Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Tra le varie “cose” che si trovano dentro la tua mente c’è anche una specie di grande deposito o cantina.

È quel posto dove metti tutte le cose che ti ricordi e che sono diventate parte di te, del tuo modo di pensare e di sentire.

Da quando sei nato, hai messo, giorno dopo giorno, in questa tua cantina tutte le risposte che hai ricevuto alle tue domande, tutte le cose che senti dire ogni giorno e che, per te, sono diventate vere, tutte le cose in cui credi, tutti i risultati delle tue esperienze di vita. Insomma tutto quello che riguarda te e l’ambiente in cui ti muovi vivendo. Se preferisci, puoi chiamare questa tua grande cantina mentale Memoria.

Già, perché è proprio di questo che ti sto parlando, della Memoria appunto.

La Memoria gioca un ruolo molto importante nella tua vita perché ospita tutti i tuoi ricordi, i quali, a loro volta, costituiscono quello che si può definire il tuo riflesso condizionato. Supponiamo che tu abbia fatto una determinata esperienza in una data area della tua vita e che il risultato di tale esperienza sia stato per te altamente negativo.

Da quel momento il tuo ricordo di quella esperienza sarà associato ad una sensazione di malessere e la tua Memoria farà automaticamente riferimento, per associazione, a quel ricordo ogni altra volta che nella tua vita ti ritroverai a fare un’altra esperienza in quella stessa area, o altre, della tua vita. Il ricordo che tu hai in Memoria della tua esperienza passata, inevitabilmente, finisce per influire e condizionare il tuo comportamento nei confronti delle tue esperienze successive.

E questo vale per ogni aspetto della tua vita, dalle relazioni con gli altri alle scelte professionali, alle scelte di vita in ogni loro aspetto.

Per aiutarti a capire meglio, ti dico qualcosa in proposito degli elefanti e dei lupi.

In India, gli elefanti sono utilizzati dall’uomo per un gran numero di mansioni.

L’elefante è un animale noto per avere una memoria molto lunga e il “padrone” dell’elefante, per assicurarsene l’obbedienza, fa leva proprio sulla memoria dell’animale. Perciò, quando l’elefante è ancora piccolo, ne lega la zampa, con una corda o una catena, assicurata ad un albero. L’elefante, essendo piccolo appunto, non è in grado di liberarsi. Ma crescendo, grazie alla sua “buona” Memoria, si ricorda sempre di quella corda: la corda è più forte di lui, per quanto possa tirare, lei è sempre più forte.

Perciò il piccolo elefante si sottomette e accetta come un dato di fatto che la corda è più forte di lui. Anche da adulto, non appena sente che una corda lo trattiene, non ci prova nemmeno a liberarsi e remissivamente si lascia trattenere. Il punto è che lui non ci prova nemmeno perché lì, stipato nella sua Memoria, c’è sempre il suo ricordo di quella corda più forte di lui, contro cui ogni suo sforzo di liberarsi era, e sarà sempre inutile.

Ora sai perché potrebbe capitarti di vedere un enorme elefante trattenuto da una piccola cordicella da cui, ai nostri occhi, potrebbe ovviamente liberarsi molto facilmente in qualunque momento se solo lo volesse.

I lupi sono animali noti per la loro fierezza e caparbietà. Il lupo difficilmente si adatta a vivere in cattività.  Solitamente non accetta di sottomettersi o soccombere senza lottare. Quando vive libero nel suo ambiente, il lupo accetta lealmente la supremazia del capobranco più forte solo dopo aver lottato ed essere stato sconfitto. Ma non mancherà di sfidarlo ancora in futuro se la situazione lo richiederà.

La lezione imparata gli servirà nella prossima sfida. E quando il lupo sopravvive ad una brutta esperienza, la Memoria di quel ricordo lo rende più attento e più astuto.  Gli uomini, ad esempio,pur essendo affascinati dai lupi li temono e, purtroppo, a volte ne vogliono la pelle.

Così, ai lupi può succedere di finire con la zampa in una delle tante trappole disseminate ovunque dai cacciatori. Quando questo accade, molto spesso capita che il lupo arrivi a rosicchiare la propria zampa fino ad amputarla pur di riconquistate la propria libertà.

Se tu fossi un animale, vorresti essere elefante o lupo?

Per tua fortuna, in questa vita, sei nato come essere umano. E questo, rispetto agli animali, ti concede un piccolo privilegio assai vantaggioso. Tu puoi essere intenzionale. Tu sei in grado di pensare in modo consapevole e intenzionale.

Questa piccola, ma sostanziale differenza fa si che tu non debba necessariamente essere e rimanere legato per sempre alla corda della tua Memoria.

Tu puoi scegliere intenzionalmente a cosa pensare. Si tratta di vincere l’abitudine a lasciarti andare alla deriva dei tuoi ricordi. Si tratta di vincere l’abitudine a lasciarti sopraffare dalla tua Memoria. Si tratta di non lasciarti cadere nelle trappole della tua mente. Si tratta in definitiva di non arrenderti alle tempeste capricciose della tua mente.

Per dirlo con le parole dello scrittore e filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “… dovresti piuttosto diventare abile nell’imbrigliare quel cavallo ribelle che è la tua mente…”. Un cavallo ribelle ti porta dove vuole lui. Lo stesso cavallo, una volta che lo avrai domato, ti porta dove vuoi andare tu.

Il Cavallo Ribelle Chiamato Mente

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