Articolo scritto da Alexandra Cappelli.
Qualunque sia la tua occupazione, ti muovi nella tua realtà quotidiana con degli obiettivi. Ogni cosa che fai, ed in primo luogo ogni pensiero che produci, ha uno scopo. Quindi, è estremamente importante capire quale sia il tuo obiettivo.
Diciamo che tu voglia acquistare un nuovo paio di scarpe, o una nuova auto. Sai che è un qualcosa che desideri, ma il desiderio di tale oggetto rimane sospeso nel tempo, almeno finché non imposti uno dei parametri più importanti: il QUANDO. Una cosa, finché non specifichi il suo raggiungimento in senso temporale, potrebbe non arrivare mai. Se voglio cambiare auto, potrebbe accadere, certo. Ma potrebbe trattarsi sia di domani che tra due anni. È per questo che è molto importante essere specifici.
Rimanendo in tema di specificità, è altrettanto importante il QUANTIFICARE. Ovvero specificare ad esempio nel caso dell’auto nuova, un tetto massimo di soldi che siamo disposti a spendere, oppure di trovare un lavoro che ad esempio ti lasci i fine settimana liberi. Perché è lodevole il fatto di voler trovare lavoro e di muoversi per cercarne uno, ma se hai delle necessità quali la famiglia, genitori anziani da accudire, potrai concordare, che a livello pratico, preferirai un lavoro da impiegata in un ufficio, piuttosto che quello di barista, che deve potersi rendere disponibile al momento del bisogno. Quindi, non c’è niente di più importante dell’essere esatti nel formulare la nostra “richiesta”, perché sarà proprio essa a farci muovere i nostri primi passi nella sua direzione.
Naturalmente tra il rimanere apatici nei confronti del mondo, aspettando che siano le cose intorno a noi a muoversi e il darci da fare noi in prima persona, è assolutamente da preferire la seconda opzione. Ma se parliamo di azioni da un punto di vista qualitativo, diciamo pure che è assurdo, ad esempio, voler dare 30 esami universitari in due mesi, accontentandosi anche di una bassa valutazione. Sarebbe in quel caso molto più produttivo, appagante e motivante (altra parola chiave) porsi lo scopo di darne 10 e di ottenere un punteggio, che so, non inferiore a 24. Questo già fa assumere ai nostri desideri un aspetto molto più credibile, raggiungibile e un ottimo espediente per accrescere la nostra autostima. Quello che entra in gioco adesso, è forse il punto focale della questione. La MOTIVAZIONE. Se all’azione che vuoi compiere non associ un fine, ovvero la ragione per la quale fai quello che fai, allora tutto questo non ha senso.
Se devi andare a lavorare, e non hai moltissima voglia, probabilmente, ti basterà pensare, che con la tua giornata di lavoro puoi comprare quel cappotto nuovo per tuo figlio. O i buoni mensa per la scuola. Quella è la tua motivazione. Oppure se sei un appassionato di una serie TV, ed è prevista una edizione speciale limitata in DVD, quella giornata di lavoro, ti permetterebbe di guadagnare i soldi per comprartela. Il punto quindi è: perché fai quello che fai? C’è uno scopo? Frequenti l’università, ogni lezione con la voglia di apprendere tutto quello che ti è possibile, per poterlo poi mettere in pratica nella tua futura realtà lavorativa, o comunque per acquisire maggiore autostima e fiducia in te stesso, o per far felici i tuoi familiari? Oppure lo fai perché le cose vanno così, finisci le scuole superiori, e bazzichi l’università perché è la norma, perché fa fico?
Deve esserci una fonte di motivazione alla base delle tue scelte, altrimenti, il risultato, alla fine, non sarà poi di così gran sostanza. Non avrà lasciato tracce su di te, non ti avrà aiutato a costruire un carattere saldo, con spirito di sfida nei confronti degli ostacoli che troviamo sul nostro cammino per tirare fuori tutta la nostra grandezza.
Ho voluto introdurre questo argomento, facendo un discorso generale, che però andrò ad approfondire nello specifico in seguito, punto per punto, argomentando in modo dettagliato e pratico questa guida, cosicché potremo capire al 100% quali sono, se ci sono, i reali ostacoli, come superarli, avendo ben chiaro in mente ciò che vogliamo, per poi realizzarlo.


















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