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mercoledì, marzo 10th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

8 Unconventional Ways to De-stress and Release Tension dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Questo articolo è stato scritto da Kai Jai, un Coach Motivazionale per il raggiungimento del Successo, Istruttore di Yoga e Blogger di SharingSuccess.tv. Ama insegnare alle persone l’arte dell’inseguire le proprie passioni.


Mentre ci muoviamo durante la nostra vita quotidiana, ci ritroviamo spesso a dover affrontare ostacoli e sfide che possono farci ritrovare in situazioni stressanti e causanti ansia, in entità variabili. Quindi per essere più rilassato e libero dalla tensione è importante rompere la nostra routine e scovare modi per allontanare lo stress. Questo processo può essere molto semplice, o molto profondo, ma perché non provare qualcosa di diverso? Qui ci sono 8 modi, molto probabilmente non presenti nella tua routine, per allentare lo stress e spegnere la tensione.

1. Massaggiati le orecchie. Massaggiarsi le orecchie è un modo fantastico per rilasciare le endorfine nel cervello e per sentirsi bene. E la bellezza è che richiede sono pochi minuti di tempo. Comincia col massaggiarti gentilmente i lobi con pollice e indice. Poi continua col frizionare i bordi delle orecchie partendo dal basso e salendo verso l’alto. Queste parti delle tue orecchie hanno piccoli punti che sono direttamente collegati a delle parti del corpo specifiche. Come rilasserai loro, il relax arriverà fino anche alla parte del corpo. Finisci col massaggiare la parte dietro dell’orecchio, l’osso che percepisci all’attaccatura con l’indice e il dito medio.

2. Dipingi con le dita. Se pensavi che sporcarsi e dipingere con le mani fosse una cosa solo per bambini, pensa diversamente. Dipingere con le dita ti permette di divertirti, di essere artistico e di stare in contatto col tuo bambino interiore. Ti fa esprimere la tua creatività e spontaneità senza aspettative. Quindi, perché non essere il creatore di qualche bel pezzo di arte astratta? Fai un salto in un negozio di giocattoli per bambini, e procurati una confezione di colori per bambini dai 10 anni in su.

3. Smantella il tuo salotto. Prendi nota e osserva quante cose hai accatastate per la casa, specialmente in salotto – quel luogo dove spesso ti abbandoni per qualche momento di relax. Fai un po’ d’ordine e apprendi il potere dell’arte del minimalismo. Sbarazzati di qualunque cosa che non ti serva o che tu non stia usando. Regala o vendi quello che esce da casa tua. Crea uno spazio pulito di pace e tranquillità. È anche più facile rilassarsi quando non sei circondato da pile di panni da stirare, di lavoro, marchingegni elettronici ed anche letture varie perché il tuo subconscio non pensa che tu stia sgobbando abbastanza.

4. Lo Yoga della Risata. Tutti sappiamo del potere della risata, quel qualcosa dall’effetto meraviglioso sul nostro umore, che può farci sempre sentire davvero bene. D’altro canto però, non accade sempre facilmente e frequentemente. Un modo divertente pazzo di farti ridere incontrollatamente è quello di trovare (anche tramite Google) un corso o alcune lezioni di Yoga della Risata. Potresti ritrovarti a dover uscire dalla tua zona di comfort ma ti ritroverai coinvolto in una piacevole e divertente sorpresa.

5. Procrastina. Fai una lista delle cose da fare e poi non farle. Chiamala la tua lista della procrastinazione. Poi decidi di buttarti in qualcosa che vuoi davvero fare. E quando ti sentirai pronto ed ispirato per fare qualcosa sulla tua lista della procrastinazione, parti e falla. Forse scoprirai che non sono cose che devi realmente fare, oppure qualcuno potrebbe offrirsi di farle al posto tuo. Sono fermamente convinto che se non accetti di fare con gioia ed entusiasmo quello che devi fare, forse è meglio non farlo. Procrastinando riuscirai spesso a lasciare andare la tua resistenza e a rilassarti.

6. Sii brutalmente onesto. Ti sei mai sentito frustrato perché volevi dire qualcosa a qualcuno ma poi non l’hai fatto paura che qualcosa accadesse, per paura di quello che l’altra persona avrebbe potuto pensare, o come l’avresti potuta far sentire. Invece di imbottigliare le cose e ingoiare il rospo, il che ti causa stress e tensione non indifferenti, perché semplicemente non buttarsi sul potere che ha una sana chiacchierata onesta? Esprimi le tue emozioni e afferma quello che pensi e senti davvero, senza essere rude od offensivo. Afferma quello pensi ad alta voce, con coraggio. Fai caso a quanto sollevato ti sentirai poi.

7. Danza sotto la pioggia. Quanto spesso vedi le persone arrabbiarsi e correre a coprirsi quando comincia a piovere? La prossima volta che pioverà, divertiti un po’, lasciati bagnare, e balla sotto la pioggia. Raccogli tutti i tuoi sensi e goditi quel momento. Canta perfino, se vuoi. Sarai sorpreso di quanto rinfrescante e ringiovanente sia. Per quelli di voi che abitano in paesi dal clima freddo, provate a ballare tra la neve o a fare angioletti nella neve.

8. Goditi la permanenza. Invece di viaggiare e andare da qualche parte per le vacanze, resta a casa e goditi una bella permanenza a casa. Per renderla una avventura, procurati una mappa di una località molto vicina che puoi magari raggiungere in bus o passeggiando, tipo escursioni. Se vivi in un luogo freddo potresti farti una sciata, o agguantare il tuo snowboard. Prova nuove attività come lo scattare foto al panorama. Fai un salto in qualche caffè locale che ti suoni attraente e nel quale non sei mai stato. Se hai bisogno di prenderti un attimo di stacco ed hai dei bambini, chiedi ad un’amica o ad un parente di prendersene cura. Divertiti ed esplora la tua zona.

Quando veniamo sommersi da momenti di eccessivo impegno, a volte non ci serve altro che fare un passetto in dietro, accantonare un attimo quello che stiamo facendo, e inseguire nuove piccole passioni che dissolvano la tensione e che creino esperienze felici e libere dallo stress. Spero sinceramente che tu provi uno o più di questi suggerimenti, ricordandoti di divertirti, di essere presente nel momento che stai vivendo ed osservare l’ansia che se ne scorre via da te.

venerdì, marzo 05th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Stillness is a Powerful Action dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova la calma nel caos.


L’attività conquista freddezza, ma l’immobilità conquista calore.”

Lao Tzu


Articolo scritto da Leo Babauta.

È un pregiudizio della nostra cultura che lo stare fermi sia sinonimo di pigrizia, come essere intrappolati in una fase di non azione, come qualcosa di negativo.

Ma non lo è. È una azione, e potente invece.

Inoltre, può cambiarti la giornata, e di conseguenza, può cambiarti la vita.

Sei nel bel mezzo di una giornata frenetica, sommerso dal lavoro, dalle riunioni e dalle email, vieni interrotto continuamente, o vessato dai tuoi bambini, da telefonate, da mansioni da svolgere e dalla routine.

Vai in pausa. Fermati un minuto, e respira. Chiudi gli occhi, e trova la calma immobile dentro di te. Questa fermezza si diffonde per tutto il tuo corpo, e attraverso la tua mente. Ti calma, ti indirizza, ti concentra su quello che stai facendo adesso, non su tutto quello che devi ancora fare o che ti è accaduto.

L’immobilità diventa una azione di trasformazione.

L’immobilità può essere una potente risposta alla confusione degli altri. Può essere un modo di allontanarti dal ronzare del mondo, di riprendere il controllo della tua vita. E di ricordarti cosa davvero conta, cosa è davvero importante.

Come metterla in pratica.

L’immobilità, stranamente, non viene naturale a molte persone. Quindi meglio allenarsi.

1. Comincia la tua giornata con la immobilità. Sia che tu ti sieda con una tazza di caffè mentre il mondo si risveglia, o che tu seduto su un cuscino concentrandoti sulla respirazione, l’immobilità è un potente modo per cominciare la tua giornata. Imposta la modalità in cui le cose entreranno nella tua vita. Farlo anche per 5-10 minuti sarebbe meraviglioso.

2. Ritagliati regolarmente delle pause di immobilità. Ogni ora imposta una sveglia sul tuo PC, o sul cellulare. Pensa a quella sveglia come ad una campana che suona, ricordandoti di stare fermo per un minuto. Durante questo minuto, concentrati come prima cosa sul tuo respiro, per riportarti sul momento presente. Lascia che le preoccupazioni del mondo scorrano via dalla tua persona – lasciale andare via col tuo respiro. E poi permetti al tuo focus di espandersi, di andare oltre la respirazione, giù per i tuoi sensi, uno alla volta.

3. Quando il caos ruggisce, vai in pausa. Nel mezzo di un momento di crisi o in una giornata insopportabile, fermati. Stai immobile. Fai un profondo respiro, e concentrati sull’aria che entra nei tuoi polmoni, e che con leggerezza poi esce. Cerca la tua immobilità interiore e poi fai sì che la tua azione successiva sia guidata da quella calma immobile. Concentrati solo sulla seguente azione.

Lascia che l’immobilità diventi la tua azione più potente.

lunedì, febbraio 08th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Affermazioni Che Orientano L’Energia tratte da “I Cinque Tibetani” di Peter Kelder (Edizioni Mediterranee). Conclusione curata da Patrizia Maria Bianco .


Da qualche parte, nei recessi della tua mente, si svolge un dialogo incessante. Pensieri incompleti, alcuni dei quali appartenuti ad altre persone, hanno plasmato un borbottio costante. Sono pensieri che non sempre hanno a cuore il tuo bene. Indossano i panni del tuo sé e ti dicono: “Non ti senti bene. Non ce la farai mai. Sei stupido, brutto, mediocre, diverso. Non sei abbastanza buono, sei malato. Il tuo successo è pura fortuna. La felicità non dura”.

Sii onesto. Credi davvero a tutte queste stupidaggini che ti arrivano dai recessi della tua mente?

È interessante il fatto che tali schemi ripetitivi impercettibili o a malapena udibili, determinino il corso della tua vita. Ti sorprendi costantemente che ti “accada” sempre la stessa cosa. Secondo la saggezza degli antichi, la materia si conforma al pensiero.

I pensieri sono energia. I pensieri coscienti sono energia orientata. Le affermazioni sono pensieri coscienti indirizzati verso esiti positivi, stimolanti e liberatori. Le affermazioni servono a orientare l’energia. In altre parole: la tua mente riceve una maggiore quantità di quel sollievo dì cui ha bisogno e tu decidi che direzione dare al viaggio della tua vita. Perciò, possiamo concluderne che le affermazioni positive orientano la tua energia e, di conseguenza, la tua vita. Peter Kelder sostiene che vi sono due fattori in particolare che contribuiscono a instaurare un cambiamento drastico anche dell’aspetto fisico, questi sono l’atteggiamento mentale e il desiderio. Avrai notato che ci sono persone che sembrano vecchie a quarant’anni e altre che paiono giovani a sessanta. Ciò che determina la differenza è l’atteggiamento mentale. Se sei in grado di vederti giovane nonostante la tua età, anche gli altri ti vedranno in quel modo. Dopo aver iniziato la pratica dei riti, l’autore del libro dice di essersi sforzato di cancellare dalla sua mente l’immagine che aveva di se stesso come di un uomo vecchio e debole. Al suo posto, impresse nella mente l’immagine di se stesso nel fulgore dei suoi anni. E rinsaldò quell’immagine con la forza del desiderio. Per molte persone che pensano sia impossibile modificare il modo di vedere se stessi, si tratta di un vero e proprio atto di coraggio. Credono che il corpo sia programmato per diventare presto o tardi vecchio e debole e nulla li scuoterà da tale prospettiva. Nonostante ciò, non appena iniziano la pratica dei cinque riti, cominciano a sentirsi più giovani ed energici. Ciò li aiuterà a cambiare la visione che hanno di sé. A poco a poco cominceranno a immaginarsi più giovani. E prima che sia passato molto tempo, avranno un aspetto più giovane. L’unica differenza fra il vigore e la giovinezza e la vecchiaia e una salute malferma è il ritmo veloce a cui ruotano i vortici. Normalizzate quel ritmo e il vecchio tornerà a essere come nuovo.

A questo punto lo scrittore afferma che migliaia di anni fa i Lama scoprirono che tutte le risposte agli imponderabili misteri della vita si trovano dentro di noi. Scoprirono che tutto ciò che concorre a creare la nostra esistenza prende origine dall’individuo. Noi occidentali non siamo mai stati in grado di comprendere tale concezione. Molti pensano ancora che le nostre vite siano modellate dalle forze incontrollabili del mondo della materia. Ad esempio, la maggior parte di coloro che vivono immersi nel modello culturale tipicamente occidentale pensano che l’invecchiamento e il deterioramento del corpo siano una legge di natura. Per volgere l’attenzione all’interno, i Lama chiudevano gli occhi. In questo modo eliminavano le distrazioni e potevano concentrarsi su di sé. Scrutando dentro di sé essi si sono resi conto che questa è un’illusione che diventa realtà perché si nutre di se stessa. Secondo Peter Kelder, I Lama, in particolare quelli del monastero a cui si riferisce nel suo libro, stanno compiendo un’opera grandiosa per il mondo sul piano astrale, assistendo l’umanità di tutta la terra, poiché tale piano è situato molto al di sopra delle vibrazioni del mondo fisico ed è un punto focale potente da cui si può ottenere molto con un piccolo sforzo. Un giorno il mondo si sveglierà e vedrà con sorpresa l’opera grandiosa compiuta dai Lama e da altre forze invisibili. Egli sostiene che si sta avvicinando in fretta il momento in cui l’alba di una nuova era sorgerà e vedremo l’attuarsi di un mondo nuovo. Ci sarà un tempo in cui l’uomo imparerà a liberare a proprio piacimento le potenti forze interiori per vincere la guerra e la pestilenza, l’odio e la tristezza. E dice ancora che l’umanità cosiddetta “civilizzata” in verità sta vivendo nella più buia delle epoche oscure ma che, comunque, noi ci stiamo preparando a cose migliori e più illustri. In altre parole, chiunque si sforzi di innalzare la propria coscienza a livelli superiori, contribuisce a elevare la coscienza dell’umanità intera. E da questo punto di vista, l’esecuzione dei cinque riti sembrerebbe provocare un impatto molto maggiore dei benefici fisici che se ne potrebbero conseguire.

La mia personale conclusione è che da queste considerazioni fatte dall’autore nel libro, quello che ancora una volta emerge, e che sembra non lasciare più molto spazio a dubbi, è che noi siamo il risultato dei nostri pensieri, i quali, determinano le nostre azioni. Sì, esattamente quelle azioni con cui ognuno di noi, crea la propria realtà individuale per sé nel proprio ambiente più immediato e contribuisce a creare la realtà collettiva in cui tutti viviamo immersi in questo mondo.

Nel 1255, il Monaco Buddista Giapponese Nichiren Daishonin (1222 – 1282), scrisse in una lettera indirizzata ad un suo discepolo la seguente frase: “… Se la mente degli uomini è impura, anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura, lo è anche la loro terra. Non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente. Lo stesso vale per un Budda e un comune mortale. Quando una persona è illusa è chiamata comune mortale, ma una volta illuminata è chiamata Budda. …” Io credo che sia veramente così. Credo che questa affermazione fosse vera allora, lo è adesso, qui nel presente, e lo sarà per il futuro.

venerdì, febbraio 05th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Liberamente riassunti da Patrizia Maria Bianco, I Riti Energetici

tratti da “I Cinque Tibetani” di Peter Kelder (Edizioni Mediterranee).


I Cinque Tibetani – Primo Rito:

Il primo rito è semplice. Viene praticato allo scopo esplicito di accelerare la velocità dei vortici. Giocando, i bambini lo fanno di continuo. Tutto ciò che devi fare è stare in piedi eretto e allargare le braccia in modo da portarle orizzontali al pavimento. Adesso ruota su te stesso finché non avverti un leggero capogiro. È molto importante che ruoti da sinistra verso destra. E se ti viene voglia di sederti o di sdraiarti per riprenderti dallo stordimento, fallo senza problemi. In qualità di principiante non devi sforzarti di fare di più. Col tempo, la pratica dei cinque riti ti metterà in grado di ruotare sempre di più sentendoti sempre meno intontito. Inoltre, per attenuare la sensazione di vertigine, puoi adottare l’espediente usato dai ballerini e da chi pratica pattinaggio artistico. Prima di iniziare a ruotare metti a fuoco un punto davanti a te. Non appena inizi a girare, continua a trattenere lo sguardo su quel punto il più a lungo possibile. In ultimo, dovrai far sì che quel punto abbandoni il tuo campo visivo così da poter ruotare su te stesso con il resto del corpo. Allora, ruota il capo molto velocemente, e rimetti a fuoco il punto non appena ti è possibile. Il punto di riferimento ti dà la possibilità di sentirti meno disorientato e stordito. Attenzione, non è la rotazione, che costituisce l’essenza dell’esercizio, a rappresentare il problema principale, ma il modo in cui la si porta a termine. Se volete interrompere la rotazione, divaricate i piedi portandoli alla stessa ampiezza delle spalle, toccatevi i palmi delle mani davanti al petto e guardatevi i pollici. Vi aiuterà a ritrovare l’equilibrio. Questo primo rito, può essere eseguito anche alla fine (cioè dopo gli altri esercizi). Potete quindi iniziare la sequenza degli esercizi con il secondo rito.

I Cinque Tibetani – Secondo Rito:

Il secondo rito è ancora più semplice da eseguire. Nel secondo rito, per prima cosa ci si sdraia a terra in posizione supina. È meglio stendersi su un tappeto spesso o su una superficie imbottita. Il suo scopo è unicamente quello di isolare il corpo dal pavimento freddo. Dopo esserti steso sul dorso, distendi completamente le braccia lungo i fianchi e appoggia i palmi delle mani sul pavimento tenendo le dita unite. Poi solleva il capo da terra ripiegando il mento sul petto. Nel far ciò, solleva le gambe con le ginocchia tese, portandole in posizione verticale. Se riesci, estendi le gambe all’indietro verso la testa, ma senza piegare le ginocchia. Poi, lentamente riporta a terra sia il capo che le gambe tenendo le ginocchia tese. Rilassa tutti i muscoli, poi ripeti il rito. Ogni volta che lo esegui, instaura un ritmo respiratorio: inspira profondamente quando sollevi le gambe e il capo, espira completamente quando li abbassi. Tra un’esecuzione e l’altra, quando stai rilassando i

muscoli continua a respirare mantenendo lo stesso ritmo. Quanto più profondamente respiri, tanto meglio è. Se non riesci a tendere perfettamente le ginocchia, piegale quanto ti è necessario. Continuando a eseguire il rito riuscirai a tenderle al massimo.

Durante questo esercizio l’errore più comune è quello di sollevare contemporaneamente le gambe e la parte inferiore della schiena. Così facendo, la schiena si indebolisce. Quando sollevate le gambe, fate aderire la schiena al pavimento. In tal modo, farete sì che il movimento parta dai talloni. Spingete i talloni lontano dal corpo. Le dita dei piedi vanno verso i polpacci. Questa posizione attiva gli estensori delle gambe. Potete anche collocare le mani sotto ai glutei, aiutando così le gambe ad assumere la posizione verticale. Se soffrite di lordosi (massima curvatura della parte inferiore della schiena), prima di alzare le gambe appoggiate completamente i piedi sul pavimento. E non abbassate le gambe tese. Riportate a terra per primi i piedi e lasciateli scivolare sul pavimento fino a distendere completamente le gambe.

I Cinque Tibetani – Terzo Rito:

Il terzo rito deve essere praticato immediatamente dopo il secondo. Anch’esso è molto semplice. Tutto quello che devi fare è inginocchiarti sul pavimento tenendo il corpo eretto. Appoggia le mani sui muscoli delle cosce. Adesso inclina in avanti il capo e il collo e ripiega il mento sul petto. Poi inclina dolcemente il capo piegandoti contemporaneamente all’indietro e inarcando la spina dorsale. Mentre ti inarchi, per sostenerti afferra le cosce con le braccia e le mani. Dopo l’inarcamento, torna alla posizione iniziale e ripeti daccapo il rito. Come nel secondo rito, è opportuno instaurare uno schema ritmico di respirazione. Inspira profondamente quando inarchi la spina dorsale. Espira quando ritorni in posizione eretta. Il respiro profondo è altamente benefico, quindi introduci nei polmoni quanta più aria possibile.

Nell’eseguire questo terzo esercizio è molto importante che: Quando siete in ginocchio, abbiate cura di flettere le dita dei piedi, altrimenti, con tutta probabilità, inizierete a inarcarvi dalla parte inferiore della schiena piuttosto che da quella superiore. Per evitare di indebolire la parte inferiore della schiena tendete i muscoli dei glutei. Vi consiglio di assumere con le mani una posizione differente da quella canonica. Appoggiatele sulla parte inferiore della schiena con le dita rivolte verso il basso. È una preparazione migliore all’inarcamento; inoltre, avvicinando le scapole si allarga il torace. Secondo la mia esperienza questo esercizio crea dei problemi per i ripetuti piegamenti del collo in avanti e indietro. È particolarmente importante stirare il collo prima di piegare il capo in avanti. Abbassate il capo a partire dal mento e inclinatelo con delicatezza all’indietro. Per stabilire di quanto dobbiate piegare il capo all’indietro, appoggiate una mano sulla nuca e inclinatelo. Togliete la mano e mantenetelo in quella posizione. Posizione di riequilibrio da effettuarsi dopo l’ultima esecuzione.

Per chiudere in modo benefico il terzo rito lasciatevi cadere dolcemente in posizione embrionale: poggiando sui talloni con le dita tese, sporgetevi in avanti, la fronte sul pavimento, la schiena tonda e morbida, le spalle e le braccia rilassate. E respirate.

I Cinque Tibetani – Quarto Rito:

Per prima cosa, siediti a terra con le gambe distese davanti a te e divaricale di circa trenta centimetri. Tenendo il busto eretto, appoggia i palmi delle mani sul pavimento di fianco ai glutei. Poi piega il mento in avanti sul petto. A questo punto sprofonda il capo fin dove è possibile. Contemporaneamente solleva il corpo in modo che le ginocchia si pieghino mentre le braccia rimangono tese. Il busto dovrebbe formare con la parte superiore delle gambe una linea retta, orizzontale al pavimento. Le braccia e la parte inferiore delle gambe formeranno una linea verticale perpendicolare al pavimento. Poi, tendi ogni muscolo del corpo. Infine, tornando alla posizione iniziale seduta, rilassa i muscoli e riposati prima di ripetere il procedimento. La respirazione è importante anche per questo rito. Inspira profondamente quando sollevi il corpo. Trattieni il respiro quando tendi i muscoli. Espira completamente quando scendi a terra. Continua a respirare rispettando lo stesso ritmo durante il periodo di riposo tra un’esecuzione e l’altra.

Il punto centrale di questo esercizio dovrebbe essere il raddrizzamento e lo stiramento della spina dorsale. Usate le mani come sostegno per sedervi con la schiena perfettamente dritta. Abbassate il capo solo dopo aver stirato il collo. Iniziate a sollevare il busto a partire dal bacino e fatelo indietreggiare per evitare di piegare le gambe prima che il corpo si sia sollevato dal pavimento. Spingete il bacino verso i piedi. Durante l’espirazione portatevi seduti tra le mani e raddrizzate la colonna vertebrale. Posizione di riequilibrio da effettuarsi dopo l’ultima esecuzione.

I Cinque Tibetani – Quinto Rito:

Per eseguire il quinto rito il corpo deve essere rivolto al pavimento. A mo’ di sostegno poggia le mani sul pavimento e fletti le dita dei piedi. Durante tutta l’esecuzione del rito mani e piedi devono trovarsi alla distanza di sessanta centimetri, le braccia e le gambe tese. Inizia con le braccia perpendicolari al suolo e la schiena inarcata cosicché il corpo ne risulti incurvato. A questo punto inclina dolcemente il capo all’indietro il più possibile. Poi piegati all’altezza dei fianchi e solleva il corpo fino a fargli formare una V capovolta. Contemporaneamente porta in avanti il mento ripiegandolo sul petto. È tutto qui. Riportati alla posizione di partenza e ricomincia daccapo tutto il rito. In capo a una settimana la persona media considererà questo rito uno dei più facili da compiere. Quando sarai diventato abile lascia cadere il corpo dalla posizione sollevata fino a fargli quasi toccare il pavimento senza peraltro entrarne veramente a contatto. Tendi i muscoli per un attimo sia nel punto di elevazione che in quello di abbassamento. Segui lo stesso schema respiratorio utilizzato nei riti precedenti. Inspira profondamente quando sollevi il corpo. Espira completamente quando lo abbassi.

Iniziate questo esercizio a partire da una posizione prona per accertarvi che la distanza tra le mani e i piedi sia corretta. Le mani si trovano in prossimità del torace, le dita dei piedi sono flesse. Usate le mani e la potenza della schiena per spingervi nella posizione che si accompagna all’espirazione. Contraete i muscoli dei glutei, per non indebolire la parte inferiore della schiena. Mentre espirate, alzate i glutei e spostatevi nella posizione invertita cosiddetta a V, portando i glutei in alto e indietro. Così facendo allungherete la parte inferiore della schiena. Fate sempre questo esercizio a piedi scalzi su una superficie non scivolosa altrimenti, lo sforzo per non scivolare impiegherà molte delle vostre energie.

(N.B. Il modo in cui tratto gli argomenti di questo articolo vuole avere la leggerezza di una chiacchierata tra amici. Se sei interessato ad approfondire al meglio la tua conoscenza riguardo agli argomenti trattati, utilizza il libro come punto di riferimento).

giovedì, febbraio 04th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Per ottenere una qualunque cosa nella vita, ci vuole determinazione.

Quell’essenza che faccia apparire anche il più grosso degli ostacoli fisici, una nostra semplice illusione mentale.

Perché è così che funziona.

Dovremo cercare di comprendere che gli ostacoli fisici, in realtà, hanno un peso relativo, nei nostri problemi. Qualunque tipo di problema si abbia, il 99% è influenzato dal nostro modo di pensare. Se sei povero, sono certa che la tua prima preoccupazione siano i soldi.

E’ comprensibile, ma è un dato di fatto che la cosa a cui diamo maggiore energia, è la costante della nostra vita. Quindi se ci preoccupiamo in continuazione della mancanza di denaro, creiamo in continuazione altra mancanza di denaro. Tutte le scelte che si dovranno fare in ambito economico, se la nostra paura è quella di rimanere al verde, non andranno a buon fine, non c’è molto da dire. Perché qualunque passo mosso verso una qualunque direzione sarà dominato dal timore e dalla preoccupazione. Aleggerà sempre il dubbio di aver fatto o meno la scelta giusta, e questo non avrà nessun effetto positivo sul risultato. Ci vuole altro. Ci vuole Determinazione.

E non è per darsi un tono, per fare i grossi. Sono seria. È sinceramente tutto quello che ti serve.

Della sana Determinazione.

Qualunque cosa tu voglia realizzare nella tua vita, dovresti desiderarla con tutto te stesso, Fiducioso che quella cosa arriverà, o meglio sta già arrivando, e tu non stai facendo altro che prepararti a riceverla… La tua determinazione sarà potente, e qualunque situazione ti si porrà dinnanzi saprai gestirla e risolverla. Non avrai quella pressione che ti rode da dentro e che ti crea angoscia ed ansia.

Rilassati senza perdere di vista il tuo obiettivo.

Amalo, sognalo, attrailo.

Sorridi, respira, agisci.

Abbi fiducia nelle tue splendide potenzialità.

Chiunque abbia mai concluso qualcosa nella propria vita sapeva che avrebbe realizzato il proprio scopo, anche se non sapeva come. E nemmeno tu devi sapere come.

Affidati.

L’unica cosa che devi avere chiara come una foto ad alta risoluzione è la tua destinazione.

Se vuoi andare a Roma potresti pensare che l’unica alternativa sia prendere un treno.

E infatti ti sbagli. Potresti usare in aereo, andarci coi pattini, in bicicletta, un amico potrebbe andarci per qualche ragione e ti potrebbe dare un passaggio. Tu non puoi saperlo. Le possibilità sono infinite, e noi non facciamo altro che limitarci a 2 o 3 ipotesi. Viviamo in una delle epoche più meravigliose. Possiamo comunicare in modo istantaneo con una persona dall’altra parte del globo, eppure pensiamo in modo così limitato quando si tratta della nostra felicità, o di cose che per noi contano davvero.

Qual è il problema?

Pensi di non meritarti quello che desideri?

No? E perché?

Per quale assurda ragione non dovresti meritartelo?

Tu sai di essere una persona splendida e meravigliosa, di avere tutti i requisiti per ottenere tutto quello che vuoi dalla tua vita. I nostri cervelli sono davvero potenti, il tutto si riduce ad un semplice allenamento, vanno tenuti in funzione. Ma sono tutti uguali, ognuno, come in una borsa, ci mette quello che vuole, ma a livello di capienza e capacità, abbiamo tutti lo stesso cervello – borsa. Quello che dona ai nostri risultati un aspetto totalmente diverso, è il Cuore.

Quello che è diverso per ogni persona è il Cuore.

Il tuo Cuore decide cosa mettere nel cervello – borsa, e di conseguenza la sua qualità.

Scegli con cura e saggezza cosa mettere nel tuo cervello.

Se li farai lavorare assieme, niente potrà mai fermarti. Avrai un alleato così prezioso, che non puoi averne un’idea finché non lo sperimenterai con la tua vita.

Prova, buttati, non te ne pentirai.

Fidati.

mercoledì, febbraio 03rd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Premessa commentata da Patrizia Maria Bianco, Liberamente Tratta da

I Cinque Tibetani” di Peter Kelder (Edizioni Mediterranee).


Il corpo ha sette centri energetici che potremmo chiamare vortici. Gli Indù li chiamano chakra. Sono campi elettrici potenti, invisibili a occhio nudo, tuttavia assolutamente reali. Ciascuno dei sette vortici ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola. Sono gli ormoni a regolare tutte le funzioni del corpo incluso il processo di invecchiamento.

I sette vortici energetici del corpo sono localizzati nelle sette ghiandole endocrine:

Il Primo vortice, è situato sulle ghiandole riproduttive.

Il Secondo si localizza nel pancreas, nella regione addominale.

Il Terzo si accentra nelle ghiandole surrenali nella regione del plesso solare.

Il Quarto vortice ha il proprio centro nella ghiandola del timo situata nella regione del cuore.

Il Quinto è posto nella ghiandola tiroide che sì trova nel collo.

Il Sesto ha sede nella ghiandola pineale alla base posteriore del cervello.

Il Settimo vortice è situato nella ghiandola pituitaria alla base anteriore del cervello.

In un corpo sano, ciascuno di questi vortici ruota a grande velocità, permettendo all’energia vitale detta anche “prana” o “energia eterica” di scorrere verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Quando tutti i vortici girano molto rapidamente e alla stessa velocità, il corpo è in perfetta salute. Ma se uno o più di questi vortici rallenta, il flusso di energia vitale ne risulta inibito o bloccato. È così che potremmo definire un cattivo stato di salute, il deterioramento fisico e l’invecchiamento.

Alle sette ghiandole endocrine corrispondono i sette chakra principali. I chakra (centri energetici) si troverebbero intorno alle ghiandole talvolta in una posizione di “scambi”, come per esempio, il chakra superiore, collegato alla ghiandola pineale, che agisce sulla testa come collegamento energetico con il cosmo. Perciò, in un individuo sano i vortici rotanti si estendono dall’interno del corpo verso l’esterno, ma nelle persone anziane, nei deboli e nei malati, raggiungono a malapena la superficie. Il modo più rapido per riacquistare giovinezza, salute e vitalità è quello di avviare il normale movimento rotatorio dei centri. Un risultato che si può ottenere con cinque semplici riti.

All’inizio, la gente chiama questi riti esercizi isometrici. È vero che i cinque riti sono utili per stirare i muscoli irrigiditi e le articolazioni, e che migliorano il tono muscolare. Ma non è questo il fine che essenzialmente si propongono. Il vero e proprio vantaggio che si ricava dall’esecuzione dei riti è la normalizzazione della velocità dei vortici in rotazione, avviando il loro movimento rotatorio a una velocità adatta a un uomo o a una donna di, diciamo, venticinque anni di età. In quegli individui tutti i vortici ruotano alla stessa velocità. D’altra parte, se potessi vedere i sette vortici che comunemente possiedono un uomo o una donna di mezz’età, ti renderesti conto immediatamente che hanno drasticamente rallentato, che stanno girando a velocità differenti e che nessuno di loro funziona in armonia con gli altri. I più lenti provocano un deterioramento di quella parte del corpo, i più veloci sono causa di nervosismo, ansia e spossatezza. Perciò, è la condizione anormale dei vortici la causa di un cattivo stato di salute, del deterioramento e della vecchiaia.

Naturalmente è molto importante ricordare che ogni tecnica, compresi i riti tibetani, ha bisogno di essere riconsiderata, di quando in quando, da insegnanti esperti. Anche un piano di esercizi come questo, che riscuote tanto successo, nasconde dei pericoli se non è eseguito correttamente. Ad esempio, i disturbi alla tiroide e i problemi al collo e alla parte inferiore della schiena possono peggiorare se i riti tibetani vengono eseguiti impropriamente. È importante controllare la propria pratica ed essere al corrente del grado di abilità raggiunta. Poiché ci vorrà del tempo prima che sappiate verificarlo, è molto utile che vi atteniate il più strettamente possibile alle indicazioni scritte.

Domande e Risposte Per Saperne Di Più

In quale momento della giornata bisogna eseguire i riti?

Si possono praticare di sera o di mattina, in qualunque momento risulti opportuno.

Quante volte bisogna effettuare ciascun rito?

Per cominciare ti suggerisco di praticare ciascun rito ogni giorno per tre volte al giorno durante la prima settimana. Poi, per ogni settimana successiva, aggiungi due esecuzioni quotidiane in più fino ad arrivare a ventuno esecuzioni giornaliere di ciascun rito. In altre parole la seconda settimana, effettua i riti ogni giorno per cinque volte; la terza sette volte; la quarta, esegui ciascun rito ogni giorno per nove volte e così via. In capo a dieci settimane, sarai in condizione di praticare ogni giorno i cinque riti per intero ventuno volte. Se hai qualche difficoltà a eseguire il primo rito, il volteggio, lo stesso numero di volte degli altri, limitati a ripeterlo quanto ti è possibile senza sentirti eccessivamente stordito. Infine sarai in grado di ruotare su te stesso le ventuno volte prescritte.

Ciascun rito è ugualmente importante?

I cinque riti funzionano dandosi la mano l’un l’altro e sono tutti ugualmente importanti. Certo, ciascuno di essi, preso a sé, è efficace, ma sono necessari tutti e cinque per ottenere i migliori risultati. Se, dopo aver eseguito i riti per un certo periodo di tempo, scopri di non essere in grado di effettuarli tutti per il numero di volte prescritte, prova a suddividerli in due sedute, una al mattino, una la sera. Se non riesci assolutamente a effettuare uno dei riti, tralascialo e fai gli altri quattro. Poi dopo un periodo di alcuni mesi, riprova quello con cui avevi delle difficoltà. In tal modo i progressi si avranno molto più lentamente, ma si realizzeranno comunque. Non devi in nessun caso affaticarti. Sarebbe controproducente. Esercitati semplicemente quanto ti è possibile, e aumenta gradatamente. E non scoraggiarti mai. Sono pochissime le persone che col tempo e con la pazienza non riescono in ultimo a eseguire tutti i riti ventun volte al giorno.

Che succede se si omette completamente uno dei riti?

I riti sono così potenti che se se ne tralascia uno pur continuando a praticare regolarmente gli altri quattro per il numero di volte prescritte, si ottengono comunque ottimi risultati. Persino un solo rito produce meraviglie. Quindi, se capisci di non farcela a effettuare tutti i riti o a ripeterli per ben ventuno volte, stai pur certo che qualunque cosa tu faccia, otterrai ottimi risultati.

Si possono praticare i riti unitamente a una disciplina fisica o le due cose entrano in conflitto?

Senza alcun dubbio, se stai già seguendo un programma di esercizi ginnici, continua a eseguirlo. In caso contrario, prendi in considerazione l’idea di iniziarne uno. Ogni forma di esercizio, ma in particolare quelli di tipo cardiovascolare, aiutano il corpo a mantenere l’equilibrio della giovinezza. Inoltre, i cinque riti contribuiscono a normalizzare i sette vortici rotanti e il corpo diventa ancor più ricettivo ai benefici prodotti dagli esercizi.

Ci sono altre tecniche che si associano ai cinque riti?

Oltre alla respirazione profonda e ritmica da effettuare tra una ripetizione e l’altra dei riti, in aggiunta tra un rito e l’altro, converrebbe rimanere in piedi, eretti con le braccia lungo i fianchi ed effettuare alcune profonde respirazioni ritmiche. Espirando, immagina che ogni tensione presente nel tuo corpo si allontani e ti faccia sentire rilassato e a tuo agio. Quando inspiri, immagina di riempirti di un senso di benessere e soddisfazione. Ti suggerisco inoltre di fare un bagno tiepido o fresco dopo i riti, non freddo, comunque. Strofinare rapidamente il corpo prima con un asciugamano bagnato, poi con un asciugamano asciutto, è probabilmente ancora meglio. C’è una cosa su cui devo metterti in guardia: non devi mai fare né una doccia, né un bagno, né strofinarti con un asciugamano bagnato che siano così freddi da farti provare internamente una sensazione di gelo. Se fai una cosa del genere, distruggerai tutto ciò che hai ottenuto di positivo dall’esecuzione dei riti.

È mai possibile che la “Fonte della Giovinezza” sia davvero così semplice?

Tutto quello che devi fare è effettuare i cinque riti tre volte al giorno, tanto per cominciare, e aumentare gradatamente fino a eseguirne ventuno quotidianamente. È questo il segreto straordinariamente semplice che, se fosse conosciuto, apporterebbe beneficio al mondo intero. Naturalmente per ottenere degli autentici benefici, devi eseguire i riti tutti i giorni. Puoi tralasciare un giorno a settimana, mai uno di più. E se interrompi l’esecuzione quotidiana a causa di un viaggio d’affari o di qualunque altro impegno, i tuoi progressi, nel complesso, ne risentiranno. Fortunatamente, la maggior parte delle persone che inizia la pratica dei cinque riti, scopre che l’esecuzione quotidiana è non solo facile ma anche piacevole e remunerativa. Dopo tutto, occorrono più o meno venti minuti per farli tutti e cinque. E una persona fisicamente idonea, può effettuarli in dieci minuti o anche meno. Se ti risulta difficile avere a disposizione una quantità di tempo libero pur così limitata, alzati semplicemente qualche minuto prima la mattina o vai a letto un po’ più tardi la sera. I cinque riti servono espressamente allo scopo di recuperare il corpo a uno stato di salute e di vitalità giovanile.

In questo articolo ho raccolto e sintetizzato alcune informazioni che ti possono essere utili qualora tu volessi sperimentare I Cinque Riti Energetici (in tal caso però ti suggerisco di fare come faccio io, utilizza il libro in quanto, naturalmente, è più dettagliato al riguardo).

(N.B. Il modo in cui tratto gli argomenti di questo articolo vuole avere la leggerezza di una chiacchierata tra amici. Se sei interessato ad approfondire al meglio la tua conoscenza riguardo agli argomenti trattati, utilizza il libro come punto di riferimento).

domenica, gennaio 17th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Il giorno più bello? Oggi

L’ostacolo più grande? La paura

La cosa più facile? Sbagliarsi

L’errore più grande? Rinunciare

La radice di tutti i mali? L’egoismo

La distrazione migliore? Il lavoro

La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento

I migliori professionisti? I bambini

Il primo bisogno? Comunicare

La felicità più grande? Essere utili agli altri

Il mistero più grande? La morte

Il difetto peggiore? Il malumore

La persona più pericolosa? Quella che mente

Il sentimento più brutto? Il rancore

Il regalo più bello? Il perdono

Quello indispensabile? La famiglia

La rotta migliore? La via giusta

La sensazione più piacevole? La pace interiore

L’accoglienza migliore? Il sorriso

La miglior medicina? L’ottimismo

La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto

La forza più grande? La fede

La cosa più bella del mondo? L’amore.

(Madre Teresa)

martedì, dicembre 08th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How To let Go And Forgive dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Lascia andare e senti la pace.


Articolo scritto da Leo Babauta.


Tutti siamo stati feriti da altre persone in un momento o in un altro – tutti siamo stati trattati male, la fiducia persa, il cuore deluso.

E mentre questo dolore è normale, alcune volte finisce col durare troppo a lungo. Tendiamo a rivivere il dolore ancora e ancora, e abbiamo difficoltà a lasciare andare.

E questo crea problemi. Non solo ci causa infelicità, ma può suscitare tensione o rovinare relazioni, distrarci dal lavoro e dalla famiglia e da altre cose importanti, renderci riluttanti ad aprirci a cose o persone nuove. Veniamo intrappolati in un ciclo di rabbia e dolore, e ci perdiamo la bellezza della vita e la sua felicità.

Dobbiamo imparare a lasciare andare. Dobbiamo essere in grado di perdonare, per poter andare avanti ed essere felici.

Questo è qualcosa che ho imparato a mie spese – dopo anni che tenevo dentro rabbia nei confronti di una persona a me molto cara, sono finalmente riuscito a lasciare andare questo brutto sentimento (dopo circa 8 anni!). Ho perdonato, e questo non ha migliorato solo la mia relazione con questa persona in modo meraviglioso, mi ha anche aiutato ad essere più felice.

Il perdono può cambiare la tua vita.

Perdonare non significa cancellare il passato, o dimenticare ciò che è accaduto. Non significa nemmeno che l’altra persona cambierà il suo atteggiamento – non puoi avere controllo su questo. Quello che significa è che stai lasciando andare la presa dalla rabbia e dal dolore, per avanzare verso un luogo migliore.

Non è facile. Ma puoi imparare a farlo.

Se sei legato al dolore, lo rivivi, e non riesci a lasciare andare e a perdonare, leggi qui di seguito alcune cose che io ho imparato.


1. Dedicati a lasciare andare. Non è una cosa che farai in un secondo e forse nemmeno in un giorno. Può volerci un po’ più di tempo per perdonare qualcosa. Quindi, dedicati a cambiare, perché sai che quel dolore sta facendo soffrire te.

2. Pensa ai Pro e ai Contro. Quali problemi ti causa questo dolore? Compromette la tua relazione con quella persona? Quella con gli altri? Interferisce nel tuo lavoro e nella tua famiglia? Ti impedisce di perseguire i tuoi sogni, o di diventare una persona migliore? Ti causa infelicità? Pensa a tutti questi problemi, e comprendi che hai davvero bisogno di cambiare. Poi, pensa ai benefici del perdonare – come questo ti renderà più felice, libero dal passato e dalla sofferenza, migliorando le tue relazioni e la tua vita in generale.

3. Comprendi di avere una scelta. Non puoi controllare le azioni degli altri, e non dovresti nemmeno provarci. Ma puoi controllare non solo le tue azioni, ma soprattutto i tuoi pensieri. Puoi smettere di rivivere il dolore, e scegliere di guardare oltre. Tu hai questo potere. Devi solo imparare ad esercitarlo.

4. Prova questo: mettiti nei panni dell’altra persona. Cerca di capire perché quella persona ha fatto quel che ha fatto. Parti dal pensare che quella persona non sia malvagia, ma che ha semplicemente fatto uno sbaglio. Cosa può aver pensato, cosa può esserle accaduto nel passato per farle fare ciò che ha fatto? Come può essersi sentita mentre lo faceva, e come può essersi sentita dopo averlo fatto? Come può sentirsi adesso? Non stai cercando di convincerti che avesse ragione, ma stai tentando piuttosto di comprendere.

5. Capisci quale è la tua responsabilità. Cerca di capire come tu possa essere stato parzialmente responsabile per quello che è accaduto. Cosa avresti potuto fare per prevenire quella data cosa, e cosa potresti fare per evitare che accada di nuovo in futuro? Questo non vuol dire che ti stai accollando tutta la colpa, o ti stai prendendo le responsabilità dell’altro, ma stai cercando di realizzare che non siamo vittime, ma partecipi nella vita.

6. Concentrati sul presente. Adesso che hai riflettuto sul passato, comprendi che è andato, passato appunto. Non sta più accadendo, se non nella tua mente. E questo crea dei problemi – infelicità e stress. Piuttosto, sposta il tuo focus sul momento presente. Cosa stai facendo adesso? Che gioia puoi trovare in quello che sta accadendo adesso? Trova la gioia nella vita adesso, mentre la vivi, e smetti di rivivere il passato. Ad ogni modo, potresti comunque ritrovarti a pensare al passato, ma solo per prenderne coscienza, e gentilmente riporterai il tuo focus sul momento presente.

7. Permetti alla pace di entrare nella tua vita. Come ti concentri sul presente, cerca di focalizzarti sulla respirazione. Immagina che ogni respiro che butti fuori sia il dolore del passato, che viene rilasciato dal tuo corpo e dalla tua mente. Ed immagina che ogni respiro che entra sia la pace, che ti pervade e ti riempie. Lascia andare la sofferenza e il passato. Lascia che la pace entri nella tua vita. E vai avanti, non pensando più al passato, ma alla pace e al presente.

8. Prova compassione. Infine, perdona quella persona e renditi conto che nel perdono stai permettendo a te stesso di essere felice e di andare avanti. Prova empatia per quella persona e augurale tutta la felicità possibile. Permetti che nel tuo cuore cresca l’amore per lei. Potrebbe volerci del tempo, ma se sei bloccato, una volta arrivato a questo punto, ripeti i passaggi precedenti finché non riuscirai a superare anche questo.

martedì, novembre 17th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Be Still dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova la pace nell’immobilità.


Articolo scritto da Leo Babauta.


Stai Fermo.

Solo per un momento.

Ascolta il mondo intorno a te. Senti il tuo respiro entrare ed uscire.

Ascolta i tuoi pensieri.

Osserva i dettagli dell’ambiente che ti circonda.

Sii in pace stando fermo.


In questo mondo moderno, l’attività e il movimento sono metodi difettosi, e anche se non nei nostri corpi, lo sono almeno nelle nostre menti, con la nostra attenzione. Siamo sempre di fretta, intenti a fare cose, a parlare, a mandare email, a leggere e a rispondere a messaggi, cliccando di link in link.

Siamo sempre lì, sempre connessi, sempre pensierosi, sempre in movimento. Non c’è tempo per l’immobilità – e stare seduti tutto il giorno davanti ad un PC o ad una TV super interattiva, non conta come stare fermi.

E questo ha un costo: perdiamo tempo che potremo dedicare per la contemplazione, per osservare ed ascoltare. Perdiamo la pace.

E peggio ancora: tutta la fretta attorno a noi è decisamente controproducente. Lo so, nella nostra società le azioni sono tutto – il non agire è visto come pigrizia, passività e improduttività. Ad ogni modo, alcune volte troppe azioni sono molto peggio del non agire affatto.

Puoi frullare come un matto, agitato come una furia, ma poi non concludere niente. Oppure puoi riuscire a fare un sacco di cose – ma niente di importante. O puoi interferire in qualche modo facendo delle azioni, e peggiorare quindi la situazione più di quanto non avresti fatto, stando fermo.

E quando siamo obbligati a fermarci – perché magari siamo in coda per qualcosa, o stiamo aspettando per il nostro appuntamento dal dottore, o un treno, o il bus – spesso ci innervosiamo, e dobbiamo cercare qualcosa da fare.

Qualcuno comincerà a smanettare sul cellulare, altri avranno dietro un blocco o delle cartelle con documenti da leggere, altri si annoieranno. Stare fermi non è qualcosa al quale siamo abituati.

Prenditi un momento per pensare a come spenderesti i tuoi giorni – a lavoro, dopo il lavoro, preparandoti per recarti a lavoro, le sere e i fine settimana. Sei sempre di fretta? Sei sempre intento a leggere e a rispondere ai messaggi che ricevi, e ad informarti sulle ultime notizie?

Stai cercando di fare un sacco di cose, spuntando le attività dalla tua lista delle cose da fare come una macchina, attenendoti rigidamente alla tua agenda?

È così che vuoi passare la tua vita?

Beh, se così fosse, che la pace sia con te. Se non è così, prenditi un momento di stop. Non pensare a quello che hai da fare, o a quello che hai già fatto. Concentrati sul momento che stai vivendo.

Poi, dopo 1 minuto o 2 che lo starai facendo, contempla la tua vita, e come desideri che sia. Osserva la tua vita con minor movimento, minor azione, minor fretta. Osservala con maggior fermezza, maggior contemplazione, maggior pace.

Poi, sii quella visione.

È piuttosto semplice, in realtà: tutto quello che devi fare è di sederti pochi minuti ogni giorno. Una volta che ti sarai abituato a questo, prova a fare di meno ogni giorno. Respira quando senti che stai facendo qualcosa troppo velocemente. Rallenta. Sii presente. Trova la felicità adesso, in questo momento, invece di stare ad aspettarla.

Santifica l’immobilità. È un tesoro, ed è a nostra portata, sempre.


Dal Tao Te Ching:

Non è saggio essere impetuosi.

Diminuire il fiato causa molto stress.

Usa troppe energie, e

Presto ti ritroverai esausto.

Non è questa la tua Natura.

Qualunque cosa contrasti con la tua Natura

Non durerà a lungo.

martedì, novembre 03rd, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Way Of Life

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Allora, ti è piaciuta la storia della Bussola Nascosta? Spero di sì!

Soprattutto perché non è propriamente una storia ma piuttosto una metafora per spiegarti l’esistenza di ciò che io chiamo Bussola e che, e questo ne è l’aspetto più importante, benché invisibile agli occhi, esiste veramente.

Sai qui non ti sto parlando di un semplicistico “volere è potere” anche se questo tipo di atteggiamento mentale è comunque migliore di “non so se potrò” o di “vorrei ma non posso” o dei deleteri “non posso farlo” e “non ci riuscirò mai”.

La Bussola Nascosta è il nostro Vero Io. Chiamalo pure come preferisci: Inconscio, Vero Sé, Sé Superiore, Anima, Energia Vitale… Comunque tu lo chiami, la Bussola è la Vera Entità della Vita nella cui profondità è celato un gioiello di inestimabile valore, il più grande potere che sia mai esistito e che mai esisterà: il Potere stesso dell’Universo, il potere che genera la vita stessa, ossia, il tuo Potere. E’ sorprendente non trovi?

Soffermati un attimo e pensa a quante volte lo hai pensato, a quante volte lo hai detto a te stesso, a quanto profondamente ci credi. E come ogni volta queste affermazioni ti hanno fatto sentire arrabbiato, depresso, frustrato, impotente. E qui potremmo continuare all’infinito con gli aggettivi negativi ma possiamo riassumerli tutti in “ti hanno fatto sentire terribilmente male”.

Naturalmente se ti guardi intorno e ti soffermi su quello che arriva al tuo sguardo come la realtà attuale del mondo, e permetti a quella realtà di entrare nella tua vita, allora hai ragione a sentirti male. Come altro potresti sentirti se non piccolo impotente e spaventato di fronte alle catastrofi naturali o alle grandi tragedie umane che infuriano e devastano in lungo e in largo questo pianeta? E la paura che senti è una morsa che ti paralizza e ti fa sentire costantemente minacciato e in pericolo.

Ma la domanda che io ti pongo a questo punto è: “E’ quella che tu credi essere la realtà che arriva ai tuoi occhi, alle tue orecchie, alla tua attenzione, e che ti fa sentire così male, che condiziona, coinvolge e travolge la tua vita, che ti fa credere che non c’è nulla che tu possa fare per cambiarla, o invece tu pensi che esiste una qualche possibilità che tu abbia una qualche diretta influenza sulla tua vita e sul tuo ambiente e che, pertanto, hai in qualche modo il potere di condizionare, cambiare, creare nuovi scenari per te stesso e per il mondo che ti circonda?”

Ebbene, se pensi di essere completamente impotente e totalmente in balìa degli eventi del mondo e del momento, allora ripensa perché non è così! Se invece pensi che hai anche solo una qualche piccola possibilità di influenza sulle cose di questo mondo vuol dire che non sei completamente fuori strada, hai solo bisogno di comprendere l’entità del tuo potere di influenza e come utilizzare questo tuo potere.

No, noi non siamo naufraghi su barchette senza remi in mezzo al mare!

Certo, probabilmente spesso è così che ti senti, ma sappi che la tua “barca” è molto più solida di quanto ti sembra! E hai remi robusti per spingerti nella direzione che scegli. Quando poi ti accorgerai di avere anche la tua preziosa bussola, tutto quello che devi fare è lasciarti andare puntando diritto nella direzione che essa ti indica e, con certezza assoluta, arriverai dovunque tu voglia andare.

Tutto quello che devi fare è imparare ad usare bene la tua bussola. Io sono qui apposta per insegnartelo, con tutto il cuore e al meglio delle mie capacità perché, come te, voglio che la mia vita abbia un senso, il senso che voglio io! E perché, esattamente come te, voglio che questo mondo sia un mondo di pace, bellezza e armonia per i miei amici, per i miei parenti, per i miei figli e anche per i tuoi, e per tutti coloro che ci vivono.