Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.
Ti ricordi di quando eri un bambino? Ricordi cosa rispondevi quando ti chiedevano cosa vuoi fare da grande?
Ti ricordi di come eri certo che, da grande, lo avresti fatto? Dove sei adesso? Stai facendo quello che desideri veramente fare?
Probabilmente, crescendo, hai cambiato idea su quello che era il tuo desiderio di bambino. E chissà quante volte!
È giusto. È normale che sia così, perché crescendo, via via, si faceva più chiaro in te quale fosse il desiderio della tua vita, quello che ancora è lì, nel cassetto dove lo avevi momentaneamente riposto in attesa del momento giusto per realizzarlo.
Ora io ti chiedo: “È poi mai arrivato quel momento giusto che aspettavi? Hai realizzato il tuo desiderio con la D maiuscola? O forse, è ancora lì in quel cassetto, ad aspettare che tu gli permetta di uscire?”
Ebbene, se hai realizzato il tuo sogno, complimenti! Se invece il tuo sogno è ancora lì ad aspettare che tu ti decida, io ti chiedo: “Quando?”
Si hai capito bene! Quando pensi di farlo?
Il posto in cui sei adesso, oggi, non importa dove, non importa in quali circostanze, è l’unico posto in cui puoi essere. L’unico posto da cui puoi fare la tua prossima mossa.
Non nel passato, né tantomeno nel futuro, ma esattamente qui e adesso.
Prima di tutto, diventa consapevole di chi sei.
Spesso per paura o per sfiducia le persone si sentono impotenti e finiscono per rassegnarsi. Cominciano a indossare una maschera che non corrisponde più al loro vero io, ma le fa sentire uniformate alla realtà.
È forse successo anche a te?
Già, ma quale realtà?
Quella illusoria creata dalla società che ti vuole omologato, sottomesso e obbediente? Oppure quella vera, fatta di te, di quello che veramente sei e sei capace di essere e fare se solo riesci ad avere un po’ più di fiducia in te stesso?
Se solo tu riuscissi a credere che ciò che sembra vero non lo è, e che ciò che non sembra vero, invece, lo è…
L’unica cosa che puoi fare è provarci.
Se ci provi, esiste naturalmente anche la possibilità di fallire. Ma alla fine cos’è un fallimento se non una lezione da cui imparare per ripartire nuovamente?
Personalmente credo che l’unico fallimento da temere è quello con se stessi.
Se quando cadiamo non abbiamo il coraggio di rialzarci ancora una volta, questo sarà il più grande fallimento della nostra vita.
Cosa faresti se sapessi che non puoi fallire?
Chi saresti se sapessi che non puoi fallire?
Il più grande scopo, la più grande missione di ognuno di noi è vivere la vita, con coraggio, forza, speranza, dignità. Al 100% fino all’ultimo momento.
Fallire in questo, è l’unico lusso che non possiamo permetterci: ma fin tanto che viviamo con coraggio e speranza è certo che non falliremo mai.
Qualcuno ha detto che le persone muoiono come hanno vissuto.
E perfino la morte deve inchinarsi con rispetto di fronte ad un leone che ruggisce con coraggio fino alla fine. Perché non c’è una fine per chi crede, ma solamente un nuovo inizio.
È così che un Budda passa alla sua prossima vita: per continuare a realizzare lo scopo fondamentale della sua esistenza.
Questo mi ha insegnato Antonio, con la sua vita e con la sua morte. Questo mi ha insegnato Carla, la sua meravigliosa compagna. Coraggiosa, dolce e forte, fino all’ultimo momento di Antonio in questa vita. E pensando a loro, io continuo ad alzarmi dopo ogni caduta. Anche adesso.














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