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Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Seven Productivity Tips For People That Hate GTD dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Articolo scritto da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind.

Non tutti “Get Things Done”, ovvero fanno sì che “Le Cose Vengano Fatte”. Lo so perché nemmeno io lo facevo. Il tutto mi creava moltissima ansia.

Non ho niente contro il metodo o David Allen. Sono sicuro che per qualcuno sia grandioso (è per questo che in molti lo seguono, no?). Ma per altri, proprio non va. Principalmente per le presone dalla mente estremamente creativa.

Quando si arriva al “Far Sì Che Le Cose Vengano Fatte” o ad altre strategie di questo tipo, è spesso facile cascare nell’abitudine del fare troppi progetti, esagerando. Ti “fanatizzi” sul metodo e perdi di vista l’obbiettivo principale, ovvero la produttività.

Inoltre vi è una grande breccia nelle risorse sulla produttività che non comprende un linguaggio incomprensibile e diagrammi elaborati. Tipicamente, questo accade nel settore creativo. Non sto dicendo che il GTD non funzioni o che non sia meraviglioso. Semplicemente non è sulla stessa lunghezza d’onda di alcune persone (e fa venir loro letteralmente la nausea).

Qui puoi trovare sette dei migliori, semplici, e a volte apparentemente contraddittori metodi per incrementare la tua produttività.

  1. Crea una “stop list”. Se non stai ottenendo i risultati che speravi, è possibile che di fatto non ti importi molto delle cose che stai facendo. Il modo migliore per cambiare questa situazione è quello di creare una “stop list”. Troppo spesso spendiamo un sacco di tempo a creare liste di cose che dobbiamo fare, ma raramente riflettiamo alle cose che non funzionano. Quindi, stila un elenco di tutte quelle cose che ti rubano tempo ed energie. Cerca di capire quale di queste cose sta avendo l’impatto più negativo su di te nel fare le cose che vuoi DAVVERO fare. Considera questo punto ogni giorno.
  2. Concentrati su brevi “esplosioni”. E’ piuttosto triste quando ci rendiamo conto che la maggior parte dei nostri sogni muore a causa di una mancanza di azioni concentrate. Se ti lasci distrarre continuamente dalla televisione, dal navigare su internet o qualunque cosa sia, ti stai tirando la zappa sui piedi. Per di più pensiamo che un alto livello di concentrazione è qualcosa di cui solo dei super-uomini possano beneficiare. Ma la concentrazione mentale è simile al costruire muscoli; è qualcosa col quale dobbiamo allenarci assiduamente. Quindi, cerca di capire quanto “peso mentale” puoi riuscire a sopportare e comincia da lì. Mettiti come obbiettivo quello di rimanere concentrato sul tuo impegno per 50 minuti, e poi prenditi una pausa di 10 minuti per fare quello che vuoi. Poi ripeti. Se non riesci a “sostenere” 50 minuti, prova con 20, o perfino 10. Gradualmente incrementa la tua “resistenza” (il tempo durante il quale riesci a mantenere la concentrazione) ogni settimana.
  3. Definisci ogni giorno la ragione per cui fai quello che fai. Qual è il tuo Meraviglioso Qualcosa? Prenditi il tempo per definire chiaramente la ragione più profonda che ti muove verso il tuo obbiettivo. Adesso appuntalo su un post-it o crea un promemoria giornaliero che magari ti arrivi per email tutti i giorni.
  4. Concediti di fare figuracce. Una delle ragioni più considerevoli per il quale evitiamo di fare le cose che ci piace fare è perché abbiamo paura di cascare, faccia a terra, davanti a tutti. E loro rideranno o penseranno che non siamo affatto brillanti,e tutte le tue teorie sul come tu non sia un genio diverranno vere. Eccoti una buona notizia: Non sarai mai nessuno di grande, se prima non ti concedi di non eccellere. Quindi abbraccia le tue figuracce. Non permettere alla paura del fallimento di allontanarti dal fare ciò che realmente ami.
  5. Concentrati sulle Tre C. Quando arrivi al punto cruciale, ci sono tre cose principali che devi fare per avere successo in quello che vuoi fare. Hai bisogno di Creare, di Connettere, e hai bisogno di Consumare. Detto in altre parole necessiti di produrre/condividere, costruire e nutrire le relazioni, e mantenere il tuo buonsenso. Uno squilibrio in queste aree incepperà il tuo intero processo. Se sei sempre a consumare, ma non proietti nella vita reale, fuori, le idee che ti vengono, non farai mai molti progressi verso il tuo obbiettivo. Se connetti senza creare, non avrai niente da condividere. E se crei senza imparare continuamente, diverrai obsoleto. Definire un obbiettivo per le Tre C ti aiuterà a concentrarti sul tuo scopo per tutta la giornata. Ti aiuterà inoltre a capire che passare del tempo su Twitter a socializzare è importante tanto quanto creare. Tutto sta nel trovare il giusto equilibrio.
  6. Smetti di dare importanza a cose che non ne hanno. Questo consiglio appare molto semplice, ma non lo si ripete mai abbastanza. E’ estremamente facile lasciarsi coinvolgere ed ossessionare da tutte quelle piccole cose che di fatto non sono molto di rilievo. Il modo migliore di superare questa tendenza è quello di cominciare a pensare ad esse in una prospettiva diversa: pensa all’impatto che quelle cose hanno. Tutte le volte che cominci ad agitarti per dei minuscoli dettagli, chiediti che ne conseguirà, quanto durerà il risultato ottenuto. Se spesso passi la gran parte del tuo tempo a compiere azioni che non avranno più un effetto dopo una settimana o un mese, rimarrai sempre fermo a quel punto. Comincia a dare meno peso alle cose che non hanno importanza. Ne va della tua vita.
  7. Rendilo stupidamente semplice. Se ti stai arrovellando per fare qualcosa che per te conta molto, probabilmente ti stai complicando le cose. Cerca di fare qualcosa che sia davvero semplice, come lavorare su “quella cosa che ami” per un’ora al giorno. Un’ora tutti i giorni. Non importi di terminarla o di renderla perfetta. Fai solo in modo di poter fare qualcosa che ti piace fare ogni giorno, per un’ora, per 30 giorni.

I complicati sistemi di produttività non sono indicati per tutti, e non devono esserlo. Non preoccuparti se il GTD ti spaventa o ti manda il cervello in tilt, puoi comunque far si che le cose che ti stanno a cuore vengano fatte.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

7 Essentials For Living Your Fullest Potential dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Articolo scritto da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind.


La maggior parte di noi si è già sentita dire prima d’ora “Hai un alto potenziale” o a scuola, “Hai davvero del potenziale, lavora sodo e potrai realizzarti!”

L’unico problema è che sembra che nessuno ci dica da dove cominciare o come si possa raggiungere il nostro più grosso potenziale. Dopotutto, il termine “potenziale” è così inquietante! Non puoi misurarlo. Non puoi quantificarlo. Non puoi definire il POTENZIALE.

Anche se non saremo mai in grado di calcolare questo potenziale, possiamo comunque sviluppare delle abitudini che ci porteranno a crescere. Ecco qui 7 punti essenziali che ho trovato per rassicurarti che in realtà tu sei la migliore versione possibile di te stesso.

1. Abbi una mentalità aperta. Tutti quanti parlano di quanto sia importante essere di larghe vedute. Ma quello che invece non ti dicono è quanto in realtà questo essere di mentalità aperta possa influenzare il tuo potenziale. Ci sfuggono un mare di possibilità perché siamo bloccati in un modo limitato di pensare, o siamo spaventati dal prendere una decisione e correre dei rischi. La cosa peggiore che potrebbe accadere sarebbe il tuo apparire sciocco. Essere di mente aperta è il primo passo che porta al tuo potenziale, perché ti permette di avere la volontà in sé di correre dei rischi. Non avremo mai il meglio di noi stessi se viviamo sotto una campana di vetro. Come dice il proverbio: “Se fai sempre quello che hai sempre fatto, sarai sempre dove sei sempre stato.”

Quale musicista, quando commetto uno sbaglio, mi faccio piccolo piccolo e penso di aver rovinato tutto. Dopo che ho finito l’esecuzione e chiedo a qualcuno se hanno sentito il mio intoppo loro di solito mi rispondono “Che sbaglio?” Ci sono altissime probabilità che tu veda te stesso in un modo molto più critico di come potrebbero vederti gli altri.

2. Cerca nuove prospettive e contesti. Più prospettive cerchi, più allenti i tuoi limiti mentali. Se ti concentri su una cosa soltanto, dopo un po’ diverrai un esperto a riguardo. Ma se te ne stai rintanato nel tuo angolino, sarai come un rigido ponte, in attesa di collassare al primo uragano in arrivo. Un ponte ben costruito possiede elasticità: ha un certo quantitativo di flessibilità.

Cerca di allargare le tue vedute, di buttare giù le limitazioni del tuo modo di pensare. Ecco qualche consiglio:

  • Entra dentro la mente di qualcun’ altro. Mettiti al suo posto e cerca di vedere le cose dal suo punto di vista. Prova con la mente di diversi tipi di persone.
  • Ascolta della musica che non avresti mai neanche lontanamente sognato di voler sentire. Dalle una possibilità. Se non ti piace, sei sempre in tempo a spegnere tutto. So che ci sono dei generi musicali che proprio non reggo, senza contare quante volte ci abbia provato.
  • Cambia la tua routine. Se acquisti la solita ciambella alla marmellata, lo stesso caffè, e percorri sempre la stessa strada per andare a lavoro, tenta qualcosa di diverso. Sii avventuroso. Bevi del tè ai mirtilli piuttosto, e passa per un posto dal bel panorama per tornare a casa.
  • Impara una nuova lingua. Imparare una lingua nuova ti spinge a pensare in quella lingua. Indirizza la tua mente a creare nuove connessioni tra idee, frasi, e pensieri con i loro schemi che non avrebbero altrimenti avuto modo di emergere.
  • Viaggia. Quale modo migliore per rendere elastica la tua mente se non quello di immergersi completamente in una cultura diversa dalla tua?

3. Chiedi quello che vuoi. Tutti conoscono il detto “La ruota che cigola, ottiene l’olio.” Non mi stupirò mai di quante persone falliscano nel raggiungere quello che vogliono perché sono troppo spaventate dal chiedere. Sono impaurite dal rifiuto e l’imbarazzo li trattiene dal chiedere aiuto. Se vuoi ottenere quello che desideri, devi avere il coraggio di chiedere sostegno agli altri. Questo non significa che tu debba stare bene a spese degli altri. Significa che hai invece la saggezza per comprendere che puoi realizzare di più lavorando in compagnia, piuttosto che facendo tutto da solo. Il che mi porta direttamente al punto 4…

4. Aiuta gli altri a realizzarsi. Il modo migliore per raggiungere il tuo maggior potenziale è quello di aiutare gli altri al massimo delle tue possibilità. Quando sarà il tuo turno per chiedere aiuto, le altre persone saranno più inclini a restituirti il favore.

Se ti ritrovi al di sotto delle tue aspettative, molto probabilmente è perché non ti stai concedendo a sufficienza. Più ti dai agli altri, più valore crei. Più valore crei, più le persone ti riverseranno a loro volta valore in risposta.

Tramite l’aiutare gli altri più che puoi, creerai un’ampia rete di sostegno. Le persone migliori che conoscerai ti diranno che non hanno raggiunto la grandezza da soli. Hanno avuto molti consiglieri, e si sono poggiati alle spalle di giganti.

5. Pensa in modo differente. Non ti sorprenderà sapere che coloro che hanno raggiunto il loro più grandioso potenziale sono stati spesso i più produttivi. Loro non si preoccupavano di uscire dai confini della norma. Infatti, la maggior parte di questi individui considerava la norma come qualcosa da evitare accuratamente. Steve Jobs, Albert Einstein e Ralph Waldo Emerson (per nominarne alcuni) venivano ritenuti pensatori radicali. Oggigiorno sono solo considerati dei geni.

Pensare differentemente però non significa andare intenzionalmente incontro ad un banco di nebbia. Non significa nuotare bendato contro la corrente, semplicemente perché vuoi ribellarti all’autorità. Significa invece avere il coraggio di esprimere la propria individualità. E tutto sta nello sviluppare e nell’accettare con impassibilità la tua forza unica e i tuoi talenti. È così che raggiungerai il tuo massimo potenziale.

6. Lavora in modo furbo, e non sfiancante. Lavorando in modo intelligente puoi risparmiare del tempo che avresti altrimenti speso correndo qua e là. Lavorare con furbizia sta nel porre attenzione e nel prenderti il tuo tempo per le ricerche. Non si tratta di avere ogni singolo dettaglio sotto il proprio controllo. Quella è ossessione.

Lavorare intelligentemente significa fare tesoro delle esperienze altrui e svolgere le proprie mansioni. E’ la stessa differenza che c’è tra l’osservare prima un meccanico esperto o invece, a casaccio, tentare di riparare un motore da soli. Lavorare sodo a quel punto diventa irrilevante, poiché non hai la più pallida idea di quello che stai facendo.

7. Cambia il tuo responso automatico. Quando vuoi fare qualcosa, non starci su a pensare, falla e basta. Molte delle opportunità durante la nostra vita ci scivolano via semplicemente perché non riusciamo a prendere una decisione. Siamo avvolti dallo sforzo dell’immaginare tutti i ma e i come, da quanta esperienza potremo guadagnare, prima ancora di tuffarci.

La realtà è che la maggior parte delle esperienze arrivano dal fare le cose nel momento in cui ti si presentano. Farai inevitabilmente degli sbagli e non otterrai un risultato perfetto. Se riesci a sviluppare una appassionata abilità nell’ignorare la paura di quello che non conosci, potrai togliere anni di pratica a questo percorso.

Invece che pensare “ non lo so,” pensa piuttosto “ne verrò a capo.”

Ti aiuterà a superare le tue paure, il che ti farà sentire davvero libero.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Things We Think About But Do Not Say dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Articolo scritto da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind .


Cosa succederebbe se cominciassimo ad essere onesti con noi stessi a proposito di quello che davvero vogliamo?

Cosa succederebbe se cominciassimo davvero ad essere spietatamente sinceri? Se cominciassimo a dire quelle cose che pensiamo davvero, ma che abbiamo una paura matta di dire?

Il nostro ego probabilmente si rattrappirebbe e rimpicciolirebbe, talmente è spaventato di affrontare la realtà così come è, talmente spaventato di evitare tutte le farse, spaventato di mettersi a confronto con la nuda e cruda autenticità.

Ma se invece potessimo allentare la presa che ha il nostro ego sulle sue paure, potremmo abbracciare una realtà, non mediata e senza filtri.

Forse, solo a quel punto, cominceremo a vivere davvero.

Quando parlo di aperta ed autentica onestà, mi riferisco al fatto di essere totalmente connessi con il nostro io superiore. Non il nostro io dominato dall’ego, ma il tuo spirito (o qualunque parola tu voglia usare, non è il termine che conta). Quando ti sarai voltato nella direzione di questa fonte che è infinitamente più grande del tuo sparuto ego, vivrai in un genuino stato conscio.

Quando agisci secondo questo stato, non pensi che quello che stai facendo possa essere giusto o sbagliato, adatto o inadatto. Ti comporti in modo totalmente naturale, e non sei più spaventato dall’esprimere te stesso in modo autentico e libero. Non ti spaventa il dover dire a qualcuno come ti senti o chiede qualcosa di cui hai bisogno. E da questo luogo proverai gioia, perché non ci sarà più il tuo ego a trattenerti. Non ci sarà l’esitazione quando il tuo ego non sarà presente.

Quindi, come puoi fare tuo questo stato mentale di fluidità e di disinibito movimento?

Qui ci sono le tre cose più semplici ed efficaci che puoi fare per divenire più conscio, e di conseguenza, più autentico.


  • Pratica la consapevolezza. Questo non è l’aspetto più importante del comportarsi in modo autentico. Se non sei memore, perdi la consapevolezza delle tue capacità di determinare se stai agendo per reazione o secondo il tuo autentico io. Devo ammettere che rimanere in una posizione di persistente consapevolezza non sia compito facile. Non è qualcosa che padroneggerai in un giorno, un mese o un anno. Ma puoi metterla in pratica, e più la praticherai e più facilmente riuscirai a restare attento. Praticare la consapevolezza consiste semplicemente nel focalizzare la nostra attenzione su ciò che stai facendo o vivendo in questo momento. Facile da descrivere, difficile da mettere in pratica.

  • Usa dei promemoria per aiutarti a rimanere attento. Queste sono un sacco di inneschi mentali (o ancore, usando un termine di PNL) che puoi crearti per riportarti al tuo stato di lucidità. Uno spunto davvero grandioso è quello di ricordarti di ritrovare la consapevolezza ogni volta che vedrai il semaforo diventare rosso, oppure ogni volta che ti troverai ad un semaforo, verde, giallo o rosso che sia. Ho un campanellino alla mia bici che faccio suonare ogni qualvolta che pedalo per ricordarmi di tornare consapevole. Un altro promemoria efficace e permanente, è un tatuaggio. Se pensi che non faccia per te, potresti optare per un braccialetto, o un anello che hai scelto come simbolo “sacro” che ti ricordi di ritrovare la consapevolezza.

  • Pratica la meditazione giornalmente. Non vi è alcun sostituto alla coerente meditazione quotidiana, per favorirvi lo stato di presenza mentale. La cosa migliore della meditazione è che essa ti concede anche il tempo di ascoltare davvero te stesso. La maggior parte delle volte, non facciamo altro che parlarci, ma raramente ci prendiamo la briga di ascoltare. Durante la pratica di silenziosa consapevolezza abbiamo l’opportunità di ascoltare i nostri pensieri e sentimenti, ed è facendo così, che saremo più equipaggiati per poter rimanere presenti quando ci sentiamo tirare verso l’inconsapevolezza. La cosa più importante è partire dal piccolo. Medita per 5 o 10 minuti ogni giorno prima di andare a dormire, o appena ti svegli. Non essere severo con te stesso se la tua mente non si rilassa abbastanza rapidamente, o se pensi di non essere portato per la meditazione. Se sarai diligente, la tua mente probabilmente si stancherà di sentirsi blaterare incessantemente.

Più consapevoli diventiamo, più incrementiamo le nostre capacità di agire privi di finzione e doppiezza. Quando saremo completamente autentici, non avremo più paura di parlare o agire in modo significativo. Non avremo paura di dire a qualcuno come ci sentiamo veramente. Non ci contorceremo tra la scelta dell’agire in modo integro oppure in modo vile sotto consiglio del nostro minuscolo ego.

Forse, se cominciassimo a dire quello che davvero pensiamo ma non diciamo, le nostre vite avrebbero più significato. E penso che a quel punto potremo davvero afferrare quello che davvero significa essere liberi.

E forse, poi capiremo il vero senso della liberazione.

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Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How Giving Changes Everything dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Dai e riceverai.


Articolo scritto da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind.


Spesso pensiamo che il nostro successo dipenda dal concentrarsi su noi stessi. Ma questo semplicemente non vero. Ogni persona di successo sa che il successo arriva come conseguenza della quantità di valore che diamo agli altri.

Eppure, spesso ce ne dimentichiamo.

E funziona allo stesso modo per la nostra felicità. Quando divento esageratamente focalizzato sui miei obiettivi, sui miei sentimenti e i miei desideri, comincio a sentirmi giù. Quando mi concentro su di me, è facile pensare che tutto riguardi me. Ma non è così. E quando sono così focalizzato su di me, comincia ad essere facile che io mi senta offeso dagli altri. Penso che gli altri facciano cose che non mi piacciono perché sono io, quando in realtà loro si comportano così per i loro motivi.

Vedi quanto è facile cadere in depressione quando dai una così esagerata importanza a te stesso?

Ed è per questo che aiuta lo spostare l’attenzione sugli altri, e concentrare il tuo focus sul dare, piuttosto che sul ricevere. Potresti pensare che col dare tutte le volte, non riceverai mai. Ma è vero invece l’opposto; proprio perché dai così tanto attrai negli altri il desiderio di volerti donare a loro volta.

È incredibile come questo funzioni:


  • Il modo migliore per essere interessanti è quello di interessarti agli altri.

  • Guadagni più energia fisica dal bruciare energia quando fai esercizio.

  • Il modo per essere amati è essere amabili.

  • Quando sei in cerca di comprensione, gli altri sono maggiormente predisposti a volerti capire a loro volta.

  • Aiutando gli altri, gli altri saranno più inclini ad aiutarti per ricambiare.

Penso che sia interessante come intuitivamente si sappiano queste cose, ma come in qualche modo il nostro ego blocchi la strada. La nostra propria importanza ci fa pensare che dovremmo ricevere per giustificare il dare. E questa parte è la stessa che insegue il voler avere ragione, piuttosto che essere felici. Ne vale la pena?

Credo che si trovi in una posizione molto più potenziante chi doni per primo. Altrimenti, chissà quanto ci potrebbe volere perché l’altra persona cominci per prima, o se mai accadrà. Aspettare che siano gli altri a dare è come aspettare gli altri per avere quello che vuoi. Perché non chiedere semplicemente e vedere cosa succede?

Dona te stesso.

Quando potrai dare senza aspettarti niente in cambio, sarai diventato maestro nell’arte del vivere.

Non ti stupisce il fatto che le persone di maggior successo nel mondo siano maestre del dare? Le persone di maggior successo sono quelle che forniscono maggior valore agli altri.

Dunque la domanda è: Come puoi dare più di te stesso agli altri?

Credo che scoprirai, come ho fatto io, che sarai più soddisfatto e appagato non quando avrai fatto qualcosa di davvero fico, o quando starai facendo qualcosa che ti entusiasma (non che queste cose non contino), sei maggiormente soddisfatto e gratificato quando avrai potuto fare qualcosa per gli altri.

Qui ci sono dei suggerimenti di piccoli, ma potenti modi coi quali puoi donare a quelli intorno a te oggi:


  • Abbandona le aspettative che hai nei confronti del tuo partner e della tua famiglia. Invece di aspettarti che loro si comportino in un certo modo con te, trova il modo per mostrare loro quanto ci tieni e quanto significano per te.

  • Dona il tuo atteggiamento. Questo è davvero uno dei modi migliori con i quali puoi dare agli altri. Il tuo atteggiamento e la tua energia positiva hanno un effetto incredibile su chi ti circonda. L’oscurità, quando viene avvicinata dalla luce, si illumina. Allo stesso modo, un’energia debole, quando le si avvicina una energia potente, si dissolve. Aiuta a dissolvere l’energia debole degli altri portando la tua potente carica energetica agli altri.

  • Regala le tue intenzioni. Ogni qualvolta incontrerai qualcuno, di’ un augurio silenzioso o invia loro una intenzione positiva, invece di giudicarli.

  • Dimostra la tua gratitudine. Scrivi una semplice nota o lettera che esprima a qualcuno quanto questa persona significhi per te e perché le vuoi bene. L’impatto che questo avrà su chi la riceverà sarà meraviglioso.

  • Semplicemente offri il tuo aiuto. Se non c’è niente di specifico che tu possa fare per qualcuno, lascia semplicemente loro sapere che se ci fosse un qualunque modo in cui tu potresti aiutarli, vorresti che loro te lo facessero sapere.

Queste cose possono sembrarti piccole, ma io penso che il mondo sia cambiato grazie ad una profusione di micro idee. Le rivoluzioni hanno inizio da piccole azioni.

Quindi, la domanda che ti pongo adesso è, come posso aiutarti? Dimmelo!

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

The World Needs You to Do What You Love dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Ama quello che fai, e il mondo ci guadagnerà.


Articolo scritto da da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind.


I cambiamenti più grandi avvengono grazie a persone profondamente appassionate, che provano immenso amore per il lavoro che svolgono.

Se vuoi fare la differenza in questo mondo, l’unica, importantissima cosa che puoi fare è di scegliere consciamente e deliberatamente, di fare quello che ti appassiona.

Nessuna altra scelta può o potrà mai avere un grandioso impatto sul pianeta, o nella tua vita.

Se stai facendo un lavoro noioso, probabilmente non sarai di grande impatto. Certo potrai fornire del valore alle persone. Un valore sufficiente per pagare il tuo affitto, e tirare avanti. Ma non sarà mai abbastanza per un cambiamento. E di sicuro non sarai d’ispirazione per gli altri.

Se stai facendo un lavoro noioso, è molto probabile che tu faccia solamente l’indispensabile per non essere licenziato.

Ma se svolgi un lavoro che ti entusiasma, ti tiene sveglio la notte, e ti nutre, ti riempie… ne faresti sempre di più. Ti ci dedichi completamente. Farai degli extra in altri momenti, ci metterai più energia, più passione. Perché ne vale la pena. Perché ti appaga.

Alla fine della giornata pensi: “Oggi il mio tempo è stato speso bene.”

Ma la vera questione non è se stai facendo qualcosa di noioso o qualcosa di appassionante. La questione è da che parte cominciare.

Sette cose che puoi fare per muoverti verso l’essere pagato per fare quello che ami:


  1. Trova la tua passione. E qui mi riferisco a quello che è il tuo grande amore, quello che ti tiene  in vita. Per partire, qui devi chiederti: “Cos’è che mi interessa in modo esagerato?” “Di cosa sarei in grado di parlare per ore?” e “Cosa potrei fare gratuitamente?”

  2. Trova i tuoi punti di forza. Quello che stiamo cercando adesso sono cose che ti riescono bene di natura, e quelle forze uniche e speciali che hai sin dalla nascita. Si tratta di offrire al mondo i tuoi doni. Per iniziare, poni domande ai tuoi amici, ai tuoi familiari, o chi vuoi e chiedi loro tre cose nelle quali dimostri talento.

  3. Trova il tuo valore. Trovare quindi l’intersezione tra quello nel quale sei bravo e quello per il quale le persone dovrebbero essere disposte a pagarti è il nocciolo della faccenda. Se non puoi trovare un modo per essere pagato per fare quello che ti piace, il resto non ha molta importanza. Quindi, direi che vale la pena spendere un po’ di tempo per risolvere questo punto. Parti col pensare ai benefici che gli altri potranno trarre dal tuo contributo di valore. Pensa se quello che stai offrendo si tratta di disperato dolore o di profonda passione.

  4. Svolgi il compito. Credo, più di qualunque altra ragione, che le persone falliscano nel riuscire in qualcosa perché mancano d’agire. Pensando “non lo so” o “forse un giorno” non riuscirai mai a rendere la tua passione la tua fonte di sostentamento. E richiede un grande impegno, senza compromessi, fare questo cambiamento per te stesso. Invece di pensare “non lo so”, pensa “ne verrò a capo”. Ricorda, i sentieri si creano camminandoci.

  5. Abbi la volontà di lasciare andare. Nella stessa misura in cui vuoi fare questo cambiamento per il tuo bene, può risultare altrettanto difficile mollare la presa dai vecchi modelli di pensiero e comportamento. Molti di noi hanno la credenza che “il lavoro non dovrebbe essere divertimento” o che “dovresti semplicemente ingoiare il rospo”. Frantumare queste convinzioni può essere difficile, ma ne vale sicuramente la pena per avanzare verso una nuova direzione.

  6. A cosa rinuncerai? Potresti pensare di non avere tempo sufficiente per intraprendere un nuovo percorso. Ed hai ragione. Non avrai tempo finché non lo creerai. Ci sono un sacco di impegni che infiliamo nella nostra agenda ai quali crediamo di dover adempiere. Ma in realtà, il nostro mondo non crollerebbe se scegliessimo qualcosa di diverso. Stila una lista delle attività e dei ruba-tempo a cui rinuncerai così da poter creare tempo per il tuo nuovo viaggio.

  7. Dirai Sì a te stesso? Potresti voler diventare uno scrittore, un dentista, un life coach, un pittore, o un oratore. Se senti che è quello per cui sei nato, allora concediti il permesso di definirti tale…anche se non lo sei ancora in senso istitutivo. Va bene anche se non si tratta di un’occupazione full time. Entra in possesso delle tue passioni, completamente, senza riserve.

Nel tuo viaggio c’è molto di più di queste sette cose, ma si tratta comunque di un grande inizio. Chiarezza e Azione sono i passi più importanti, il resto è tutto in discesa. Un piede davanti all’altro.

Ci arriverai. Nessuno potrà fermarti se lo vorrai abbastanza.

E ricorda, il mondo ha bisogno che tu faccia ciò che ami. Niente può cambiare le cose, o avere un maggiore impatto, più di questo.

Concediti il permesso. Abbiamo bisogno dei tuoi doni.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How to Live Without the Clock dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Smetti di guardare l’orologio.


Gli orologi uccidono il tempo… il tempo è morto nel momento in cui comincia ad essere scandito da piccole rotelle; solo quando l’orologio si ferma il tempo viene alla vita.”

William Faulkner


Articolo scritto da un collaboratore di Zen Habits: Jonathan Mead di Illuminated Mind.


Hai mai desiderato semplicemente che il tempo non esistesse?

Non intendo il tempo o l’”esistenza” nel senso letterale. Intendo il tempo nel senso del contare le cose.

Perché noi contiamo sempre, non è così?


  • Che ora è?

  • Quanto tempo ho ancora?

  • Quanto manca per arrivare?

  • Odio aspettare, non ho tempo per questo.

  • Dobbiamo sbrigarci.

  • Se arriviamo in ritardo, passeremo dei guai.

Quando dai davvero uno sguardo a tutte le considerazioni che abbiamo sul tempo, è incredibile notare poi quanto ne siamo ossessionati. Pensiamo di poter controllare il tempo, di decidere quanto una cosa richieda, e il tipo di risultato che otterremo. Il Time Management (la Gestione del Tempo) dopotutto, è quanto successo raggiungiamo, non è così?

O almeno è quello che pensiamo. Perché vi sono tante altre componenti del successo che non hanno niente a che vedere col tempo, e niente a che vedere col contarlo. Ci sono priorità, ci sono le influenze, le relazioni, le risorse, il focus, gli impegni, e molte altre cose. Eppure lo definiamo “Time Management”.

Personalmente quello che ho capito nella mia vita è che più tento di gestire (controllare) il tempo, più ansia ottengo.

Cerco sempre di:


  • Accertarmi che vi sia tempo sufficiente.

  • Organizzare i miei impegni in modo efficiente.

  • Verificare di avere tempo per questo, o tempo per quello.

  • Non lasciare che il tempo “mi sfugga di mano”.

  • Non passare troppo tempo ad inseguire il tempo.

Hai notato quanto cominci a diventare ridicolo?

Jim Loehr, l’autore de Il Potere Dell’Impegno, afferma che “gestire l’energia, e non il tempo, è la chiave per alte prestazioni”.

E non posso che dargli ragione. Cercare di gestire e monitorare costantemente il mio tempo mi ha solo procurato una maggiore ansietà, e il costante sentimento del non aver “fatto abbastanza”. Finisco sempre col pensare a come avrei potuto “spendere quel tempo in modo più saggio”. Ma lo scopo della vita è quello di godersela, giusto? Quindi, non possiamo effettuare delle alte prestazioni senza l’ansia di contare ogni singolo minuto?

Io lo penso; o almeno sto facendo del mio meglio per vivere in questo modo. Dopotutto ci vuole un po’ per sbarazzarsi di decadi di convinzioni errate legate al tempo.

Allora, ecco qui alcuni punti che raccomando per uccidere l’ansietà da orologio:


  • Scegli un tema per ogni mese. A molte persone piace porsi degli obiettivi. Beh, io no. Mi sono reso conto che gli obiettivi mi creano troppa ansia perché mi ritrovo sempre a confrontarmi con quello che avrei potuto fare di meglio. Quindi, piuttosto preferisco impostare un tema per ogni mese e concentrare le mie energie su di esso. Questo mese, il mio tema è quello di migliorare le mie capacità di concentrazione. Meno controlli della casella email, meno distrazione, e un focus più alto, un lavoro di profonda concentrazione.

  • Lavora per la settimana. Questo ha fatto una grande differenza nello svolgere le attività più importanti. Invece di programmare le mie attività più importanti di giorno in giorno, le programmo in base alla settimana. Ho notato che ciò mi aiuta a concentrarmi maggiormente sull’insieme globale. Può essere che tu abbia sentito il detto “Sopravvalutiamo quello che possiamo fare in un giorno, e sottovalutiamo ciò che possiamo fare in un anno.” Stavo continuamente sopravvalutando quello che potevo fare in una giornata, e mi colpevolizzavo per non riuscire a portare a termine le cose. Ma cominciando a concentrarmi sulla settimana, ho eliminato questo problema.

  • Asseconda i tuoi ritmi. Questo può sembrarti un concetto vago, ma si tratta semplicemente di seguire i ritmi della tua energia e di ascoltare il tuo corpo. Quando hai bisogno di prenderti una pausa, prenditela. Quando senti la voglia di buttarti, buttati. Poni attenzione a quello che sei intento a fare e quello che senti di voler fare.

  • Organizza quello che hai bisogno di fare. Ovviamente non possiamo cancellare tutti i nostri impegni. Vi sono dei benefici nell’avere dei tempi e degli impegni specifici come delle riunioni. Altrimenti sarebbe difficile. Quello che puoi fare, però, è darti tempo sufficiente per prepararti in anticipo e agire dopo. In questo modo non sentirai costantemente la fretta, una delle prime cause alla base dell’ansia.

  • Lascia fluire. Personalmente io amo strutturare il mio lavoro attorno a grandiosi ed entusiasmanti progetti. Quando lo faccio, di solito agisco in modo appropriato e stendo le fondamenta necessarie. Poi mi metto all’opera. Ma la cosa più meravigliosa del lavorare su un grande ed entusiasmante progetto è che permetti allo stato di flusso di venire a te. Quando sei profondamente appassionato ad un progetto, è facile lasciarsi assorbire e perdere la cognizione del tempo.

  • Stai fermo. Spendiamo tanto di quel tempo a cercare di “andare” e “arrivare”. E passiamo un sacco di tempo a prepararci in vista di cose future. Mentre in alcuni casi si tratta di una parte necessaria della nostra vita, è anche altrettanto importante giocare, lasciarsi andare, dimenticarsi il futuro, e dimenticare il passato. Cosa c’è di così importante che non può aspettare? Sarà lì domani. E ce ne sarà sempre di più. Quindi rilassati, e lascia che il mondo scorra intorno a te.

Un amico mi ha raccontato una storia a proposito di alcuni uomini d’affari andati a farsi le vacanze a Bali. Avevano acquistato uno dei classici pacchetti vacanza da una delle agenzie di viaggio locali, che ovviamente, avevano un programma di eventi. Mentre erano seduti sotto il patio di un bar, chiesero a che ora sarebbe cominciata la serata di divertimenti. L’hostess disse solamente “Oh, comincerà quando comincerà.”

Puoi immaginarti quanto ciò possa aver turbato quei signori. Insicurezza…mancanza di controllo. Il non sapere.

Gli abitanti di Bali sono famosi per essere incredibilmente spensierati e felici. E sono inoltre ben conosciuti per non preoccuparsi troppo del tempo che passa, o nel cercare di essere in tempo. Loro non se ne curano molto. Inoltre sono estremamente gioiosi.

Mentre la giornata degli uomini d’affari è decisamente rovinata! Non possono nemmeno contarsi i minuti che li separano dall’evento della serata!

Dunque che cosa preferiresti di più essere: in controllo… o felice?

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