La Bussola Della Vita • THE COMPASS OF LiFE

Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco e Alexandra Cappelli.


Fa veramente molto, molto caldo qui a Firenze.

Si suda anche stando in poltrona a guardare un film e i ventilatori non danno molto sollievo, nemmeno quando stai fermo. Perciò, anche mettersi al computer per scrivere è una impresa ardua in questo momento. Ma nonostante questo, l’estate è una stagione meravigliosa. Di sera puoi sentire cantare le cicale, perfino qui in città.

E se volgi lo sguardo verso il cielo, puoi godere la bellezza delle stelle che, chiare e limpide come non mai, brillano di una luce così intensa che ti illumina il cuore. Puoi vedere le stelle connesse a formare le meravigliose figure delle costellazioni. Niente da un senso di pace più profondo di un bellissimo cielo stellato di piena estate.

Puoi perderti nella sua infinita immensità. Puoi riconoscerti nella stella più bella. Ma se guardi attentamente, ti accorgerai che le stelle sono tutte belle e tutte brillano di luce propria. Esattamente come noi quaggiù. Tutti meravigliosi, straordinari, magnifici microcosmi in miniatura. È esattamente questo che siamo.

È esattamente questo che sei tu. Non importa dove ti trovi e cosa stai facendo. Tu sei unico e insostituibile. Infinitamente prezioso. Perfetto nella tua imperfezione. Sei l’unica persona che può vivere la tua vita. Sei l’unica persona che può decidere della tua vita. Perciò, dai valore alla tua vita. Abbi cura di lei e proteggila sempre. E lei farà altrettanto con te. Questa estate, prima di partire per le vacanze, fai controllare la tua auto.

Questa estate, prima di metterti in viaggio, assicurati di aver riposato a sufficienza e di non appesantirti troppo lo stomaco. Mangia leggero e bevi molta acqua. Soprattutto non bere alcolici quando sai che devi guidare. Mettiti in viaggio nelle ore più fresche, o cerca comunque, se puoi, di evitare di essere in viaggio nelle ore più calde. Questa estate guida con prudenza e non correre troppo.

Affrontare un viaggio con calma ha i suoi vantaggi: puoi notare la meraviglia della natura che ci circonda e goderti il panorama. Certo, se guidi in autostrada o su strade pericolose, è meglio che tu ti tenga più concentrato possibile sulla strada.

Questa estate stacca la spina. Anche quella del tuo PC.

Questa estate goditi la tua famiglia. Approfitta per dire ai tuoi cari quanto sono importanti per te.

Di loro quanto li ami.

Questa estate sorridi, sorridi, sorridi. Sorridi a quelli che ami. Sorridi a quelli che conosci e anche a quelli che non conosci. Sorridi alla vita. Un sorriso non ha prezzo e arricchisce chi lo dona quanto chi lo riceve. E non dire che lo farai domani. Del domani non c’è mai assoluta certezza. Questa estate è il momento giusto per fare tutte le cose belle che desideri, quelle che ti fanno sentire bene. Adesso è il momento giusto. Esattamente qui e adesso.

Questa estate vola alto. Vola e basta. E non permettere a nessuno di dirti che non puoi volare.

Questa estate, noi penseremo a voi, e anche a noi naturalmente. Per questo, anche noi stacchiamo un po’ la spina.

Durante tutto l’anno abbiamo parlato di tante cose, perciò, se cerchi nel nostro archivio, puoi sempre trovare quello di cui puoi avere bisogno per sentirti incoraggiato e per sentirci vicino. Noi siamo sempre qui, non ti lasciamo mai solo. Per quanto riguarda i nostri nuovi articoli, invece, ci rivediamo sicuramente a Settembre e probabilmente con delle novità.

Adesso ti abbracciamo forte e, ringraziandoti per essere qui con noi, ti auguriamo la più bella estate della tua vita.

La prima di una lunga serie.

Felici vacanze.

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Molti di voi si chiederanno come possono essere maggiormente di aiuto.

Ebbene non c’è una regola per farlo. Non vi è una magia che vi permetterà di diventare persone utili. Essere utile è uno stile di vita, un modo di essere che possiamo sviluppare tramite la nostra felicità e la nostra personale esperienza e prova concreta.

Fermata dell’autobus.

Aspetto. È martedì pomeriggio. Devo recarmi alla mia splendida lezione del corso per tatuatori.

Fa molto caldo, eppure mantengo un sorriso rilassato sul volto.

Una signora sta aspettando il mezzo di trasporto pubblico proprio come me.

La nostra conversazione comincia con un “che caldo” e prosegue con argomenti di scarso rilievo, quando le dico con candore che tutto sommato, è normale che sia caldo, ed è normale che di tanto in tanto faccia una enorme piovuta, per rinfrescare ciò che cuoce sotto questo sole bollente. Quindi non ha molto valore la critica, e le ho fatto notare che di solito, chi critica qualcosa e poi passa a criticarne un’altra, non fa altro nella vita. Le persone che non perdono mai occasione per criticare qualcosa non hanno una vita soddisfacente, se la lamentela è l’unica cosa con la quale possono riempirla. Lei riflette un attimo, e annuendo e sorridendo mi da ragione.

Nel frattempo sbuca l’autobus dalla curva vicina ed esultiamo guardando l’orologio, in perfetto orario!

Ci sediamo accanto e cominciamo a scendere nel dettaglio: la mia passione sfrenata per l’arte, per il disegno e il tatuaggio, la sua occupazione in una impresa di pulizie. Molto stancante e monotona come attività, ma che fa al suo meglio ogni giorno perché ama la sua famiglia e i suoi figli, studenti, sognatori, che credono in un futuro splendente alla fine dei loro studi universitari. Che avranno. Perché ci credono al cento per cento e non hanno dubbi. Perché penseranno al sacrificio dei loro genitori, e si impegnano.

A quel punto commentiamo la situazione attuale in Italia e alcune difficoltà nelle quali potrebbe capitare di imbattersi, rapporti lavorativi difficili, un ambiente non proprio come lo vorremmo in questo istante, e di conseguenza, della preziosità di un’atmosfera armoniosa a casa.

Troppo spesso permettiamo a delle sciocchezze di rovinarci la giornata, e l’ambiente che dovrebbe essere quello della tranquillità e della serenità, diventa l’ennesima trincea di guerra.

La pace in casa è una cosa preziosissima.

Rincasiamo a volte o spesso carichi di stanchezza e frustrazione e l’ultima cosa che vorremmo è litigare con quelle persone che sono la nostra fonte di amore e supporto. Siamo talmente esauriti a livello energetico che riversiamo tutta la negatività che ci pervade l’uno sull’altro. Non serve. Non AiUTA. Non fa bene. Affatto.

Lei mi osserva, abbassa il volto e mi ringrazia.

Io rimango un attimo confusa.

Farfuglio un “di che…si figuri…” e lei subito dice “mi succede…spesso…torno a casa sempre stanca e finisco con il litigare o discutere per le cose più piccole ed insignificanti…questo mi fa soffrire e da questo momento ho deciso che cambio atteggiamento, subito…signorina la ringrazio molto per queste parole…ho avuto uno splendido regalo oggi…l’ho incontrata…”

Non esiste un manuale sul come ESSERE Di AiUTO.

Non c’è.

È soltanto la nostra sincerità e il nostro buon cuore che può aiutare gli altri.

Ma qualcosa sarà d’aiuto ad un altro.. solo quando avrai provato quell’esperienza in prima persona e ne avrai goduto i frutti. E quando ne parlerai, lo farai in modo talmente trasportato e genuino che sarà impossibile non crederti, e sorgerà invece spontaneo il desiderio di emularti.

Non dare il pesce all’uomo povero. Insegnagli a pescare mostrandogli come si fa.

Perché se tu puoi farlo, lui può farlo.

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

L’estate sembra finalmente arrivata,

e con essa, la possibilità di passare del tempo all’aria aperta.

Che si tratti di fare un’escursione in campagna,

o di andare al giardinetto del quartiere per godersi un po’ di pace.

Proprio ieri, sono uscita con una mia amica,

siamo andate ai giardini dietro casa e ci siamo messe a chiacchierare per un paio di orette,

tra altalena, girello e castello in legno con scivolo.

Proprio come i bambini!

Che meraviglia, era un sacco che non lo facevo e mi ha dato un benessere indescrivibile!

Non mi è costato un centesimo e mi ha dato una soddisfazione inestimabile…

È splendido sapere che non devi necessariamente spendere per trovare un po’ di felicità.

Questa è una soluzione economica per tutti quelli che possono pensare,

che per divertirsi serva il denaro frusciante. Non è così.

Stare bene è più economico di quanto si pensi.

Ovvio che ci sono cose divertenti che costano, non mi sto affatto accanendo contro di esse.

Anzi, adoro il cinema, i parchi divertimento, le discoteche, e mi piace andarci.

Però ci sono anche cose gratis, che se la tua scusa dovesse essere

“non mi posso mai divertire o rilassare, perché costa…” beh, fregato!

Ci sono un’infinità di cose che puoi fare per divertirti, senza spendere un soldo, o quasi.

Te ne cito alcune, in ordine assolutamente casuale:

  • Radunare alcuni amici e fare un picnic tutti assieme, dove ognuno porterà qualcosina da sgranocchiare, e ad esempio, un mazzo di carte.
  • Prendere una copertina, un buon libro ed andare al parco, godersi un po’ di sano sole e vitamina D nella pace più totale.
  • Organizzare un pigiama party, in base allo spazio che hai a disposizione. Un sacchetto di popcorn e un paio di bibite, un film a noleggio… et voilà!
  • Una bella passeggiata per il centro della tua città, sbirciando qualche vetrina, se ti piace lo shopping.
  • Un gelato, in compagnia o anche in solitudine.
  • Sdraiarsi un po’ sul divano e mettere un po’ di musica, quella che preferisci.
  • Giocare a pallone nel parco.
  • Uscire un po’ dal centro abitato della tua città e la sera ammirare le stelle nel cielo.

La natura ha così tanto da offrirci, specialmente in questa splendida stagione!

Approfittane, sia che lavori o meno, che tu abbia figli o meno, da solo o con qualcuno, di giorno o di sera, un paio di orette da passare in totale relax o divertendoti le puoi trovare.

Quando stai bene, tutto nella tua vita va meglio. Le tue relazioni, la tua produttività, tu stesso.

Stare bene è spesso gratis, approfittane! ^.^

Hai altre idee economiche per divertirsi? Condividi pure con noi!

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina. La fortuna viene dal cuore e ci rende degni di rispetto”

Nichiren Daishonin


Le parole sono simboli linguistici molto potenti e significativi perché assommano in sé una serie di idee, concetti ed esperienze personali. E mediante i simboli, il subconscio è in stretta comunicazione con la coscienza.

Le parole sono lo strumento attraverso cui esprimi il tuo pensiero. E sono anche il maggior intralcio alla tua felicità. Una sola parola può scatenare si o no, odio o amore, integrità o disonestà, pace o guerra.

Quando pronunci una parola sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale negativo, puoi creare un litigio, favorire incomprensioni, generare infelicità, causare miseria. Ma se pronunci la stessa parola, sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale positivo, puoi produrre distensione là dove ci sono delle tensioni, armonia dove c’è incomprensione, generare felicità e benessere.

Perciò, quando devi affrontare una questione che implica un equivoco con un’altra persona, sarebbe più saggio iniziare da te stesso, chiarirti dentro te stesso. Analizzando la tua disposizione mentale, potresti accorgerti che è orientata al negativo. A questo punto, tutto ciò che dovresti fare è riorientare la tua disposizione mentale positivamente e ti accorgerai che le cose vanno apposto da sé. Spesso in un modo migliore di quanto tu osassi sperare.

Allo stesso modo, spesso basta una parola per incoraggiare una persona o per stimolarla ad agire. Se le dici: “Puoi farcela, puoi farlo!”, le stai offrendo uno stimolo.

Se, invece, dici a te stesso: “Posso farcela, posso farlo!”, ti stai stimolando con una autosuggestione.

Spesso ancora, una parola può generare incomprensione. A questo proposito mi ricordo di aver letto in un libro di Clement Stone una storia riguardo a una persona che era ospite in casa di parenti e si è trovata ad avere un problema con il nipotino di nove anni.

L’uomo, parlando con il padre del bambino, sosteneva che quest’ultimo gli aveva detto una bugia. Interpellato dal padre, il ragazzino sosteneva, invece, di non aver detto alcuna bugia.

Chi dei due stava mentendo, lo zio o il nipote?

A questo punto il padre chiede che gli venisse spiegato cosa era esattamente accaduto.

Lo zio sosteneva di aver chiesto al nipote di portare i giocattoli in cantina, che il ragazzino gli aveva detto che lo avrebbe fatto, ma che non lo aveva fatto.

Il bambino, invece, sosteneva di averlo fatto.

Il padre chiese allora al figlio come si spiegava il fatto che lo zio sosteneva l’incontrario.

Il bambino rispose così: “Per arrivare in cantina ci sono parecchi scalini. Dopo il quarto scalino c’è una finestra… e io ho messo i giocattoli sul davanzale… La cantina è la distanza fra il pavimento e il soffitto… quindi, i miei giocattoli sono in cantina!”

La divergenza di opinioni fra zio e nipote era dovuta alla definizione della parola cantina. Il bambino, probabilmente aveva capito cosa intendeva lo zio, ma non voleva scendere tutte quelle scale. Così, poi, nel tentativo di evitare una eventuale punizione, uso la logica per dimostrare di avere ragione.

Di fatto, la comunicazione interpersonale non è possibile se non si comprende esattamente cosa vuole dire la controparte con le parole che usa. Inoltre, è importante che tu cerchi di capire anche se l’altra persona conosce il significato di ciò che dice. Può capitare, a volte, di parlare con persone che esprimono la loro foga, pro o contro qualcosa che nella loro mente ha un significato distorto rispetto al vero significato dell’oggetto o argomento in questione.

Secondo l’insegnante, psicologo, semantico e scrittore Canadese-Americano Samuel Ichiye Hayakawa (1906 – 1992) esperto in scienza linguistica, è essenziale scoprire ciò che significa veramente una parola sulle labbra di un’altra persona, o sulle nostre stesse labbra, se vogliamo pensare in maniera accurata.

Come puoi scoprirlo?

Sii specifico. Comincia con una vera, genuina comunicazione mentale, avendo a cuore di poter essere compreso da chi ti ascolta, e vedrai che non ci saranno più fraintendimenti.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

De-stress – Unwind – The True Value of Silence dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Lo stress ti sta piegando?

Senti che la tua vita ha qualcosa da dare?

C’è un semplice rimedio: il SILENZIO.


Cerca di udire i suoni attorno a te. Cosa senti?

Scommetto che non si tratta di suoni di onde che si infrangono sulla scogliera, o il canto degli uccellini allo spuntare del sole. Sarà molto più probabilmente il rumore disturbatore del traffico, o della musica, o la TV dei vicini, o una sirena della polizia in lontananza, o del chiacchiericcio per la strada – in particolar modo se vivi in una grande città.

Quello che mi ricordo meglio della mia visita a New York è stato il fatto che potevo sempre sentire il suono di una sirena provenire da qualche parte, in lontananza. C’era sempre il suono di una ambulanza diretta all’ospedale o di una volante della polizia che si affrettava a raggiungere il luogo di un disastro. Questo ti porta allo stress causato dal suono.

Anche ad alcuni suoni siamo soggetti in modo inevitabile. Ma forse perché scegliamo di stare in un ambiente rumoroso? Lascia che ti faccia un paio di domande: Ascolti musica per molto tempo? Lasci la TV accesa mentre svolgi altre faccende? Se è così, ti stai stressando ad un livello uditivo.

Il nostro sistema nervoso centrale risponde ad ogni suono.

Ed esso risponde inviando ormoni in tutto il nostro organismo, il nostro battito accelera o diminuisce e il livello della pressione sanguigna cambia.

Alcuni suoni invece sono così rilassanti che funzionano da vere e proprie ninne nanne. Immagina di accamparti in un bosco vicino ad un fiumiciattolo. Puoi udire il vento soffiare tra le chiome degli alberi, puoi sentire lo scrosciare dell’acqua e persino gli uccellini cinguettare: la tua mente si espande e il tuo corpo si rilassa.

Anche solo immaginarli ti fa sentire più rilassato. Ma aggiungi il suono di passi che si avvicinano, e il ruggito di una tigre e il tuo corpo risponderà mettendosi in stato d’allerta!

I suoni sono rumore esterno. Ma c’è anche il rumore interiore.

Prenditi un momento per osservare i pensieri che attraversano la tua mente. Sarà facile che ti ritroverai ad osservare un guazzabuglio di riflessioni. Alcune potrebbero essere preoccupazioni, “Oh, cosa potrebbe accadere se…” Altre potrebbero essere piani, “Devo telefonarle e farle sapere che…” E poi ci sono un sacco di altri pensieri, ricordi, flash , suoni indistinti o chiari, immagini, come un granaio pieno zeppo di provviste, fin sopra il tetto.

Particolarmente fastidiosi sono i pensieri-progetto.

Più siamo stressati, più loro appariranno nella nostra mente. Principalmente perché ci preoccupiamo di dimenticarceli. Un ottimo modo per gestirli è quello di scriverli su carta.

Altri pensieri invadenti e insopportabili sono quelli carichi di emozioni come la rabbia, la gelosia, o la paura.

Queste deboli emozioni alimentano pensieri di continuo. Un buon metodo per gestirli è quello di individuare e menzionare l’emozione davvero rilevante.

Un altro modo per affrontare meglio pensieri pressanti è lo sport. Prova a farti una corsa, o una lezione di yoga, un allenamento di arti marziali, o degli esercizi aerobici.

Un modo grandioso di creare spazio e silenzio nella tua mente è meditare.

Se sei insicuro su questo argomento, dai uno sguardo al mio articolo:

Come Meditare – 10 Importanti Consigli.

Il segreto della pace interiore sta nel lasciare andare il rumore interiore e quello esterno, così facendo eliminerai lo stress.

Se desideri semplificare la tua vita e ridurre lo stress, prova col silenzio.

Ecco qui alcuni suggerimenti che ti aiuteranno:


1. Spegni la musica che tieni di sottofondo. Ascolta la musica solo se decidi di seguirla con totale attenzione.

2. Spegni la TV se non la stai guardando.

3. Dormi con i tappini per le orecchie se abiti in una zona molto rumorosa.

4. Ripulisci la tua mente con dell’esercizio quotidiano.

5. Medita per almeno 10 minuti al giorno.


Quali sono i tuoi suggerimenti per gestire lo stress?

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Want to Improve Your Relationships? Listen Up! dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Questo articolo è stato scritto da Gail Brenner,  puoi trovarla sul suo blog A Flourishing Life.


“Il modo più semplice ed efficace per connettere con un’altra persona è ascoltare. Semplice ascoltare. Forse la cosa più importante che possiamo darci l’un l’altro è la nostra attenzione. Un amabile silenzio spesso ha molto più potere di risanare e di farci connettere più delle parole dette con le migliori intenzioni.”

Rachel Naomi Remen

Ascoltare è un’arte altamente sottovalutata nella nostra società, eppure è una delle chiavi per far risplendere le nostre relazioni. Dell’autentico ascolto va ben oltre il sentire delle parole pronunciate. Significa aprirsi ad una profonda comprensione dell’esperienza dell’altro. Ascoltiamo non solo con la nostra mente per comprendere le idee che vengono espresse, ma apriamo i nostri cuori per accogliere a pieno le persone così come sono.

Tutti sappiamo come ci si sente a non essere ascoltati completamente. Ho un amico che aveva l’abitudine di fare altre migliaia di cose mentre era al telefono. Rispondeva in modo appropriato a quello che gli dicevo, ma potevo sentire il rumore di fogli e della tastiera mentre rispondeva a qualche email. Sebbene stesse seguendo la conversazione, mi sono sentita un po’ trascurata, dato che comunque avevo deciso di condividere con lui i miei pensieri e sentimenti più profondi. Fortunatamente, la nostra amicizia era più importante della sua lista delle cose da fare, e adesso ho con gioia, la sua totale attenzione.

I Benefici di un Buon Ascolto

Un approfondito ascolto riduce l’isolamento e alimenta la connessione con gli altri. Se stai vivendo delle interazioni un po’ travagliate o vuoi che i tuoi rapporti siano più profondi, rifletti su come puoi migliorare la qualità del tuo ascolto. I benefici sono numerosi:

  • Le persone si sentiranno più legate a te, gli piacerai di più
  • Imparerai qualcosa di nuovo
  • Avrai le informazioni necessarie per risolvere i problemi in modo più efficace
  • Vivrai meno solitudine e frustrazione
  • Ti sentirai più felice e rilassato

Il succo del concetto, è che tutti desideriamo essere visti e accettati per come siamo. Quando ascolti col cuore, vincono tutti. L’offerta di questo prezioso dono dissolve muri e risana le divisioni. Impara ad ascoltare col cuore, e osserva le tue relazioni fiorire.

Usa il tuo Potere di Osservazione

Ascolta profondamente tutti i modi col quale il tuo partner ti sta comunicando, osservandolo. Guarda alla distanza che vi separa, il movimento degli occhi, l’eventuale alterazione del colorito della pelle, i gesti delle mani e delle braccia, il tono della voce, la velocità con cui parla. Vedrai che scoprirai qualcosa che non avevi mai notato prima.

Un po’ di tempo fa, avevo a che fare con qualcuno che non conoscevo molto bene. Le feci una domanda,e notai che il viso le diventò completamente viola e abbassò rapidamente gli occhi. Mi resi conto che qualcosa era cambiato e presto scoprii di aver trovato inavvertitamente il suo punto debole.

Cosa fare con le informazioni raccolte? Usale per rimanere in un buon rapporto col tuo partner. Se la persona con cui stai parlando è esitante, aspetta a buttarti. Se del sentimento sta cominciando ad emergere, sii empatico. Se il tuo obiettivo è rimanere connesso e di approfondire la conversazione, le cose che potrai osservare ti guideranno, dato che le persone non possono evitare di esprimersi in infiniti modi. Guarda al tuo partner con occhi nuovi e sii certo che riuscirai a raggiungere un nuovo livello di comunicazione.

Presta Piena Attenzione

Le ricerche dimostrano che noi parliamo ad una velocità media di 125 parole al minuto, eppure abbiamo la capacità di ascoltare approssimativamente 400 parole al minuto. Questo lascia uno spazio extra di 275 parole al minuto nella nostra mente quando qualcuno ci sta parlando. Cosa facciamo in quel lasso di tempo? Lo riempiamo con pensieri estranei.

Porre attenzione è la regola cardinale per un buon ascolto. Sentire le parole, e accogliere il loro significato. Se la tua mente vaga deconcentrata, semplicemente riportala all’attenzione. Fai domande per scoprire cosa davvero conta per la persona con la quale stai parlando.

Come lo stai mostrando?

Un profondo ascolto si verifica solo quando sei aperto e recettivo. Se comici la conversazione con una agenda, di sicuro non riuscirai a sentire pienamente quello che l’altra persone sta dicendo.

Al momento opportuno, avrai l’opportunità di esprimerti. Ma quando stai ascoltando, sii vuoto. Mettiti da parte così da poter ascoltare direttamente senza filtrare tutte le parole con tutti i tuoi

pensieri. Resisti alla tentazione di saltare alle conclusioni o di presumere di sapere quello che quella persona ti sta per dire. Sgombra la tua mente da ogni aspettativa, e amabilmente, apri il tuo cuore all’ignoto.

Leggi tra le righe

La comunicazione nonviolenta è un processo meravigliosamente articolato che facilita le interazioni pacifiche. Si concentra sull’ascoltare i sentimenti e i bisogni dell’altro. Non ha importanza quali siano le parole che stai sentendo, cerca di individuare i sentimenti e o i bisogni che stanno cercando di esprimere. Verifica la tua comprensione riflettendo i suoi sentimenti (tipo: sembra che tu ti senta così…) o chiedendo se la tua conclusione è corretta (tipo: stai cercando di dire che hai bisogno di più tempo?)

Ascolto Attivo

L’ascolto attivo è una abilità che ti permette di vedere se sei stai seguendo il discorso. Quando qualcuno sta parlando, accertati di poter ripetere quello che hai appena udito, e se tu non ci riuscissi, chiedi dei chiarimenti. Potresti rimanere sorpreso dalla quantità di cose che ti sei lasciato sfuggire! Quando pensi di aver capito, verifica la qualità della tua comprensione con una domanda tipo: “quindi quello che stai dicendo è che…?”

La Pazienza è una Virtù

Sono certo tu abbia notato che le persone hanno diversi modi di comunicare. Alcuni parlano in modo fluido e tranquillo, mentre altri sono esitanti e impacciati. Alcuni sono dei gran chiacchieroni, altri dicono lo stretto indispensabile. Onora lo stile oratorio della persona con cui stai dialogando senza interromperla o interferire. Quando senti l’impulso arrivare, fai un gran respiro e riconnetti con quello che stai ascoltando. Stai aprendo il tuo cuore quando dai alle persone lo spazio di essere semplicemente quello che sono.

Abbi una Prospettiva Fresca

Hai mai avuto conversazioni problematiche frequenti con una persona in particolare? Trasforma la relazione raddoppiando i tuoi sforzi di ascoltare in profondità. Liberati del tuo bisogno di dover avere ragione o delle tue idee su quello che secondo te la persona in questione dovrebbe fare o dire, e ascoltala come se tu la sentissi per la prima volta. Sii curioso, e stai certo che imparerai qualcosa di nuovo che possa capovolgere quella situazione frustrante nella quale ti trovi.

Quando ascoltiamo in profondità è come se diventassimo una cosa sola. Sia che ti trovi in accordo con quello che senti o meno, l’ascoltare col cuore ci invita ad essere presenti nelle nostre interazioni e ad esplorare le nostre difese e barriere. Quando abbandoniamo le nostre posizioni ed aspettative, siamo vivi davvero. Allora i nostri cuori saranno completamente aperti, e le nostre relazioni potranno fiorire.

Pensi che potresti ascoltare meglio?

Cosa hai imparato dall’ascoltare veramente gli altri?

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Want Inner Peace? Learn to Forgive dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.

Può essere difficile perdonare qualcuno che ci ha ferito. Infatti, delle volte ci attacchiamo alle ingiustizie che abbiamo subito e al rancore. Questo perché le nostre storie di ingiustizie e risentimenti sono un modo che usiamo per definire chi pensiamo di essere.

Pensaci solo per un momento . Ti porti dietro storie di torti subiti?

Ho conosciuto molte persone le cui vite sono completamente consumate dalle loro storie di abbandono o abuso. Potrebbe essere una storia di come i loro genitori o altri membri della loro famiglia li abbiano maltrattati, o di come un partner o amico li abbia traditi, e di come loro si sentano vittime di un crimine.

Adesso, questo potrebbe suonarti strano, ma a portare rancore, alla fine vi è una conclusione particolare.

Questa conclusione per storie piene di risentimento consiste nell’incolpare gli altri dei nostri fallimenti e della nostra miseria. Non dobbiamo prenderci la responsabilità per come è la nostra vita. E i nostri racconti di maltrattamenti possono anche far si che alcune persone si schierino dalla nostra parte. Storie di questo genere possono creare uno scenario del tipo “loro contro di noi”. Storie a proposito di ingiustizie sono state raccontate sin dall’alba dei tempi.


Perché dovremmo lasciarci alle spalle il risentimento, ed abbracciare il perdono? In realtà è piuttosto semplice.

Il rancore ci rende miserabili – il perdono ci libera.


Ma non ci sono delle cose semplicemente troppo difficili da perdonare? Ecco qui la storia di Anne Marie Hagan dal Canada:

Anna aveva 19 anni e studiava per diventare infermiera, quando vide suo padre venir ucciso sotto i suoi occhi dal loro vicino di casa, che soffriva di schizofrenia. Anna venne totalmente divorata dalla rabbia, dal rancore, dal desiderio di vendetta e dalla auto commiserazione: “Ero assolutamente determinata al non far mai, mai tornare quell’uomo in libertà. Più tempo lui passava in gabbia, più valore acquisiva la vita di mio padre.”

Poi, 17 anni dopo vide il criminale faccia a faccia:

Fu durante quell’incontro, mentre imparavo di più sulla sua natura umana e sulle orrende sofferenze che aveva affrontato, che tutto cambiò.

Anna scrive che in quell’incontro, 16 anni e 10 mesi di miseria erano stati spazzati via.

Lui cominciò a piangere e disse, “è tutta colpa mia, è tutta colpa mia”, e io non riuscivo più a sopportarlo. Gli sono corsa incontro aggirando il tavolo, dicendogli che lo perdonavo. Mi ricordo di avergli detto “colpa è una parola troppo grande, colpa è una parola troppo troppo grande.”

Possiamo imparare a perdonare?

La buona notizia è che impariamo a perdonare. È importante capire che il perdono non è un semplice atto di volontà. Il sentiero del perdono passa per la compassione, e vi sono diversi passi che facilitano il raggiungimento del perdono.

Questo è quello che dice Anna:

Non avrei mai potuto immaginare che così facendo, mi sarei liberata. Finalmente sono riuscita a liberarmi dal dolore e dal tormento che mi teneva in cattività, realizzando che ero stata la mia stessa carceriera. La mia vita è cambiata nel momento in cui ho cominciato a vedere il mondo.

L’assassino di mio padre adesso ha 59 anni. Ha un lavoro, e sta studiando sodo per ottenere la laurea universitaria. Lo ammiro per aver avuto la forza e il coraggio di ricostruirsi la propria vita. Gli faccio visita regolarmente. Abbiamo parlato a lungo di quello che è accaduto in quel giorno fatale, e di come il mio perdonarlo ha cambiato la vita di entrambi.

Puoi vedere quanto e come la vita di Anna sia cambiata in modo meraviglioso da quando è diventata in grado di perdonare? Da quel momento ha potuto guardare avanti e gettarsi dietro i dispiaceri del passato.

Possiamo imparare a perdonare?

Come detto prima, la buona notizia è che impariamo a perdonare. È importante capire che il perdono non è un semplice atto di volontà. Il sentiero del perdono passa per la compassione.

Questo è quello che Anne Marie Hagan dice:

Il perdono non è dare un permesso. Non significa che sei d’accordo con quello che ha fatto la persona che ti ha offeso in qualche modo, o che tale persona ha ragione ad aver fatto quello che ha fatto. Il perdono non può essere parziale o condizionato dal rimorso perché questo significherebbe che potremmo perdonare solo quelli che sono dispiaciuti. Il perdono riconosce che colui che ti ha ferito, è un essere umano che ha un gran bisogno di gentilezza, compassione e amore, a dispetto di tutto il male che ha fatto.

E tu – hai intenzione di imboccare il sentiero del perdono?

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How to Be Insanely Useful and Find Joy: the Ashoka Method dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Sei utile? È una domanda strana, perché di solito consideriamo utili oggetti e strumenti. Lascia che ti ponga la domanda in modo diverso:

Valorizzi la vita degli altri?

Se a questa domanda puoi rispondere “si” allora sei utile.

Con “valorizzare” intendo che quello che fai migliora la vita di qualcuno, portandovi gioia al suo interno.

Ma per quanto riguarda la tua di gioia? Qual’è il tuo stato di benessere?

La cosa strana è che la nostra vita viene valorizzata dall’aiutare gli altri. Quando portiamo la gioia nel cuore degli altri, proviamo gioia noi stessi.

Non deve necessariamente trattarsi di azioni eclatanti. Il mondo è migliorabile grazie a piccole azioni positive.


Non possiamo fare cose grandiose, ma solo piccole cose con grande amore.

Madre Teresa


i Tre Pilastri della Benevolenza


1. Rispetto
Gli antichi insegnamenti buddisti parlano dell’aspirazione ad ahimsa, ovvero alla non-violenza. Espressa in chiave positiva, si intende l’avere il rispetto per ogni forma di vita. Suona bene, non credi? Ma cosa ne dici della zanzara sul tuo braccio o del ragno nella doccia? E di quelle brutte e taglianti parole che ci escono di bocca in un momento di intensa rabbia? Si, il rispetto per la vita è ad un livello più alto. È facile picchiarsi a vicenda ma la pratica di ahimsa implica il guardarsi con il gentile occhio della compassione. Cadiamo, falliamo, inciampiamo, vacilliamo – durante tutto questo percorso la luce che guida la nostra ispirazione ci fa avanzare.


Attraverso il rispetto per la vita, entriamo in una relazione spirituale col mondo.

Attraverso la pratica del rispetto per la vita diventiamo buoni, profondi e vivi.

Albert Schweitzer


2. Saggezza

Saggezza significa guardare le cose nel loro insieme. Significa lasciare andare la nostra visione ristretta del mondo che pare girare in termini esclusivi di “io”, “mio”, “me”. Quando guardiamo con gli occhi della saggezza, possiamo vedere la sofferenza e le gioie degli altri. Possiamo collocare le nostre esperienze personali in un contesto decisamente più vasto.


Se sono stato di servizio, se sono riuscito a vedere di sfuggita un po’ di più dell’essenza e della natura del bene estremo, se mi sarò sentito ispirato a raggiungere orizzonti più ampi di pensiero ed azione, se sarò stato in pace con me stesso, sarà stata una giornata di successo.

Alex Noble


3. Gentilezza

Le azioni gentili vanno oltre la non-violenza. Significa che sentiamo il bisogno di un altro essere, e creiamo agio e gioia attraverso le nostre azioni. Un sorriso, un saluto, un pranzo cucinato per amici troppo impegnati, una visita a qualcuno che è solo o malato, lasciar passare qualcuno davanti, quando sei in coda al supermercato – la lista di possibili azioni positive è infinita.


Nessuna azione gentile è fine a se stessa. Una azione gentile porta ad un’altra azione gentile. Il buon esempio viene seguito. Un singolo atto di gentilezza butta fuori radici in tutte le direzioni, e le radici crescono e germogliano, fino a creare nuovi alberi. La parte più meravigliosa che la gentilezza fa nei confronti degli altri è che rende gentili anche loro.

Amelia Earhart


Il Metodo Ashoka


Quando aspiriamo ad un nuovo modo di essere, è buona cosa avere un modello di riferimento. Qualcuno che c’è passato, che ha superato quella situazione. Tanto tempo fa, nella storia antica, possiamo trovare una persona la quale luce può ancora illuminare il nostro cammino. Infatti, se vi fosse qualcosa come un Premio Nobel per la Pace Postumo, il grande imperatore Ashoka sarebbe davvero un potenziale pretendente. Ecco perché chiamo questo modo di essere follemente utili e di trovare la gioia, il metodo Ashoka.

Ashoka il Grande visse dal 304 a.C. al 232 d.C. Ha governato su un impero che si espandeva su gran parte del subcontinente indiano inclusi gli odierni Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, e gli stati indiani dell’Assam, Kerala, Andhra e Kalinga. Insomma ti sei fatto un idea – il suo impero era vastissimo.

Durante i primi 10 anni della sua reggenza il Grande Ashoka era un temuto e spietato guerriero. Poi il suo cuore cambiò. Si dice che dopo che le sue truppe ebbero vinto la guerra di Kalinga, Ashoka camminò sul campo di battaglia e pianse tutta la morte e la sofferenza che aveva causato. Decise di regnare in accordo con i principi buddisti della compassione, dell’amore, della verità e della tolleranza. Ashoka non prese parte più a nessuna guerra. Fece dei regni limitrofi così facilmente rovesciabili, invece dei degni alleati. Il benessere e la prosperità del suo popolo erano davvero importanti per Ashoka, tanto che questa sua passione lo spinse a promuovere la conoscenza attraverso delle università aperte a tutti. In uno dei suoi editti, incisi su pietra, Ashoka chiama se stesso “colui che tratta tutti con amore”.

Sappiamo molto su Ashoka perché ha fatto incidere molti dei suoi editti su pietra – e molti di questi pilastri e rocce resistono tutt’oggi.

Qui ci sono alcuni esempi dei suoi editti:


Lungo le strade ho fatto piantare alberi di fico del Banyan, cosicché possano fare ombra agli animali e agli uomini, ed ho fatto piantare boschetti di mango. Ad intervalli di otto krosas, ho fatto scavare pozzi, costruire case di riposo, e in vari luoghi, ho fatto s’ che vi fossero zone acquifere per l’uso dei animali e degli uomini.

Ashoka il Grande


Puoi vedere una foto del pilastro con inciso l’editto QUi.


Tutte le persone sono figli miei. E il bene che desidero per i miei figli, e la gioia e il benessere che desidero per loro in questo mondo e nel prossimo, è quello che desidero anche per tutte le altre persone. Non potete comprendere quanto profondamente io desideri questo, e se alcuni di voi capissero, non capireste pienamente l’essenza del desiderio che ho.


Puoi percepire la profondità dell’aspirazione di Ashoka. È acclamato per aver costruito ospedali per animali, come per gli uomini, e per l’aver rinnovato le strade principali in tutta l’India. In tutto questo suo operato ahimsa, o il rispetto per la vita, è stata la sua guidante aspirazione.

Ashoka ha elevato gli standard di vita creando transiti d’acqua e sistemi d’irrigazione per il commercio e l’agricoltura. Trattava i suoi sottoposti come eguali a prescindere dal credo religioso, dall’appartenenza politica o di casta. È tutt’ora riverito in India e il Capitello del Leone che era collocato sopra una delle sue colonne è diventato simbolo nazionale dell’India.

Ashoka avrebbe potuto meritarsi il Premio Nobel per la Pace (se fosse stato disponibile all’epoca)? Cosa ne pensi?

Ashoka cambiò il suo cuore, e decise di diventare estremamente utile. Anche noi possiamo cambiare il nostro cuore e vivere per “servire”. E la cosa meravigliosa è che non siamo esclusi da questa equazione. Vivere per servire significa anche trattare noi stessi con gentilezza e compassione.

E se desideri più felicità nella tua vita, essere estremamente utile è la rotta più diretta alla gioia. Gioia condivisa.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Spesso sento le persone dire che, vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto non fa alcuna differenza perché in sostanza stiamo comunque parlando di mezzo bicchiere. Perciò, loro dicono, se sei ottimista vedi il bicchiere mezzo pieno, se sei pessimista lo vedi mezzo vuoto. Tutto qui. E chiedo io: “Ti sembra poco?”

Si dice che l’essenziale è molto spesso invisibile agli occhi. E io credo proprio che sia vero.

È la sostanziale differenza che c’è tra l’atteggiamento mentale di chi vede il bicchiere mezzo pieno e quello di chi lo vede mezzo vuoto che cambia completamente il significato delle cose e la vita delle persone.

Chi vede il bicchiere mezzo pieno, tende a sentire gratitudine per quello che ha, confida di ottenere ciò che desidera, usa l’immaginazione e lavora di fantasia. Di conseguenza vive in maniera attiva, con speranza e prende la vita con serenità. Riesce a lasciarsi sorprendere e si emoziona anche di fronte a piccole cose.

Chi tende a vedere il bicchiere mezzo vuoto, invece, tende a sentirsi perennemente insoddisfatto, vittima del comportamento altrui. Tende a invidiare quelli che stanno meglio, vede il male in ogni cosa, ha una spiccata tendenza alla lamentela, vive facendo il minimo indispensabile perché tanto il futuro è nero e incerto comunque.

Niente è motivo di gioia perché in ogni cosa il pessimista riesce a vedere soltanto l’aspetto negativo, e se anche riconosce un aspetto positivo, pensa che non sarà certo a suo vantaggio. Perché tanto il mondo è ingiusto, perché tanto il governo è ladro, perché piove, e perché…, perché…

Anche ad una lettura poco attenta non sfugge la differenza di qualità della vita che distingue queste due “correnti di pensiero”. Non trovi?

Tu, quale direzione scegli di dare ai tuoi pensieri, alle tue emozioni e ai tuoi sentimenti?

C’è anche un’altra cosa che merita la tua attenzione.

Questo mondo è affollato di persone che, anche se sulla spinta emotiva di buoni sentimenti, si schiera contro le cose che teme o che non vuole.

Ci si schiera contro la guerra, contro la violenza sulle donne, sui bambini, sugli animali, contro la fame nel mondo e così via, chi più ne ha, più ne metta.

Poco importa se tutte queste persone gridano NO a tutto questo! Di fatto stanno dando a tutto ciò che non vogliono la loro attenzione, la loro energia. E in virtù del fatto che ciò a cui ti opponi persiste, quello che si ottiene è soltanto un aumento: della violenza, un aumento della fame e della povertà, e dovunque si combattono guerre grandi, guerre piccole e guerre di ordinaria e disperata quotidianità.

Quanto costa ad esempio, in soldoni, organizzare grandi manifestazioni contro? E quanto costerebbe, invece, realizzare progetti educativi mirati a insegnare il rispetto?

Perciò, ancora una volta, ti dico: sposta la tua attenzione da ciò che non vuoi a ciò che vuoi. Riorienta positivamente i tuoi pensieri! Scegli consapevolmente dove indirizzare le tue emozioni e la tua energia.

Non proclamarti contro la violenza sulle donne, sui bambini, sugli animali perché questo non la fermerà. Anzi; Proclamati, insegna e agisci a favore del rispetto delle donne, dei bambini e degli animali.

Non accanirti contro quel dato politico. Probabilmente vincerà comunque; Sii, invece, a favore e quindi sostieni il suo avversario.

Non inneggiare contro la guerra. Non la fermeranno per questo; inneggia, insegna e agisci in favore della pace. Risolvi in primo luogo i tuoi conflitti interiori, le contraddizioni che albergano nel tuo cuore e trova la pace in te stesso. Perché tutto parte da lì.

Madre Teresa diceva: “Non parteciperò a nessuna marcia contro la guerra. Ma se organizzate una marcia per la pace, chiamatemi.”

E tu, in cosa vuoi investire la tua energia? Che tipo di direzione vuoi dare al tuo futuro, a quello dei tuoi figli e a quello dell’Umanità?

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

8 Unconventional Ways to De-stress and Release Tension dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Questo articolo è stato scritto da Kai Jai, un Coach Motivazionale per il raggiungimento del Successo, Istruttore di Yoga e Blogger di SharingSuccess.tv. Ama insegnare alle persone l’arte dell’inseguire le proprie passioni.


Mentre ci muoviamo durante la nostra vita quotidiana, ci ritroviamo spesso a dover affrontare ostacoli e sfide che possono farci ritrovare in situazioni stressanti e causanti ansia, in entità variabili. Quindi per essere più rilassato e libero dalla tensione è importante rompere la nostra routine e scovare modi per allontanare lo stress. Questo processo può essere molto semplice, o molto profondo, ma perché non provare qualcosa di diverso? Qui ci sono 8 modi, molto probabilmente non presenti nella tua routine, per allentare lo stress e spegnere la tensione.

1. Massaggiati le orecchie. Massaggiarsi le orecchie è un modo fantastico per rilasciare le endorfine nel cervello e per sentirsi bene. E la bellezza è che richiede sono pochi minuti di tempo. Comincia col massaggiarti gentilmente i lobi con pollice e indice. Poi continua col frizionare i bordi delle orecchie partendo dal basso e salendo verso l’alto. Queste parti delle tue orecchie hanno piccoli punti che sono direttamente collegati a delle parti del corpo specifiche. Come rilasserai loro, il relax arriverà fino anche alla parte del corpo. Finisci col massaggiare la parte dietro dell’orecchio, l’osso che percepisci all’attaccatura con l’indice e il dito medio.

2. Dipingi con le dita. Se pensavi che sporcarsi e dipingere con le mani fosse una cosa solo per bambini, pensa diversamente. Dipingere con le dita ti permette di divertirti, di essere artistico e di stare in contatto col tuo bambino interiore. Ti fa esprimere la tua creatività e spontaneità senza aspettative. Quindi, perché non essere il creatore di qualche bel pezzo di arte astratta? Fai un salto in un negozio di giocattoli per bambini, e procurati una confezione di colori per bambini dai 10 anni in su.

3. Smantella il tuo salotto. Prendi nota e osserva quante cose hai accatastate per la casa, specialmente in salotto – quel luogo dove spesso ti abbandoni per qualche momento di relax. Fai un po’ d’ordine e apprendi il potere dell’arte del minimalismo. Sbarazzati di qualunque cosa che non ti serva o che tu non stia usando. Regala o vendi quello che esce da casa tua. Crea uno spazio pulito di pace e tranquillità. È anche più facile rilassarsi quando non sei circondato da pile di panni da stirare, di lavoro, marchingegni elettronici ed anche letture varie perché il tuo subconscio non pensa che tu stia sgobbando abbastanza.

4. Lo Yoga della Risata. Tutti sappiamo del potere della risata, quel qualcosa dall’effetto meraviglioso sul nostro umore, che può farci sempre sentire davvero bene. D’altro canto però, non accade sempre facilmente e frequentemente. Un modo divertente pazzo di farti ridere incontrollatamente è quello di trovare (anche tramite Google) un corso o alcune lezioni di Yoga della Risata. Potresti ritrovarti a dover uscire dalla tua zona di comfort ma ti ritroverai coinvolto in una piacevole e divertente sorpresa.

5. Procrastina. Fai una lista delle cose da fare e poi non farle. Chiamala la tua lista della procrastinazione. Poi decidi di buttarti in qualcosa che vuoi davvero fare. E quando ti sentirai pronto ed ispirato per fare qualcosa sulla tua lista della procrastinazione, parti e falla. Forse scoprirai che non sono cose che devi realmente fare, oppure qualcuno potrebbe offrirsi di farle al posto tuo. Sono fermamente convinto che se non accetti di fare con gioia ed entusiasmo quello che devi fare, forse è meglio non farlo. Procrastinando riuscirai spesso a lasciare andare la tua resistenza e a rilassarti.

6. Sii brutalmente onesto. Ti sei mai sentito frustrato perché volevi dire qualcosa a qualcuno ma poi non l’hai fatto paura che qualcosa accadesse, per paura di quello che l’altra persona avrebbe potuto pensare, o come l’avresti potuta far sentire. Invece di imbottigliare le cose e ingoiare il rospo, il che ti causa stress e tensione non indifferenti, perché semplicemente non buttarsi sul potere che ha una sana chiacchierata onesta? Esprimi le tue emozioni e afferma quello che pensi e senti davvero, senza essere rude od offensivo. Afferma quello pensi ad alta voce, con coraggio. Fai caso a quanto sollevato ti sentirai poi.

7. Danza sotto la pioggia. Quanto spesso vedi le persone arrabbiarsi e correre a coprirsi quando comincia a piovere? La prossima volta che pioverà, divertiti un po’, lasciati bagnare, e balla sotto la pioggia. Raccogli tutti i tuoi sensi e goditi quel momento. Canta perfino, se vuoi. Sarai sorpreso di quanto rinfrescante e ringiovanente sia. Per quelli di voi che abitano in paesi dal clima freddo, provate a ballare tra la neve o a fare angioletti nella neve.

8. Goditi la permanenza. Invece di viaggiare e andare da qualche parte per le vacanze, resta a casa e goditi una bella permanenza a casa. Per renderla una avventura, procurati una mappa di una località molto vicina che puoi magari raggiungere in bus o passeggiando, tipo escursioni. Se vivi in un luogo freddo potresti farti una sciata, o agguantare il tuo snowboard. Prova nuove attività come lo scattare foto al panorama. Fai un salto in qualche caffè locale che ti suoni attraente e nel quale non sei mai stato. Se hai bisogno di prenderti un attimo di stacco ed hai dei bambini, chiedi ad un’amica o ad un parente di prendersene cura. Divertiti ed esplora la tua zona.

Quando veniamo sommersi da momenti di eccessivo impegno, a volte non ci serve altro che fare un passetto in dietro, accantonare un attimo quello che stiamo facendo, e inseguire nuove piccole passioni che dissolvano la tensione e che creino esperienze felici e libere dallo stress. Spero sinceramente che tu provi uno o più di questi suggerimenti, ricordandoti di divertirti, di essere presente nel momento che stai vivendo ed osservare l’ansia che se ne scorre via da te.

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