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venerdì, marzo 05th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Stillness is a Powerful Action dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova la calma nel caos.


L’attività conquista freddezza, ma l’immobilità conquista calore.”

Lao Tzu


Articolo scritto da Leo Babauta.

È un pregiudizio della nostra cultura che lo stare fermi sia sinonimo di pigrizia, come essere intrappolati in una fase di non azione, come qualcosa di negativo.

Ma non lo è. È una azione, e potente invece.

Inoltre, può cambiarti la giornata, e di conseguenza, può cambiarti la vita.

Sei nel bel mezzo di una giornata frenetica, sommerso dal lavoro, dalle riunioni e dalle email, vieni interrotto continuamente, o vessato dai tuoi bambini, da telefonate, da mansioni da svolgere e dalla routine.

Vai in pausa. Fermati un minuto, e respira. Chiudi gli occhi, e trova la calma immobile dentro di te. Questa fermezza si diffonde per tutto il tuo corpo, e attraverso la tua mente. Ti calma, ti indirizza, ti concentra su quello che stai facendo adesso, non su tutto quello che devi ancora fare o che ti è accaduto.

L’immobilità diventa una azione di trasformazione.

L’immobilità può essere una potente risposta alla confusione degli altri. Può essere un modo di allontanarti dal ronzare del mondo, di riprendere il controllo della tua vita. E di ricordarti cosa davvero conta, cosa è davvero importante.

Come metterla in pratica.

L’immobilità, stranamente, non viene naturale a molte persone. Quindi meglio allenarsi.

1. Comincia la tua giornata con la immobilità. Sia che tu ti sieda con una tazza di caffè mentre il mondo si risveglia, o che tu seduto su un cuscino concentrandoti sulla respirazione, l’immobilità è un potente modo per cominciare la tua giornata. Imposta la modalità in cui le cose entreranno nella tua vita. Farlo anche per 5-10 minuti sarebbe meraviglioso.

2. Ritagliati regolarmente delle pause di immobilità. Ogni ora imposta una sveglia sul tuo PC, o sul cellulare. Pensa a quella sveglia come ad una campana che suona, ricordandoti di stare fermo per un minuto. Durante questo minuto, concentrati come prima cosa sul tuo respiro, per riportarti sul momento presente. Lascia che le preoccupazioni del mondo scorrano via dalla tua persona – lasciale andare via col tuo respiro. E poi permetti al tuo focus di espandersi, di andare oltre la respirazione, giù per i tuoi sensi, uno alla volta.

3. Quando il caos ruggisce, vai in pausa. Nel mezzo di un momento di crisi o in una giornata insopportabile, fermati. Stai immobile. Fai un profondo respiro, e concentrati sull’aria che entra nei tuoi polmoni, e che con leggerezza poi esce. Cerca la tua immobilità interiore e poi fai sì che la tua azione successiva sia guidata da quella calma immobile. Concentrati solo sulla seguente azione.

Lascia che l’immobilità diventi la tua azione più potente.

venerdì, febbraio 26th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Spend Time With Family And Loved Ones dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Quando è stata l’ultima volta che hai detto ai tuoi familiari o ai tuoi amici intimi che vuoi loro bene? Qualunque sia la tua risposta, fallo oggi. Di recente, mio nonno è stato ricoverato all’ospedale, proprio il giorno dopo il suo ottantesimo compleanno, per problemi di cuore. Si era sottoposto ad un intervento cardiaco in passato, e questa volta, proprio come in passato ne è uscito bello resistente. Ma ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, quel giorno in cui sarà troppo tardi per dirgli quanto lui significhi per me e quanto abbia significato per me in tutti questi anni.

Non lasciar arrivare quel giorno in cui i tuoi cari se ne andranno senza dire loro cosa essi significhino per te.

So che per molti di noi, esprimere quel tipo di sentimenti non è facile. Per me è così, ma ho cercato di superare quelle barriere. Ma anche se per te è troppo difficile, ti consiglio comunque di cercare di uscire, di fare qualche giratina con i tuoi familiari o amici cari. Parla con loro. Ascoltali. Capiscili.

Anche solo spendendo un pochino di tempo con qualcuno mostra interesse da parte tua, fa vedere che loro sono importanti abbastanza – tra tante infinite cose che avresti da fare, segnate sulla tua agenda – da trovare del tempo per loro. E se andrai oltre questo, e comincerai davvero a connettere con loro, legando tramite profonde conversazioni, questo è davvero ottimo. Molte volte, sono le nostre azioni, non tanto le nostre parole, che esprimono quello che il cuore prova.

Prenderti il tempo di legare con quelli che ami porterà maggiore felicità nella tua vita. E più lo farai, più sarai felice.

Dato che sono un noto crea-liste, e considerato che molte persone sono impegnate ed hanno bisogno di una mano in questo ambito, ecco qui qualche consiglio:

  • Hai 5 minuti? Manda una mail. Non richiede troppo tempo inviare una mail ad una persona a cui tieni, chiedergli come sta, ed augurargli una buona giornata. E quel piccolo gesto potrebbe arrivare molto lontano, specialmente se lo ripeterai con un po’ di frequenza.
  • Hai 10 minuti? Chiamali. Una telefonata è un modo semplice per rimanere in contatto con qualcuno. È della conversazione senza il bisogno di viaggiare. Che invenzioni!
  • Hai 30 minuti? Potresti non avere il modo di farlo ogni giorno, ma almeno una volta a settimana, prenditi 30 minuti per incontrarti con qualcuno a cui vuoi bene (chiamali prima, così non li sorprenderai in biancheria intima). Potrebbero essere i 30 minuti meglio spesi nella settimana.
  • Hai un paio di ore. Pranza o vai da qualche parte con qualcuno che ami. Chi di noi non ha un paio di orette libere in un mese? Fine-settimana, sere, deve esserci del tempo che passi davanti alla TV o a navigare per svago su internet. Prendi una porzioncina di quel tempo, e devolvilo ad un amico o alla tua famiglia.
  • Concentrati davvero su di loro. Non passare semplicemente del tempo con loro, spendendolo magari a pensare al lavoro, o al tuo blog, o alle commissioni che hai da sbrigare. Presta attenzione a quella persona. Perché si tratta di un momento che non tornerà mai indietro, quindi gestiscilo con saggezza.
  • Divertiti. Racconta barzellette, gioca, fai qualcosa di spontaneo e divertente. Vivi quel momento davvero!
mercoledì, febbraio 24th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia


Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How to Become a Patient Parent dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Non affermo certo di essere il genitore più paziente del mondo – ma è uno dei miei obiettivi di quest’anno, ed è qualcosa al quale mi sto dedicando seriamente. Ogni genitore perde la propria pazienza – è un fatto della vita. Non ci sono mai angeli perfetti quando si parla di mamme e papà – tutti siamo frustrati o arrabbiati di tanto in tanto.

Ma la pazienza può essere sviluppata col tempo – è una abitudine, e come una qualsiasi altra abitudine, richiede soltanto un po’ di concentrazione.

Qui c’è una lista di 10 ottimi consigli e metodi che sto sperimentando ed applicando per aiutarmi a diventare un genitore più paziente:

  1. Conta Fino a 10. Questo funziona davvero. Quando senti di cominciare ad essere arrabbiato o frustrato, fermati. Conta lentamente fino a 10 (lo puoi fare mentalmente). Quando avrai fatto ciò, la maggior parte del tuo impulso di gridare se ne sarà andato. In alternativa, se conterai fino a 10 ad alta voce, i tuoi figli impareranno rapidamente che si tratta di un avvertimento: scappare!
  2. Respiri profondi. Questo consiglio funziona molto bene in particolare se associato a quello precedente. Conta fino a 10 e poi, lentamente, fai tre lunghi e profondi respiri. Senti la frustrazione scorrere via con ogni singolo respiro che fai.
  3. Prendi nota con un segno. Uno dei metodi più efficaci ed importanti per controllare i propri impulsi – quegli attacchi preoccupati che abbiamo difficoltà nel controllare – è quello di diventarne consapevoli. E per fare ciò, dovresti tenere con te a portata di mano un foglietto ed una matita, ed ogni volta che senti l’impulso (in questo caso di reagire con rabbia), traccia un segno sul foglietto. Questo è il primo passo importante. Una volta che avrai preso coscienza dei tuoi impulsi, potrai lavorare sul trovare una reazione alternativa.
  4. Fai finta che qualcuno stia guardando. Non riesco a ricordare dove ho letto questa tattica (in un paio di posti, immagino), ma funziona. Pensa di avere un pubblico davanti. Sarà molto più difficile che tu reagisca in modo eccessivo con i tuoi figli se ci fosse qualcuno che osserva ogni tuo singolo movimento.
  5. Cosa farebbe la mamma? Mia mamma è una delle persone più pazienti che io conosca (benché sia una persona come tutti noi!). Così, quando sento la rabbia salire, penso: “come gestirebbe questa situazione mia mamma?” Ed usando questo modello, ho cominciato a cambiare il mio comportamento in un qualcosa di più positivo. Puoi usare chiunque desideri come modello – non necessariamente mia mamma!
  6. Come aiuta questa cosa? Quando sono in procinto di dire qualcosa ai miei figli, quando me ne ricordo, mi chiedo: “come può aiutare i miei figli quello che sto per dire loro?” Fare ciò mi permette di spostare il mio focus su quello che davvero ha importanza. Urlare ed arrabbiarsi raramente migliora la situazione.
  7. Prendi una pausa. Spesso la soluzione migliore è uscire e fare due passi per qualche minuto. Prenditi una pausa dalla situazione in cui ti trovi, solo per 5 – 10 minuti, concedi a te stesso di calmarti, pensare a parole, azioni e soluzioni migliori, e poi rincasa più calmo di un monaco.
  8. Insegna. Questo è qualcosa che mi aiuta molto. Mi rammento che i miei figli sono solo bambini – non sono perfetti, non sanno come si fanno certe cose, ed hanno un sacco da imparare. Sono il loro insegnante. Devo essere paziente, ed insegnare loro come fare le cose, anche se ho provato a insegnare loro una cosa già 10 volte, magari all’undicesima volta scatta quel qualcosa. E ricordiamoci che in fondo, nessuno di noi impara le cose al primo colpo. Trova nuovi modi per insegnare qualcosa, e le tue probabilità di successo cresceranno vertiginosamente.
  9. Visualizza. Questo funziona meglio quando lo fai prima che si verifichi una situazione spiacevole. Fallo in un luogo tranquillo, quando magari hai un attimo per stare solo con te stesso. Visualizza la reazione che vorresti avere la prossima volta che tuo figlio farà qualcosa che di solito ti farebbe perdere le staffe. Come gestirai la situazione? Che aspetto hai? Cosa dirai? Come reagirà tuo figlio? Quale sarà il risultato del tuo comportamento nella relazione con tuo figlio? Pensa a tutte queste cose, visualizza la perfetta situazione, e cerca di fare in modo che accada anche nella realtà quando si verificherà una di queste situazioni in futuro.
  10. Ridi e basta. A volte abbiamo bisogno di rammentarci che nessuno è perfetto, che dovremmo goderci i nostri figli ora che è il momento, e che la vita dovrebbe essere gioia – e divertimento. Sorridi, ridi, sii felice. Non funziona sempre, ma è utile per ricordartelo di tanto in tanto.

Consiglio Bonus. Ama e basta. Invece di reagire con rabbia, insegna a te stesso di reagire con amore. Tuo figlio rovescia qualcosa, lascia la stanza in disordine o rompe un cimelio di famiglia? Ti grida addosso o combina qualche guaio a scuola? Reagisci con amore. È la soluzione migliore.

Hai dei consigli tuoi sullo sviluppare pazienza? Facci sapere nei commenti!

sabato, gennaio 09th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How To Meditate – 10 Important Tips dal sito Goodlife Zen di Mary Jaksch.

Perché meditare? Come prima cosa, la meditazione è uno strumento. Uno strumento che può aiutarti a combattere lo stress, favorire il benessere fisico, aiuta a curare dolori cronici, può farti riuscire a dormire meglio, a farti sentire più felice, più in pace, e più presente. Ma su un livello più profondo, la meditazione è una porta affacciata sull’ignoto. Può aiutarci a renderci conto del grande mistero che siamo.

Quando cominci a meditare, noterai quanto è indisciplinata e ribelle la tua mente. Mi ricordo di esserne rimasta piuttosto scioccata all’inizio! Mi ricordo che la mia mente divagava ovunque. Profondi pensieri riguardanti il mio passato o il mio futuro brutalmente interrotti da pensieri di minor rilevanza, come a quello che avrei dovuto comprare all’alimentari. Poco dopo mi sarei resa conto che avevo passato 15 minuti a rimuginare su un doloroso ricordo, come se fosse un cinema impazzito!

Quindi, se ti stai avvicinando adesso alla meditazione, per favore, non essere troppo severo nei confronti della tua mente. E’ una cosa normale. Col tempo riuscirai a a gestire con meno astio i tuoi pensieri e vedrai le cose con più chiarezza e serenità.

Qui di seguito ti propongo alcuni piccoli consigli sul come cominciare a meditare. Magari quelli che di voi già praticano la meditazione possono aggiungere dei commenti che per voi hanno funzionato.

1. La postura

Sia che tu ti sieda su una seggiola o a gambe incrociate per terra, assicurati di avere la spina dorsale bella dritta e la testa alta. Se stai raggomitolato su te stesso, la tua mente divagherà. Mente e corpo sono in stretta relazione. Se il tuo corpo è in equilibrio, lo sarà anche la tua mente. Per raddrizzarti, prova ad immaginare che la tua testa sfiori il cielo.

2. Gli occhi

Cerca di tenere e tieni gli occhi aperti. Gli occhi aperti ti faranno essere più presente. Abbassa semplicemente lo sguardo, dagli rilassatezza. Se invece chiudi gli occhi comincerai a perderti nei pensieri e nei ricordi. Ad ogni modo, quello che importa è che tu stia bene. Certe persone trovano che chiudendo gli occhi sia meglio. E’ bene sperimentare e vedere cosa meglio ti si addice.

2. Concentrazione

Nel nostro essere consci non siamo quasi mai presenti. Ad esempio, a volte capita che guidando con l’autopilota inserito, mentre un’ondata di pensieri ci travolge, ci si renda improvvisamente conto di essere arrivati a destinazione senza nemmeno ricordarsi della strada percorsa!

Quindi, meditare, è un meraviglioso modo di risvegliarci alla nostra vita. Altrimenti ci perderemo la maggioranza delle esperienze che ci capitano perché la nostra mente è da un’altra parte! Vediamo dunque su cosa concentrare la nostra attenzione. Di solito, nella vita di tutti i giorni mettiamo sullo stesso piano la concentrazione e il prestare attenzione. Questo significherebbe l’usare la mente come una lampadina ad incandescenza. Ma nella meditazione, quel tipo di mente non è di aiuto. E’ troppo affilata e instabile. Concentrarsi, nella meditazione significa il porre una attenzione leggera a qualunque cosa si soffermi nella tua coscienza. Io consiglio di usare il respiro come centro di concentrazione. E’ come un passaggio naturale, che connette il “dentro” e il “fuori”. Il Maestro Zen Toni Packer dice:

L’attenzione non viene da nessun dove. Non viene causata, non appartiene a nessuno.

3. Il respiro

Prestare attenzione al tuo respiro è un ottimo modo per rimanere ancorato al momento presente. Pensa al tuo inspirare e al tuo espirare. Non c’è bisogno di stabilire delle regole sulla respirazione – lascia che avvenga naturalmente.

4. Conta i respiri

Se hai difficoltà a scioglierti, puoi provare a contare i tuoi respiri – è un antico metodo di meditazione. Conta silenziosamente da “uno”, a “due” fino a quattro mentre espiri, poi ritorna all’ “uno”. Quando ti accorgi di aver divagato, e ti ritrovi a contare “trenta-tre”, torna semplicemente all’ “uno”. In questo modo, l’ “uno” è come tornare al momento presente, senza soffermarsi troppo su ciò che è stato.

5. I pensieri

Quando ti accorgi di avere dei pensieri, lasciali semplicemente scorrere con gentilezza e torna a concentrarti sul tuo respiro. Non cercare di fermare i pensieri, questo li renderà solo più agitati. Immaginateli come degli ospiti non molto graditi, alla porta: renditi conto della loro presenza e molto gentilmente congedali. Poi, fai risplendere la tenue luce della tua concentrazione sul tuo respiro.

6. Le emozioni

E’ davvero molto difficile rimanere nella meditazione quando siamo tormentati da forti emozioni. Questo perché alcune emozioni ci rievocano storie passate alla mente. Di solito di rabbia, vergogna o paura che tendono a ripetersi come un cerchio senza fine. La rabbia e la vergogna ci fanno guardare ad eventi passati, avvenuti nel passato. La paura si rivolge al futuro con racconti che cominciano con “e se avessi…”

Il modo migliore di gestire queste forti emozioni è quello di concentrarsi sul sentimento che percepiamo dal nostro corpo nell’accompagnare questa emozione. Ad esempio, potrebbe essere la stretta fascia della paura intorno al torace, o il rimescolio della rabbia nella pancia. Lascia passare questi ricordi e riconcentrati sul tuo corpo. In questo modo rendi onore alle tue emozioni e non permetti a ricordi spiacevoli di torturarti.

7. Il Silenzio

Il silenzio è una cura. So che girano un sacco di musiche che concilierebbero la meditazione, ma niente è meglio del semplice silenzio. Altrimenti la musica o i suoni incisi faciliteranno le chiacchiere nei tuoi pensieri. Quando ci sediamo in silenzio è come se di fatto stessimo andando a vedere quello che la nostra mente sta facendo. Tranquillità e immobilità derivano dallo star seduti nel silenzio. Il tuo silenzio interiore e quello esteriore si incontrano e in quel momento sorge la tua pace.

8. La durata

Comincia con 10 minuti e resta a sedere più a lungo solo se pensi che dieci siano stati troppo pochi. Non obbligarti a meditare più a lungo di quanto tu ti senta realmente pronto. Di tanto in tanto potrebbe andarti di prolungare la meditazione fino a 25 minuti. Questa è una durata che ti permette di riequilibrare la tua mente senza sobbarcare di troppo stress il tuo corpo. La cosa più importante da fare è togliersi dalla testa l’idea del “dovere”. Ad alcune persone piace stare sedute un’ora per volta. Altre non riescono a star ferme più di 10 minuti. Fa’ come credi sia meglio per te!

9. Il posto

E’ meraviglioso creare un posto speciale per sedersi. Puoi addirittura creare un altare davanti al quale stare mentre mediti. Potrebbero piacerti delle candele o altri oggetti che hanno del valore per te, sull’altare. E’ fantastico trovare oggetti mentre cammini per strada da mettere poi sull’altare. Potrebbero essere sassi, o conchiglie, o fiori, che in qualche modo ti parlano.

10. Il piacere

Più di ogni altra cosa è importante trarre piacere dalla meditazione. Potresti provare a star seduto e ad accennare un sorriso. Sii gentile con te stesso. Comincia a sederti per un pochino ogni giorno. E’ davvero utile per stabilire una sana abitudine giornaliera.

venerdì, dicembre 04th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Sand And Footprint

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Infine, questo tuo percorso ti ha portato qui, alla ultima lezione delle pratiche di rilassamento. La tecnica di cui ti parlerò oggi è da assimilare bene, molto bene. In modo corretto e profondo, in modo tale da diventare l’unica che applicherai nella tua vita quotidiana. Sarà il tuo unico aiuto nelle situazioni difficili della tua vita. Quindi, non affrontare questa lezione finché non avrai l’assoluta certezza di avere assimilato tutto quello che ti ho spiegato nelle lezioni precedenti.

Se così non fosse, non potresti applicare automaticamente questa tecnica in modo corretto e, di conseguenza, non raggiungeresti i risultati desiderati. Pertanto, prima di proseguire con questo passaggio, ti suggerisco, ancora una volta, di ripassare quanto hai fatto fin qui, valutando le eventuali difficoltà e introducendo i necessari perfezionamenti al riguardo. E solo quando hai una padronanza perfetta delle lezioni precedenti, dedicati all’apprendimento di questa tecnica completa di distensione delle tue tensioni.

Ricordi la lezione 4 in cui ti ho parlato della esperienza di pace? Bene, si tratta di questo. Procedi nel modo seguente: stringi fortemente un pugno, contraine i muscoli, evoca l’esperienza di pace e sciogli, di colpo, la tensione della mano. Fallo in modo che, mentre si produce la distensione della tua mano, si manifesti in te anche l’esperienza di pace. E’ molto importante che tu comprenda questo punto. Ripeti: tendi il tuo pugno evocando l’esperienza di pace e sciogli di colpo la tensione della tua mano.

Quando distendi la tua mano l’esperienza di pace deve manifestarsi pienamente. Per ottenere questo risultato devi ripetere molte volte questo esercizio: fino a quando la tua esperienza di pace rimanga associata a questo tuo gesto. Tendi i muscoli mentre evochi l’esperienza di pace, poi distendili di colpo producendo contemporaneamente il registro interno di distensione. Ripeti questa tecnica ancora e ancora. Molte volte. Quando l’avrai imparata in modo corretto e sarai in grado di metterla in pratica rapidamente, mettila in pratica nella tua vita quotidiana. Evita di ricorrervi inutilmente, usala solo nelle situazioni che sono per te difficili, cioè quando rischi di perdere la calma.

Tutte le situazioni difficili creano tensione. Quello che ti chiedo di fare è di utilizzare quella tensione per stringere la tua mano, trasferendo la tensione creata in te da quella situazione al tuo pugno. Poi distendi il tuo pugno, rilassalo, e si manifesterà in te la distensione completa. In questo modo riesci a incanalare automaticamente la tua tensione eccessiva e a distenderti completamente in maniera immediata. Ripensa alla tua esperienza di pace, utilizza come aiuto l’immagine della sfera trasparente che, espandendosi dal centro del tuo petto verso l’esterno, toccava luminosamente i limiti estremi del tuo corpo e, così facendo, raggiungevi una distensione profonda.

Dunque se hai registrato la corretta diffusione dell’immagine fino ai limiti estremi del tuo corpo, starai sperimentando una pace profonda.

Naturalmente, al punto in cui sei giunto, non ti è più necessario immaginare la sfera che ti ha aiutato nel tuo precedente lavoro. Devi, invece, di quella esperienza trattenere in te la sensazione di espansione dal centro del tuo petto verso i limiti del tuo corpo, ottenendo una profonda distensione che va dall’interno fino ai muscoli più esterni. In sintesi, se contrai rapidamente i muscoli della tua mano e, nel momento in cui si produce la tensione, evochi l’esperienza di pace nel centro del tuo petto, quando distendi poi i muscoli della tua mano, ti rilasserai completamente. La distensione, cioè, passerà dal centro del tuo petto alle estremità del tuo corpo e tu raggiungerai in questo modo un relax completo.

Non è difficile comprendere come utilizzare questo meccanismo una volta superate le notevoli difficoltà che la sua applicazione concreta ti ha presentato durante il tuo “addestramento”. L’unica cosa che ancora devi fare è ripetere questo esercizio più volte possibili e in situazioni differenti, finché lo avrai assimilato completamente, profondamente e in maniera permanente: finché non senti che è diventato parte di te.


ESERCIZI DI REVISIONE:

1. Esegui rapidamente, e in sequenza, il relax esterno, quello interno e quello mentale. Poi ripetili cercando unicamente di perfezionare quei passaggi che ti sono risultati difficili.

2. Fai l’esperienza di pace, perfezionando quei passaggi che ti sono risultati difficili.

3. Metti in pratica l’esperienza di pace in situazioni quotidiane (inizia sempre dalle situazioni più semplici per poi arrivare a quelle più complesse).

4. Riesamina il tuo lavoro sulle tue immagini quotidiane che ti provocano tensione, perfezionando ciò che ti è risultato difficile da mettere in pratica.

5. Riesamina il tuo lavoro sulle tue immagini biografiche che ti provocano tensione, perfezionando anche qui ciò che ti ha creato difficoltà.

6. Metti in pratica la tecnica unificata di distensione seguendo il metodo di applicarla inizialmente alle tue situazioni quotidiane più semplici (ossia meno tese) e poi, gradatamente, via via che ne senti la piena e perfetta padronanza, alle tue situazioni quotidiane più complesse (Ossia più tese).

Inoltre ogni tua vittoria in questo senso, ti permetterà di accrescere la tua fiducia in te stesso e nella tua capacità di gestire le tue emozioni e, di conseguenza, le tue reazioni. E chi sviluppa la capacità di essere padrone di se stesso diventa padrone del proprio mondo, della propria realtà e, quindi, della propria vita.

mercoledì, dicembre 02nd, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Sand And Footprint

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Argomento di questa tua ottava lezione, sarà la conversione delle tue immagini biografiche. Vale a dire di quelle tue immagini riguardanti persone, situazioni, oggetti, legati alla tua vita passata che hanno avuto una qualche influenza sul tuo paesaggio interiore e, quindi, nella tua vita attuale. E’ necessario che tu ripercorra la tua vita dalla tua prima infanzia fino a oggi. Prendi un quaderno e annota ciò che ricordi.

A partire dalla prima infanzia, annota le situazioni di cui ti ricordi mettendo in rilievo quelle che per te sono state particolarmente problematiche. Fai dunque una tua piccola biografia, cioè una tua piccola storia personale. Via via che scrivi, ti verranno alla memoria diverse situazioni, alcune molto difficili e sgradevoli, altre meno. Parti da quando eri bambino, continua con la tua adolescenza e procedi in questo modo fino al tuo momento attuale.

Ti potrai, così, rendere conto che parecchi avvenimenti e situazioni che si sono verificati lungo il percorso della tua vita, che non hai compreso o risolto appieno, solo apparentemente appartengono, per te, al passato. Infatti, così non è perché, in realtà, gli effetti delle tue immagini riguardo a queste situazioni difficili, stanno ancora agendo in te, anche se non ne sei consapevole.

E quando qualcosa o qualcuno risveglia in te quei ricordi, sia pure a livello inconscio, sorgono in te enormi tensioni. Come puoi capire, questa lezione, in relazione al tuo percorso di acquisizione delle pratiche di rilassamento ma anche al tuo percorso di crescita personale consapevole e intenzionale, è particolarmente importante per la profondità del lavoro che qui vai a svolgere.

Esamina la tua vita, cerca nella tua memoria, riconsidera le situazioni difficili in cui ti sei trovato. Così facendo comprenderai che esse sono per te una “straordinaria” fonte di tensioni e malesseri.

Una volta che avrai terminato la tua biografia, avendo preso nota accuratamente di tali avvenimenti, sei in condizione di iniziare il tuo lavoro. Adesso che sei consapevole delle situazioni difficili della tua vita, effettua un profondo relax ripercorrendo mentalmente tutte le lezioni precedenti. Poi evoca le tue immagini delle situazioni difficili accadute nella tua vita. E comincia a trasformarle, una ad una, in situazioni favorevoli.

Fai esattamente quello che ti ho spiegato nella lezione precedente. Converti le tue immagini delle situazioni difficili della tua vita, in immagini favorevoli, allegre, positive e, nello stesso tempo, rilassa completamente i tuoi muscoli. Adesso che conosci questa tecnica, ripetila fino a quando lo ritieni necessario, finché quelle situazioni difficili perdono la loro carica negativa e distruttiva e si convertono in immagini per te positive. In questo modo si produrrà in te una distensione profonda e durevole. Sentirai di poter lasciare il passato semplicemente lì dov’è, dietro di te. Sentirai di poter perdonare e perdonarti. Sentirai di poter lasciare andare tutte quelle cose che non vuoi continuare a portare con te, sulle tue spalle, nella nuova realtà che stai creando per te stesso, nella vita che vuoi vivere da adesso in poi.

lunedì, novembre 30th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Sand And Footprint

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Come ti ho precedentemente spiegato, le tue immagini possiedono sia la capacità di creare la tua tensione muscolare, che di favorire la tua distensione muscolare. Lavorerai adesso sulla conversione delle tue immagini quotidiane.

Se hai lavorato, nelle lezioni precedenti, in modo corretto con le tue immagini, avrai compreso perfettamente questa verità che è alla base del tuo lavoro in questo tuo percorso. Tu conosci per esperienza diretta quali situazioni della tua vita quotidiana ti creano particolare tensione. Prendine nota prima di cominciare questo esercizio. Ripercorri dunque mentalmente tutto ciò che fai nella vita di ogni giorno. Esamina le relazioni che hai con le altre persone, nel tuo lavoro, a casa, nella tua vita sociale, con l’altro sesso, ecc.

Ti rendi conto che ci sono persone che ti risultano estremamente sgradevoli. In diverse situazioni incontri varie persone, alcune delle quali ti provocano questa particolare tensione o sensazione sgradevole, questo malessere appunto. Se rivedi mentalmente queste situazioni, puoi focalizzare la tua attenzione su quelle per te più fastidiose, per poi far sparire il malessere che ti suscitano. Soffermati sulle immagini in cui ti vedi in una di quelle situazioni difficili… e poi comincia, a poco a poco, a distendere i tuoi muscoli.

Contemporaneamente però, aggiungi alle immagini che hai nella tua mente, nuove immagini che possono convertire la situazione in positiva. Ti renderai conto, in questo modo, di come non sia poi così difficile immaginare che la tua relazione con quella persona che ti provocava tensione, sia adesso diversa e decisamente migliore. Osserva i lati sgradevoli di quella persona e trasforma la situazione che stai visualizzando in un’altra più soddisfacente

Rifletti sulle situazioni che per te sono difficili, cercando di scoprire alcuni aspetti positivi anche in queste situazioni. Riguarda ora alla immagine di queste situazioni alla luce di quei lati positivi che vi hai scoperto. Cerca il lato buono delle cose, rendi positive le tue immagini negative, rendile gradevoli aggiungendo a esse qualcosa di piacevole. Se riesci a convertire le tue immagini, riguardanti quelle situazioni e persone che sono per te fonte di tensione, in qualcosa di positivo e, nello stesso tempo, a rilassare in profondità i tuoi muscoli, stai facendo grandi progressi. Ripeti questo esercizio di conversione delle tue immagini quotidiane diverse volte prima di passare alla prossima lezione. Non mi stanco di ripeterti che è veramente importante che tu senta di avere la padronanza delle lezioni precedenti al punto che esse devono affiorare naturalmente alla tua mente, e tu devi essere in grado di svolgerle dinamicamente e velocemente, come se fosse per te un’abitudine acquisita che ti viene spontanea in risposta alla situazione difficile quando essa ti si presenta. E ricorda sempre che tu sei un magnifico creatore che ha il completo controllo della propria vita e della propria realtà.

venerdì, novembre 27th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Swan Reflection

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Affronta questa lezione rifacendo il percorso della lezione precedente: dopo un buon relax, lascia scorrere liberamente le immagini e osserva quelle che ti provocano particolare tensione muscolare. Questa volta, però, quando qualcuna di queste immagini ti appare chiaramente, fermala, visualizzala bene, e cerca i punti del tuo corpo in cui si è prodotta una tensione muscolare. Poi, senza dimenticare questa immagine, anzi, trattenendola nella tua mente, distendi i tuoi muscoli. Rilassali completamente. Ripeti questo passaggio fino a quando ti accorgi che sei in grado di visualizzare nuovamente questa stessa immagine, ma senza più sperimentare alcun tipo di tensione. Continua a provare, utilizza pure altre immagini se senti di aver sciolto le tensioni legate a quella su cui stavi lavorando. Lascia scorrere le tue immagini, osserva quelle che ti provocano particolare tensione, fermale e comincia a rilassarti profondamente, fino a quando le tue immagini non ti procurano più tensione.

E’ importante che ripeti questo esercizio più volte possibile, anche la sera, prima di andare a dormire, e che lo applichi, per quanto ti è possibile, nella tua vita quotidiana. Adesso hai imparato a dirigere in modo consapevole le tue immagini e a liberare il tuo corpo dalla tensione muscolare che esse ti procuravano.

Essere in grado di rilassarti è il miglior antidoto contro lo stress. E meno stressato sei, meno sei esposto alla possibilità di ammalarti o, quantomeno, nella peggiore delle ipotesi la tua guarigione sarà migliore e più veloce.

mercoledì, novembre 25th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Swan Reflection

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Sicuramente la padronanza delle tecniche fin qui acquisite, se le hai eseguite con attenzione, ti hanno aiutato a sentirti meglio e pronto per andare avanti. Perciò, prima di proseguire, ripeti nuovamente la lezione precedente. Poi continuerai con il tuo laboratorio di oggi in cui ci occuperemo delle immagini libere. Sei pronto? Bene, disponiti pure in perfetto relax esterno, interno e mentale. Lascia, quindi, scorrere liberamente le immagini che ti si presentano.

Osserva le immagini della tua vita quotidiana. Osserva le immagini delle tue relazioni con le altre persone. Quelle dei tuoi familiari, dei tuoi amici, dei conoscenti, dei colleghi di lavoro. Osserva le immagini relative al tuo lavoro. Avverti che alcune di esse provocano in te un senso di malessere. Provocano in te una particolare tensione muscolare. Tieni conto di queste immagini e, dopo l’esercizio, prendine accuratamente nota, ma senza tentare ancora alcun tipo di intervento su di esse. Lasciale semplicemente passare nella tua mente e osserva quelle che ti provocano una tensione particolare. Ripeti questo esercizio di immagini libere diverse volte. Ripetilo e prendi nota, fino a comprendere bene quali sono le immagini che ti provocano le tensioni e in che parte del tuo corpo queste tensioni si esprimono con più forza. Segna nella figura qui sotto i punti in cui sperimenti una forte tensione.


Tensioni Muscolari

lunedì, novembre 23rd, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Swan Reflection

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Pronto per questa lezione? Bene, ripeti diverse volte la lezione precedente, fino a quando riesci a raggiungere rapidamente una completa distensione mentale.

Per verificare i tuoi progressi, fai alcuni passi nella stanza in cui ti trovi, apri e chiudi la porta, sposta dei piccoli oggetti e dopo rimettili al loro posto. Poi ritorna dove eri prima di effettuare queste operazioni. Osserva se sei riuscito a svolgere queste “mansioni” con il registro interno di relax mentale studiato nella lezione precedente (quando avrai padronanza di questo esercizio puoi provare a effettuare esperienze quotidiane più complesse).

A questo punto conosci il relax fisico esterno, quello fisico interno e il relax mentale. Sei, quindi, in condizione di applicare questi tipi di relax nella tua vita quotidiana in modo rapido ed efficace.

Fino a ora hai lavorato soprattutto con i tuoi muscoli e con le tue sensazioni interne. Ricorda però, se non ti sei rilassato completamente e nel modo giusto, come ti ho spiegato nelle lezioni precedenti, questa importante esperienza di pace non potrà manifestarsi.

Con questa lezione stai per iniziare un lavoro un po’ differente: imparerai a guidare le tue immagini mentali. Sì, sono proprio le immagini ad attivare le tue tensioni, allo stesso modo, però, esse possono attivare anche le distensioni. Se, per esempio, immagini di trovarti in un incendio, puoi avvertire facilmente che i tuoi muscoli si tendono; man mano però che spegni mentalmente questo incendio, puoi notare che la tua muscolatura esterna si va rilassando contemporaneamente alla distensione delle tue sensazioni interne.

In questa lezione comincerai a familiarizzarti con una immagine di grande utilità per il resto del tuo percorso. Realizzerai la “esperienza di pace”.

Comincia a immaginare una sfera trasparente che, scendendo dall’alto, entra nella tua testa e va a fermarsi nel centro del tuo petto, all’altezza del cuore. Se non ti risultasse facile immaginare questa sfera, non preoccuparti, non è un grosso inconveniente. Puoi sperimentare una piacevole sensazione nel petto anche senza l’aiuto dell’immagine sferica. Con il trascorrere del tempo, via via che prenderai confidenza con questo esercizio, potrai visualizzare chiaramente questa sfera che scende e si ferma al centro del tuo petto.

Partendo da questa immagine situata al centro del tuo petto, espandila lentamente, falla crescere sempre di più, fino ai limiti estremi del tuo corpo, Quando la sensazione che è partita dal centro del tuo petto, si sarà estesa a tutto il tuo corpo raggiungendone i limiti, sentirai in te una calda sensazione di pace e di unità interna che lascerai agire da sola.

E’ importante che questa sensazione si estenda fino ai limiti di tutto il tuo corpo: la luce irradiata dal centro del tuo petto si estende, a poco a poco, a tutto il tuo corpo, fino a trasformarsi in una specie di luminosità interna. Quando questa luminosità arriva fino ai limiti esterni del tuo corpo, la distensione è completa.

A volte la respirazione si fa più ampia e accompagna le emozioni positive che via via ti si presentano, emozioni piacevoli, emozioni ispiratrici. Non prestare attenzione alla tua respirazione ora, lascia soltanto che accompagni le tue emozioni positive.

Altre volte possono sorgere ricordi e immagini molto vivide, però, la tua attenzione deve rivolgersi soprattutto al tuo registro di pace crescente. Quando quel registro di pace cominciato nel tuo petto, si è diffuso in tutto il tuo corpo fino ai suoi limiti, avrai appreso la parte più importante dell’esercizio. Sperimenterai allora l’esperienza di pace. Rimani pure in questo stato per alcuni minuti. Poi, fai retrocedere lentamente questa sensazione e l’immagine di luminosità fino al centro del tuo petto, vicino al tuo cuore. Da lì, portala nuovamente alla tua testa, facendo scomparire la “sfera” che avevi utilizzato all’inizio dell’esercizio. A questo punto la tua esperienza di pace è terminata.