La Bussola Della Vita • THE COMPASS OF LiFE

Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina. La fortuna viene dal cuore e ci rende degni di rispetto”

Nichiren Daishonin


Le parole sono simboli linguistici molto potenti e significativi perché assommano in sé una serie di idee, concetti ed esperienze personali. E mediante i simboli, il subconscio è in stretta comunicazione con la coscienza.

Le parole sono lo strumento attraverso cui esprimi il tuo pensiero. E sono anche il maggior intralcio alla tua felicità. Una sola parola può scatenare si o no, odio o amore, integrità o disonestà, pace o guerra.

Quando pronunci una parola sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale negativo, puoi creare un litigio, favorire incomprensioni, generare infelicità, causare miseria. Ma se pronunci la stessa parola, sulla spinta emotiva di un atteggiamento mentale positivo, puoi produrre distensione là dove ci sono delle tensioni, armonia dove c’è incomprensione, generare felicità e benessere.

Perciò, quando devi affrontare una questione che implica un equivoco con un’altra persona, sarebbe più saggio iniziare da te stesso, chiarirti dentro te stesso. Analizzando la tua disposizione mentale, potresti accorgerti che è orientata al negativo. A questo punto, tutto ciò che dovresti fare è riorientare la tua disposizione mentale positivamente e ti accorgerai che le cose vanno apposto da sé. Spesso in un modo migliore di quanto tu osassi sperare.

Allo stesso modo, spesso basta una parola per incoraggiare una persona o per stimolarla ad agire. Se le dici: “Puoi farcela, puoi farlo!”, le stai offrendo uno stimolo.

Se, invece, dici a te stesso: “Posso farcela, posso farlo!”, ti stai stimolando con una autosuggestione.

Spesso ancora, una parola può generare incomprensione. A questo proposito mi ricordo di aver letto in un libro di Clement Stone una storia riguardo a una persona che era ospite in casa di parenti e si è trovata ad avere un problema con il nipotino di nove anni.

L’uomo, parlando con il padre del bambino, sosteneva che quest’ultimo gli aveva detto una bugia. Interpellato dal padre, il ragazzino sosteneva, invece, di non aver detto alcuna bugia.

Chi dei due stava mentendo, lo zio o il nipote?

A questo punto il padre chiede che gli venisse spiegato cosa era esattamente accaduto.

Lo zio sosteneva di aver chiesto al nipote di portare i giocattoli in cantina, che il ragazzino gli aveva detto che lo avrebbe fatto, ma che non lo aveva fatto.

Il bambino, invece, sosteneva di averlo fatto.

Il padre chiese allora al figlio come si spiegava il fatto che lo zio sosteneva l’incontrario.

Il bambino rispose così: “Per arrivare in cantina ci sono parecchi scalini. Dopo il quarto scalino c’è una finestra… e io ho messo i giocattoli sul davanzale… La cantina è la distanza fra il pavimento e il soffitto… quindi, i miei giocattoli sono in cantina!”

La divergenza di opinioni fra zio e nipote era dovuta alla definizione della parola cantina. Il bambino, probabilmente aveva capito cosa intendeva lo zio, ma non voleva scendere tutte quelle scale. Così, poi, nel tentativo di evitare una eventuale punizione, uso la logica per dimostrare di avere ragione.

Di fatto, la comunicazione interpersonale non è possibile se non si comprende esattamente cosa vuole dire la controparte con le parole che usa. Inoltre, è importante che tu cerchi di capire anche se l’altra persona conosce il significato di ciò che dice. Può capitare, a volte, di parlare con persone che esprimono la loro foga, pro o contro qualcosa che nella loro mente ha un significato distorto rispetto al vero significato dell’oggetto o argomento in questione.

Secondo l’insegnante, psicologo, semantico e scrittore Canadese-Americano Samuel Ichiye Hayakawa (1906 – 1992) esperto in scienza linguistica, è essenziale scoprire ciò che significa veramente una parola sulle labbra di un’altra persona, o sulle nostre stesse labbra, se vogliamo pensare in maniera accurata.

Come puoi scoprirlo?

Sii specifico. Comincia con una vera, genuina comunicazione mentale, avendo a cuore di poter essere compreso da chi ti ascolta, e vedrai che non ci saranno più fraintendimenti.

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Barry T. Wood

All’inizio ti chiedi se siano reali.
Tutte queste emozioni che provi.

Ma poi, tu sai nel profondo del tuo cuore
che questo è solo l’inizio.

E mentre la passione in te cresce
espandendosi fino a sentire la tua vera anima,
c’è qualcosa in questo che tu sai già da tempo.

Lei che sente le stesse cose che senti tu.
Può questo essere vero?

È reale o è solo un sogno?
Poi realizzi che è entrambe le cose.

È qualcosa che non hai mai provato prima.
E quando non c’è .. ne vuoi di più.

Allora dovresti solo lasciare che accada.
Intensa, senti la dolce connessione
che ti fa andare in questa nuova direzione,
fluttuando con intensa emozione.

E adesso tu sai com’è
il legame del vero amore.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Ogni giorno le stesse cose. Alzarsi al mattino, organizzare una giornata densa di impegni, arrancare per far fronte a tutto, imprevisti compresi. Che tu sia occupato o disoccupato poco cambia. Se hai un lavoro, sicuramente dovrai fare i conti con lo stress che ti viene dalla preoccupazione di riuscire a fare tutto quello che devi nel migliore dei modi e gestire al meglio le relazioni con superiori o subordinati. Se non hai un lavoro, allora ti starai stressando nell’affanno di cercarne uno e, soprattutto, di riuscire a trovarlo.

Lo stesso vale per le relazioni. Se sei single, spesso e volentieri non è per scelta e, quindi, è snervante muoversi e destreggiarsi nella giungla delle emozioni umane. Perennemente alla ricerca di qualcosa che sembra costantemente fuggevole. Se hai una relazione di coppia stabile o una famiglia, spesso, devi fare i conti con la routine del rapporto e con la mancanza di coraggio di porre fine a una relazione snervante, da tempo arrivata a un bivio.

Certo, per fortuna ci sono anche persone a cui le cose vanno bene, che sono esattamente dove vogliono essere e stanno facendo esattamente quello che vogliono fare. Se questa è la tua situazione, mi congratulo con te e non posso che dirti: “Continua così”. Ma se ti riconosci più facilmente nell’altro scenario, penso di poter dire che forse è arrivato anche per te il momento di prendere una decisione nuova per la tua vita. Se se i al capolinea, apatico, disincantato, disilluso e scoraggiato, tanto meglio! Vuol dire che sei nel posto giusto e nel momento giusto per fare il grande passo. Ricominciare a vivere.

Riprenderti la tua vita nelle tue mani. Quando sei sceso in basso, fino al fondo, più in giù di così non puoi andare. A questo punto puoi soltanto risalire. Come risali, questo dipende da te.

Cosa vuoi? Intendo cosa vuoi veramente? Te lo sei mai chiesto?

Se sì, bene. Se no, allora cosa aspetti a cominciare a chiedertelo?

Stai facendo quello che ti va di fare? Stai facendo le cose che ti piace fare? Quando spazio dai alle tue voci interne? Stai lasciandoti andare a vivere le cose che senti di voler scoprire, sperimentare, assaporare?

Se sì, va benissimo. Se no, ancora una volta ti dico: cosa aspetti?

Ieri è passato, qualunque cosa sia successa ieri non puoi cambiarla, ma non permettere al tuo passato di condizionare il tuo futuro. Domani è il futuro. Ma se vivi con in mente solo il domani, il domani non arriverà mai. Perché non ci può’ essere domani che non poggi sulle basi di oggi.

Perciò, oggi è tutto quello che hai. E quello che fai oggi è ciò che determina come sarà il tuo domani. Quindi, fai oggi tutto quello che puoi, che desideri, che vuoi. Fai in modo di arrivare a domani senza rimpianti, senza aver lasciato nulla di sospeso nel tuo oggi.

Il futuro, altro non è che un continuo susseguirsi di oggi. Un oggi dopo l’altro. Ecco perché è così importante vivere quell’oggi al cento per cento, tutte le volte. Ecco perché è così importante che anche oggi tu trovi il modo di sentirti bene. Qualunque cosa tu stia facendo o non facendo, è solo oggi, qui e adesso, che puoi pensare positivamente, agire di conseguenza, seguendo le emozioni che si liberano nel tuo cuore.

Se anche sei estremamente occupato, trova un angolo nella tua mente, tutto per te, e dai spazio a quello che senti. Lasciati andare, sii semplicemente quello che vuoi essere. Fai quello che senti di voler fare, riprenditi la tua vita e falla splendere come desideri che sia. Poteresti dirmi che è tutto molto bello ma che non è facile, che ti piacerebbe ma non hai tempo, che non è il momento, che devi prima sistemare delle cose…. Ma io ti dico: “Se non adesso quando?”

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Barry T. Wood


Ombre scure vagano nel paesaggio della mia mente

come i sogni di sera, che vanno alla deriva intorno a tempo.

Messi all’angolo,

li batto di nuovo per liberare me stesso da questo imperfetto sublime.

Mentre si dissipano nella polvere della rima di ieri,

mi sveglio con una chiarezza che è molto più viva.

Le emozioni vagano sopra me come un brivido nella mia spina

e realizzo qualcosa di nuovo per la prima volta:

Sono libero…

La gabbia era soltanto nella mia mente.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

The Gift of Failure – Ten Reasons Why Falling Flat on Your Face is a Good Thing dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Questo articolo è stato scritto da Barrie Davenport, un life e carreer coach e fondatore di Live Bold and Bloom, un blog sul vivere senza paura.


Non ci sono fallimenti – solo esperienze e le reazioni che abbiamo ad esse.

Tom Krause, oratore motivazionale, insegnante e coach.


Mi piacerebbe pensare come Tom Krause, che il fallimento non esiste. Sono solo eventi della vita come altri. Andare a fare a spesa, passare una meravigliosa vacanza a Parigi, venire licenziati.

Tutte le esperienze e gli eventi sono neutrali. Essi si tingono del colore che noi gli attribuiamo.

È una prospettiva molto Zen, e che credo si molto vera – fino a che non fallisco. A quel punto fa male e basta.

Quando cadi a terra, precipitando sotto una situazione gigante del tipo “i miei affari stanno colando a picco” o una minore “mi sono svegliato tardi e non mi sono recato ad un appuntamento”, il fallimento ci fa sentire davvero male. Quando senti di star fallendo in qualcosa, le tue emozioni possono ritorcersi e scendere a livelli bassissimi. E vivi in quel limbo di terra dello sconforto e miserabilità. “Sei senza talento, stupido, indesiderato, irresponsabile” grida il coro oscuro della tua mente. È difficile scacciarlo via.

Sentirsi orribili dopo aver fallito in qualcosa è inevitabile. Siamo umani dopotutto. Comunque, è il modo in cui gestiamo quei sentimenti che è cruciale per il nostro successo e felicità futura. Possiamo dimenarci nell’oscurità e nella demoralizzazione, oppure scegliere di cambiare i nostri pensieri. Hai afferrato questo punto? Possiamo scegliere di cambiare i nostri pensieri.

Cambiare consciamente i tuoi pensieri riguardo ad un fallimento è un modo di rispondere impavido e creativo.

Quando cambi i tuoi pensieri, di solito le tue emozioni fanno lo stesso. Cambiando i tuoi pensieri a proposito di questo fallimento, attenuerai la tua paura del fallimento per il futuro. Sai che potrà capitarti di cadere ancora, quindi non farti cogliere dalla sorpresa.

Aspettati qualche fallimento nella tua vita, non come qualcosa di cui aver paura, ma un dono.


Non ho fallito nel test, ho solo trovato 100 modi di farlo sbagliato.

Benjamin Frenklin


Perché non investi in una piccola assicurazione sul fallimento? Puoi cominciare a cambiare i tuoi pensieri riguardo al fallimento adesso, prima di un’altra di quelle esperienze “neutrali” che fanno così male quando ti accadono!

Comincia a cambiare la tua percezione del fallimento, e presto il sentimento negativo se ne andrà quando qualcosa accade.

Qui trovi dieci ragioni per le quali il fallimento può essere positivo:

1. Accetta il fallimento come parte della vita. Anche quando tentiamo di isolarci dalla possibilità del fallimento e di vivere vite “sicure e salve”, il fallimento può sempre e comunque farsi strada e arrivare a noi. Le brutte cose accadono anche se ci stiamo sforzando tantissimo per far si che non accadano. Il solo accettare questo può già farti stare meglio. Capita a te. Capita a chiunque.

2. Fallire significa che hai avuto il coraggio di provare. Se sei determinato ad aver successo in tutto, allora, per favore, non provare niente di nuovo. Rimani attaccato al tuo status quo e alla tua zona di comfort. Ma se vuoi avere una vita grandiosa, piena, ricca, abbracciare il fallimento è un passo che ti porta più lontano dalla mediocrità. Si tratta solo di un passo del tuo percorso.

3. Il fallimento ti insegna qualcosa. C’è sempre, sempre, una lezione in un fallimento. E se non fosse evidente sin da subito, decidi di scovarla tu. Imparerai un modo migliore, una direzione differente, una nuova prospettiva. Ripensa a dei vecchi fallimenti e quanto sei cresciuto grazie ad essi. Non lasciare questo prezioso dono dietro di te, nello sforzo di rifiutare e dimenticare i tuoi fallimenti.

4. Il fallimento rafforza il carattere. Quando fallisci, impari più del semplice fare qualcosa in modo diverso. Impari qualcosa in più su te stesso. Potresti imparare di più sull’umiltà, sul perdono, sull’amicizia, sul giudizio, sulle priorità e i valori. Approfitta dell’opportunità di crescere in queste aree e costruisci la tua intelligenza emotiva e la tua maturità.

5. Puoi diventare un mentore. Quando rafforzi il tuo carattere e risollevarti dal fallimento, fai da modello per gli altri per il tuo atteggiamento, per la tua capacità di tener testa ad una situazione e a perfino prosperare quando qualcosa di brutto accade. Diventi un mentore per la tua resistenza e la tua forza d’animo, insegnando a quelli intorno a te come comportarsi in situazioni analoghe. Starai servendo gli altri in modo profondo e significativo.

6. Il fallimento ti rende più elastico. Quando il peggio accade, non devi averne paura. Sta accadendo, e tu lo stai vivendo. Hey, non è così terribile come avevi pensato. Sei ancora vivo. Quindi, visto che crollare giù non ti ha ucciso, potresti continuare ad andare avanti e provare altre mosse coraggiose che prima avevi avuto troppa paura di fare. Sai già cosa accadrà se fallirai, quindi, cosa hai da perdere?

7. I veri amici si vedono al momento del fallimento. Alla fine hai fallito negli affari, il tuo matrimonio casca a pezzi, a quel colloquio hai fatto schifo, o hai problemi di alcolismo. I tuoi amici e associati si stanno sparpagliando come scarafaggi spaventati. Eccezion fatta per i tuoi veri amici – quelli che ti vogliono bene per quello che sei. Quelli che hanno fiducia nelle tua saggezza e intelligenza interiore. Se mai ci fosse un momento per davvero coltivare le tue amicizie, questo sarebbe quello giusto. Queste persone se lo meritano.

8. I fallimenti sono spesso opportunità camuffate. Ti è mai accaduto? Non ti è stata offerta quella promozione che speravi, solo perché poi ti è stato offerto un lavoro migliore dove ti avrebbero pagato di più poche settimane dopo. Perdi un sacco di soldi a causa di un cattivo investimento, ma la tua perdita ti mette in condizione di concentrarti maggiormente ed efficacemente su nuove strategie di profitto. Una relazione finisce in modo doloroso, ma alla fine incontri la tua anima gemella. Il fallimento alcune volte produce risultati che risultano essere migliori del progetto originale.

9. Il fallimento è alle volte intenzionale. Ci sono volte in cui la nostra mente subconscia sa più della nostra parte conscia a proposito di ciò che vogliamo o di cui abbiamo bisogno. Alcune volte falliamo perché è una rotta di fuga. Forse stiamo facendo qualcosa perché ci sentiamo in trappola o obbligati. Se sabotiamo la situazione, allora poi saremo liberi. Il fallimento ci forza a guardare le cose negli occhi e a chiederci “volevo davvero cominciare questa cosa?”. La risposta è spesso “no”. La verità può far male, ma può anche liberarci.

10. Il fallimento alimenta la creatività. Thomas Edison ha fatto 1000 tentativi senza successo prima di inventare la lampadina. Winston Churchill ha fallito in ogni impiego in un ufficio pubblico finché non è diventato primo ministro all’età di 62 anni. Henry Ford ha fallito ed è rimasto al verde ben cinque volte prima di avere successo. Se non permetti al fallimento di schiacciarti, questo ti metterà in una posizione nella quale dovrai sviluppare nuove soluzioni creative, costruendo su quello che hai imparato da questo fallimento. Thomas Edison non credeva di aver fallito 1000 volte. Lui diceva: “La lampadina è stata una invenzione di 1000 step”.

Come morte e tasse, anche il fallimento accade prima o poi. Potrebbe risultarti difficile da accettarlo come una esperienza neutrale, all’inizio. Comunque, col trasformare la tua prospettiva, il fallimento può diventare una esperienza che ha molto da offrirti, guidandoti alla tua crescita personale e ad un successo finale.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

“Che tu creda di riuscirci o che tu creda di non riuscirci, hai ragione comunque.”

Henry Ford

Tu puoi attrarre ricchezza nella tua vita, esattamente allo stesso modo in cui, che ti piaccia o no, puoi respingerla.

Quando credi di non poterti permettere qualcosa; quando lesini su tutto per paura di rimanere senza quel “poco” che hai; quando non ci provi nemmeno perché tanto sai già che non cambierà niente; quando … e qui possiamo andare avanti con tutti gli altri non che vuoi, di fatto, stai respingendo sia la ricchezza materiale che il benessere fisico e mentale.

Il non poter fare ti fa sentire frustrato, amareggiato, deluso, insofferente, depresso, stressato. Posso fermarmi qui? Non c’è bisogno che continuo vero?

Questo continuo stato di malessere, si ripercuote inevitabilmente anche nel corpo, innescando patologie dei tipi più svariati. Le cosiddette malattie psicosomatiche ad esempio.

Ora, se tu sei quello che pensi, quando pensi in modo così negativo e distruttivo, ogni cellula del tuo organismo si riproduce sulla base di questa tua emozione-vibrazione negativa. E cellule stressate e deboli non possono certo rendere un buon servizio al tuo organismo.

Questo, a sua volta, si manifesta attraverso il tuo malumore, la tua scarsa vitalità, la tua mancanza di entusiasmo. In un circolo che si autoalimenta all’infinito.

Quando vivi in questo modo, di fatto, stai adottando un atteggiamento mentale negativo. E penserai che non c’è abbastanza per tutti, che al mondo stanno bene solo i furbi e i disonesti, che i tuoi diritti dovrebbero valere più di quelli di altri o che purtroppo altri godono di diritti, a spese tue, che a te sono negati. Questo tipo di pensieri, a loro volta, sfociano in sentimenti come la diffidenza, il risentimento, la rabbia, l’intolleranza.

Naturalmente poi, nella società, è facile trovare altre persone che, nutrendo questo stesso tipo di pensiero, contribuiscono a creare la cosiddetta realtà in cui vivi. Una realtà in cui molti individui stanno spesso bene, purtroppo, a spese di altri, ad esempio.

Eppure se ti chiedo cosa vuoi, come vuoi che sia la tua vita, cosa ti piace fare, niente di quello che ho detto sembra avere a che fare con te. Ed è così che dovrebbe essere!

Tu vuoi stare bene, essere sano, poterti permettere le cose che desideri, poter fare le cose che desideri, essere gentile e generoso con tutti. Vuoi vedere i tuoi cari felici, vuoi essere felice tu! Ed è giusto che sia così! Ne hai tutto il diritto! E anche il potere!

Tutto quello che devi fare è invertire la rotta. Comincia da oggi in poi a investire tutta l’energia che hai speso fino adesso ad annaspare per stare a galla, nella creazione di valore. Creare valore, significa trovare un modo per stare bene che benefici anche gli altri. Non il contrario.

Perciò, per attirare benessere e ricchezza nella tua vita, è necessario che tu decida di pensare in modo positivo e costruttivo. È inoltre necessario che tu sia onesto con te stesso e che tu veda chiaramente dove vuoi andare. Pensa accuratamente a quello che vuoi e togli la tua attenzione, immediatamente, da tutto quello che non vuoi. Sii determinato nell’autodisciplinarti, perché l’unica persona al mondo che può darti degli ordini sei tu.

Abbi sempre cara la tua salute e fai in modo di restare sano, al massimo delle tue capacità. Se credi veramente che ci sia qualcosa di più grande di te in questo mondo, sperimenta, metti alla prova la tua fede e affidati con tutto il cuore. Sii ponderato e sviluppa saggezza, ti tornerà utile per gestire tempo, denaro e relazioni umane. Consultati e collabora con persone fidate che ti possono supportare nei tuoi progetti, perché come si dice: “Un cervello pensa per uno, due cervelli pensano per tre.”

Fai tesoro di tutte le sconfitte che hai subito e semmai ce ne fossero delle altre. Un giorno quello che hai imparato dalle tue sconfitte potrebbe tornarti molto utile per vincere. Sforzati di avere una immaginazione creativa, è già dentro di te. Tira fuori entusiasmo dal tuo cuore e sorridi alla vita, perché la vita è bella nonostante tutto. E se hai un atteggiamento mentale positivo e credi di riuscirci puoi farcela.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Why Greatness Exists in You – and How to Tap Into It dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Abbiamo tutti la tendenza ad ammirare le grandi persone. Persone che hanno dato forma a questo mondo per come è adesso attraverso il loro coraggio personale come Gandhi, o Nelson Mandela. O altri che hanno dato forma al modo in cui pensiamo come Albert Einstein o Platone. E poi ci sono quelli che sono per noi fonte d’ispirazione perché hanno superato dei loro limiti, come grandi atleti, artisti, scrittori, imprenditori, ricercatori, inventori.

Paragonata a quella di questi giganti del genere umano, la nostra vita può sembrare insignificante. Ma in realtà, la grandezza è nascosta in ognuno di noi. Dobbiamo solo riuscire a farla emergere.

Queste tre cose ti stanno trattenendo?

1. Crediamo di avere dei limiti.

Sono certa che ti ricorderai dei tuoi genitori o dei tuoi insegnati, che diverse volte possono averti detto qualcosa che sottintendeva che non eccellevi in qualcosa. Potrebbero aver detto che non eri intelligente abbastanza, o sufficientemente talentuoso – insomma, non bravo in quella cosa.

2. Crediamo ai dogma sociali.

Quando le persone ci dicono che siamo troppo giovani, o troppo vecchi, o troppo stupidi, o che siamo del sesso sbagliato, per raggiungere i nostri sogni – abbiamo la tendenza a credergli. La grandezza sta nel guardare oltre a queste regole sociali. Significa lasciarsi alle spalle quello che le persone pensano riguardo alla nostra possibilità di raggiungere il nostro obiettivo o meno.

Ricordati che non è un tuo problema quello che gli altri pensano di te.

3. Coviamo dubbi segreti su noi stessi.

Cosa pensi davvero di te stesso? Hai fiducia in te – o nutri molti dubbi?

La mancanza di fiducia risucchia l’energia di cui abbiamo bisogno per fare della nostra vita, un qualcosa di valore – non solo per noi, ma per tutti quelli che in qualche modo la nostra vita va a toccare. I nostri dubbi interni sono quelle voci negative che sentivamo dagli altri quando eravamo piccoli. Non solo abbiamo interiorizzato questi messaggi negativi, ma abbiamo sviluppato la tendenza ad amplificarli. Un buon punto di partenza per il lasciarsi dietro questi dubbi su noi stessi è di fatto prestare attenzione a questi tipi di pensieri. La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento.

Ecco qui come tirare fuori la grandezza che hai dentro:

• Credi nei tuoi sogni.

La grandezza arriva in diverse misure. Grandezza significa che tu diventi te stesso totalmente e annulli i tuoi dubbi e le tue percezioni limitate. Grandezza non significa che devi fare cose di portata stratosferica. Significa che qualunque cosa tu fai, ti ci riversi dentro con tutto te stesso.

• Armati di passione.

La passione è quella che ci da la forza di seguire i nostri sogni. E’ la centrale energetica che può scoprire la nostra grandezza nascosta. Perché la passione ci spinge avanti e ci permette di superare ostacoli e paure.

• Non andare nel panico.

Immagina un naufragio dove tutti quanti cascano in mare. Chi pensi abbia le migliori opportunità di sopravvivere? Quelli che vanno nel panico e annaspano con insofferenza – o Quelli che cercano una soluzione a mente lucida – che si tratti di arrampicarsi su un pezzo di nave rotto, o di nuotare fino a riva, o di aspettare i soccorsi, rimanendo a galla? I miei soldi li scommetterei su quella persona piena di risorse che cerca di conservare le energie e di escogitare un piano. Lo stesso principio è altrettanto importante quando si tratta di affrontare una situazione difficoltosa – concentrati sulla creazione di un piano per sopravvivere piuttosto.

• Rialzati dopo che sarai caduto.

Fallire e sbagliare è inevitabile – se sei un essere umano. Guarda solo quanto spesso i bimbi piccoli cascano quando imparano a camminare. Credo che la ragione per la quale molti di noi si arrendano davanti ai primi problemi, è che il nostro fallimento sembra andare a rafforzare quei dubbi interni su noi stessi. In realtà, fare sbagli, significa che stai imparando. Un modo per aumentare il tuo successo, è quello di incrementare il numero dei tuoi fallimenti. Perché ogni così chiamato fallimento superato è un passo sempre più vicino alla realizzazione del tuo sogno.

• Conta le tue fortune.

Delle volte tendiamo a concentrarci solo sulle difficoltà, e dimentichiamo quello che sta andando bene. E fare ciò ci tira giù, anziché tirarci su. Di recente ho ricevuto una mail da una lettrice che mi ha descritto la propria vita paragonandola al fare due passi in dietro e uno in avanti a causa della sua mancanza di fiducia in se stessa. Ti suona familiare? Ma la cosa stupefacente è che è quasi al termine del suo percorso di studi, sta prendendo un attestato, il che significa che è già passata attraverso un enorme e appagante percorso che l’ha portata dove è adesso. Ad ogni modo, i suoi dubbi interiori, di fatto, le impedivano di vedere quanto buon lavoro stesse facendo, e a che punto avanzato si trovasse – anche se ci sarebbero sempre state nuove difficoltà da superare.

• Non dare ascolto ai criticoni.

Molte persone sono piuttosto negative perché hanno una cattiva opinione di loro stesse. Vogliono trascinare giù chi si sta realizzando nella vita, al loro stesso livello. Ricordati che le loro critiche verso di te sono solo espressione delle loro paure e dei dubbi che nutrono in loro stessi.

• Nei tuoi sogni mettici il tuo cuore, la tua anima, e il tuo sudore.

Le grandi persone si danno un sacco da fare – il successo non arriva per caso. Ho di recente ricevuto una mail che diceva: “Voglio avere successo senza aver da fare più di tanto” Spiacente, amico – ma non è così che funziona!

Guarda QUESTO video davvero d’ispirazione sulla grandezza.

È dell’attore Will Smith.

Quali sono i tuoi pensieri su questo tema? Condividili pure nei commenti!

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Wonder How People See You? How to Improve Your Mind-Reading Skills dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Cerchi di capire cosa pensano gli altri di te? La maggior parte della gente lo fa. Infatti, molte emozioni dolorose, come la vergogna o la timidezza derivano dall’immaginare quello che gli altri potrebbero pensare di noi.

Abbiamo bisogno di concentrarci su due domande:

  • Come possiamo incrementare la nostra abilità di leggere nel pensiero?
  • Qual è una utile abilità da poter imparare?

La verità è che il cercare di capire cosa pensino gli altri di noi è sostanzialmente una completa perdita di tempo.

Perché delle ricerche mostrano che siamo vili e pidocchiosi nel leggere le menti altrui – in particolare quando si tratta di capire come vedono noi.

Secondo queste ricerche eseguite dal Professor Nicholas Epley e il Dottor Tal Eyal, il nostro livello di successo nel capire cosa pensino gli altri di noi è nel migliore dei casi, solo frutto di una pura coincidenza.

Una ragione chiave per la quale le persone hanno difficoltà nell’intuire come sono visti dagli altri è che non riescono ad uscire dalla loro testa mentre cercano di assumere la prospettiva di un’altra persona.

Epley spiega:

“ Andare oltre la tua persona risulta essere molto difficile “ afferma Epley. “ Non puoi guardare a te stesso tramite una lente non colorata dalle credenze che hai nei confronti di te stesso. Il problema che hanno le persone nell’intuire i pensieri che ha un altro su di loro, è che noi conosciamo fin troppe cose di noi stessi e sappiamo invece ben troppo poco degli altri…

Mentre noi viviamo la nostra vita sotto un microscopio e siamo presenti tutto il tempo quando facciamo una cosa, le altre persone non sono lì con noi” sottolinea Epley. “ E questo è un problema per l’intuire i pensieri degli altri perché tendiamo a valutare noi stessi tramite minuscoli dettagli. Guardiamo a noi come in modalità “street view” – quando da una mappa vediamo il tracciato delle strade, mentre loro in realtà magari ci osservano dallo spazio, e tutto quello che vedono dell’intera Terra, è solo un puntino.”

Puoi guardare un video col Professor Nicholas Epley dove spiega il risultato delle sue ricerche QUi (in lingua inglese).

Al contrario di quello che dice il Professor Epley, io credo che possiamo allenarci ad essere più empatici, il che significa essere maggiormente in sintonia con quello che accade dentro gli altri. Ma questo allenamento non si svolge tanto nell’arena della psicologia, e neppure in quella della spiritualità. Ma come prima cosa diamo uno sguardo al perché è così importante sviluppare la tua empatia:

  1. L’empatia è necessaria per risolvere i conflitti.In un conflitto, abbiamo bisogno di capire come l’altra persona ci sta sperimentando. È una esperienza comune a tutti noi quella di trovarci in litigi astiosi dove l’altra persona dice cose come: “Sei così (…ostinato, freddo, testardo, debole, arrogante, ecc ecc) !!! “ E -come me- tu risponderesti con qualcosa come un “ No, non lo sono!! “

    La nostra risposta mostra solamente che ci manca la conoscenza del modo in cui l’altra persona ci vede.

    Consiglio: Delle volte aiuterebbe replicare delle scene come questa in privato. Assumi il ruolo dell’altra persona e poggia un cuscino su una sedia, che rappresenterà te. Adesso comincia a riproporre il vostro dialogo, scambiandoti di ruolo in ruolo. Potresti avere un piccolo barlume di come l’altra persona potrebbe vederti.

  2. L’empatia è il primo passo verso la compassione.La compassione è quello che ti permette di capire la sofferenza degli altri e di essere parte del loro mondo – invece di rimare escluso, in un angolo.
  3. Avere zero empatia è quello che caratterizza gli psicopatici con la loro sofferenza.Sono certa che non vuoi arrivare a tanto!

La ragione per la quale è difficile “uscire dalla nostra testa” è che i nostri pensieri, credenze e giudizi agiscono come una barriera tra la nostra mente e la realtà del momento.

Un allenamento attento ti aiuterà a sviluppare la tua empatia.

Una allenamento attento, la pratica del rimanere presenti, ci aiuta a sviluppare empatia.

C’è qualcosa di molto semplice che puoi fare in modo da diventare più empatico:

Quando qualcuno ti parla, includi anche i suoni dell’ambiente circostante nel tuo ascolto.

È importante sapere che cosa pensano di me gli altri?

L’unica ragione per la quale è importante capire come ci vedono gli altri, è quando ci troviamo ad affrontare un conflitto.

In ogni altra situazione, domandarsi cosa le altre persone pensino di noi, è un totale spreco di tempo!

Ecco perché:

Diciamo che tu ti stia preparando per un colloquio di lavoro. E supponiamo per il momento che tu sia in grado di capire cosa pensano gli altri di te. Questo ti aiuterebbe? No – immagino che questo rovinerebbe il tuo colloquio. Perché invece di essere spontaneo, ti sentiresti meschino e terribile, mentre cerchi di essere qualcosa che non sei – il che ti farebbe essere un falso.

Il mio suggerimento è quello di lasciar andare certi pensieri come “chissà come mi percepisce?”.

È solamente quando smettiamo di chiederci cosa pensano gli altri di noi che diventiamo spontanei ed autentici.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Are Your Relation Channels Strong Enough? dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.


Un fattore chiave della felicità è il sentirsi vicini agli altri. Quando ci sentiamo vicino a qualcuno, anche il solo fatto di essere in compagnia di quel qualcuno sembra avere un naturale effetto positivo. Ma quando perdiamo il sentimento iniziale di vicinanza in una relazione o in una amicizia – può essere doloroso e mandarti in confusione. Ad ogni modo, però, possiamo coltivare la vicinanza (intesa come confidenza, affezione).

Creare relazioni strette non dipende dal karma. È un’arte.

Questa arte consiste nel rafforzare il nostro canale relazionale.

Ci sentiamo vicini agli altri quando uno o più canali di connessione sono aperti. Con canali non intendo i nostri mezzi di comunicazione, ovvero, sia il parlare faccia a faccia, che per email, che al telefono o in altri modi. Intendo qualcosa di più fondamentale.

Tutti noi abbiamo un naturale canale di connessione che crea la vicinanza e la strettezza di un legame.

Ecco qui cinque canali relazionali:

  • Fisico.

    Il tocco fisico è un primario canale di connessione del bambino. Da bambini siamo molto più felici quando veniamo presi in braccio, pelle a pelle, dai nostri genitori. E nel vivere la vita, da adulti continuiamo a percepire sicurezza e conforto tramite la vicinanza fisica agli altri. Infatti, la mancanza di contatto fisico può avere serie conseguenze.

  • Emotivo.

    Delle volte ci sentiamo vicini a qualcuno perché siamo sintonizzati emotivamente. Quello che questo potrebbe significare è che l’altra persona potrebbe essere particolarmente empatica. Infatti, le persone empatiche tendono a sentirsi maggiormente connesse agli altri in genere.

  • Intellettivo.

    Hai degli amici con i quali hai una forte connessione a livello mentale? Può essere una grande fonte di ispirazione avere degli amici coi quali poter confrontare i vostri mondi di idee.

  • Sociale.

    In questo caso parlo di vicinanza a livello tribale. Tutti apparteniamo ad una tribù. La nostra famiglia è una tribù, il nostro luogo di lavoro lo è, come i gruppi ai quali apparteniamo sul web.

  • Spirituale.

    Questa vicinanza è più difficile da spiegare. Tutto quello che posso dire è che si tratta di una vicinanza che viene dal camminare lungo un cammino spirituale insieme. Una profonda compagnia.

Come incrementare la Vicinanza

Quando osservi i cinque canali di connessione (descritti sopra), è naturale ed ovvio che ti sentirai maggiormente connesso a qualcuno col quale puoi connettere tramite ognuno dei cinque canali. Questo è molto raro. La maggior parte delle volte, la nostra connessione scorre prevalentemente tramite alcuni canali. La cosa meravigliosa è che se percepisci un elevato senso di connessione, è molto probabile che anche l’altra persona si sentirà molto più connessa con te.

Qui trovi alcuni consigli su come incrementare la vicinanza relazionale:

  • Apri più canali di connessione.

    Lascia che ti faccia un esempio. Col mio lavoro sul web finisco col conoscere un sacco di persone. Ho una buona connessione intellettiva con diverse persone che ho conosciuto sul web. Questo perché, nel mondo virtuale, il canale intellettivo è il predominante. Adesso, diciamo che io desideri approfondire la mia connessione con un amico nello specifico. Come posso fare questo? Piuttosto semplice, si tratta di aprire altri canali di connessione. Ad esempio, potrei contattare tramite email l’amico in questione utilizzando un tono più emotivo (canale emotivo), o invitarlo ad un unirsi ad un gruppo (canale sociale).

  • Sii profondamente interessato agli altri.

    Tendiamo a sentirci più connessi a qualcuno se conosciamo qualcosa della sua vita, delle sue sofferenze, delle sue speranze. Ascoltare sinceramente qualcuno è un meraviglioso modo di sentirsi maggiormente connessi.

  • Sii gentile.

    La gentilezza ci fa sentire connessi – sia che ci si trovi sul lato del donarne, che del riceverne. Ad esempio, se lasci qualcuno in macchina passarti davanti per potersi mettere in coda, il cenno fatto a mo’ di saluto-ringraziamento vi farà sentire connessi, vicini.

  • Abbraccia le persone a cui vuoi bene.

    Gli abbracci sono un modo meraviglioso per dimostrare la tua connessione. Fai allenamento abbracciando le persone a cui vuoi bene, e i tuoi amici. Fai durare l’abbraccio almeno il tempo di inspirare ed espirare.

Potresti notare che alcuni di questi canali relazionali sono più facili da praticare di altri. Concentrati su quello che ti riesce meglio, e poi espanditi agli altri, un pochino per volta.

Sentirsi connessi è una parte vitale della felicità.

Ogni tanto abbiamo bisogno di fermarci e di riflettere sulle nostre connessioni.

Qui ho due importanti domande: “Come posso posso sentirmi più vicino a quelli che amo?” e “Come posso trasformare quella persona che mi piace in amico?”

Per favore, non dire “Sono troppo impegnato!” – troppo facile. Costruire connessioni non ha niente a che vedere col tempo. Tutto quello che devi fare è di concentrarti caldamente su quella persona. Tutto quello che hai da considerare è come si sente l’altra persona, e come è la sua vita.

  • Lascia che quella persona sia il centro del tuo universo – anche solo per un momento.
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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Cos’è la motivazione?

La motivazione è quello stimolo interiore che, offrendo un movente, porta a fare determinate scelte o ad agire in un determinato modo.

La motivazione è la speranza che innesca l’impulso ad agire in una determinata direzione nel tentativo di produrre un determinato risultato.

La speranza, a sua volta, è un desiderio con l’aspettativa di ottenere quello che si desidera con la convinzione che esso sia ottenibile.

Ogni pensiero, ogni azione che noi compiamo ha come causa specifica la motivazione. Infatti, nessuno fa mai qualcosa se non ha un motivo particolare per farlo.

Le persone reagiscono con una consapevolezza positiva a ciò che ritengono desiderabile, credibile e raggiungibile.

Esse reagiscono inconsciamente allo stimolo interiore della autosuggestione che, convincendo il subconscio ad innescare i suoi poteri, le spinge ad agire, ad andare nella direzione desiderata utilizzando al meglio, con un atteggiamento mentale positivo, le circostanze ambientali.

L’essere umano è l’unico in grado di controllare le proprie emozioni mediante la coscienza e, quindi, cambiare volontariamente le proprie usuali reazioni emotive. Più siamo civili e acculturati e maggiore è la nostra capacità di controllare e indirizzare consapevolmente i nostri pensieri e i nostri sentimenti, se decidiamo di farlo.

Uno degli strumenti più importanti da utilizzare, se si vuole controllare la direzione dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, è l’autosuggestione.

Perciò, motiva te stesso con atteggiamento mentale positivo; concentrati sulle cose che vuoi e tieni i tuoi pensieri lontano da quelle che non vuoi o che non sono per te desiderabili; ammetti la possibilità di realizzare ciò che appare improbabile. Prendi l’abitudine di stimolarti, con un atteggiamento mentale positivo, quanto più puoi e vuoi. Questo ti consentirà di gestire i tuoi pensieri, controllare le tue emozioni e orientare il tuo destino.

Ricorda sempre che la mente umana, e quindi la tua mente, può ottenere con l’atteggiamento mentale positivo tutto ciò che essa stessa riesce a concepire e prendere per buono. Ciò che non è probabile, non è concepibile. Ma allo stesso modo, tutto ciò che è concepibile è quanto meno probabile se non anche possibile.

E per concludere, ma questo non significa che sia uno strumento poco importante, Sii pronto a utilizzare la tua fede, qualunque essa sia, nel momento di maggiore bisogno. Per dirla con le parole del filosofo e scrittore giapponese Daisaku Ikeda: “Vivi con speranza e realizza le tue speranze. Questa è fede!”

Inoltre, nella vita giochiamo sempre un duplice ruolo nelle relazioni con le altre persone. Noi stimoliamo e motiviamo le altre persone che, a loro volta, stimolano e motivano noi. Questo accade, ad esempio, tra genitori e figli, allievi e insegnanti, dipendenti e datori di lavoro.

Tra chi vende della merce e chi la compra.

Tra chi offre dei servizi e chi ne usufruisce.

E conoscendo i principi capaci di stimolare voi stessi, conoscete anche quelli in grado di stimolare positivamente e produttivamente le altre persone.

Perciò: sì! Noi possiamo. Io posso. Tu puoi.

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