La Bussola Della Vita • THE COMPASS OF LiFE

Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

Visualizza gli articoli con tag mind

La poesia che pubblichiamo oggi ci è stata regalata da una amica, Licia Atzori

Hai anche tu qualcosa da dire e vorresti farlo con una poesia? FALLO!


Mi piacerebbe,

Mi piacerebbe un mondo di amicizia

dove ognuno è educato alla tolleranza e al gioco,

e a difendere se stessi e gli altri

dai trucchi della mente.

Mi piacerebbe,

mi piacerebbe un mondo di giustizia,

il lavoro e il guadagno suddivisi con cura,

gli abusi colti e sradicati presto;

alleviato il peso della vita.

Mi piacerebbe,

mi piacerebbe un mondo libero,

in cui amore è una parola che di rado si forma sulle labbra,

perché è lì, non solo nei sogni,

ma anche in ogni cosa che la gente tenta, osa

e fa ogni giorno

perché lo si può respirare nell’aria.

  • Share/Bookmark

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Come dicevamo, ci sono alcune cose molto importanti da tenere a mente, e fare, per cominciare ad attrarre e produrre ricchezza nella tua vita che si possono riassumere in cinque punti:

1. Metti sempre i tuoi obiettivi per iscritto. Scrivere i tuoi obiettivi, vuol dire imprimerli nella tua memoria. I tuoi obiettivi scritti sono un impegno con te stesso e, leggendoli ogni giorno, rafforzano e mantengono fresca la tua determinazione a realizzarli.

2. Stabilisci una scadenza entro cui realizzare i tuoi obiettivi. Lo stabilire una scadenza entro cui realizzare o raggiungere uno scopo, tiene alta la tua motivazione, ti tiene orientato verso la meta che vuoi raggiungere e a procedere in direzione del tuo obiettivo. Certo, potrebbe succedere che tu non raggiunga lo scopo entro la data che ti sei prefisso. In tal caso, spesso, si tratta solo di ridare una aggiustatina ai tempi, ma se continuerai a mantenere forte la tua determinazione e la fiducia nelle tue capacità e nei tuoi mezzi, non potrai mancare di realizzare ciò che desideri. Esattamente come una freccia puntata verso il suolo non può mancare di colpire il bersaglio.

3. Tieni alto il livello del tuo impegno. Pare proprio esserci uno stretto rapporto tra la facilità con cui le persone raggiungono un obiettivo e la forza delle loro motivazioni. Più è elevato il tuo obiettivo e più è necessario che tu sia concentrato nello sforzo che affronti per raggiungerlo.

4. Tieni alto il livello della tua motivazione. Una straordinaria strategia che puoi utilizzare per auto-motivarti a tenere alta la tua fiducia e il tuo impegno è quella di porti più obiettivi di diverso livello e ogni volta che ne realizzi uno, sostituirlo con uno nuovo. Mi spiego meglio. Se ti sei posto un grande obiettivo, probabilmente ci vorrà un tempo più o meno ragionevolmente lungo per realizzarlo. Durante il trascorrere di questo tempo, potresti perdere il tuo slancio o sentirti scoraggiato dal fatto che ancora non stai ottenendo alcun risultato. Di questo passo, probabilmente finiresti per demoralizzarti e rinunciare. Ma se affianchi quel tuo grande obiettivo, che potrebbe richiedere del tempo per essere raggiunto, con degli obiettivi immediati e altri a breve e medio periodo, avendo cura di focalizzarti sulla loro realizzazione, ogni scopo realizzato diventa per te una pietra miliare su cui poggiare la tua fiducia. In breve, se puoi gestire e raggiungere i traguardi della tua giornata, della tua settimana, del tuo mese, questo ti da la forza, la fiducia e il coraggio di credere realizzabile anche il tuo grande obiettivo e procedere, quindi, indipendentemente dal tempo che ti ci vorrà, determinato al raggiungimento della tua meta.

5. Mira in alto, sempre. Strano ma vero, nella vita, non ci vuole più sforzo e fatica a mirare in alto, per realizzare le cose che desideri e per essere felice, di quanto sforzo e fatica siano necessari per accettare la miseria e l’infelicità. Dovresti, quindi, essere abbastanza coraggioso da chiedere all’esistenza più di quello che ritieni di meritare adesso, poiché è stato appurato che l’essere umano ha la tendenza a crescere, progredire e diventare migliore per tener testa alle difficoltà che incontra sul proprio cammino.

Naturalmente, dopo aver fissato un traguardo, la cosa più importante è passare all’azione. Certo, sarebbe bello se, volendo raggiungere un traguardo, si potesse preparare un programma dettagliato che ci guidi, liscio e senza intoppi, dall’inizio alla fine del nostro percorso. Purtroppo questo non sempre è possibile. Più spesso succede che sorgono ostacoli e ci imbattiamo in difficoltà, più o meno grandi. Ma se sai dove ti trovi e sai dove vuoi arrivare, mantenendo alta la tua motivazione, potrai procedere passo dopo passo finché non arrivi a destinazione.

Occorre fare il primo passo. Studiare e riflettere a lungo va anche bene, ma non ti servirà a nulla se poi, e a volte meglio prima che poi, non agisci.

Fai il primo passo. Comincia a camminare.

Se mai ti capitasse di cadere strada facendo, non sarà grave fin tanto che avrai il coraggio di rialzarti in piedi e riprendere a camminare. E se mai cadessi cento volte, dovresti trovare il coraggio di rialzarti la centounesima volta perché potresti veramente essere a un passo dalla tua meta. Non vorresti certo, dopo aver percorso miglia e miglia, lasciar andare la realizzazione della vita che desideri per un ultimo, piccolo passo, vero?

Perciò, se sai dove vuoi andare, fai il primo passo e comincia a camminare.

  • Share/Bookmark

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Esistono a questo mondo persone che hanno molto benessere materiale ed economico, ma che sono estremamente povere spiritualmente oppure la cui vita è minata da malattie definite incurabili. Per contro esistono a questo mondo anche molte persone che sono ricche di spiritualità ma povere in canna. Qualcuno direbbe che, purtroppo, non si può avere tutto nella vita…

Giusto? Ebbene no! Non c’è niente di più sbagliato.

Quando si parla di ricchezza, si dovrebbe intenderla a 360 gradi perché non si può parlare di vera ricchezza se essa non tocca tutte le aree della tua vita.

Se così non è, vuol dire che ancora non abbiamo compreso come realizzare una vita di benessere totale.

Naturalmente non esiste una misura standard, in cui quantificare il benessere, unica per tutti. Ogni essere vivente ha un metro diverso per misurare la propria felicità. Infatti, non tutti siamo attratti dalle stesse cose; non tutti vogliamo le stesse cose. Il tanto e il poco variano a seconda della percezione di ogni singolo individuo.

Ad ogni modo, la ricchezza, in ogni sfera della tua vita, è una condizione che puoi attrarre e creare. Allo stesso modo, però, la puoi anche respingere e distruggere.

Il potere di attrarre e creare o, per contro, respingere e distruggere è un potere enorme che abbiamo e che può essere paragonato a una lama a doppio taglio. Tutto dipende, appunto , da quale lato di questo potere usiamo e, naturalmente, dalla direzione in cui è orientato il nostro modo di pensare.

Trovare del tempo per pensare è indispensabile per attirare la ricchezza nella nostra vita. Ci hai mai fatto caso? Spesso è proprio nei periodi di Tranquillità che vengono le idee migliori. Non dovresti mai commettere l’errore di credere di poter avere il meglio dalle tue possibilità gettandoti sconsideratamente nella mischia. Fermandoti a riflettere, anche per ore, giorni o, a volte, anche per periodi più lunghi se necessario, non pensare di perdere tempo. Il pensiero è la cosa più importante che possiamo produrre con la nostra mente ed è la base su cui viene costruita qualsiasi invenzione o progetto che l’essere umano realizza.

Molte persone hanno cominciato a cambiare le loro vite dopo essere state ricoverate, per un periodo più o meno lungo, in ospedale. Non potendo fare altro, hanno impiegato il tempo leggendo libri motivazionali, pensando, meditando e facendo progetti. Questo non vuole certo dire che dobbiamo finire in ospedale per avere tempo per studiare e pensare. Del resto, non è nemmeno indispensabile avere molto tempo “libero” da dedicare allo studio, alla riflessione e alla progettazione. Il tempo è imparziale, e in questo mondo, tutti siamo ricchi della stessa quantità di tempo. Tutti noi, indistintamente e indipendentemente da fattori quali razza, religione, sesso o dal luogo in cui ci troviamo, possediamo giornate di ventiquattro ore. È sufficiente che tu riservi l’uno per cento del tempo di cui tu, come tutti, disponi a pensare in modo positivo e accurato ai progetti che vuoi realizzare. Ogni giornata è composta da 1440 minuti. Investirne l’uno per cento significa trovare 14 minuti. Durante questo tempo documentati, studia, informati, stilla piani d’azione. Medita, sgombera la mente e medita ancora. Fallo ogni giorno! Sarai stupito dai benefici e dai vantaggi che ti procureranno quei 14 minuti. Solo dopo prendi una decisione e agisci. Può fare una grande differenza nella rapidità con cui realizzi i tuoi obiettivi.

Una volta che avrai presa questa abitudine, ti sorprenderai anche del fatto che le idee creative ti potranno venire in mente ovunque ti trovi: lavando i piatti, aspettando l’autobus, sotto la doccia o perfino di notte. A me è capitato di svegliarmi con una idea in testa e di non riuscire a riprendere sonno prima di aver scritto quello che avevo in mente. Infatti, la sera metto il mio quadernino e la matita sul comodino accanto al letto. Consiglio anche a te di tenere sempre della carta e una matita a portata di mano e di mettere per iscritto le idee che ti vengono in mente, tutte le volte che puoi. Anche Thomas Edison aveva questa abitudine.

Ci sono naturalmente alcune cose, non molte, ma molto importanti da tenere a mente e fare per cominciare ad attrarre e produrre ricchezza nella tua vita. Ma di questo parliamo mercoledì.

  • Share/Bookmark

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Conosci il detto: “Fare di necessità virtù”?

Questa breve affermazione racchiude la chiave di uno dei più grandi segreti della vita. Uno degli elementi attitudinali che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere ed evolversi.

Nel libro “Il Successo attraverso l’Atteggiamento Mentale Positivo” di N. Hill e C. Stone viene fatto riferimento a un fattore che, se associato a un atteggiamento mentale positivo, appunto, stimola le persone a raggiungere traguardi onorevoli. Per contro, se lo si usa con un atteggiamento mentale negativo, questo stesso fattore diventa una scusa per mentire, ingannare e defraudare. Ti sto parlando del fattore necessità. Ossia, come si suol dire, la madre di ogni invenzione e creatività, nonché il padre della stragrande maggioranza dei crimini.

Può sembrare banale, ma non lo è, affermare che l’inviolabile integrità etica e morale è il fattore fondamentale su cui si fonda ogni successo degno di tale nome. E questo fattore fa naturalmente parte dell’atteggiamento mentale positivo e costruttivo. Infatti, le persone portate naturalmente ad avere un atteggiamento mentale positivo, non si sognerebbero mai di raggiungere il successo approfittando della buona fede delle altre persone, né danneggiando o sfruttando gli altri o l’ambiente. Le persone che hanno questo tipo di atteggiamento mentale desiderano prosperare con gli altri e non a loro spese. Esse desiderano vivere in un ambiente armonioso e sano e, quindi, non cercano certo di distruggerlo.

Al contrario, le persone che hanno tendenzialmente un atteggiamento mentale negativo, sono naturalmente portate a pensare che, per tirare avanti al meglio, si deve approfittare di ogni circostanza senza esclusione di colpi. Se pensi che stia esagerando, prova ad esempio, per un attimo, a pensare a quante persone svolgono mansioni personali durante l’orario di lavoro oppure utilizzano beni della collettività per uso personale. Ma questo succede nell’ordinario della quotidianità un po’ dovunque, e perciò, forse, nessuno ci fa più tanto caso. Ma se vogliamo parlare di cose un po’ meno ordinarie, puoi dare atto del fatto che le carceri sono piene fino al collasso di persone che hanno commesso svariati tipi di reati, più o meno gravi.

Ora, pensa di porre a ciascuno di loro la fatidica domanda: “perché lo hai fatto?”, che tipo di risposta pensi che riceveresti?

Ebbene, avresti modo di notare che, invariabilmente, la stragrande maggioranza dei detenuti ti risponderebbe: “ Per necessità. Ho dovuto farlo!”

Molti anni fa, Napoleon Hill fungeva da consigliere della biblioteca del penitenziario federale di Atlanta, perciò ebbe l’occasione di intrattenersi varie volte con Al Capone. In una delle loro conversazioni, gli chiese: “Come mai ha iniziato una vita da criminale?”

Al Capone replicò con due sole parole: “Per necessità”.

Quest’uomo sfortunato sprecò tutta la sua vita portando la paura e il disastro ovunque si presentasse, minò la sua salute con una malattia letale, perse la serenità mentale e la libertà. Tutto ciò perché non aveva mai imparato a rimuovere i suoi retaggi mentali, le sue abitudini nocive e a pensare al concetto di necessità in modo positivo, salutare e accurato.

Nel caso di Al Capone, che pur poteva raccontare di atti generosi e a scopo beneficio i quali, a suo parere, surclassavano i torti che aveva provocato, la convinzione del fatto che la necessità fosse un giustificazione sufficientemente valida per agire in modo disonesto e illecito, non era l’unico retaggio mentale negativo, era ben dotato anche di un altro elemento: l’arroganza. Egli non era certo un uomo incline al pentimento, si sentiva arrivato ed era convinto di non avere niente da imparare da nessuno.

E chi si sente arrivato, non importa se in qualche campo delle proprie attività o nella vita, smette di avere spirito di ricerca e, di conseguenza, sviluppa la tendenza alla chiusura, all’arroganza, all’ignoranza.

Oggi più che mai, è fondamentale cercare di raggiungere il benessere personale avendo ben chiaro che esso è inscindibile dal creare al contempo, in una qualche misura, qualcosa di valore a beneficio di tutti. Niente può veramente arricchirti, né materialmente, né spiritualmente, se non aggiunge valore anche alla società e all’ambiente in cui vivi: la tua famiglia, il luogo in cui lavori, il quartiere in cui vivi, il paese in cui vivi e, per esteso, il mondo in cui vivi e di cui sei parte.

In breve, la parola chiave di oggi è: Necessità”.

E non dovresti considerare tanto la necessità in misura di cosa essa può spingerti a fare, ma in misura di quanto tu sei disposto a metterti in gioco e di cosa tu sei disposto a fare per trasformare la tua necessità in virtù.

Pertanto: ti fai stimolare e motivare dalla necessità a realizzare grandi obiettivi con onestà e integrità personale, oppure la necessità ti stimola a cercare di ottenere risultati tramite l’inganno e la disonestà?

  • Share/Bookmark

Patrizia Maria Bianco.


“Un dolore straziante

ferisce l’ anima

come un pugnale spuntato.

Gocce d’acqua salata

spuntano dagli occhi

e solcano le guance

bruciando la pelle

come fuoco.

Passione e amore

lacerano la mente.

Brandelli di pensiero

fluttuano nella stanza

come spiriti inquieti.

Mentre,

ripiegata su te stessa,

abbracci forte le tue ginocchia.

E aspetti l’alba

di un nuovo sole,

di un nuovo giorno,

di una nuova vita,

che ti renda la gioia di un sorriso.

Allora, solo ascolta il tuo cuore e

per favore, non piangere mai più.”

  • Share/Bookmark



Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

I retaggi mentali sono dei “filtri” che distorcono tutto quello che arriva alla tua mente per partito preso.

Molte persone pensano in maniera disordinata, permettendo alle generalizzazioni di offuscare loro la mente con falsi presupposti.

Tanto per dirne una, se, ad esempio, la persona con cui avevi una relazione ti ha lasciato, non ha senso generalizzare che tutti gli uomini, o tutte le donne, sono uguali, inaffidabili, disonesti, ecc. Non è così.

Allo stesso modo in cui, non necessariamente tutti i cani possono essere definiti pericolosi solo perché alcuni potrebbero esserlo.

Inoltre, quello che vale o che va bene per te, non necessariamente vale o va bene per altri. E viceversa.

Se parti da una premessa sbagliata, i retaggi mentali ti fanno tirare conclusioni errate, impedendoti di pensare in maniera accurata.

Le premesse sbagliate più usate sono espressioni come: sempre, soltanto, mai, niente, ogni volta, ognuno, nessuno, non posso, impossibile, ecc.

Quando usi tali espressioni generiche, le conclusioni logiche che te ne derivano sono sbagliate.

Quando qualcuno assume delle decisioni rifiutando di tenere la mente aperta, nell’apprendere e nel comprendere, ne consegue l’ignoranza.

L’atteggiamento mentale negativo si nutre dell’ignoranza delle persone, sopravvive e si perpetua. Ecco perché è importante eliminare radicalmente la tendenza ad assumere un atteggiamento mentale negativo e di chiusura.

Esistono molte varietà di retaggi: alcuni sono sottili, altri sono enormi, altri sono piccoli e altri ancora dannatamente resistenti.

Ma se analizzi i tuoi retaggi uno ad uno, ti accorgerai che hanno tutti lo stesso filo conduttore: il tuo atteggiamento mentale negativo. E se ci rifletti bene, ti accorgerai che il retaggio più resistente e intriso di atteggiamento mentale negativo, è l’inerzia, ossia quella condizione mentale che ti spinge a non voler fare nulla oppure, per contro, ad andare avanti ad oltranza, procedendo all’infinito nella stessa direzione, anche quando è evidente che non ti sta portando in nessuno dei posti in cui vorresti andare.

E tu, hai il coraggio di spazzare via i tuoi retaggi e proseguire con mente aperta ad esplorare le tue infinite facoltà mentali?

Se ne hai il coraggio, allora farai sicuramente una grande scoperta.

Scoprirai di cosa puoi veramente essere capace.

Scoprirai che non è mai troppo tardi o troppo presto.

Scoprirai che non sei troppo vecchio o troppo giovane.

Scoprirai che sei un essere straordinario perfettamente dotato di tutto il corredo genetico dell’infinito Universo.

Ma soprattutto scoprirai che si tratta di una straordinaria scoperta che anche tu, come ognuno di noi, potrai fare solo dentro di te e per te stesso.

  • Share/Bookmark

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Della libertà si potrebbe parlare all’infinito. Ecco perché di tanto in tanto mi piace parlarne ancora. Ho già scritto precedentemente che la libertà non è semplicemente una condizione di assenza di regole, di spensieratezza, di assenza di problemi, di andare dove si vuole e fare quello che ci pare vivendo alla giornata.

Spesso le persone combattono e muoiono per conquistarla. Quindi, la libertà deve essere qualcosa di prezioso se le persone sono disposte a morire per lei.

Altre persone, invece, danno la libertà per scontata ma, in nome del diritto a esercitare la propria libertà, schiacciano quella di altri.

Io mi ripeto, lo so, dicendo che credo che la libertà sia prima di tutto una condizione mentale.

Ma puoi guardare alla libertà, anche come a una “miscela composta” da vari ingredienti.

Alcuni di questi ingredienti sono: il senso di responsabilità, la capacità di scelta, il coraggio e la capacità di decisione.

Degli altri ingredienti, magari, ne parleremo in futuro.

Tu puoi usufruire di tutta la libertà che il tuo senso di responsabilità, il tuo coraggio, la tua capacità di scegliere e di decidere riescono a produrre. Indipendentemente dalle circostanze.

Il senso di responsabilità non va confuso con il senso del dovere. Il senso di responsabilità è per eccellenza un dovere. Un dovere che tu hai nei confronti te stesso e le persone che ami. E in senso più lato nei confronti di tutta l’umanità.

Dunque, un altro ingrediente della libertà è la capacità di scelta.

In qualunque circostanza, perfino se fossi sotto dittatura, tu hai sempre la possibilità di scegliere.

Anche la scelta è un dovere che tu hai nei confronti di te stesso, quelli che ami e del resto dell’umanità.

Tu puoi sempre e comunque, ovunque tu sia, in qualunque circostanza ti trovi, scegliere come e per cosa vuoi vivere.

Poi c’è la capacità di decisione.

È necessario decidere di scegliere, decidere cosa scegliere e decidere di realizzare le scelte fatte.

Poi ancora abbiamo il coraggio. Per tutto nella vita ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio anche per morire, è vero, ma io sono convinta che per vivere ce ne voglia ancora di più.

E ti serve il coraggio per scegliere, e ti serve il coraggio per perseverare. Serve coraggio anche per non cedere alla procrastinazione e per chiudere fuori tutto ciò che può demotivarti, soprattutto quella tua vocina interna che ti insidia dicendoti: “tanto non ce la puoi fare… lascia perdere…” oppure le voci di chi ti ama ma, sia pure in buona fede, e credendo di essere d’aiuto, cerca di dissuaderti dal portare fino in fondo le tue scelte perché crede che tu non ce la possa fare.

Molto spesso devi proprio avere il coraggio di contare solo su te stesso e su quanto tu credi di valere come essere umano.

Prova a chiederti: “Quale è lo scopo del mio essere qui, adesso, in questa vita?”.

Poi comincia con il dirti: “Se sono qui, è sicuramente perché c’è qualcosa di speciale che solo io, e nessun altro al mio posto, posso fare!”

Se così non fosse, non saresti nato come essere umano, con la capacità di pensare, di avere coraggio, di scegliere e di prendere decisioni.

Tutto quello che ti resta da fare, a questo punto, è scoprire cos’è quel qualcosa di speciale che solo tu puoi fare.

Bé anche questo è qualcosa che solo tu puoi scoprirle, non può farlo qualcun altro per te. Il posto dove trovare la risposta, lo sai, è dentro di te. Non può arrivare da nessun’altra parte.

Riguardo al come, poniti le giuste domande e poi respira, respira profondamente, ascoltati con attenzione e lascia che le risposte affiorino. Se non basta una volta continua a farlo per tutto il tempo che ti serve. Potrebbero volertici giorni, settimane, mesi, forse perfino anni.

O forse solo poche ore.

Nessuno può dirtelo.

Ma quello che è certo è che quando sarai pronto, quelle risposte arriveranno. Ed è proprio quello il momento in cui, se avrai il coraggio di fare la scelta che ti detta il tuo cuore e deciderai di assumerti la responsabilità di imparare e di fare tutto il necessario per portare fino in fondo l’impegno che hai scelto di prenderti con te stesso, tu stai, di fatto, esercitando nella tua vita, concretamente la più alta e nobile forma di libertà: la libertà di vivere pienamente e con soddisfazione ogni singolo istante della tua vita.

Perciò: “Vivi. Ma vivi davvero!”

  • Share/Bookmark

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina. La fortuna viene dal cuore e ci rende degni di rispetto”

Nichiren Daishonin


Le parole sono simboli linguistici molto potenti e significativi perché assommano in sé una serie di idee, concetti ed esperienze personali. E mediante i simboli, il subconscio è in stretta comunicazione con la coscienza.

Le parole sono lo strumento attraverso cui esprimi il tuo pensiero. E sono anche il maggior intralcio alla tua felicità. Una sola parola può scatenare si o no, odio o amore, integrità o disonestà, pace o guerra.

Quando pronunci una parola sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale negativo, puoi creare un litigio, favorire incomprensioni, generare infelicità, causare miseria. Ma se pronunci la stessa parola, sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale positivo, puoi produrre distensione là dove ci sono delle tensioni, armonia dove c’è incomprensione, generare felicità e benessere.

Perciò, quando devi affrontare una questione che implica un equivoco con un’altra persona, sarebbe più saggio iniziare da te stesso, chiarirti dentro te stesso. Analizzando la tua disposizione mentale, potresti accorgerti che è orientata al negativo. A questo punto, tutto ciò che dovresti fare è riorientare la tua disposizione mentale positivamente e ti accorgerai che le cose vanno apposto da sé. Spesso in un modo migliore di quanto tu osassi sperare.

Allo stesso modo, spesso basta una parola per incoraggiare una persona o per stimolarla ad agire. Se le dici: “Puoi farcela, puoi farlo!”, le stai offrendo uno stimolo.

Se, invece, dici a te stesso: “Posso farcela, posso farlo!”, ti stai stimolando con una autosuggestione.

Spesso ancora, una parola può generare incomprensione. A questo proposito mi ricordo di aver letto in un libro di Clement Stone una storia riguardo a una persona che era ospite in casa di parenti e si è trovata ad avere un problema con il nipotino di nove anni.

L’uomo, parlando con il padre del bambino, sosteneva che quest’ultimo gli aveva detto una bugia. Interpellato dal padre, il ragazzino sosteneva, invece, di non aver detto alcuna bugia.

Chi dei due stava mentendo, lo zio o il nipote?

A questo punto il padre chiede che gli venisse spiegato cosa era esattamente accaduto.

Lo zio sosteneva di aver chiesto al nipote di portare i giocattoli in cantina, che il ragazzino gli aveva detto che lo avrebbe fatto, ma che non lo aveva fatto.

Il bambino, invece, sosteneva di averlo fatto.

Il padre chiese allora al figlio come si spiegava il fatto che lo zio sosteneva l’incontrario.

Il bambino rispose così: “Per arrivare in cantina ci sono parecchi scalini. Dopo il quarto scalino c’è una finestra… e io ho messo i giocattoli sul davanzale… La cantina è la distanza fra il pavimento e il soffitto… quindi, i miei giocattoli sono in cantina!”

La divergenza di opinioni fra zio e nipote era dovuta alla definizione della parola cantina. Il bambino, probabilmente aveva capito cosa intendeva lo zio, ma non voleva scendere tutte quelle scale. Così, poi, nel tentativo di evitare una eventuale punizione, uso la logica per dimostrare di avere ragione.

Di fatto, la comunicazione interpersonale non è possibile se non si comprende esattamente cosa vuole dire la controparte con le parole che usa. Inoltre, è importante che tu cerchi di capire anche se l’altra persona conosce il significato di ciò che dice. Può capitare, a volte, di parlare con persone che esprimono la loro foga, pro o contro qualcosa che nella loro mente ha un significato distorto rispetto al vero significato dell’oggetto o argomento in questione.

Secondo l’insegnante, psicologo, semantico e scrittore Canadese-Americano Samuel Ichiye Hayakawa (1906 – 1992) esperto in scienza linguistica, è essenziale scoprire ciò che significa veramente una parola sulle labbra di un’altra persona, o sulle nostre stesse labbra, se vogliamo pensare in maniera accurata.

Come puoi scoprirlo?

Sii specifico. Comincia con una vera, genuina comunicazione mentale, avendo a cuore di poter essere compreso da chi ti ascolta, e vedrai che non ci saranno più fraintendimenti.

  • Share/Bookmark

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

De-stress – Unwind – The True Value of Silence dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Lo stress ti sta piegando?

Senti che la tua vita ha qualcosa da dare?

C’è un semplice rimedio: il SILENZIO.


Cerca di udire i suoni attorno a te. Cosa senti?

Scommetto che non si tratta di suoni di onde che si infrangono sulla scogliera, o il canto degli uccellini allo spuntare del sole. Sarà molto più probabilmente il rumore disturbatore del traffico, o della musica, o la TV dei vicini, o una sirena della polizia in lontananza, o del chiacchiericcio per la strada – in particolar modo se vivi in una grande città.

Quello che mi ricordo meglio della mia visita a New York è stato il fatto che potevo sempre sentire il suono di una sirena provenire da qualche parte, in lontananza. C’era sempre il suono di una ambulanza diretta all’ospedale o di una volante della polizia che si affrettava a raggiungere il luogo di un disastro. Questo ti porta allo stress causato dal suono.

Anche ad alcuni suoni siamo soggetti in modo inevitabile. Ma forse perché scegliamo di stare in un ambiente rumoroso? Lascia che ti faccia un paio di domande: Ascolti musica per molto tempo? Lasci la TV accesa mentre svolgi altre faccende? Se è così, ti stai stressando ad un livello uditivo.

Il nostro sistema nervoso centrale risponde ad ogni suono.

Ed esso risponde inviando ormoni in tutto il nostro organismo, il nostro battito accelera o diminuisce e il livello della pressione sanguigna cambia.

Alcuni suoni invece sono così rilassanti che funzionano da vere e proprie ninne nanne. Immagina di accamparti in un bosco vicino ad un fiumiciattolo. Puoi udire il vento soffiare tra le chiome degli alberi, puoi sentire lo scrosciare dell’acqua e persino gli uccellini cinguettare: la tua mente si espande e il tuo corpo si rilassa.

Anche solo immaginarli ti fa sentire più rilassato. Ma aggiungi il suono di passi che si avvicinano, e il ruggito di una tigre e il tuo corpo risponderà mettendosi in stato d’allerta!

I suoni sono rumore esterno. Ma c’è anche il rumore interiore.

Prenditi un momento per osservare i pensieri che attraversano la tua mente. Sarà facile che ti ritroverai ad osservare un guazzabuglio di riflessioni. Alcune potrebbero essere preoccupazioni, “Oh, cosa potrebbe accadere se…” Altre potrebbero essere piani, “Devo telefonarle e farle sapere che…” E poi ci sono un sacco di altri pensieri, ricordi, flash , suoni indistinti o chiari, immagini, come un granaio pieno zeppo di provviste, fin sopra il tetto.

Particolarmente fastidiosi sono i pensieri-progetto.

Più siamo stressati, più loro appariranno nella nostra mente. Principalmente perché ci preoccupiamo di dimenticarceli. Un ottimo modo per gestirli è quello di scriverli su carta.

Altri pensieri invadenti e insopportabili sono quelli carichi di emozioni come la rabbia, la gelosia, o la paura.

Queste deboli emozioni alimentano pensieri di continuo. Un buon metodo per gestirli è quello di individuare e menzionare l’emozione davvero rilevante.

Un altro modo per affrontare meglio pensieri pressanti è lo sport. Prova a farti una corsa, o una lezione di yoga, un allenamento di arti marziali, o degli esercizi aerobici.

Un modo grandioso di creare spazio e silenzio nella tua mente è meditare.

Se sei insicuro su questo argomento, dai uno sguardo al mio articolo:

Come Meditare – 10 Importanti Consigli.

Il segreto della pace interiore sta nel lasciare andare il rumore interiore e quello esterno, così facendo eliminerai lo stress.

Se desideri semplificare la tua vita e ridurre lo stress, prova col silenzio.

Ecco qui alcuni suggerimenti che ti aiuteranno:


1. Spegni la musica che tieni di sottofondo. Ascolta la musica solo se decidi di seguirla con totale attenzione.

2. Spegni la TV se non la stai guardando.

3. Dormi con i tappini per le orecchie se abiti in una zona molto rumorosa.

4. Ripulisci la tua mente con dell’esercizio quotidiano.

5. Medita per almeno 10 minuti al giorno.


Quali sono i tuoi suggerimenti per gestire lo stress?

  • Share/Bookmark

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Do You Want To Change Yourself? Why That’s a Hostile Concept dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Vuoi cambiare?

Forse desideri diventare più gentile, più felice, o più spirituale, o di arrabbiarti meno – semplicemente una persona migliore?

La cattiva notizia è che cambiare non funziona.

Ma ci sono anche delle buone notizie! Continua a leggere per capire quello che intendo.


” Quando sarai soddisfatto di te stesso, ti fermerai. Continua invece ad aggiungere, continua a camminare, continua ad avanzare. “

Sant’Agostino


La ragione per cui il cambiamento non è una buona idea è che il nostro desiderio di cambiare spesso deriva da un basso livello d’amore per noi stessi. Molte persone non si piacciono, o odiano alcune parti di se stessi. Per loro, cambiare significa afferrare un bisturi e operarsi, per sbarazzarsi delle parti che detestano.

Riflettici solo per un momento.

Ci sono cose che non ti piacciono di te?

Hai mai provato a cambiare quello che non ti piace?

Ha funzionato?


“Che progressi ho fatto, mi chiedi? Ho cominciato ad essere amico di me stesso.”

Hecato – Filosofo Greco


Molto probabilmente dirai “no” – non ha funzionato. Non funziona tagliare via e gettare le parti di noi che non ci piacciono. Immagina per un momento di essere una quercia, in questa esistenza, con un grande scopo nella tua vita: trasformarsi in salice piangente. La quercia finirebbe frustrata e infelice, giusto? Sembra ridicolo – cambiare da quercia, a salice. Ma è quello che cerchiamo di fare sempre, in continuazione.

Diamo invece uno sguardo a quello che funziona.


- Perché il cambiamento non funziona, mentre la crescita si.

Torniamo un attimo alla quercia. Ogni immensa quercia comincia da una piccola ghianda. Ogni ghianda contiene in sé il potenziale per crescere e diventare quercia, sotto le giuste condizioni.

Quello che sto cercando di dire, è che la ghianda non cambia, diventa una quercia crescendo.

Noi siamo come ghiande con un potenziale positivo senza limiti. Il nostro compito è di portare fuori tutto il buono che c’è in noi, creando le condizioni ottimali per la crescita. E l’unico modo che abbiamo per tirare fuori quello che davvero siamo, è quello di essere gentili e amorevoli nei confronti di noi stessi. Essere sgarbati e punitivi verso di noi non ci aiuta affatto a crescere. Cercare di estirpare, tagliando via, quello che non ci piace, non ci aiuta a crescere.


- Come incoraggiare la crescita.


“Tutti vogliono essere qualcuno, nessuno vuole crescere.”

Johann Wolfang von Goethe


Quello che possiamo imparare a fare è lasciare andare le abituali abitudini della mente. Ad esempio, se una tua abitudine è quella di demotivarti, ogni volta che fai un errore, questo può mettere a dura prova la tua crescita. La buona notizia è che possiamo cambiare le abitudini della nostra mente.

Possiamo liberarci di pensieri decisamente poco costruttivi ed abbracciarne di costruttivi e positivi. Una volta che ci rendiamo conto di quali siano quei pensieri depotenzianti, possiamo cominciare a disfarcene.

Ecco perché la meditazione è uno strumento potentissimo. La meditazione ci aiuta a guardare ai nostri pensieri e alle nostre risposte abituali e permette al nostro seme di pura bontà e positività di crescere al massimo del suo potenziale.

  • Share/Bookmark