fuori tutto il buono che c’è in noi, creando le condizioni ottimali per la crescita. E l’unico modo che abbiamo per tirare fuori quello che davvero siamo, è quello di essere gentili e amorevoli nei confronti di noi stessi. Essere sgarbati e punitivi verso di noi non ci aiuta affatto a crescere. Cercare di estirpare, tagliando via, quello che non ci piace, non ci aiuta a crescere.


- Come incoraggiare la crescita.


“Tutti vogliono essere qualcuno, nessuno vuole crescere.”

Johann Wolfang von Goethe


Quello che possiamo imparare a fare è lasciare andare le abituali abitudini della mente. Ad esempio, se una tua abitudine è quella di demotivarti, ogni volta che fai un errore, questo può mettere a dura prova la tua crescita. La buona notizia è che possiamo cambiare le abitudini della nostra mente.

Possiamo liberarci di pensieri decisamente poco costruttivi ed abbracciarne di costruttivi e positivi. Una volta che ci rendiamo conto di quali siano quei pensieri depotenzianti, possiamo cominciare a disfarcene.

Ecco perché la meditazione è uno strumento potentissimo. La meditazione ci aiuta a guardare ai nostri pensieri e alle nostre risposte abituali e permette al nostro seme di pura bontà e positività di crescere al massimo del suo potenziale.

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