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giovedì, marzo 11th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Dunque, abbiamo detto che, nella tua mente la tua coscienza e il tuo subconscio collaborano armoniosamente. E che il tuo subconscio è la sede delle tue abitudini, dei tuoi ricordi, dei tuoi principi inviolabili di condotta, di forze note e di forze sconosciute, che influiscono sulla tua personalità e sul tuo carattere e interagisce costantemente con la tua coscienza.

Ma che cos’è la coscienza? Per spiegarlo nel senso più ampio non basta certo lo spazio di poche pagine. Perciò ti parlerò solo degli aspetti della coscienza che può esserti utile comprendere bene allo scopo di creare la realtà che desideri per te stesso, nella tua vita.

Il significato di “prendere coscienza, diventare coscienti di, essere coscienti, avere coscienza di”, è: diventare consapevoli, essere consapevoli. Prendere coscienza di essere molto più di quello che credevi. E, di conseguenza, avere coscienza di essere un microcosmo in un macrocosmo. È la tua consapevolezza del fatto che la Creatura e il Creatore sono una unica realtà. È la tua coscienza che risveglia in te la tua fede e la tua fiducia nel tuo potere, che è tutt’uno con l’Universo.

Il Buddismo, ad esempio, classifica le funzioni spirituali di percezione e discernimento in 9 coscienze.

Le prime 5 coscienze corrispondono ai 5 sensi: Vista, Udito, Tatto, Gusto, Olfatto.

Ogni organo include le funzioni di percezione e discernimento, quindi ogni organo di senso possiede da solo una coscienza.

Le coscienze dalla sesta alla nona corrispondono alle funzioni percettive proprie della mente umana.

Quindi, la sesta coscienza, integra le percezioni delle altre cinque coscienze per formare immagini coerenti e giudizi rispetto al mondo esterno.

La settima coscienza corrisponde alla razionalità e alla ragione. Riguarda il nostro mondo interiore, la capacità di porci domande e di riflettere su noi stessi. Si ritiene che la consapevolezza dell’io e l’attaccamento a esso abbiano origine dalla settima coscienza, così come tutte le “grandi” domande sul senso della vita.

L’ottava coscienza corrisponde all’enorme voragine mai colma dell’inconscio, così chiamata perché in essa si accumulano, come tanti “semi” tutti gli effetti potenziali delle proprie azioni buone o cattive. È il deposito delle tracce lasciate in noi dalle infinite esperienze compiute dall’infinito passato sino a ora attraverso pensieri parole e azioni. Queste tracce determinano ogni aspetto della nostra attuale esistenza individuale, dalle sembianze fisiche alle condizioni di vita, dalle malattie al carattere, dai particolari talenti alla durata della nostra vita, determinando così la direzione in cui la nostra vita tenderà a svilupparsi.

Infine, c’è la nona coscienza, la natura di Budda. Questa è la sorgente stessa della vita. E lo scopo della pratica buddista è di stimolare il risveglio di questa coscienza pura e incontaminata dal karma che ha il potere di illuminare tutte le altre 9 coscienze. Nichiren Daishonin ribadisce che «il corpo è il palazzo della nona coscienza», la natura di Budda è una facoltà umana innata, una coscienza dormiente che, una volta risvegliata, ci permette di vedere con altri occhi la realtà, di andare oltre i preconcetti della mente e le limitazioni del karma, e indirizzare la nostra vita nella maniera migliore, esattamente come desideriamo, per creare felicità in noi e intorno a noi.

Ma la coscienza della mente è anche la dimora del senso di colpa. Quel senso di colpa che la stragrande maggioranza delle persone sperimenta nel suo ordinario: “ Potevo fare di più, potevo fare meglio, non sono all’altezza, ho deluso Tizio, ho fatto un torto a Caio, è colpa mia se… , ecc., ecc.” E tu? Soffri di sensi di colpa? Se sì, liberatene alla svelta. Perché? Perché il subconscio non dimentica mai niente e sa usare le proprie facoltà altrettanto efficacemente della coscienza. Il subconscio, infatti, risponde ai bisogni dell’individuo, che non si libera dei sensi di colpa con un atteggiamento mentale positivo, facendolo soffrire e ammalare. La sensazione di essere in colpa può sorgere da varie cause, ma di fatto essa induce la persona che si sente in colpa a ritenersi in debito, a provare vergogna, frustrazione o un senso di costrizione. Sensazioni insopportabili che occorre eliminare. Perciò, se hai un senso di colpa, sbarazzatene!

Per liberarti dal senso di colpa, per prima cosa riconosci il senso di colpa e l’intenzione di correggerti. Quindi, correggiti. Fai pensieri e azioni differenti.

Ascolta o leggi del materiale motivazionale accentrato sull’atteggiamento mentale positivo e sulle Leggi che regolano questo Universo come, ad esempio, la Legge dell’Attrazione. Assimilane i principi e applicali alla tua situazione.

Cerca sinceramente di sviluppare una profonda gratitudine per quanto hai.

Se ti senti dispiaciuto, ad esempio, per il tuo comportamento in determinate situazioni, un sincero dispiacere implica necessariamente la decisione di smettere di comportarti in quel dato modo.

Il carattere non si eredita, può essere appreso o insegnato. Assumiti la responsabilità di decidere come vuoi essere e sii semplicemente come vuoi essere.

Spetta a te capire ciò che per te è giusto o errato. Distinguere il bene dal male in un certo momento o in una determinata vicenda. Fare in ogni circostanza la scelta che tu ritieni appropriata.

Spetta sempre e soltanto a te stabilire i principi che ti guideranno verso gli obiettivi che desideri.

Orienta costruttivamente i tuoi pensieri, controlla le tue emozioni, agisci in senso concreto e realizza la vita che tu desideri per te stesso e per i tuoi cari.

Puoi fare tutto da solo se vuoi, ma il modo migliore di riuscire a compiere la propria “rivoluzione evolutiva” può essere quello di frequentare regolarmente altre persone, ad esempio,una comunità religiosa in cui senti di riconoscerti e in cui puoi coltivare relazioni di amicizia con persone che condividono il tuo stesso scopo, incoraggiandovi a vicenda. Prega tutti i giorni, chiedendo a Dio o all’Universo, che ti venga mostrato come puoi far emergere dalla tua vita quell’enorme potenziale che è esattamente lì, dentro di te, da sempre. E se continui a cercare la risposta, ascoltati e la troverai.

venerdì, marzo 05th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Stillness is a Powerful Action dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova la calma nel caos.


L’attività conquista freddezza, ma l’immobilità conquista calore.”

Lao Tzu


Articolo scritto da Leo Babauta.

È un pregiudizio della nostra cultura che lo stare fermi sia sinonimo di pigrizia, come essere intrappolati in una fase di non azione, come qualcosa di negativo.

Ma non lo è. È una azione, e potente invece.

Inoltre, può cambiarti la giornata, e di conseguenza, può cambiarti la vita.

Sei nel bel mezzo di una giornata frenetica, sommerso dal lavoro, dalle riunioni e dalle email, vieni interrotto continuamente, o vessato dai tuoi bambini, da telefonate, da mansioni da svolgere e dalla routine.

Vai in pausa. Fermati un minuto, e respira. Chiudi gli occhi, e trova la calma immobile dentro di te. Questa fermezza si diffonde per tutto il tuo corpo, e attraverso la tua mente. Ti calma, ti indirizza, ti concentra su quello che stai facendo adesso, non su tutto quello che devi ancora fare o che ti è accaduto.

L’immobilità diventa una azione di trasformazione.

L’immobilità può essere una potente risposta alla confusione degli altri. Può essere un modo di allontanarti dal ronzare del mondo, di riprendere il controllo della tua vita. E di ricordarti cosa davvero conta, cosa è davvero importante.

Come metterla in pratica.

L’immobilità, stranamente, non viene naturale a molte persone. Quindi meglio allenarsi.

1. Comincia la tua giornata con la immobilità. Sia che tu ti sieda con una tazza di caffè mentre il mondo si risveglia, o che tu seduto su un cuscino concentrandoti sulla respirazione, l’immobilità è un potente modo per cominciare la tua giornata. Imposta la modalità in cui le cose entreranno nella tua vita. Farlo anche per 5-10 minuti sarebbe meraviglioso.

2. Ritagliati regolarmente delle pause di immobilità. Ogni ora imposta una sveglia sul tuo PC, o sul cellulare. Pensa a quella sveglia come ad una campana che suona, ricordandoti di stare fermo per un minuto. Durante questo minuto, concentrati come prima cosa sul tuo respiro, per riportarti sul momento presente. Lascia che le preoccupazioni del mondo scorrano via dalla tua persona – lasciale andare via col tuo respiro. E poi permetti al tuo focus di espandersi, di andare oltre la respirazione, giù per i tuoi sensi, uno alla volta.

3. Quando il caos ruggisce, vai in pausa. Nel mezzo di un momento di crisi o in una giornata insopportabile, fermati. Stai immobile. Fai un profondo respiro, e concentrati sull’aria che entra nei tuoi polmoni, e che con leggerezza poi esce. Cerca la tua immobilità interiore e poi fai sì che la tua azione successiva sia guidata da quella calma immobile. Concentrati solo sulla seguente azione.

Lascia che l’immobilità diventi la tua azione più potente.

giovedì, marzo 04th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Tutte gli esseri viventi, compreso l’uomo, possiedono l’istinto di chiedere aiuto. Perché? Quale senso avrebbe mai essere innatamente dotati di questo istinto, di questo impulso all’invocazione, se non fosse che per ogni causa posta, esiste un effetto corrispondente. Per ogni domanda, per ogni implorazione, esiste una risposta. Non sono forse le nostre invocazioni, qualunque esse siano, una forma di preghiera? Perciò prega perché ti sia data una guida! Non pregare per le cose materiali di questo mondo in sé, come ricevere dell’oro, l’amore, la fama, il successo, la felicità o la buona salute.

Prega soltanto perché ti sia data una guida. Chiedi che ti venga mostrata la via, il modo, per ottenere queste cose. E la tua preghiera otterrà sempre una risposta. Ma se quando chiedi, non credi con tutto il cuore che la risposta ti arriverà, se non disponi con sincerità e fiducia il tuo cuore all’ascolto, probabilmente, quando sarà il momento, non saprai cogliere le risposte che ti arriveranno. È indispensabile che tu sappia riconoscere ciò che ti aspetti, ciò che vuoi vedere. E che ti aspetti, con irremovibile certezza, di riceverlo o di raggiungerlo. Questo richiede coraggio. Il coraggio di affidarsi alla propria vita con fiducia, speranza e una sana dose di ottimismo. Una fede sincera e profonda fa nascere dentro di te proprio il coraggio di cui hai bisogno. Quel coraggio che ti consente di affrontare e vivere la vita, appunto, con fiducia in te stesso, speranza e ottimismo, perché tutto passa. E non si è mai sentito di un inverno che, per quanto rigido, alla fine non ceda il passo alla primavera. Perché perfino dietro le nuvole più scure e minacciose, anche se non lo si vede, il sole continua a splendere. Perché, come dice Daisaku Ikeda, la fede ci rende capaci di far emergere da dentro di noi, la forza vitale necessaria a condurre esistenze felici e a proprio agio. Perciò, ognuno di noi può decidere di illuminare se stesso e illuminare la propria vita in relazione a ciò in cui crede. Anche tu!

C’è una storia in proposito che ti voglio raccontare. S. B. Fuller era un bambino nato in una famiglia di colore, molto numerosa e povera della Louisiana. A cinque anni già lavorava nei campi. Le famiglie di contadini che pagavano l’affitto per la terra che lavoravano, accettavano la povertà come un destino inevitabile e non chiedevano altro. Ma il piccolo Fuller era diverso da tutti gli altri perché aveva una madre straordinaria. Lei non voleva accettare, almeno per i suoi figli, quella povertà. Lei sognava di vivere in un mondo di gioia e abbondanza. E parlava spesso di tutto questo con suo figlio. “Sai S. B., non dovremmo essere poveri” gli diceva. “E non voglio mai sentirti dire che siamo disgraziati per volontà divina. Noi siamo poveri sì, ma non per volere di Dio. Lo siamo perché il papà non ha mai desiderato essere ricco. Nella nostra famiglia nessuno ha mai voluto cambiare le cose.”

L’idea di questo desiderio si radicò profondamente nella mente del piccolo Fuller, tanto da trasformargli l’esistenza. Cominciò a volere essere ricco. Si concentrava sulle cose che voleva e teneva i suoi pensieri lontano dalle cose che non voleva. Desiderava essere milionario, decise che la maniera più rapida per fare soldi era vendere qualcosa e scelse i saponi. Li vendette porta a porta per dodici anni. Poi venne a sapere che l’azienda che lo riforniva era stata messa in vendita a 150.000 dollari. Lui, in dodici anni di faticosissimi risparmi aveva messo da parte solo 25.000 dollari. Decise di darli come caparra. A questo punto aveva dieci giorni di tempo per trovare i restanti 125.000 dollari. Se non ci fosse riuscito, per contratto, avrebbe perso anche la caparra. Si rivolse a tutti gli uomini d’affari e alle aziende importanti di cui, nei suoi dodici anni di venditore, si era guadagnato il rispetto e l’ammirazione. Ma anche agli amici, alle società finanziarie e mutualistiche. Alla sera del decimo giorno, era riuscito a mettere insieme 115.000 dollari.

Gliene mancavano ancora 10.000. Aveva ormai esaurito ogni fonte di credito. Ricorda Fuller: “Era ormai sera inoltrata e, nell’oscurità della mia camera, mi inginocchiai a pregare. Chiesi a Dio di indirizzarmi alla persona che mi avrebbe prestato per tempo la somma per cui ero scoperto. Decisi di percorrere la Sessantunesima strada fino a individuare la prima insegna illuminata di un negozio. Implorai Dio di rendere quell’insegna la luce che mi avrebbe indicato la Sua risposta”. Così fece. Erano le undici di sera quando Fuller, dopo aver percorso alcuni isolati, vide l’insegna dell’ufficio di un appaltatore. Entrò. Seduto alla scrivania c’era un uomo stanco per il lavoro straordinario, che Fuller conosceva di sfuggita. Si rese conto che doveva essere audace. “Vuole guadagnare 1.000 dollari?” gli chiese di punto in bianco. Preso alla sprovvista, l’appaltatore rispose: “Sì, ovviamente”. Prontamente Fuller gli disse: “Allora firmi un assegno di 10.00 dollari. Glieli restituirò con un interesse di 1.000 dollari.” A garanzia, fece il nome di altre persone che gli avevano prestato denaro e gli spiegò in dettaglio di che affare si trattasse. Uscendo quella sera dall’ufficio dell’appaltatore, Fuller aveva in tasca un assegno da 10.000 dollari. Comprò la società di saponi. In seguito, riuscì a comprare anche le azioni di altre sette aziende.

Quando durante una intervista hanno chiesto a Fuller quale fosse il segreto del suo successo egli rispose con le parole che gli diceva sempre la madre da piccolo e aggiunse: “Vedete, io sapevo ciò che desideravo, ma non sapevo come ottenerlo. Pertanto lessi vari testi motivazionali e poi pregai affinché mi fosse data la sapienza con cui raggiungere i miei obiettivi.” Per trasformare il suo desiderio ardente in realtà hanno svolto un ruolo determinante tre fattori: fiducia in se stesso, determinazione e fede. Quando hai fatto tutto il possibile, e anche di più, tutto quello che puoi ancora fare è avere fede, pregare e confidare che l’Universo ti aprirà una strada. Inoltre, Fuller adottò nella sua vita sempre un atteggiamento mentale positivo. E gli accaddero cose straordinarie, ovvero, concretizzò tutte quelle idee che in precedenza erano soltanto sogni a occhi aperti. Puoi farlo anche tu. Provandoci, hai tutto da guadagnare e nulla da perdere. Il successo nella vita viene conseguito e mantenuto da coloro che continuano a provarci con atteggiamento mentale positivo e con fede. La scelta dipende da te.

venerdì, febbraio 19th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Ci sono 15 piccoli, ma grandi, segreti per vivere meglio che sono felice di condividere con te oggi. E spero che lo sarai anche tu.

1. Apprezza quello che già possiedi. Non puoi nemmeno cominciare a cambiare nulla di quello che non ti piace nella tua vita finché non impari ad apprezzare le cose che già possiedi. Se ti sembra di non avere niente per cui essere grato, allora è forse giunto il momento per te di fare alcune rivalutazioni. Per quanti soldi venderesti la tua libertà? Quanti soldi vorresti per rinunciare alle persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene? Rinunceresti ai tuoi occhi per, diciamo, 10 milioni di euro? O forse alle tue mani? O alle tue gambe? Se davvero tu potessi, probabilmente non rinunceresti a niente di tutto questo nemmeno per tutto l’oro del mondo. Pensi ancora di non avere niente per cui essere grato?

2. Ogni giorno fai un po’ di più di quello per cui sei pagato. Andrew Carnegie ha detto che “ci sono due tipi di persone che non realizzano molto nel corso della loro vita: la persona che non fa quello che le dicono di fare e la persona che non fa più di quello che le dicono di fare”. Cambia le tue abitudini di lavoro. Se ogni giorno farai anche solo un po’ di più di quello per cui sei pagato, la tua vita cambierà presto in meglio.

3. Se vuoi riuscire, devi imparare a convivere con i tuoi fallimenti. Puoi imparare molto di più dai fallimenti che dai successi. La sconfitta è molto educativa, un gradino verso qualcosa di meglio. Le uniche persone che non sbagliano mai sono quelle che non tentano mai.

4. Coltiva con cura l’amore dei tuoi figli. Ricordati che loro hanno bisogno di modelli, non di critiche. La cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli è sforzarci coscienziosamente di essere per loro dei modelli. Insegniamo loro con l’esempio,e molto probabilmente se ne ricorderanno e cercheranno anche di imitarci. Ma se diciamo loro una cosa e poi agiamo al contrario delle nostre parole, avremo perduto i nostri figli. Oltre a questo, non c’è molto altro che possiamo fare, se non aiutarli a rialzarsi le volte in cui cadono.

5. Costruisci ogni nuovo giorno su pensieri positivi. Lascia che la visione che hai nel tuo cuore, entri nei progetti della tua vita. I saggi hanno da sempre sostenuto che ottenere o non ottenere quello che vogliamo, è la diretta conseguenza della considerazione che abbiamo delle nostre potenzialità e del nostro coraggio. Quanto credi in te stesso e nelle tue capacità? Hai un’idea di quanto vali? Sappi che i pensieri positivi producono sempre qualcosa di buono, quelli negativi ostacolano il tuo progresso e ti distruggono. Perciò basta pensare e agire con negatività.

6. Gli altri non ci ingannano mai quanto noi inganniamo noi stessi. Niente può danneggiarci più dell’arroganza o della presunzione. Il “demone” della vanità, che solitamente si affaccia nella nostra vita quando assaggiamo un po’ di successo in qualche nostra iniziativa, può costituire un vero e proprio ostacolo per il nostro miglioramento. Un ostacolo tale da essere in grado di bloccare tutti i nostri futuri progressi. Per dirlo con le parole di Og Mandino: “Lascia sempre che le tue azioni parlino per te, ma stai in guardia contro le terribili trappole del falso orgoglio e della presunzione che possono fermare i tuoi progressi. La prossima volta che sarai tentato di vantarti, immergi la tua mano in un secchio d’acqua e, quando la toglierai dall’acqua, il buco rimasto nell’acqua ti darà la giusta misura della tua importanza”.

7. Cambia, anche di poco, la tua routine. Non sciupare ore preziose con occupazioni inutili che ti tengono solamente impegnato ed avrai la possibilità di ottenere risultati migliori. Non riempire il tuo tempo di cose futili e poco importanti in modo tale da non avere tempo ed energie per affrontare una sfida importante quando ti capita di incontrarla. Tu vali! E il tuo tempo è prezioso.

8. Afferra la vita con le tue mani, adesso. Questo è il tuo momento! Non pensare mai l tempo come a qualcosa di illimitato. Non hai nessun contratto con la vita di questo mondo. Ieri è già passato e del domani non c’è garanzia. Perciò, oggi è tutto quello che hai per certo. Non importa quante cose devi fare oggi. Puoi fare del tuo meglio solo occupandoti di un momento alla volta. Quando arrivi in fondo alla tua giornata fai in modo che non sia rimasto niente di cui caricarti per domani. Si consapevole che hai fatto del tuo meglio. Se si sono verificati degli errori, dimenticali. Oggi non si ripeterà un’altra volta. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo., e quando appoggi la testa sul cuscino riposati sapendo che hai fatto del tuo meglio. Non sei nato per fallire.

9. Inizia a trattare chiunque incontri come se sapessi che sta vivendo il suo ultimo giorno. Come tratteresti chiunque incontri oggi se sapessi che alla fine di questo giorno se ne andrà per sempre? Comincia ad agire così. Riempi il tuo futuro con questo tipo di amore e la tua vita non sarà più la stessa. Inoltre, questo è il modo migliore per lasciare l’impronta del tuo passaggio in questo mondo.

10. Accogli ogni mattino con un sorriso e ridi di te stesso, della vita e del mondo. Non prenderti mai troppo sul serio. Affronta ogni giorno con la speranza negli occhi. Dai il benvenuto al nuovo giorno con il dovuto rispetto per le opportunità che ti offre. Saluta con gioia chiunque incontri. Se non riesci ad ottenere un po’ di gioia da questo giorno, che cosa ti rimane? Una salutare risata, porta la luce del sole in ogni luogo. Perciò, non lasciare mai trascorrere una giornata senza esteriorizzare il tuo lato felice, anche se stai lottando con il caos della tua quotidianità. Se ci riesci, tutte le tue preoccupazioni diminuiranno. La risata migliore è quella della persona che ha abbastanza autostima per ridere di se stessa.

11. Non trascurare mai le piccole cose. Non permettere mai a niente che abbia origine da te, azioni, cose materiali, sforzi o gentilezza, di non essere all’altezza delle tue possibilità. Se agirai in questo modo, le conseguenze negative si ripercuoteranno anche sull’immagine che hai di te stesso: le piccole cose trascurate o fatte male, conducono spesso a problemi più grandi, i quali, impedirebbero certamente i tuoi progressi. Solo i falliti e i mediocri trascurano le piccole cose. Tu sei speciale, comportati come una persona speciale.

12. Realizza il tuo grande sogno un giorno per volta. Ancora una volta stabilisci degli obbiettivi per la singola giornata: progetti non troppo lunghi o difficili da realizzare, ma che ti portino,un passo dopo l’altro, verso il successo finale. Ricorda che in 24 ore non puoi costruire il Colosseo. Se scrivi i tuoi obbiettivi giornalieri, abbi cura di non fare una lista troppo lunga di cose da fare. In modo tale da non dover rimandare a domani quelle cose che alla fine oggi non sei proprio riuscito a portare a termine. Impara l’arte della pazienza. E soprattutto non fare mai in modo che la tua giornata sia così piena di impegni da non avere tempo ed energie per godertela, magari con coloro che ami, e andare a dormire soddisfatto di ciò che hai raggiunto nel corso di quella giornata e fino a quel momento.

13. Niente dall’esterno può avere un effetto su di te se non sei tu a permetterglielo. Nella vita c’è sempre qualcosa che può andare storto. Spesso sono piccole ma frequenti vessazioni che possono disturbare e annuvolare le tue giornate, se lo permetti. Ci saranno sempre delle persone negative, critiche, ciniche o invidiose di te, della tua abilità, del tuo operato e del tuo modo di vivere. Ignorale. Il tuo tempo è troppo prezioso per permetterti di farti disturbare da quegli invidiosi che non trovano mai pregi negli altri, ma solo difetti. I piccoli incidenti o i pungenti rimproveri possono farti molto male se li ingigantisci. Ma se li ignori , se li cancelli dalla tua mente, esauriranno gradualmente la loro forza distruttiva. Non puoi fare progressi facendo l’eremita. Devi imparare ad affrontare il mondo con le sue contraddizioni, ma non permettere mai a niente e a nessuno di rovinarti la festa. Nessuno può impedirti di fare quello che desideri fare, di fare del tuo meglio ed essere felice se non sei tu a permetterlo. Alla fine, Booker T. Washington riuscì a liberarsi dalla schiavitù, ma non si stancava mai di dire: “non permetterò a nessuno di sminuire la mia anima portandomi ad odiarlo”. Se mai ti capiterà ancora che qualcuno cerca di trascinarti al suo livello, ricordati di queste parole e allontanati dalle persone invidiose.

14. Impara a trovare il seme del bene in ogni avversità. Ci sono molte volte in cui la vita non ci da una mano. Come ti comporti quando le cose vanno male? Resisti, rifiutando di arrenderti, anche se non hai alcuna garanzia di riuscire a superare quel dato momento o situazione… o ti lamenti e ti autocommiseri pensando che i tuoi problemi e la tua sfortuna sono più terribili di quelle di chiunque altro? Sappi che il suono spiacevole della lamentela, allontanerà di sicuro da te tutte le opportunità di successo. Non farlo mai più. Nelle avversità impariamo cose che, senza avere dei problemi, non avremmo mai scoperto. C’è sempre un seme del bene, in ogni avversità, anche in quella più terribile. Trovalo e fallo crescere. Le sfide nella vita, sono vinte da chi ha imparato ad affrontare le avversità.

15. Renditi conto che la vera felicità è dentro di te. Sappi che la felicità non consiste tanto nell’avere, quanto nel dare. Porgi una mano, condividi qualcosa, offri un sorriso o parole gentili. Abbraccia! Probabilmente non godiamo di felicità perché non siamo nemmeno sicuri di cosa realmente sia. Ma come disse l’imperatore Romano Marco Aurelio: “Ci vuole molto poco per vivere una vita felice, è tutto dentro di te, nel tuo modo di pensare”. Cercherai la felicità dappertutto, ma non riuscirai a trovarla, finché non la cercherai dentro di te, nel tuo cuore, nella tua anima. Fino a quando non dividerai ciò che possiedi senza aspettarti alcuna ricompensa. Puoi raggiungere la più grande felicità con i tuoi buoni sentimenti e pensieri profondi, verso il resto del mondo e verso te stesso. La felicità è solo il risultato del modo in cui tratti gli altri e te stesso. Dove e quando essere felici? Qui e adesso.

giovedì, febbraio 11th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


Non è così semplice essere sereni quando ci sono un sacco di cose intorno a noi che non vanno propriamente come desideriamo. Però le alternative sono due: o dare di matto, mandare tutti a farsi un giro oppure cercare di considerare la situazione per quello che è: qualcosa al quale per forza deve esserci un qualche tipo di soluzione dal risvolto positivo, poiché ci farà crescere.

Il famoso detto: “è inutile piangere sul latte versato” mi sta risultando più veritiero che mai ultimamente. Ogni qual volta che mi si presenta un avvenimento anche appena lievemente spiacevole, cerco di dargli un peso molto relativo, e di guardare avanti, concentrandomi su un’altra cosa. Così sposto la mia attenzione, almeno momentaneamente, dalla cosa sgradita, per non permetterle di influenzare il mio stato d’animo.

Ero sempre stata una persona che aveva la tendenza a portare rancore e ripensavo a ciò che mi era accaduto ancora e ancora, ogni volta sentendomi sempre peggio, e covando sempre più infelicità. Inoltre se avevo litigato con qualcuno, cercavo di tornare più volte sull’argomento per ribadire la mia ragione sull’accaduto, cercando di convincere la persona con cui mi stavo relazionando del suo torto, dello sbaglio che aveva fatto.

Qui il risultato era uno stomaco bruciante di tensione, orecchie sospettose di qualunque cosa, come se vi fosse una congiura su di me, alle mie spalle. Quel costante stato d’allerta in cui ci stabilizziamo quando ci pare che le persone in genere non riescano, per qualche strana ragione, a capire e condividere il nostro punto di vista. Ho capito solo di recente (ma fortunatamente: meglio tardi che mai!), grazie ad alcuni eventi che sono accaduti nella mia realtà, che non porta nessun vantaggio il comportarsi in modo infantile, rimanendo ostili nei confronti di cosa si sia verificato. In fin dei conti non veniamo pagati per pensare in termini di rancore e disappunto.

Quindi, a parità di energie spese, perché non incanalarle in una direzione positiva? Perché non rischiare? Se la tua paura è quella di illuderti, anche se provi a pensare positivo, non ti godi l’esperienza. Sarai lo stesso sempre sul chi va la. Parlo dell’affidarsi. Affidati. Pensa alla soluzione che desideri. Pensa a come vorresti che la tua situazione fosse. E vivi ogni attimo con quel pensiero. Credimi, funziona. Ti agiterai molto meno e avrai una maggiore serenità nell’affrontare la quotidianità. Prova, non ti costa un centesimo.

sabato, febbraio 06th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


La nostra mente divaga in continuazione. La domanda è, quando stiamo facendo qualcosa: riusciamo ad essere presenti in quello che stiamo facendo? O magari a tavola, all’ora di pranzo, pensiamo a come potremo spiegare a quella persona che il problema che abbiamo dipende dall’atteggiamento del collega che non fa che riprenderci sul nostro operato. Oppure, mentre siamo a guardare un film, pensiamo alla mattina dopo, al fatto che dovremo alzarci presto, e quindi a come organizzarci la giornata in modo efficace. Tanto di cappello. Complimenti. Seriamente, sono cose lodevoli, ciò significa essere attivi e responsabili, ma anche terribilmente assenti e scostanti. Non riuscite a gustarvi una pausa in santa pace e divagate in un momento di relax, pensando a quanto ci sia ancora da fare. La nostra mente ha bisogno di staccare la spina se non siamo in grado di farla pensare sempre come vogliamo. E in particolar modo, se stiamo cercando di trasformare i nostri schemi di pensiero, dei momenti in cui spegnere l’interruttore servono. Tuffati nel gustare il tramezzino preso al bar, prima di rientrare in ufficio. Assaporane la lattuga, i pezzetti di pomodoro, la consistenza del pane, mastica lentamente, pensa alle sensazioni che quel sapore ti suscita. Quando sarai al cinema o sul tuo divano a guardare un film, immergiti nell’esperienza dell’attore principale, vivi la storia, sentila tua…prova le varie sensazioni che la storia ti offre. Staccati dal tuo io. Offriti. Queste pause che facciamo durante la giornata ci permettono di essere più sereni, più tranquilli, e più lucidi quando si tratta di prendere una decisione. Probabilmente, dedicandoci mentalmente anche ad altre cose, quando si arriva a dover muovere un passo importante, vi sarà un tipo di razionalità diversa. Non stressata da una giornata di lavoro ininterrotto. Non condizionata dalle cose che possono averci colpito negativamente nell’arco del giorno.

Di nuovo, qualunque cosa ti capiti di fare nel tuo quotidiano, falla al 100%.

Altrimenti, il risultato sarà comunque pessimo. Pensa ad un medico che si lascia trasportare dai suoi pensieri durante un intervento chirurgico. No buono. Pensa alla lettura di un libro mentre per la mente ti passano mille cose, risultato, di cosa parla il libro? Non vi è nessun tipo di vantaggio nel vivere in modalità di “risparmio”. È come l’aver paura di darsi totalmente ed incondizionatamente al mondo per qualche sconosciuta paura. Non c’è assolutamente niente di cui aver paura. Niente dal quale doversi guardare le spalle. Goditi quei piccoli regali che la vita ti offre ogni giorno, unici ed irripetibili, ogni singola volta. Vivili, sentili, provali, abbracciali. Dedicandoti esclusivamente a quel momento. Concentrandoti esclusivamente sul benessere che ti provocano. Custodisci quei momenti.

giovedì, febbraio 04th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Per ottenere una qualunque cosa nella vita, ci vuole determinazione.

Quell’essenza che faccia apparire anche il più grosso degli ostacoli fisici, una nostra semplice illusione mentale.

Perché è così che funziona.

Dovremo cercare di comprendere che gli ostacoli fisici, in realtà, hanno un peso relativo, nei nostri problemi. Qualunque tipo di problema si abbia, il 99% è influenzato dal nostro modo di pensare. Se sei povero, sono certa che la tua prima preoccupazione siano i soldi.

E’ comprensibile, ma è un dato di fatto che la cosa a cui diamo maggiore energia, è la costante della nostra vita. Quindi se ci preoccupiamo in continuazione della mancanza di denaro, creiamo in continuazione altra mancanza di denaro. Tutte le scelte che si dovranno fare in ambito economico, se la nostra paura è quella di rimanere al verde, non andranno a buon fine, non c’è molto da dire. Perché qualunque passo mosso verso una qualunque direzione sarà dominato dal timore e dalla preoccupazione. Aleggerà sempre il dubbio di aver fatto o meno la scelta giusta, e questo non avrà nessun effetto positivo sul risultato. Ci vuole altro. Ci vuole Determinazione.

E non è per darsi un tono, per fare i grossi. Sono seria. È sinceramente tutto quello che ti serve.

Della sana Determinazione.

Qualunque cosa tu voglia realizzare nella tua vita, dovresti desiderarla con tutto te stesso, Fiducioso che quella cosa arriverà, o meglio sta già arrivando, e tu non stai facendo altro che prepararti a riceverla… La tua determinazione sarà potente, e qualunque situazione ti si porrà dinnanzi saprai gestirla e risolverla. Non avrai quella pressione che ti rode da dentro e che ti crea angoscia ed ansia.

Rilassati senza perdere di vista il tuo obiettivo.

Amalo, sognalo, attrailo.

Sorridi, respira, agisci.

Abbi fiducia nelle tue splendide potenzialità.

Chiunque abbia mai concluso qualcosa nella propria vita sapeva che avrebbe realizzato il proprio scopo, anche se non sapeva come. E nemmeno tu devi sapere come.

Affidati.

L’unica cosa che devi avere chiara come una foto ad alta risoluzione è la tua destinazione.

Se vuoi andare a Roma potresti pensare che l’unica alternativa sia prendere un treno.

E infatti ti sbagli. Potresti usare in aereo, andarci coi pattini, in bicicletta, un amico potrebbe andarci per qualche ragione e ti potrebbe dare un passaggio. Tu non puoi saperlo. Le possibilità sono infinite, e noi non facciamo altro che limitarci a 2 o 3 ipotesi. Viviamo in una delle epoche più meravigliose. Possiamo comunicare in modo istantaneo con una persona dall’altra parte del globo, eppure pensiamo in modo così limitato quando si tratta della nostra felicità, o di cose che per noi contano davvero.

Qual è il problema?

Pensi di non meritarti quello che desideri?

No? E perché?

Per quale assurda ragione non dovresti meritartelo?

Tu sai di essere una persona splendida e meravigliosa, di avere tutti i requisiti per ottenere tutto quello che vuoi dalla tua vita. I nostri cervelli sono davvero potenti, il tutto si riduce ad un semplice allenamento, vanno tenuti in funzione. Ma sono tutti uguali, ognuno, come in una borsa, ci mette quello che vuole, ma a livello di capienza e capacità, abbiamo tutti lo stesso cervello – borsa. Quello che dona ai nostri risultati un aspetto totalmente diverso, è il Cuore.

Quello che è diverso per ogni persona è il Cuore.

Il tuo Cuore decide cosa mettere nel cervello – borsa, e di conseguenza la sua qualità.

Scegli con cura e saggezza cosa mettere nel tuo cervello.

Se li farai lavorare assieme, niente potrà mai fermarti. Avrai un alleato così prezioso, che non puoi averne un’idea finché non lo sperimenterai con la tua vita.

Prova, buttati, non te ne pentirai.

Fidati.

giovedì, gennaio 28th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Tutti desideriamo qualcosa, il problema è che spesso siamo concentrati sul pensare a quello che vogliamo accuratamente evitare.

Ad esempio: “oggi non voglio avere nessun tipo di problema in ufficio” oppure “non ce l’ho fatta a studiare, e domani non ce la potrò proprio fare a sostenere una interrogazione, speriamo che non becchi me” oppure “l’ho visto parlare con un’altra donna, se mi stesse tradendo, non saprei proprio cosa fare”. Questi sono classici esempi del tipo di richieste che inconsciamente emettiamo più o meno ogni giorno.

Come prima cosa, ribadisco un concetto: le cose a cui pensiamo, tendiamo ad immaginarle, mentre attraversano la nostra mente, ovvero, leggi qui: “un profumo di fiori ti travolge, ti accorgi di essere in un immenso prato, con tantissime farfalle colorate che ti svolazzano attorno, il sole riscalda la tua pelle e l’erba alta ti solletica le gambe, sfiori con le dita una margherita, accarezzandone i petali…” non dirmi che non hai mai visualizzato nessuno di questi dettagli da me descritti. Mi sbaglio?

Li hai visualizzati dunque. E’ esattamente la stessa cosa che accade quando stiamo sognando. Molto spesso, per il loro realismo, i sogni che facciamo, ci accorgiamo che sono tali solo quando la sveglia ci chiama. Fino a quel momento per noi era una cosa che stava accadendo. Quindi, ogni volta che un pensiero affiora nella nostra mente, crea una visione. Abbiamo miliardi di pensieri che affollano la nostra mente ogni giorno, e noi siamo consci solo di una minima parte di essi. Il risultato è che la nostra testa è una officina creativa. Possiamo plasmare e vedere sotto aspetti diversi tutto quello che alberga lì dentro.

Quindi, ricollegandosi agli esempi iniziali delle richieste inconsce di evitare problemi, il risultato è questo: quando pensiamo a qualcosa con forte desiderio di evitarlo, dobbiamo prima immaginarlo vividamente. E per finire ci mettiamo sopra un bel “NO” sopra, come a dire “Questo Non Lo Voglio!”. E intanto la nostra mente ci ha fregati, perché comunque vada, lo abbiamo immaginato, abbiamo sentito la spiacevolezza delle liti con i nostri colleghi, la professoressa che con voce suadente ci chiama all’interrogazione, impreparati, la visione del nostro fidanzato intento a sbaciucchiarsi con un’altra ragazza. Eccoci.

Non veniamo pagati un centesimo per tutti i viaggi mentali che facciamo. Mentre pensiamo non cascano monete dal cielo, un pensiero non viene retribuito con denaro. E non dobbiamo nemmeno spendere soldi per farne. Sono gratis. In compenso, però, ci regalano delle emozioni. Quindi, volere evitare una lite, mi farà sentire l’agitazione che essa causa, una interrogazione che voglio evitare, mi farà sentire la tensione e l’ansia nell’attesa della chiamata, immaginare il proprio uomo con un’altra donna ci farà sentire tristi ed abbandonati. Risultato? Non abbiamo speso, né guadagnato neanche un soldo, ma in compenso, ci siamo appena ridotti in uno stato emotivo pietoso.

Il punto è: proprio perché non costa niente, perché non provare a pensarla all’inverso? Perché non immaginarsi dei colleghi solari ed una giornata lavorativa tranquilla? Perché non immaginarsi una giornata di lezione serena? Perché non uscire col nostro partner e stargli accanto convinte di essere l’uno la metà dell’altro? Quello che sto dicendo non è di vivere con delle fette di prosciutto sugli occhi, sto solo tentando di spiegare, che poiché la nostra mente è colei che crea le emozioni che proviamo, più formuliamo le nostre visioni in modo positivo, più di conseguenza staremo bene, saremo più rilassati e sereni ed influenzeremo positivamente anche il nostro ambiente.

E con questa tranquillità, ci verrà più naturale passare una giornata senza problemi o intoppi, perché non saremo agitati, spaventati o tristi. Basta scegliere, nel momento in cui un pensiero negativo arriva, di porlo sotto la luce della nostra consapevolezza, e di vederlo con un po’ più di pace ed obbiettività.

lunedì, gennaio 25th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Tra le varie “cose” che si trovano dentro la tua mente c’è anche una specie di grande deposito o cantina. È quel posto dove metti tutte le cose che ti ricordi e che sono diventate parte di te, del tuo modo di pensare e di sentire. Da quando sei nato, hai messo, giorno dopo giorno, in questa tua cantina tutte le risposte che hai ricevuto alle tue domande, tutte le cose che senti dire ogni giorno e che, per te, sono diventate vere, tutte le cose in cui credi, tutti i risultati delle tue esperienze di vita. Insomma tutto quello che riguarda te e l’ambiente in cui ti muovi vivendo. Se preferisci, puoi chiamare questa tua grande cantina mentale Memoria. Già, perché è proprio di questo che ti sto parlando, della Memoria appunto.

La Memoria gioca un ruolo molto importante nella tua vita perché ospita tutti i tuoi ricordi, i quali, a loro volta, costituiscono quello che si può definire il tuo riflesso condizionato. Supponiamo che tu abbia fatto una determinata esperienza in una data area della tua vita e che il risultato di tale esperienza sia stato per te altamente negativo. Da quel momento il tuo ricordo di quella esperienza sarà associato ad una sensazione di malessere e la tua Memoria farà automaticamente riferimento, per associazione, a quel ricordo ogni altra volta che nella tua vita ti ritroverai a fare un’altra esperienza in quella stessa area, o altre, della tua vita. Il ricordo che tu hai in Memoria della tua esperienza passata, inevitabilmente, finisce per influire e condizionare il tuo comportamento nei confronti delle tue esperienze successive. E questo vale per ogni aspetto della tua vita, dalle relazioni con gli altri alle scelte professionali, alle scelte di vita in ogni loro aspetto.

Per aiutarti a capire meglio, ti dico qualcosa in proposito degli elefanti e dei lupi.

In India, gli elefanti sono utilizzati dall’uomo per un gran numero di mansioni. L’elefante è un animale noto per avere una memoria molto lunga e il “padrone” dell’elefante, per assicurarsene l’obbedienza, fa leva proprio sulla memoria dell’animale. Perciò, quando l’elefante è ancora piccolo, ne lega la zampa, con una corda o una catena, assicurata ad un albero. L’elefante, essendo piccolo appunto, non è in grado di liberarsi. Ma crescendo, grazie alla sua “buona” Memoria, si ricorda sempre di quella corda: la corda è più forte di lui, per quanto possa tirare, lei è sempre più forte. Perciò il piccolo elefante si sottomette e accetta come un dato di fatto che la corda è più forte di lui. Anche da adulto, non appena sente che una corda lo trattiene, non ci prova nemmeno a liberarsi e remissivamente si lascia trattenere. Il punto è che lui non ci prova nemmeno perché lì, stipato nella sua Memoria, c’è sempre il suo ricordo di quella corda più forte di lui, contro cui ogni suo sforzo di liberarsi era, e sarà sempre inutile. Ora sai perché potrebbe capitarti di vedere un enorme elefante trattenuto da una piccola cordicella da cui, ai nostri occhi, potrebbe ovviamente liberarsi molto facilmente in qualunque momento se solo lo volesse.

I lupi sono animali noti per la loro fierezza e caparbietà. Il lupo difficilmente si adatta a vivere in cattività.  Solitamente non accetta di sottomettersi o soccombere senza lottare. Quando vive libero nel suo ambiente, il lupo accetta lealmente la supremazia del capobranco più forte solo dopo aver lottato ed essere stato sconfitto. Ma non mancherà di sfidarlo ancora in futuro se la situazione lo richiederà. La lezione imparata gli servirà nella prossima sfida. E quando il lupo sopravvive ad una brutta esperienza, la Memoria di quel ricordo lo rende più attento e più astuto.  Gli uomini, ad esempio,pur essendo affascinati dai lupi li temono e, purtroppo, a volte ne vogliono la pelle. Così, ai lupi può succedere di finire con la zampa in una delle tante trappole disseminate ovunque dai cacciatori. Quando questo accade, molto spesso capita che il lupo arrivi a rosicchiare la propria zampa fino ad amputarla pur di riconquistate la propria libertà.

Se tu fossi un animale, vorresti essere elefante o lupo?

Per tua fortuna, in questa vita, sei nato come essere umano. E questo, rispetto agli animali, ti concede un piccolo privilegio assai vantaggioso. Tu puoi essere intenzionale. Tu sei in grado di pensare in modo consapevole e intenzionale. Questa piccola, ma sostanziale differenza fa si che tu non debba necessariamente essere e rimanere legato per sempre alla corda della tua Memoria.

Tu puoi scegliere intenzionalmente a cosa pensare. Si tratta di vincere l’abitudine a lasciarti andare alla deriva dei tuoi ricordi. Si tratta di vincere l’abitudine a lasciarti sopraffare dalla tua Memoria. Si tratta di non lasciarti cadere nelle trappole della tua mente. Si tratta in definitiva di non arrenderti alle tempeste capricciose della tua mente. Per dirlo con le parole dello scrittore e filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “… dovresti piuttosto diventare abile nell’imbrigliare quel cavallo ribelle che è la tua mente…”. Un cavallo ribelle ti porta dove vuole lui. Lo stesso cavallo, una volta che lo avrai domato, ti porta dove vuoi andare tu.

Il Cavallo Ribelle Chiamato Mente

domenica, gennaio 24th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Tratto da “Il Divino Romanzo” Di Paramahansa Yogananda.

Non sprecate energia.

L’energia viene sprecata continuamente in attività inutili, in emozioni sfrenate e in modi di vivere sbagliati. Quando siete tranquilli usate un quantitativo minimo di energia ma, quando siete arrabbiati e vi sentite preda dell’odio o di altre emozioni, ne consumate veramente molta. Per far funzionare una macchina delicata occorre la dovuta cautela, e la stessa attenzione deve essere rivolta alla macchina corporea. Quando lavorate, vi servite dei muscoli, del sistema nervoso, della mente, dei pensieri, delle sensazioni e delle percezioni spirituali. L’energia è richiesta in qualsiasi tipo di attività. Quando correte, utilizzate quattro cinque cavalli-vapore di energia. Se la forza di gravità fosse eliminata, non avvertireste più il peso del corpo e quindi usereste pochissima energia mentre correte. Maggiore è il peso del corpo, maggiore è l’energia necessaria per muoverlo. Questa è una ragione molto pratica per evitare il peso eccessivo! La batteria di una sedia a rotelle elettrica sposta il peso della sedia e del suo occupante per venticinque chilometri circa, prima di scaricarsi.

Avete mai pensato che la batteria corporea fa muovere continuamente il veicolo fisico avanti e indietro? La sua energia rende possibile non solo il movimento delle membra, ma anche ogni altra azione. Quando parlate, ad esempio, usate sia la forza del pensiero, sia la forza muscolare. Anche pensare richiede energia. Senza di essa non potreste pensare né tradurre il pensiero in parole.

Quando riflettete profondamente, consumate un’enorme quantità di energia, esaurendo le riserve del cervello. Supponiamo che voi formuliate sessanta pensieri al minuto. In un mese, calcolando diciotto ore di veglia al giorno, sarebbero quasi due milioni di pensieri. E in sessant’anni di vita, più di un miliardo. Dopo aver formulato un simile numero di pensieri, la maggior parte delle persone sarebbe già morta. L’energia racchiusa nel cervello, proveniente dall’alimentazione e dalle sorgenti cosmiche, si sarebbe esaurita. Quando pensiamo a quanta energia usiamo continuamente, c’è da meravigliarsi che riusciamo a vivere per tanto tempo! Eppure, reintegrando adeguatamente l’energia che abbiamo consumato, possiamo vivere meglio e più a lungo. Esistono due fonti dalle quali l’essere umano attinge l’energia necessaria a rifornire il corpo: il cibo (che comprende anche l’ossigeno) e il midollo allungato. L’energia così assorbita viene distribuita alle cellule del corpo.

Quella in eccesso viene immagazzinata nel cervello per essere usata in caso di bisogno. Il cibo è soltanto una fonte secondaria di rifornimento energetico. Il maggiore afflusso di energia nel corpo proviene dall’energia cosmica intelligente che lo circonda e che è presente in tutto l’universo. Essa fluisce nel magazzino del cervello attraverso il midollo allungato. Questa intelligente energia cosmica, o vibrazione, è la “sostanza” basilare di tutta la materia. Alcuni esperimenti scientifici condotti dal dottor Crile sul cervello di un vitello morto, hanno dimostrato che la massa cerebrale continua ad emettere una considerevole quantità di energia. Alla morte, l’energia cosmica perde

soltanto il canale fisiologico costituito dal sistema nervoso.

Il segreto della vitalità.

Il corpo impiega molte ore per trasformare il cibo in energia, ma tutto ciò che stimola la vostra volontà genera energia istantaneamente. La volontà trae vitalità dal nucleo elettro-protonico delle cellule corporee e dalla riserva cerebrale dove è immagazzinata l’energia prodotta dalla trasformazione del cibo. La volontà trae nuova energia anche dalla sorgente cosmica e la immette nell’organismo attraverso il midollo allungato. Perciò il segreto della vitalità sta nel conservare l’energia che già possedete e nell’immettere nuova energia nel corpo, per mezzo della forza di volontà. In che modo? Per prima cosa, dovete agire volentieri. Se una cosa merita di essere fatta, dovete farla volentieri. Quando lavorate con piacere avete più energia perché non solo attingete alla riserva del cervello, ma attirate nel vostro corpo un flusso maggiore di energia cosmica attraverso il midollo allungato.

Una donna che prepara un pranzo elaborato per l’uomo amato è felice e piena di vitalità; ma se è costretta a cucinare quando non ne ha voglia, si sente stanca fin dall’inizio. Ricordate: la volontà genera l’energia:dobbiamo servirci della volontà per attingere energia alla sorgente cosmica, e per distribuirla alla miriade di cellule del corpo. Noi attingiamo la maggior parte dell’energia necessaria a compiere tutte le nostre azioni dalle risorse fisiche della batteria del corpo ossia dall’energia estratta dal cibo, dall’ossigeno e dal sole, ma non ci serviamo della volontà per attingere l’energia dalla sorgente cosmica invisibile.

La volontà e l’energia sono collegate.

C’è una differenza tra la volontà esercitata coscientemente e l’immaginazione. L’immaginazione è la facoltà di credere che un nostro desiderio possa realizzarsi. Immaginando giorno e notte di diventare più forti guadagnerete in effetti una certa forza perché anche l’immaginazione ricorre, sia pure in minima parte, alla volontà. Invece, quando volete diventare più forti, l’energia si manifesta istantaneamente. Ammettete per ipotesi di essere arrabbiati e di colpire qualcuno con violenza. La volontà, stimolata dall’emozione, attrae l’energia necessaria a compiere questo gesto. Subito dopo il flusso di energia si interrompe e la vostra forza si esaurisce. Ma se per un fine positivo volete che l’energia entri senza interruzione nel corpo e mettete in pratica il principio fondamentale, cioè il controllo cosciente della forza vitale, potrete attingere l’energia dalla sorgente cosmica mediante la volontà.

Poiché il corpo è un insieme di cellule, quando è privo di energia e lo vivificate con la volontà, le cellule si ricaricano all’istante. La volontà è il fattore che fa entrare nel corpo una maggiore quantità di energia attingendola alla sorgente energetica dell’Universo. Quindi, la volontà è un elemento essenziale nel mantenimento della giovinezza e del vigore fisico. Se vi convincete di essere vecchi, la volontà si paralizza e voi invecchiate davvero. Non dite mai di essere stanchi perché in questo modo paralizzate la volontà e allora vi sentite stanchi sul serio. Dite invece: “Il mio corpo ha bisogno di riposo”. Non si deve permettere al corpo di imporre i propri limiti all’anima. L’anima deve dominare il corpo, perché essa non è né causata, né condizionata dal corpo. Nella volontà dell’anima è racchiuso tutto il potere. Dobbiamo renderci conto che l’energia e la volontà sono strettamente legate. E’ una formula molto semplice. Siamo stati così condizionati dall’idea che l’energia proviene soltanto da fonti materiali, che non crediamo nella possibilità di attingerla dalla fonte cosmica che risponde istantaneamente alla volontà. Dovete ridestare la vostra volontà.