La Bussola Della Vita • THE COMPASS OF LiFE

Per Ritrovare Te Stesso • TO FiND YOURSELF

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

L’allenamento fisico è una cosa molto positiva.

Il nostro corpo ha bisogno di tenersi in movimento per tutta una serie di ragioni, incluso un buon rinnovamento cellulare, una buona circolazione sanguigna, la tonificità di muscoli e ossa. Nel periodo dell’adolescenza ho dato poca importanza all’attività sportiva o ad uno stile di vita attivo e dinamico, il che ha favorito, insieme ad un mio stato emotivo molto negativo, l’aumento di peso. In pochi casi un peso eccessivo dipende da patologie ereditarie, mentre nella maggior parte dei casi si tratta di pigrizia, che non è ereditaria, è semplicemente una abitudine alla quale ci siamo affezionati col tempo, a forza di praticarla.

È pur vero però anche che se non c’è una motivazione di fondo abbastanza valida, un pigro non sentirà mai la necessità di trasformare la sua vita da sedentaria ad attiva.

Da alcune “ricerche” da me effettuate, le persone più pigre, sono quelle più caratterialmente solitarie. Persone che hanno delle amicizie, ma favoriscono la solitudine al confronto con altre persone. Persone che pensano al movimento che “dovrebbero” fare ma che posticipano come del resto fanno con tutte le cose della loro vita, o la maggior parte. Persone che hanno provato numerose diete che hanno funzionato la prima settimana, o il primo mese, ma che poi sono state interrotte ritornando al peso di prima, in seguito ad un crollo: non puoi privarti di qualcosa di cui il tuo organismo ha bisogno. Prima o poi i tuoi bisogni emergono, specialmente in quei periodi in cui sei stressato ed agitato per motivi lavorativi, personali, relazionali… credo tu abbia capito.

Quindi, il fattore “pigrizia” è tendenzialmente e prevalentemente una condizione mentale, che riflette poi nel corpo fisico una tendenza della persona.

È di grande aiuto capire che cosa potrebbe permetterci di fare movimento, divertendoci allo stesso tempo. Chi ama l’acqua, può puntare sul nuoto. Al momento in cui avrà inizio la lezione di una mezz’oretta abbondante o per i più sportivi di un’ora e più, sapete bene che dal momento in cui il vostro corpo entrerà nell’acqua, sarete voi, l’acqua,e quella distanza da percorre. Nessun altro tranne voi. Lo stesso per quelli a cui piace la corsa. Un MP3 con la vostra musica preferita e la strada, meglio se quella di un parco, così non dovrete preoccuparvi delle auto. L’aria che vi dilata i polmoni e quel ritmo perfetto per voi.

Io mi sono innamorata dell’allenamento con salto della corda, pesi, addominali e flessioni. Più un po’ di cyclette. Insomma, mancano il sacco e i guantoni e sarei una perfetta pugile!

E mi appaga moltissimo. Ho finalmente trovato qualcosa che mi appassiona, perché non c’è soddisfazione più grande del sentire il sudore che cola e percepire più toniche le braccia, le gambe, il ventre… e sporadicamente anche qualche doloruccio. Ti fa capire che stai migliorando, che ti stai chiedendo di più. Ovviamente tutto ciò, qualunque sport tu voglia praticare, fallo con saggezza. Comincia gradualmente, permettendo al tuo corpo di abituarsi a questa nuova abitudine. Non lasciarti travolgere dalla foga di cominciare ed ottenere risultati subito. Ho fatto questo errore quando ho cominciato ad allenarmi. Cominciai il primo giorno con 150 addominali, il giorno dopo avevo dolore, ma mi ero intestardita e ne ho fatti altri 100, e il terzo giorno ero letteralmente un vegetale, avevo tutti i muscoli informicolati e doloranti ed ho avuto uno svenimento. Non si scherza con certe cose. Il mio consiglio è assolutamente quello di cominciare gradualmente e nutrirsi in modo equilibrato. Non facendosi mancare niente di quello che serve. Mangiare è un piacere! E quando il tuo organismo è abituato al movimento, non è certo un pezzo dolce che andrà a guastare la tua linea!

Se non sei ancora riuscito a trovare il tuo sport ideale, nonostante tu abbia provato in tutti i modi, fammi sapere, che sono sicura sarà possibile trovare una soluzione.

Buona giornata e.. buon movimento!

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Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Sei super impegnato?

Ti sbatti qua e là senza avere un attimo di tregua e quando arrivi a casa la sera, sei così cotto che finisci con l’addormentarti dove ti trovi?

Si dice che il tempo è denaro, perché alla fine, in effetti, è l’unica cosa che abbiamo.

Ognuno di noi dispone di 24 ore al giorno.

Quindi direi che il modo in cui le gestisci è importantissimo.

Vivere affannosamente ti porta spesso ad avere relazioni burrascose e frequenti litigi, poiché la stanchezza mentale, nel caso tu non sia un essere bionico, potresti finire col riversarla sulle persone con cui passi più tempo, o comunque quelle persone a te più vicine.

Un meraviglioso modo che per me funziona, quando devo affrontare delle giornate intense e lunghe, è quello di svegliarmi 15 minuti prima del dovuto, sciacquarmi il viso e sedermi un attimo, facendo dei lunghi e profondi respiri. Cercando di pensare con tutto il cuore alle cose belle che ho nella mia vita.

Ci DEVE pur essere qualcosa di positivo.

Quindi cercalo.

Anche il semplice fatto di essere qui. Semplice per modo di dire, dato che credo che vivere sia la cosa più bella al mondo. Inoltre, faccio sì che questo “rituale” mattiniero, e anche serale volendo, sia un rinnovare la mia promessa di non adagiarmi, né di abbattermi o annullarmi.

MAI.

Ogni mattina mi riprometto di fare del mio meglio, di avere rapporti sempre migliori, di produrre lavori di qualità sempre migliore, di avere una salute sempre più vigorosa, di avere sorprese piacevoli nell’arco della giornata. Penso che possa capitare di inciampare…è naturale. Ma non penso sia molto affascinante l’idea di camminare ingobbiti e guardare fisso a terra per non inciampare, tanto se non è alle 8, è alle 9, finirai con lo sbattere la testa da qualche parte!

Sempre per la solita ragione: quando ti concentri su le cose poco buone che potrebbero capitarti, ci stai investendo le tue preziose energie, e smuovi l’ambiente coi tuoi pensieri…lo sai? Quindi quello che credo, dato che non vengo pagata per pensare positivo, ma neanche per pensare in negativo, scelgo consapevolmente di sforzarmi di abituarmi a pensare positivo, che mi fa stare decisamente meglio mentalmente e fisicamente!

Se non pensi di essere responsabile al 100% di quello che ti accade ogni giorno, allora pensa di essere responsabile al 99%, ma sii consapevole che la maggior parte dei risultati che ottieni nella tua vita è solo merito tuo. Sia che siano risultati positivi sia che siano negativi. Inoltre, a questo proposito, vorrei anche dirti che, se stai pensando “da tempo provo a fare questa cosa ma non riesco o fallisco”, non devi abbatterti o rinunciare: come ad un incontro di boxe, non potrai sapere se quando le forze ti stanno abbandonando, quel “ultimo” colpo potrebbe essere il decisivo, quello che stenderà il tuo avversario.

Quindi, cerca di vederla in questa ottica.

Tra l’altro, pensa anche perché ti sei sbattuto tanto per quella cosa. Significa che conta molto per te, giusto?

Non mollare così.

Quel tuo “ultimo” colpo è più vicino di quanto pensi…

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


L’immaginazione è tutto!

Albert Einstein


Cos’è la suggestione? Non è certo la soggezione della volontà di qualcuno a quella di un altro. La suggestione è bensì la realizzazione subcosciente del proprio pensiero.


Quello che pensiamo intenzionalmente e continuamente, si imprime nel nostro subconscio fino a diventarne parte. Per poi, pian piano a sua volta, influenzare le nostre reazioni e azioni in modo naturale. Questo accade perché vuol dire che abbiamo acquisito in noi quel pensiero o quella tendenza. Lo abbiamo interiorizzato e fatto nostro.


Se pratichi il Karate, ad esempio, sai già quanto è importante interiorizzare il Kata (un esercizio individuale che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari). Durante un combattimento, non puoi pensare a quale mossa fare in ogni istante. È necessario che le tue mosse fluiscano da dentro di te, in risposta ad ogni mossa dell’avversario, istintivamente e naturalmente.


Ora, credo di poter tranquillamente affermare che nessuno nasce già conoscendo il Kata. Ma chi ha deciso di praticare il Karate lo ha dovuto imparare. Essere un buon Karateka, dipende in buona parte da quanto riesci a interiorizzare il Kata appunto. Fintanto che continui a pensare al Kata come ad un insieme di esercizi esterni a te, il tuo Karate sarà così, così.

La tua volontà, essendo un fattore auto-cosciente, ha la funzione di darti l’impulso direttivo nelle realizzazioni, ma sono la tua immaginazione e il tuo pensiero, i fattori che scatenano il riflesso realizzatore.


Questo significa che, imparando a conoscere e a controllare il tuo inconscio con l’immaginazione e l’autosuggestione, puoi provocare in te stesso, col tuo pensiero, realizzazioni benefiche alla tua salute, al tuo carattere, alle tue relazioni e in ogni area della tua vita. Significa che puoi veramente migliorare la qualità della tua vita in ogni aspetto.


Perciò, se desideri fortemente qualcosa e cominci a a pensare altrettanto fortemente che la otterrai, ripetendolo a te stesso più volte ogni giorno, le possibilità che tu ottenga quello che vuoi diventano altamente probabili e fortemente concrete.


L’auto-suggestione cosciente, è una vera e propria tecnica messa a punto dal Dott. Emile Coué, farmacista e psicologo francese (1857-1926), noto in tutto il mondo come il padre ispiratore del pensiero positivo, la visualizzazione, il training autogeno di Schultz, la sofrologia, l’analisi transazionale (AT) e la programmazione neurolinguistica (PNL).


Il Dott. Coué era giunto alla conclusione che non è la volontà che può mettere in moto le enormi forze subcoscienti che sono dentro di noi, ma la nostra immaginazione.


Egli osservò che nella lotta tra l’immaginazione e la volontà all’interno di un soggetto, la volontà soccombeva sempre, senza nessuna eccezione.


Del resto, quando un’idea si è impadronita della tua mente al punto da farne sprigionare una suggestione, tutti gli sforzi coscienti fatti per resistere a questa suggestione non ti servono che a rafforzarla». Ma questa attività che agisce inconsciamente e con una forza incalcolabile può agire in noi tanto per il bene quanto per il male. È necessario quindi rendersene padroni e saperla gestire. Essa è come un torrente che tutto travolge nel suo passaggio, ma che, arginato, diventa sorgente di forza e di luce. Il dramma, la lotta avvengono dentro di te, tra la tua volontà e la tua immaginazione; e il conflitto termina sempre col trionfo di quest’ultima.


Anche nel tuo quotidiano puoi osservare in ogni istante questa lotta, e la medesima sconfitta della volontà. Se soffri d’insonnia, ad esempio, il pensiero di non poter dormire e lo sforzo per riuscivi (ricorso alla volontà) ti renderà più agitato, più nervoso, allontanando sempre più il sonno desiderato. Se invece ricorri all’immaginazione, ripetendoti dolcemente: “io dormo, ora dormo, io posso dormire, e così via, il sonno non tarderà a calare sulle tue palpebre.


In ogni suggestione, dopo che hai pensato al fine che vuoi ottenere, il tuo subcosciente si incarica di trovare da sé i mezzi per realizzarlo. Il tuo subcosciente riproduce nel tuo corpo fisico tutte le impressioni ricevute dalla tua mente. Ed escogiterà da sé, senza bisogno di istruzioni altrui, il lavoro fisiologico necessario per ottenerlo.


L’auto-suggestione cosciente è lo strumento di controllo con cui puoi alimentare il tuo subconscio con pensieri positivi e creativi o, per contro, permettere a pensieri di natura distruttiva di insinuarsi nella tua mente.


La tua capacità di utilizzare al meglio i principi dell’auto-suggestione dipende in gran parte dalla tua abilità di concentrarti su di un determinato desiderio fino a che quel desiderio diventi per te un desiderio ardente.


Pronuncia più volte al giorno e ad alta voce l’affermazione del tuo desiderio, concentrandoti e sentendolo. Immaginalo già realizzato e sentiti come se lo avessi già realizzato. In questo modo stai comunicando direttamente al tuo subconscio l’oggetto del tuo desiderio. Ripetendo questa procedura, giorno dopo giorno, creerai in modo deliberato abitudini mentali che favoriscono la realizzazione dei tuoi desideri. E quando pronunci a voce alta la frase con cui esprimi, ad esempio, il tuo desiderio di sviluppare la consapevolezza di accumulare denaro, è molto importante che tu lo faccia con grande partecipazione emotiva e con gioia.


Non è la tua volontà il mezzo con cui puoi ottenere i risultati che ti prefiggi, anche se essa ha un compito altrettanto importante: quello di darti, quasi con dolcezza, l’indicazione dello scopo che desideri conseguire. La tua volontà deve comportarsi come l’intelligente ingegnere che stabilisce il piano di lavoro che il solerte imprenditore (ossia il subcosciente) dovrà poi eseguire. Questo duplice lavoro della volontà cosciente e delle forze subcoscienti è ben sintetizzato nel motto: «nessuno sforzo, ma una chiara visione di quanto si vuole ottenere secondo le indicazioni della volontà».


Ecco perché possiamo tranquillamente affermare ancora una volta che l’immaginazione è tutto!

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Nel Buddismo di Nichiren Daishonin si parla di 10 fattori che giocano un ruolo fondamentale nella vita individuale e collettiva di tutte le persone. Essi sono:

1. Nyo Ze So = L’Aspetto. E’ il primo dei dieci fattori ed è il più importante di tutti. Nell’essere umano indica il corpo e il suo comportamento visibile. Vale a dire come ci poniamo e, quindi, come appariamo, come parliamo e come agiamo e, quindi, come arriviamo alle altre persone.

2. Nyo Ze Sho = La Natura. La natura invisibile è la mente, che non si vede ma che esiste e, per esteso, tutto quello che passa per la nostra mente: quello che pensiamo, quello che crediamo, quello che desideriamo, quello che temiamo, quello che detestiamo, e così via.

3. Nyo Ze Tai = L’Entità. E’ la combinazione del nostro corpo e della nostra mente, la vera essenza di tutte le cose, cioè la nostra vita. In altre parole è il risultato della combinazione tra ciò che pensiamo e crediamo, e come appariamo e agiamo. Motivo per cui possiamo affermare che le persone sono ciò che pensano.

4. Nyo Ze Riki = Il Potere. Il potere o capacità di agire in ognuna delle dieci condizioni vitali (10 Mondi nel Buddismo) in cui, di momento in momento, ci veniamo a trovare. Quando siamo in quello che il Buddismo chiama il Mondo di Inferno, tendiamo a usare questo potere contro la vita stessa portandola all’autodistruzione. Mentre, quando ci troviamo in uno stato mentale più nobile come , ad esempio il Mondo di Bodhisattva, usiamo questo stesso potere in modo costruttivo, manifestando umanità, buonsenso, autocontrollo, spirito di ricerca, grande determinazione, generosità, e così via.

5. Nyo Ze Sa = L’Azione. A questo punto, attraverso l’uso dei pensieri, delle parole e del corpo, per creare il bene o il male, il potere si concretizza, si trasforma in azione compiuta. E compiendo l’azione, noi creiamo quella che il Buddismo chiama la causa interna o karmica. Ovvero, una causa latente che rimane tale fino a quando, nell’ambiente, non si presenta una occasione in grado di renderla manifesta. Il tempo necessario a far si che questo accada è variabile, può trattarsi di un secondo, come di anni.

6. Nyo Ze In = La Causa Interna. E’ appunto il seme che con pensieri, parole e azioni noi poniamo nell’ottava coscienza (l’inconscio) dove rimane fino a quando non si presenta l’occasione o causa esterna appropriata. Supponiamo di fare, volontariamente o involontariamente, un torto a qualcuno, questa è la causa interna che abbiamo posto. Questo seme rimarrà addormentato nella nostra vita, indipendentemente dal fatto che ci pensiamo o meno, il tempo necessario a riceverne l’effetto. Ora, la persona che ha ricevuto il torto potrebbe reagire istantaneamente al torto, ad esempio, dandoci uno schiaffo. In questo caso, la risposta/effetto è istantanea. Oppure potrebbe covare rancore nei nostri confronti e aspettare di renderci “la cortesia” alla prima occasione in cui le sembri appagante farlo. Questo potrebbe accadere anche anni dopo.

7. Nyo Ze En = La Causa Esterna. Ossia l’occasione che permette alla causa interna di manifestarsi. Come detto sopra, sia che la reazione al torto sia istantanea o che avvenga a distanza di anni, ci sarà sempre una relazione tra quello che la persona in questione ritiene di aver subito da parte nostra e quello che decide di fare per farcela pagare.

8. Nyo Ze Ka = L’Effetto Latente. Si dice che la causa e l’effetto sono sempre simultanei. Non importa quanto tempo passi prima che l’effetto si manifesti. Quest’ultimo è sempre e comunque contemporaneo alla causa e aspetta, appunto, l’occasione per manifestarsi. Per rimanere sull’esempio del torto, se quella persona decide di farci fare una brutta figura, in una determinata situazione, a distanza di anni da quando ha subito il nostro torto, quello che succede in quel momento sarà comunque la diretta conseguenza di ciò che noi le abbiamo fatto anni prima. E sicuramente il desiderio di vendicarsi in quella persona è nato in lei immediatamente, al momento stesso in cui ha ricevuto il nostro torto. Non anni dopo. Poi, ha solo aspettato quella che per lei poteva essere una occasione propizia per vendicarsi.

9. Nyo Ze Ho = L’Effetto Manifesto. Ovvero la retribuzione, positiva o negativa, cioè la risposta visibile alla causa interna e all’effetto latente. Per noi, appunto, la figuraccia (Causa Esterna) che quella persona ci ha fatto fare anni dopo aver subito il torto che noi le avevamo fatto, è esattamente il momento in cui quell’effetto latente prende forma concreta.

10. Nyo Ze Honmak kukyo To (Nyo Ze Hon matsu Ku Kyo To) = La Coerenza Dall’Inizio Alla Fine. E’ la immutabile via di mezzo che permea tutti gli altri nove fattori, cioè la vera entità di tutti i fenomeni. Coerenza di pensiero, parola e azione, ossia, parla e agisci in coerenza a come pensi. E questo ci riporta di nuovo all’aspetto. Esso è il più importante dei dieci fattori perché è proprio attraverso l’aspetto che si rivela la coerenza dall’inizio alla fine. Vale a dire come appariamo, cosa diciamo e cosa facciamo mostra nell’ambiente, nella società, chi siamo come individui. E anche la validità degli insegnamenti buddisti.

Da qui l’importanza per noi esseri umani di comprendere che ogni cosa che pensiamo, diciamo e facciamo è visto/giudicato dalla società/ambiente esattamente allo stesso modo in cui noi lo vediamo/giudichiamo nel nostro io più profondo. Il giudizio degli altri è solamente una estensione esterna del giudizio che, di fatto, noi abbiamo di noi stessi. Ad esempio, se temiamo di essere persone cattive, faremo sempre e inevitabilmente, sia chiaro non intenzionalmente, in modo di trovare questo giudizio negli occhi degli altri che ci guardano.

Le persone che mancano di coerenza tra quello che pensano e che poi dicono e fanno, sono persone tendenzialmente inaffidabili e incostanti. Persone che tendono a sentirsi quasi sempre inadeguate e fuori posto. Persone che tendono a vedere difficoltà ovunque e che si arrendono facilmente di fronte alle difficoltà.

Le persone che sono coerenti tra quello che pensano e come poi parlano e agiscono, al contrario, sono persone che tutti vorrebbero come amiche. Sono affidabili, costanti, ricche di umanità e solide. Sono persone che di fronte alle difficoltà, spesso, tirano fuori un coraggio e una forza tale che fino a quel momento magari neanche loro stessi sapevano di possedere. Ecco perché si dice che il vero valore, la vera stoffa di cui una persona è fatta, si vede da come affronta le difficoltà, più che in ogni altro momento.

Nichiren Daishonin, in una lettera a un credente scrisse:“Una piccola zampa di granchio può rovinare mille vasi di lacca” e “Anche una sola azione sconsiderata compiuta da una sola persona può distruggere gli sforzi compiuti da altre cento”. Questo vale sia per quello che accade all’intero del singolo individuo sia riguardo a come l’individuo agisce verso il suo ambiente.

Non importa quanto intensamente pensi a quello che desideri, quante magnifiche parole dici e quante azioni, sia pure imponenti, compi se non credi di meritare o di poter realizzare quello che desideri. Sarà come voler prendere dell’acqua da un pozzo senza avere un secchio. Il pozzo c’è, l”acqua c’è, la corda per calare il secchio anche, ma non hai alcun recipiente con cui raccogliere tutta quell’acqua che è lì, a tua completa disposizione.

Allo stesso modo, non importa quanto bene parli e agisci se non è coerente con quello che pensi. Prima o poi crollerai, facendo magari una azione sconsiderata o insensata, e da quel momento non sarai più credibile. Le altre persone tenderanno a dimenticarsi perfino di tutte le tue azioni virtuose precedenti. Questo proprio perché manca coerenza tra cosa senti e cosa manifesti. Questo tipo di dualismo è fonte di grande stress psico-fisico e porta all’esaurimento. Alla fine si sbotta. E quando questo accade, le persone che ci stanno intorno si sconcertano, si spaventano e si allontanano da noi.

Capisci perché è così importante essere coerenti, fedeli a se stessi, pensare, parlare e agire in modo consapevole, comprendere che tutto parte sempre da noi, e non dagli altri, per quanto ci riguarda.

Forse non potremo piacere a tutti. Sicuramente non piaceremo a chi non la pensa come noi e non condivide il nostro modo di vivere. Ma possiamo stare certi che le persone che entreranno a far parte della nostra realtà dal momento che scegliamo di vivere in coerenza con noi stessi, saranno persone così meravigliose che ci faranno sentire bene e cento, mille, volte sempre più convinti che vale la pena di continuare così.

E la coerenza consapevole dall’inizio alla fine, in tutto e per tutto, da parte di sempre più persone porterà sicuramente a un cambiamento in positivo delle sorti dell’umanità tutta e del mondo intero.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

“Che tu creda di riuscirci o che tu creda di non riuscirci, hai ragione comunque.”

Henry Ford

Tu puoi attrarre ricchezza nella tua vita, esattamente allo stesso modo in cui, che ti piaccia o no, puoi respingerla.

Quando credi di non poterti permettere qualcosa; quando lesini su tutto per paura di rimanere senza quel “poco” che hai; quando non ci provi nemmeno perché tanto sai già che non cambierà niente; quando … e qui possiamo andare avanti con tutti gli altri non che vuoi, di fatto, stai respingendo sia la ricchezza materiale che il benessere fisico e mentale.

Il non poter fare ti fa sentire frustrato, amareggiato, deluso, insofferente, depresso, stressato. Posso fermarmi qui? Non c’è bisogno che continuo vero?

Questo continuo stato di malessere, si ripercuote inevitabilmente anche nel corpo, innescando patologie dei tipi più svariati. Le cosiddette malattie psicosomatiche ad esempio.

Ora, se tu sei quello che pensi, quando pensi in modo così negativo e distruttivo, ogni cellula del tuo organismo si riproduce sulla base di questa tua emozione-vibrazione negativa. E cellule stressate e deboli non possono certo rendere un buon servizio al tuo organismo.

Questo, a sua volta, si manifesta attraverso il tuo malumore, la tua scarsa vitalità, la tua mancanza di entusiasmo. In un circolo che si autoalimenta all’infinito.

Quando vivi in questo modo, di fatto, stai adottando un atteggiamento mentale negativo. E penserai che non c’è abbastanza per tutti, che al mondo stanno bene solo i furbi e i disonesti, che i tuoi diritti dovrebbero valere più di quelli di altri o che purtroppo altri godono di diritti, a spese tue, che a te sono negati. Questo tipo di pensieri, a loro volta, sfociano in sentimenti come la diffidenza, il risentimento, la rabbia, l’intolleranza.

Naturalmente poi, nella società, è facile trovare altre persone che, nutrendo questo stesso tipo di pensiero, contribuiscono a creare la cosiddetta realtà in cui vivi. Una realtà in cui molti individui stanno spesso bene, purtroppo, a spese di altri, ad esempio.

Eppure se ti chiedo cosa vuoi, come vuoi che sia la tua vita, cosa ti piace fare, niente di quello che ho detto sembra avere a che fare con te. Ed è così che dovrebbe essere!

Tu vuoi stare bene, essere sano, poterti permettere le cose che desideri, poter fare le cose che desideri, essere gentile e generoso con tutti. Vuoi vedere i tuoi cari felici, vuoi essere felice tu! Ed è giusto che sia così! Ne hai tutto il diritto! E anche il potere!

Tutto quello che devi fare è invertire la rotta. Comincia da oggi in poi a investire tutta l’energia che hai speso fino adesso ad annaspare per stare a galla, nella creazione di valore. Creare valore, significa trovare un modo per stare bene che benefici anche gli altri. Non il contrario.

Perciò, per attirare benessere e ricchezza nella tua vita, è necessario che tu decida di pensare in modo positivo e costruttivo. È inoltre necessario che tu sia onesto con te stesso e che tu veda chiaramente dove vuoi andare. Pensa accuratamente a quello che vuoi e togli la tua attenzione, immediatamente, da tutto quello che non vuoi. Sii determinato nell’autodisciplinarti, perché l’unica persona al mondo che può darti degli ordini sei tu.

Abbi sempre cara la tua salute e fai in modo di restare sano, al massimo delle tue capacità. Se credi veramente che ci sia qualcosa di più grande di te in questo mondo, sperimenta, metti alla prova la tua fede e affidati con tutto il cuore. Sii ponderato e sviluppa saggezza, ti tornerà utile per gestire tempo, denaro e relazioni umane. Consultati e collabora con persone fidate che ti possono supportare nei tuoi progetti, perché come si dice: “Un cervello pensa per uno, due cervelli pensano per tre.”

Fai tesoro di tutte le sconfitte che hai subito e semmai ce ne fossero delle altre. Un giorno quello che hai imparato dalle tue sconfitte potrebbe tornarti molto utile per vincere. Sforzati di avere una immaginazione creativa, è già dentro di te. Tira fuori entusiasmo dal tuo cuore e sorridi alla vita, perché la vita è bella nonostante tutto. E se hai un atteggiamento mentale positivo e credi di riuscirci puoi farcela.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Il cambiamento è una legge naturale ineluttabile. Tutto è mutevole, niente è costante. Con il passare degli anni, la tua voce cambia, il tuo corpo cambia. E cambia non solo l’aspetto esteriore del tuo corpo, ma anche ogni singola cellula che lo compone.

Ogni giorno milioni di cellule morte se ne vanno per lasciare posto a nuove cellule. In alcune parti del corpo il ricambio cellulare è più lento, ma ciclicamente,nel giro di pochi anni, si può dire, con ragione, che il tuo corpo non è più lo stesso. Tutto questo avviene e basta.

Che tu lo voglia o no. E tu non puoi interferire con il processo del cambiamento fisiologico in sé, ma puoi, perché ne hai il potere, guidare gli effetti del cambiamento prendendoti cura del tuo corpo e della tua mente.

Ma quello di cui dovresti preoccuparti di più è l’atteggiamento mentale con cui affronti il cambiamento.

Avere una mente aperta significa essere in armonia con il tuo ambiente interno ed esterno. Significa essere in grado di cogliere l’attimo del cambiamento. Significa essere in grado di comprendere la maniera corretta di cavalcare il cambiamento.

Puoi orientare i tuoi pensieri e controllare le tue emozioni, modulando in tal modo anche il tuo comportamento. Puoi scegliere in qualunque momento se vuoi adottare un atteggiamento mentale negativo ed essere in balia degli eventi o se, invece, vuoi adottare un atteggiamento mentale positivo ed essere tu a decidere quando e come dirigere, usare, controllare, condizionare o armonizzare i cambiamenti che avvengono dentro di te e nell’ambiente circostante.

Questo significa essere padroni del proprio destino. Affrontando la sfida del cambiamento con una chiara consapevolezza del tuo vero io, profonda fiducia nel tuo potere innato e con un atteggiamento mentale positivo, puoi risolvere in maniera intelligente e produttiva qualunque problema che ti capita.

In linea generale, i problemi che di solito possono capitare agli esseri umani sono di tre tipi: professionali, familiari e personali. Questi ultimi sono quelli che toccano più da vicino perché coinvolgono la sfera mentale, morale, emotiva, l’aspetto fisico e la salute. Inoltre, condizionano l’approccio ai problemi familiari, che più in generale indicano i problemi di relazione con le altre persone.

E quelli professionali, che più in generale indicano i problemi legati al denaro e al successo. Se di fondo c’è un atteggiamento mentale negativo verso se stessi, questo condiziona tutto il resto, riflettendosi in tutti gli altri aspetti della tua vita. Ecco perché è così importante partire da te stesso. Innescare il cambiamento in te stesso per prima cosa. Cominciare proprio dal tuo atteggiamento mentale.

Quando sposti l’attenzione da quello che non vuoi a quello che vuoi, con atteggiamento mentale positivo, e ti mantieni su questa posizione, tutto comincia a muoversi nella nuova direzione che hai scelto. Se ti sembra di non riuscire a farlo, prega per trovare la forza e il modo di riuscirci!

È a questo che serve la fede! Se fai in questo modo, perfino ogni cellula del tuo corpo comincerà a riprodursi in questa nuova direzione. Cellule più vigorose e sane, quindi, un corpo più agile e in forma. E una mente più giovane e creativa. Come si dice: “Una mente sana in un corpo sano”. E più sono i pensieri positivi, più sono sani la mente e il corpo.

Quando ti senti bene, oltre che star bene con te stesso, stai bene anche con gli altri. Il tuo modo di porti alle altre persone compie inevitabilmente un salto di qualità. Di conseguenza migliora notevolmente anche la risposta che ti ritorna dalle altre persone, dal tuo ambiente.

Sei in armonia.

Quando la tua vita è così aperta, migliora notevolmente anche la tua capacità di vedere e di cogliere opportunità che possono farti cambiare la tua situazione finanziaria e, quindi, le tue attuali condizioni di vita. Renditi conto che la situazione in cui sei adesso, non è la tua realtà immutabile.

È solamente il risultato di come hai pensato finora.

Come vivrai da adesso in poi, dipende da come deciderai di pensare a partire da questo preciso istante.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Tu sei ciò che pensi. Sei la materializzazione fisica dei tuoi pensieri.

Inoltre, le tue valutazioni mentali riguardanti ciò che ti circonda: l’ambiente, le persone, gli avvenimenti, e perfino te stesso, dipendono dal fatto che tu abbia un atteggiamento mentale positivo o negativo. Per capire meglio, puoi provare ad analizzarti da solo. Prova, ad esempio, a porre a te stesso queste domande e, naturalmente, a rispondere con sincerità:


1. Come consideri te stesso:

Sei una buona persona? Sei una cattiva persona? Sei in buona salute? Sei malato a livello psicosomatico? Sei ricco? Sei Povero? Hai una mente aperta? Hai pregiudizi?


2. Che tipo di pensieri hai:

Hai pensieri buoni? Hai pensieri cattivi? Coltivi pensieri di buona salute? Fai pensieri concentrati sulla malattia? Hai pensieri di ricchezza? Covi pensieri di povertà?


3. Come utilizzi le tue necessità:

Ti fai motivare dalla necessità a realizzare grandi obiettivi con onestà e integrità personale oppure la necessità ti stimola a cercare di ottenere dei risultati tramite l’inganno e la disonestà?

Di per sé l’atteggiamento mentale positivo non prende minimamente in considerazione cose come sotterfugio, inganno, disonestà, pregiudizio, rancore, vendetta, ecc. Semplicemente non gli appartengono. Mentre esse sono tendenze tipiche e ricorrenti dell’atteggiamento mentale negativo.

Se sei per tua natura già orientato ad avere un atteggiamento mentale positivo, indubbiamente per te sarà tutto più semplice. Se ti rendi conto che la tua tendenza predominante è quella di avere pregiudizi, sentimenti, emozioni, passioni, convinzioni e abitudini negative, sbarazzati di questi parassiti mentali muovendo consapevolmente e intenzionalmente il tuo atteggiamento mentale dal negativo al positivo.

Ad esempio, ogni volta che ti trovi coinvolto in un problema o un equivoco con un’altra persona, comincia da te stesso, chiarisciti per prima cosa con te stesso. Anche una sola parola, può provocare la pace o la guerra. La storia ce lo insegna questo. Una parola detta con atteggiamento mentale negativo, può creare incomprensioni, causare infelicità e miseria. La stessa parola, detta con un atteggiamento mentale positivo, produce effetti opposti: concordia, felicità e benessere.

Comincia con la comunicazione tra le menti, accertandoti che, in te, mente e cuore siano sempre uniti. Impara a distinguere tra fatti importanti e fatti secondari. Tu sei molto di più di un corpo con un cervello. Tu sei una mente consapevole in un corpo fisico!

Guida i tuoi pensieri con un atteggiamento mentale positivo. Controlla le tue emozioni. Poiché sei il padrone della tua mente, indirizzala! Non lasciarti dominare da essa. E avrai le redini del tuo destino completamente nelle tue mani. Ricordi?

Ne hai il potere. Lo stesso potere dell’Universo. Il tuo corpo è il palazzo che ospita la tua mente, la tua vita. E nella tua mente, la tua coscienza e il tuo subconscio collaborano armoniosamente. Per il momento, in questo contesto, prendiamo in considerazione il subconscio.

Della coscienza parleremo un’altra volta. Il tuo subconscio è la sede delle tue abitudini, dei tuoi ricordi, dei tuoi principi inviolabili di condotta, di forze note e di forze sconosciute, che influiscono sulla tua personalità e sul tuo carattere.


4. Allora, come puoi indirizzare la tua mente a pensare e operare nel modo che tu desideri?

Per prima cosa, ripeti a te stesso ad alta voce ogni giorno, più volte al giorno, affermazioni positive come queste: “Giorno dopo giorno, in ogni modo, in ogni aspetto della mia vita, io miglioro continuamente!”, “Ogni cosa per me sta andando di bene in meglio, ogni giorno, sempre di più!”, “Giorno dopo giorno divento, in ogni modo, sempre più ricco!”, “Posso farcela e ci riuscirò, perché io credo di riuscirci!”. Affermazioni come queste, ripetute spesso, con convinzione e con concentrazione, producono un effetto sul tuo subconscio e provocano una sua reazione.

Naturalmente le affermazioni positive che puoi fare sono tante, la cosa importante è che stimolino in te emozioni positive, sensazioni di benessere e sentimenti di gratitudine.

Quello che sei oggi è soltanto il risultato di quello che hai pensato fino a oggi. Comincia oggi stesso a pensare diversamente, e il tuo domani sarà tutta un’altra storia. La tua mente possiede poteri noti e ignoti da cui, essa stessa, si fa anche influenzare.

E con un atteggiamento mentale positivo, tu puoi realizzare concretamente nella tua realtà, nella tua vita, tutto ciò che la tua mente riesce a concepire e prendere per buono. Perciò, comincia adesso a pensare e raccontare una storia differente.

Puoi veramente farcela se pensi veramente che puoi riuscirci e credi veramente che ci riuscirai.

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Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Stillness is a Powerful Action dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trova la calma nel caos.


L’attività conquista freddezza, ma l’immobilità conquista calore.”

Lao Tzu


Articolo scritto da Leo Babauta.

È un pregiudizio della nostra cultura che lo stare fermi sia sinonimo di pigrizia, come essere intrappolati in una fase di non azione, come qualcosa di negativo.

Ma non lo è. È una azione, e potente invece.

Inoltre, può cambiarti la giornata, e di conseguenza, può cambiarti la vita.

Sei nel bel mezzo di una giornata frenetica, sommerso dal lavoro, dalle riunioni e dalle email, vieni interrotto continuamente, o vessato dai tuoi bambini, da telefonate, da mansioni da svolgere e dalla routine.

Vai in pausa. Fermati un minuto, e respira. Chiudi gli occhi, e trova la calma immobile dentro di te. Questa fermezza si diffonde per tutto il tuo corpo, e attraverso la tua mente. Ti calma, ti indirizza, ti concentra su quello che stai facendo adesso, non su tutto quello che devi ancora fare o che ti è accaduto.

L’immobilità diventa una azione di trasformazione.

L’immobilità può essere una potente risposta alla confusione degli altri. Può essere un modo di allontanarti dal ronzare del mondo, di riprendere il controllo della tua vita. E di ricordarti cosa davvero conta, cosa è davvero importante.

Come metterla in pratica.

L’immobilità, stranamente, non viene naturale a molte persone. Quindi meglio allenarsi.

1. Comincia la tua giornata con la immobilità. Sia che tu ti sieda con una tazza di caffè mentre il mondo si risveglia, o che tu seduto su un cuscino concentrandoti sulla respirazione, l’immobilità è un potente modo per cominciare la tua giornata. Imposta la modalità in cui le cose entreranno nella tua vita. Farlo anche per 5-10 minuti sarebbe meraviglioso.

2. Ritagliati regolarmente delle pause di immobilità. Ogni ora imposta una sveglia sul tuo PC, o sul cellulare. Pensa a quella sveglia come ad una campana che suona, ricordandoti di stare fermo per un minuto. Durante questo minuto, concentrati come prima cosa sul tuo respiro, per riportarti sul momento presente. Lascia che le preoccupazioni del mondo scorrano via dalla tua persona – lasciale andare via col tuo respiro. E poi permetti al tuo focus di espandersi, di andare oltre la respirazione, giù per i tuoi sensi, uno alla volta.

3. Quando il caos ruggisce, vai in pausa. Nel mezzo di un momento di crisi o in una giornata insopportabile, fermati. Stai immobile. Fai un profondo respiro, e concentrati sull’aria che entra nei tuoi polmoni, e che con leggerezza poi esce. Cerca la tua immobilità interiore e poi fai sì che la tua azione successiva sia guidata da quella calma immobile. Concentrati solo sulla seguente azione.

Lascia che l’immobilità diventi la tua azione più potente.

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David Diop – Senegal, 1927-1961.


A quel tempo

tra gli inni alla civiltà,

aspergendo d’acqua santa le fonti assoggettate,

celando le unghie nel buio,

gli avvoltoi alzarono l’edificio di sangue dell’epoca coloniale.

A quel tempo il sorriso dell’uomo morì nell’inferno ferrato delle strade

ed i monotoni ritmi delle preghiere coprirono

il lamento degli schiavi nelle piantagioni.

Che amaro ricordo,

conservi i baci briganteschi e le promesse spazzate via dal vento delle mitraglie.

Stranieri, non eravate uomini!

Conoscevate tutti i libri del mondo ma non l’amore.

Non sapevate che le vostre mani fecondano il seno della terra,

non sapevate che le vostre mani hanno radici profonde, come la rivolta.

Non sapevate, macellai, che sotto le vostre boriose canzoni

nei villaggi negri che predavate,

nell’Africa squartata maturava la speranza, nostra sola fortezza.

Non sapevate che dalle miniere di Svasilenda

alle officine d’Europa, ove scorre il nostro sudore,

sotto il nostro passo chiaro nasce il corpo della primavera.

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Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Ciao! In questi giorni mi sono preparata ad affrontare una nuova grande esperienza.

Domani sarò in ospedale per un intervento chirurgico, per me, piuttosto importante.

Il percorso che ho affrontato per arrivarci mi ha portato a profonde riflessioni e comprensioni. Ma di tutto questo ti parlerò in modo dettagliato quando torno.

Questa volta sono pronta. Questa volta non ho lasciato niente al caso.

Questa volta ho visto il mio intervento chirurgico, fino nei minimi dettagli, come io voglio che vada. Ho pregato per la felicità del chirurgo che mi opererà, perché la sua mano sia ferma e la sua mente serena. Perché dal momento che saremo insieme nella stessa stanza, in sala operatoria, lui entrerà nella mia realtà.

Lì, nella mia realtà, tutto accade come io voglio che sia, come io mi aspetto che sia.

Nella mia realtà, tutto è perfettamente in armonia con me.

E quando torno ti racconterò della bellissima esperienza che sto andando a fare. I dottori dicono che dovrò stare in ospedale un paio di settimane e, poi, ferma a letto per un po’. Io dico che tornerò molto presto perché desidero riprendere al più presto la mia forma, le mie attività e parlare con te.

Non vedo l’ora di raccontarti com’è andata.

Tu comunque aspettami qui, che tanto io torno subito.

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