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domenica, marzo 07th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Pablo Neruda.


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.

Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ‘i’

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge, chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

“Ode alla vita.”

lunedì, marzo 01st, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Alexandra Cappelli


La luce colpisce i miei occhi,

che erano ormai da troppo tempo abituati all’oscurità.

All’inizio,

come una ferita bruciante,

mi scorre una lacrima sul volto,

e subito dopo,

la gioia di percepire il mondo intorno a me.

Colori, forme, volti.

Volti che in passato,

non era ora di distinguere.

Volti,

che adesso sono tutto.

Decidere di sfilarsi la benda richiede coraggio,

e voglia di vedere la vita.

Di viverla.

Di assaporarla.

Di averne paura,

ma nonostante ciò,

fare il salto.

domenica, febbraio 28th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood


A volte, molto tardi la notte,

quando tutte le luci sono spente,

ho proprio l’ispirazione per scrivere

riguardo a cose della vita.

Scrivo di sogni e fantasie.

Scrivo di profondi desideri.

Scrivo di tutte le cose appassionate

che sono il fuoco della mia anima.

domenica, febbraio 21st, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood

Convinci te stessa

di quello che vedi,

del modo in cui senti

quando siedi qui con me.

Convinci te stessa,

per un motivo qualsiasi,

ad immaginare noi insieme

attraverso mutevoli rinunce.

Perché, a volte,

una persona può ascoltare proprio quello che sente.

Quando comprendi

che, attraverso questo uomo,

cose misteriose possono svegliarsi

dentro di te, in modi sorprendenti,

modi che sembrano così reali,

Improvvisamente ti immagini

come quando

tutti i tuoi sogni si avverano.

Ed al punto in cui questo comincia

saprai esattamente che cosa fare.

sabato, febbraio 20th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Lucio Anneo Seneca 4 a. C.- 65 d. C.


Con piacere ho appreso dalle persone che vengono dalla tua casa,

che tratti familiarmente i tuoi schiavi:

ciò s’addice alla tua saggezza e alla tua cultura.

Sono schiavi, sì, ma anche uomini.

Sono schiavi, sì, ma anche compagni di abitazione.

Sono schiavi, sì, ma anche umili amici.

Sono schiavi, sì, ma anche compagni di schiavitù,

se rifletterai che gli uni e gli altri sono soggetti ai capricci della fortuna.

Pertanto rido di costoro che giudicano disonorevole pranzare col proprio schiavo:

per quale ragione, se non perché una consuetudine, prodotta dalla più superba arroganza,

mette attorno al padrone, durante il pranzo,

una moltitudine di schiavi che stanno in piedi?

Egli, il padrone, mangia più di quanto è capace di contenere…

Ma ai disgraziati schiavi non è lecito muovere le labbra neppure per parlare.

Ogni sussurro è represso con la verga,

e neppure quei fatti che avvengono accidentalmente,

la tosse, gli sternuti, i singulti, sfuggono alle percosse:

l’interruzione del silenzio dovuta ad una semplice parola si sconta con una grave pena;

durante tutta la notte stanno in piedi senza mangiare, e in silenzio…

Si ripete poi il proverbio, conseguenza della stessa arroganza,

che il numero dei nemici è uguale a quello degli schiavi:

essi non sarebbero nostri nemici, se noi non li rendessimo tali.

Pel momento passo sotto silenzio altri trattamenti crudeli e disumani:

l’abuso che facciamo di loro non come uomini, ma come animali…

Vuoi tu considerare che costui, che chiami tuo schiavo,

è nato dallo stesso seme e gode dello stesso cielo e del pari respira, vive e muore!

Come tu puoi vedere lui libero, così lui può vedere te schiavo.

Allorché avvenne la disfatta di Varo la fortuna abbassò molti di nobile origine,

che attraverso alla carriera delle armi aspiravano alla dignità dei senatori:

chi fu ridotto alla condizione di pastore, chi a quella di guardiano di una capanna:

ora disprezza pure l’uomo che si trova in tale stato,

nel quale tu, mentre lo disprezzi, puoi andare a finire.

Non voglio affrontare un grave argomento e trattare delle relazioni cogli schiavi,

verso i quali siamo molto arroganti, crudeli e facili all’ingiuria.

Eccoti in sostanza la mia regola: comportati con gli inferiori, come vorresti

che i superiori si comportassero con te.

giovedì, febbraio 18th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Gianni Rodari – Italia, 1920-1980.


Filastrocca per tutti i bambini,

per gli italiani e per gli abissini,

per i russi e per gli inglesi,

gli americani ed i francesi,

per quelli neri come il carbone,

per quelli rossi come il mattone,

per quelli gialli che stanno in Cina

dove è sera se qui è mattina,

per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci

e dormono dentro un sacco di stracci,

per quelli che stanno nella foresta

dove le scimmie fan sempre festa,

per quelli che stanno di qua o di là,

in campagna o in città,

per i bambini di tutto il mondo

che fanno un grande girotondo,

con le mani nelle mani,

sui paralleli e sui meridiani.

martedì, febbraio 16th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood

Farfalle che fluttuano.

Le emozioni si spostano,

deliziosamente solleticate,

nella sorpresa nervosa.

Gli spiriti si sollevano,

l’eccitazione cresce

una potente conoscenza.

Tu sei desiderio dentro di me.

I sentimenti si rivelano,

la compassione cresce.

Inaspettatamente solleticato,

sei nervoso dentro.

Le farfalle danzano.

Nell’eccitazione tu saltelli

e ti gira la testa,

mentre ti sussurro sei mia.

domenica, febbraio 14th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood


Lega noi insieme

con corde e catene.

Non arrenderti mai

sui nostri sogni e speranze.

Per sempre insieme,

noi non saremo mai separati.

Questa è una promessa,

e soltanto l’inizio.

Perchè io non ti lascerò mai

nè lascerò che tu ti arrenda riguardo noi.

Cosa farei io senza di te,

proprio non so.

Sarei perso nello stordimento

sbandando nella neve.

Perciò lega noi insieme

e non arrenderti mai.

Perchè io ti amo veramente

molto più di quanto tu sai.

sabato, febbraio 13th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

David Diop – Senegal, 1927-1961.


A quel tempo

tra gli inni alla civiltà,

aspergendo d’acqua santa le fonti assoggettate,

celando le unghie nel buio,

gli avvoltoi alzarono l’edificio di sangue dell’epoca coloniale.

A quel tempo il sorriso dell’uomo morì nell’inferno ferrato delle strade

ed i monotoni ritmi delle preghiere coprirono

il lamento degli schiavi nelle piantagioni.

Che amaro ricordo,

conservi i baci briganteschi e le promesse spazzate via dal vento delle mitraglie.

Stranieri, non eravate uomini!

Conoscevate tutti i libri del mondo ma non l’amore.

Non sapevate che le vostre mani fecondano il seno della terra,

non sapevate che le vostre mani hanno radici profonde, come la rivolta.

Non sapevate, macellai, che sotto le vostre boriose canzoni

nei villaggi negri che predavate,

nell’Africa squartata maturava la speranza, nostra sola fortezza.

Non sapevate che dalle miniere di Svasilenda

alle officine d’Europa, ove scorre il nostro sudore,

sotto il nostro passo chiaro nasce il corpo della primavera.

martedì, febbraio 09th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Patrizia Maria Bianco.


“Nella calma apparente della notte,

quando tutto è immerso in un silenzio quasi irreale,

puoi proprio sentire il tuo cuore parlare.

Ascoltalo mentre danza nel tuo petto,

ascoltalo mentre grida la sua passione,

ascoltalo mentre ti sussurra di non avere paura.

Ascoltalo quando ti chiede di lottare

per ciò in cui credi e ti incoraggia

a credere fino in fondo

nella forza dell’amore.

Perché se non lo ascolti adesso

un giorno, guardando dentro te stessa,

troverai solamente rimpianti.”