Vorresti sentirti più positivo nei confronti della tua vita? Il segreto per sentirti più positivo è la gratitudine. Troppo spesso diamo per scontate tutte le cose buone che ci accadono. Finché non ci vengono tolte.
Vi sono delle interessanti ricerche fatte su come le coppie vivano la loro relazione: se le persone sperimentano insieme tanti momenti positivi, quanti sono quelli negativi, pensano che la loro relazione di coppia sia nei guai. Infatti, tendiamo a considerare la loro relazione come felice solo se 5 buoni avvenimenti si alternano ad uno solo spiacevole.
Interessante, no? Significa che i cattivi momenti hanno molto più impatto su di noi di quelli positivi, che finiamo spesso come ho detto prima, per dare per scontati.
Adesso prendiamoci qualche libertà su questa scoperta. Potrebbe significare che per poterci sentire contenti, avremmo bisogno di trovare 5 cose per le quali essere grati per ogni aspetto della nostra vita che non ci piace.
È molto semplice focalizzarci sugli aspetti negativi della vita, specialmente quando i nostri pensieri vengono alimentati da irritazione e risentimento. Se continuiamo a pensare in modo negativo, è come se scavassimo un buco nel nostro cervello. Quel buco porta all’acidità e all’infelicità.
Ecco come riuscire a emergere da quel buco di negatività:
Allena il tuo “muscolo della gratitudine” la sera, proprio prima di dormire, passa in rassegna la tua giornata e fai mentalmente una lista di tutte le cose delle quali sei grato.
Focalizzati su UNA COSA BUONA. Se non hai ancora raggiunto la santità, saprai sicuramente che a tutti capitano momenti in cui abbiamo pensieri non troppo gentili nei confronti delle persone a cui vogliamo bene. E in queste occasioni, non c’è niente di meglio che concentrarsi su almeno un aspetto positivo che quella persona possiede. Certo, quando siamo arrabbiati con qualcuno al quale vogliamo bene, può capitare che sia difficile riuscire a trovare quella cosa buona. Il segreto però sta nell’applicare questo metodo per ogni cosa negativa. Così:
“Mi infastidisce da morire il fatto che lei…(pensiero negativo).
In compenso però lei…(pensiero positivo).
Usa un braccialetto magico. Questo sofisticato attrezzo fautore di positività ti costerà 2 euro. L’uso del braccialetto sarà quello di spostarlo dal braccio in cui lo porti all’altro nel momento in cui farai un pensiero negativo. Quando sei arrabbiato passerà da un braccio all’altro. Ma in ultima sostanza, ti aiuterà a notare e quindi cambiare i tuoi pensieri negativi.
La cosa più importante è quella di sviluppare l’abitudine a fare pensieri costruttivi. E di lasciare andare quelli improduttivi. I pensieri improduttivi, distruttivi insomma, sono quelli che feriscono te e gli altri.
Questi tre consigli sono molto semplici da mettere in pratica. Avere una disposizione gentile e solare è una qualità che possiamo sviluppare.
Per favore, fammi sapere nei commenti come te la stai cavando con questi tre consigli.
Perché meditare? Come prima cosa, la meditazione è uno strumento. Uno strumento che può aiutarti a combattere lo stress, favorire il benessere fisico, aiuta a curare dolori cronici, può farti riuscire a dormire meglio, a farti sentire più felice, più in pace, e più presente. Ma su un livello più profondo, la meditazione è una porta affacciata sull’ignoto. Può aiutarci a renderci conto del grande mistero che siamo.
Quando cominci a meditare, noterai quanto è indisciplinata e ribelle la tua mente. Mi ricordo di esserne rimasta piuttosto scioccata all’inizio! Mi ricordo che la mia mente divagava ovunque. Profondi pensieri riguardanti il mio passato o il mio futuro brutalmente interrotti da pensieri di minor rilevanza, come a quello che avrei dovuto comprare all’alimentari. Poco dopo mi sarei resa conto che avevo passato 15 minuti a rimuginare su un doloroso ricordo, come se fosse un cinema impazzito!
Quindi, se ti stai avvicinando adesso alla meditazione, per favore, non essere troppo severo nei confronti della tua mente. E’ una cosa normale. Col tempo riuscirai a a gestire con meno astio i tuoi pensieri e vedrai le cose con più chiarezza e serenità.
Qui di seguito ti propongo alcuni piccoli consigli sul come cominciare a meditare. Magari quelli che di voi già praticano la meditazione possono aggiungere dei commenti che per voi hanno funzionato.
1. La postura
Sia che tu ti sieda su una seggiola o a gambe incrociate per terra, assicurati di avere la spina dorsale bella dritta e la testa alta. Se stai raggomitolato su te stesso, la tua mente divagherà. Mente e corpo sono in stretta relazione. Se il tuo corpo è in equilibrio, lo sarà anche la tua mente. Per raddrizzarti, prova ad immaginare che la tua testa sfiori il cielo.
2. Gli occhi
Cerca di tenere e tieni gli occhi aperti. Gli occhi aperti ti faranno essere più presente. Abbassa semplicemente lo sguardo, dagli rilassatezza. Se invece chiudi gli occhi comincerai a perderti nei pensieri e nei ricordi. Ad ogni modo, quello che importa è che tu stia bene. Certe persone trovano che chiudendo gli occhi sia meglio. E’ bene sperimentare e vedere cosa meglio ti si addice.
2. Concentrazione
Nel nostro essere consci non siamo quasi mai presenti. Ad esempio, a volte capita che guidando con l’autopilota inserito, mentre un’ondata di pensieri ci travolge, ci si renda improvvisamente conto di essere arrivati a destinazione senza nemmeno ricordarsi della strada percorsa!
Quindi, meditare, è un meraviglioso modo di risvegliarci alla nostra vita. Altrimenti ci perderemo la maggioranza delle esperienze che ci capitano perché la nostra mente è da un’altra parte! Vediamo dunque su cosa concentrare la nostra attenzione. Di solito, nella vita di tutti i giorni mettiamo sullo stesso piano la concentrazione e il prestare attenzione. Questo significherebbe l’usare la mente come una lampadina ad incandescenza. Ma nella meditazione, quel tipo di mente non è di aiuto. E’ troppo affilata e instabile. Concentrarsi, nella meditazione significa il porre una attenzione leggera a qualunque cosa si soffermi nella tua coscienza. Io consiglio di usare il respiro come centro di concentrazione. E’ come un passaggio naturale, che connette il “dentro” e il “fuori”. Il Maestro Zen Toni Packer dice:
“L’attenzione non viene da nessun dove. Non viene causata, non appartiene a nessuno.”
3. Il respiro
Prestare attenzione al tuo respiro è un ottimo modo per rimanere ancorato al momento presente. Pensa al tuo inspirare e al tuo espirare. Non c’è bisogno di stabilire delle regole sulla respirazione – lascia che avvenga naturalmente.
4. Conta i respiri
Se hai difficoltà a scioglierti, puoi provare a contare i tuoi respiri – è un antico metodo di meditazione. Conta silenziosamente da “uno”, a “due” fino a quattro mentre espiri, poi ritorna all’ “uno”. Quando ti accorgi di aver divagato, e ti ritrovi a contare “trenta-tre”, torna semplicemente all’ “uno”. In questo modo, l’ “uno” è come tornare al momento presente, senza soffermarsi troppo su ciò che è stato.
5. I pensieri
Quando ti accorgi di avere dei pensieri, lasciali semplicemente scorrere con gentilezza e torna a concentrarti sul tuo respiro. Non cercare di fermare i pensieri, questo li renderà solo più agitati. Immaginateli come degli ospiti non molto graditi, alla porta: renditi conto della loro presenza e molto gentilmente congedali. Poi, fai risplendere la tenue luce della tua concentrazione sul tuo respiro.
6. Le emozioni
E’ davvero molto difficile rimanere nella meditazione quando siamo tormentati da forti emozioni. Questo perché alcune emozioni ci rievocano storie passate alla mente. Di solito di rabbia, vergogna o paura che tendono a ripetersi come un cerchio senza fine. La rabbia e la vergogna ci fanno guardare ad eventi passati, avvenuti nel passato. La paura si rivolge al futuro con racconti che cominciano con “e se avessi…”
Il modo migliore di gestire queste forti emozioni è quello di concentrarsi sul sentimento che percepiamo dal nostro corpo nell’accompagnare questa emozione. Ad esempio, potrebbe essere la stretta fascia della paura intorno al torace, o il rimescolio della rabbia nella pancia. Lascia passare questi ricordi e riconcentrati sul tuo corpo. In questo modo rendi onore alle tue emozioni e non permetti a ricordi spiacevoli di torturarti.
7. Il Silenzio
Il silenzio è una cura. So che girano un sacco di musiche che concilierebbero la meditazione, ma niente è meglio del semplice silenzio. Altrimenti la musica o i suoni incisi faciliteranno le chiacchiere nei tuoi pensieri. Quando ci sediamo in silenzio è come se di fatto stessimo andando a vedere quello che la nostra mente sta facendo. Tranquillità e immobilità derivano dallo star seduti nel silenzio. Il tuo silenzio interiore e quello esteriore si incontrano e in quel momento sorge la tua pace.
8. La durata
Comincia con 10 minuti e resta a sedere più a lungo solo se pensi che dieci siano stati troppo pochi. Non obbligarti a meditare più a lungo di quanto tu ti senta realmente pronto. Di tanto in tanto potrebbe andarti di prolungare la meditazione fino a 25 minuti. Questa è una durata che ti permette di riequilibrare la tua mente senza sobbarcare di troppo stress il tuo corpo. La cosa più importante da fare è togliersi dalla testa l’idea del “dovere”. Ad alcune persone piace stare sedute un’ora per volta. Altre non riescono a star ferme più di 10 minuti. Fa’ come credi sia meglio per te!
9. Il posto
E’ meraviglioso creare un posto speciale per sedersi. Puoi addirittura creare un altare davanti al quale stare mentre mediti. Potrebbero piacerti delle candele o altri oggetti che hanno del valore per te, sull’altare. E’ fantastico trovare oggetti mentre cammini per strada da mettere poi sull’altare. Potrebbero essere sassi, o conchiglie, o fiori, che in qualche modo ti parlano.
10. Il piacere
Più di ogni altra cosa è importante trarre piacere dalla meditazione. Potresti provare a star seduto e ad accennare un sorriso. Sii gentile con te stesso. Comincia a sederti per un pochino ogni giorno. E’ davvero utile per stabilire una sana abitudine giornaliera.
Cosa potrebbe esserci di spirituale nel camminare? Dopotutto, camminare è una cosa ordinaria. Prova a pensarti a contare ogni minuto che spendi a camminare – includendo il camminare da una stanza all’altro, o l’andare a prendere il bus, o il fare una passeggiata, o andare a fare shopping. Il camminare ricopre un altissima percentuale delle nostre attività fisiche. Come è quindi che alcune delle tradizioni Zen si rapportano al camminare come ad una pratica spirituale?
La ragione per le quali tradizioni come quella Zen utilizzano il camminare, è che può formare un ponte di collegamento tra la meditazione e la vita di tutti i giorni. Le camminate accompagnate dai pensieri sono una forma di meditazione attiva. Come tutte le altre cose, anche camminare può essere fatto in modo spensierato, o carico di riflessioni. E’ così facile essere spensierati e lasciarsi trascinare dai pensieri e dalle fantasie mentre siamo impostati sul pilota automatico.
Camminate riflessive possono insegnarci a rimanere presenti e ad assaporare la nostra vita nel suo mistero.
Non abbiamo bisogno di essere in ritiro per fare delle camminate riflessive. Di seguito ti darò dei consigli sul come trasformare una passeggiatina in meditazione attiva.
Questi sono alcuni altri benefici delle camminate riflessive:
Camminare ci tiene in contatto col nostro corpo.
Tu sei in contatto con il tuo corpo? Se sei una persona molto fisica, avrai capito quello che intendo. Ma se sei il tipo di persona che vive maggiormente fra i suoi pensieri, probabilmente non sarai molto a contatto col tuo corpo. Lascia che ti ponga qualche domanda. Sei sovrappeso? Il tuo corpo è fiacco? Se la risposta è “si”, beh, allora non sei sicuramente a contatto col tuo corpo.
Camminare ci aiuta a a risvegliarci ai nostri corpi.
Quando comunichiamo positivamente col nostro corpo, diventiamo sensibili alle sue necessità, sia che sia una sana ed equilibrata alimentazione o del regolare esercizio fisico.
Camminare calma le menti agitate.
Alcune persone hanno una mente talmente attiva che sedere e meditare per loro appare una vera e propria tortura. E’ questo momento nel quale il camminare può aiutare, come una pratica spirituale. Quando camminiamo colmi di pensieri, la mente tende a riposarsi naturalmente e facilmente.
Camminare aiuta ad incorporare qualcosa che ci è difficile accettare.
Penso che ci siano delle volte nella vita nelle quali è difficile rimanere concentrati e calmi. Ad esempio, ci sono momenti di crisi quando ci sentiamo sovraccaricati ed agitati. Camminate all’insegna della riflessione sono un gran antidoto contro l’agitazione e la disperazione.
Camminare risolleva il tuo spirito.
Molte persone soffrono di cali di umore e depressione in molte forme. Per quella che è la mia esperienza, la meditazione delle volte può guidare alla depressione se si è particolarmente depressi. La ragione di ciò è che le persone depresse sono focalizzate su le rinunce e le mancanze del mondo.
La meditazione – specialmente se fatta ad occhi chiusi – delle volte può peggiorare la situazione.
Ed è per questo che raccomando meditazione da passeggio a chi si sente giù.
Una passeggiata pensierosa ma vivace risolleva lo spirito.
Camminare nutre il buon spirito.
Penso che una buona salute sia un benessere che includa il corpo, la mente, e lo spirito. Camminare è una delle migliori – e gratuite – medicine!
Respiriamo più a fondo quando camminiamo
Il cuore e i polmoni si allenano
Gli arti si rafforzano
La mente si riposa
Lo spirito si risolleva e l’anima viene nutrita.
Ecco qui alcuni consigli sul come usare le camminate meditative:
Cammina a passo medio
Tieni la testa alta e guardati attorno
Concentrati sulle visioni, sulle sensazioni del corpo, sui suoni
Tocca le dita col pollice per ricordarti di rimanere presente
Coordina respiro e passo
Lascia che la terra ti trasporti
La passeggiata non deve essere lunga. Comincia con giusto 10 minuti. Se lo fai ogni giorno, noterai la differenza nei tuoi sentimenti in senso globale e di benessere.
Aspetto con ansia di sapere come ti sei trovato!
Per favore, lascia un commento e facci sapere cosa pensi della camminata meditativa.