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domenica, febbraio 28th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood


A volte, molto tardi la notte,

quando tutte le luci sono spente,

ho proprio l’ispirazione per scrivere

riguardo a cose della vita.

Scrivo di sogni e fantasie.

Scrivo di profondi desideri.

Scrivo di tutte le cose appassionate

che sono il fuoco della mia anima.

sabato, febbraio 27th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


“Domani è un altro giorno…” diceva Rossella O’Hara nel celebre film “Via Col Vento” (Gone With The Wind). Sì, è vero! Domani è un altro giorno, per molti. Non per tutti purtroppo. Ma per coloro per cui il nuovo giorno arriva trovandoli vivi, ogni nuovo giorno rappresenta l’inizio di una nuova vita. Perciò, saluta ogni nuovo giorno con l’amore nel cuore.

Ama te stesso oggi, e sii padrone delle tue emozioni, poiché se il tuo umore non è buono la tua giornata sarà un insuccesso. Padroneggia i tuoi stati d’animo per mezzo di pensieri e azioni positivi e controllerai il tuo destino.

Rivolgiti ad ogni persona che incontri dicendole in silenzio: “ti voglio bene”. Lei non potrà sentire le tue parole, ma esse risplenderanno nei tuoi occhi e nel sorriso sulle tue labbra, distendendo la tua fronte. E il suo cuore si aprirà al tuo.

Dì a te stesso: “Io non sono nato per la sconfitta, né il fallimento scorre nelle mie vene. Non starò ad ascoltare quelli che si compiangono, poiché la loro è una malattia contagiosa. Avanzerò sempre, anche solo di un passo. Un passo alla volta non è difficile! Sarò simile alla goccia di pioggia che spazza via la montagna.”

Abolisci dal tuo vocabolario le parole: abbandonare, non posso, incapace, impossibile, fuori discussione, ineseguibile, improbabile, senza speranza, insuccesso, ritirata, arrendersi, perché queste sono le parole di coloro che mancano del coraggio necessario a vivere la vita.

Afferma invece: “Costruirò il mio palazzo mattone dopo mattone, poiché so che con i piccoli sforzi ripetuti si porta a compimento qualsiasi impresa. E se persisterò abbastanza a lungo vincerò!”

Riconosci che tutti gli esseri sono tuoi fratelli eppure tu sei diverso da ciascuno di loro. Tu sei una creatura unica, perciò sei prezioso. Sei il più grande miracolo della natura. E la natura non conosce sconfitta. Alla fine è sempre vittoriosa, e così sarà anche per te.

Ridi al mondo e sorridi di te stesso di tanto in tanto.

Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo, dimenticando ieri e senza preoccuparti troppo di domani. Questo giorno è tutto quello che possiedi, e queste ore sono adesso la tua eternità. Qui e adesso, hai solo questa vita, e la vita altro non è che una misura del tempo. Sciupando il tuo tempo distruggi la tua vita. Quindi ama ogni ora di questo giorno poiché essa non tornerà mai più. Bevine ogni minuto fino all’ultima goccia.

Compi oggi i doveri di oggi. Sconfiggi la tendenza a procrastinare con l’azione.

Seppellisci gli spettri del dubbio e della paura sotto la terra della fede e della fiducia in te stesso.

Fai di questo giorno il più bel giorno della tua vita.

Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo, e se non lo sarà stato, cadi sulle tue ginocchia e ringrazia ciò in cui credi con tutto il cuore. Dopodiché ricomincia da capo.

venerdì, febbraio 26th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Spend Time With Family And Loved Ones dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Quando è stata l’ultima volta che hai detto ai tuoi familiari o ai tuoi amici intimi che vuoi loro bene? Qualunque sia la tua risposta, fallo oggi. Di recente, mio nonno è stato ricoverato all’ospedale, proprio il giorno dopo il suo ottantesimo compleanno, per problemi di cuore. Si era sottoposto ad un intervento cardiaco in passato, e questa volta, proprio come in passato ne è uscito bello resistente. Ma ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, quel giorno in cui sarà troppo tardi per dirgli quanto lui significhi per me e quanto abbia significato per me in tutti questi anni.

Non lasciar arrivare quel giorno in cui i tuoi cari se ne andranno senza dire loro cosa essi significhino per te.

So che per molti di noi, esprimere quel tipo di sentimenti non è facile. Per me è così, ma ho cercato di superare quelle barriere. Ma anche se per te è troppo difficile, ti consiglio comunque di cercare di uscire, di fare qualche giratina con i tuoi familiari o amici cari. Parla con loro. Ascoltali. Capiscili.

Anche solo spendendo un pochino di tempo con qualcuno mostra interesse da parte tua, fa vedere che loro sono importanti abbastanza – tra tante infinite cose che avresti da fare, segnate sulla tua agenda – da trovare del tempo per loro. E se andrai oltre questo, e comincerai davvero a connettere con loro, legando tramite profonde conversazioni, questo è davvero ottimo. Molte volte, sono le nostre azioni, non tanto le nostre parole, che esprimono quello che il cuore prova.

Prenderti il tempo di legare con quelli che ami porterà maggiore felicità nella tua vita. E più lo farai, più sarai felice.

Dato che sono un noto crea-liste, e considerato che molte persone sono impegnate ed hanno bisogno di una mano in questo ambito, ecco qui qualche consiglio:

  • Hai 5 minuti? Manda una mail. Non richiede troppo tempo inviare una mail ad una persona a cui tieni, chiedergli come sta, ed augurargli una buona giornata. E quel piccolo gesto potrebbe arrivare molto lontano, specialmente se lo ripeterai con un po’ di frequenza.
  • Hai 10 minuti? Chiamali. Una telefonata è un modo semplice per rimanere in contatto con qualcuno. È della conversazione senza il bisogno di viaggiare. Che invenzioni!
  • Hai 30 minuti? Potresti non avere il modo di farlo ogni giorno, ma almeno una volta a settimana, prenditi 30 minuti per incontrarti con qualcuno a cui vuoi bene (chiamali prima, così non li sorprenderai in biancheria intima). Potrebbero essere i 30 minuti meglio spesi nella settimana.
  • Hai un paio di ore. Pranza o vai da qualche parte con qualcuno che ami. Chi di noi non ha un paio di orette libere in un mese? Fine-settimana, sere, deve esserci del tempo che passi davanti alla TV o a navigare per svago su internet. Prendi una porzioncina di quel tempo, e devolvilo ad un amico o alla tua famiglia.
  • Concentrati davvero su di loro. Non passare semplicemente del tempo con loro, spendendolo magari a pensare al lavoro, o al tuo blog, o alle commissioni che hai da sbrigare. Presta attenzione a quella persona. Perché si tratta di un momento che non tornerà mai indietro, quindi gestiscilo con saggezza.
  • Divertiti. Racconta barzellette, gioca, fai qualcosa di spontaneo e divertente. Vivi quel momento davvero!
giovedì, febbraio 25th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

La vita, si sa, è piena di problemi. Tutti fanno i conti con problemi di varia natura, più o meno grandi, più o meno gravi, ogni giorno. Ma questa, appunto, non è una novità. Naturalmente ci sono anche problemi soggettivi, intendo quelle cose o situazioni che per alcune persone sono considerate ordinarie e normali, mentre, per altre, sono dei veri e propri drammi. Questo perché ogni persona ha la propria percezione delle cose. Ad ogni modo, se tu vivi qualcosa come un problema, per te, quel problema è maledettamente reale, tangibile. E devi farvi fronte. Pare che ci siano tremila possibili soluzioni per ogni singolo problema. La gran parte di noi, comunemente e solitamente, con la nostra razionalità tendiamo a non vederne mai più di una decina. E tutte accentrate sul bisogno impellente di risolvere il problema facendo qualcosa. Il ché, sempre ammesso che ci riusciamo, spesso ci porta a risolvere il problema solo parzialmente o temporaneamente, col rischio a volte concreto di ritrovarci, in seguito, con un problema più grosso.

A nessuno piace di per sé affogare nei problemi. Eppure succede piuttosto spesso che le persone si lasciano sopraffare da uno o più problemi, così tanto da non riuscire più a vedere una via di uscita. A me è successo. Ma proprio da queste mie esperienze ho imparato che niente di buono viene mai dal permettere ai problemi di dominarti. La tua vita non esiste più, non hai più nessun motivo per gioire, tutte le cose belle della tua vita scompaiono. Inghiottite dal tuo problema. È il tuo problema a riempire la tua vita. La tua vita gira tutta intorno al tuo problema e non c’è più spazio per altro. Questo modo di affrontare i problemi ti uccide. Fa soffrire e allontana da te le persone che ami e che ti amano. Credimi! Non c’è niente di peggio che vivere accanto a qualcuno che fa dei propri problemi il proprio oggetto di culto.

Ma io so che anche tu, come me, quando hai un problema la cosa che più ti interessa al mondo è trovare una soluzione. O meglio ancora una buona soluzione!

Allora, la prima cosa da fare è smettere di pensare al problema e al come puoi risolverlo. Smetti di sentire il bisogno di risolverlo. Comincia a concentrarti su quella che per te potrebbe essere le soluzione ottimale e sul perché desideri che le cose si risolvano in quel modo. Mantieni il tuo focus su questo tipo di atteggiamento mentale. Se ti accorgi che stai scivolando nel problema o nella sensazione di bisogno della soluzione del problema, consapevolmente e intenzionalmente, fai lo sforzo di riportare nuovamente la tua attenzione sulla soluzione ottimale del problema e sulle emozioni positive che quella soluzione ti farebbe sentire. Vediti in quella soluzione e sentiti bene.

Una cosa che aiuta molto, e non solo per affrontare e risolvere i problemi, è pregare o meditare, scegli tu in base a ciò in cui credi. Di fatto, meditare o pregare confidando che la soluzione migliore verrà perché tu gli hai spalancato le porte della tua vita e sei pronto ad accoglierla, ti aiuta a mantenerti positivo e sereno. Per aiutarti a capire meglio cosa intendo dire ti faccio questo esempio: quando hai un problema, di fatto, è come se tu avessi una mano sul viso. Non riconosci nemmeno la sagoma della tua mano perché essendo appoggiata sul tuo viso non riesci a vedere quasi nulla. La preghiera o la meditazione, in questo caso, svolgono l’azione di allontanare la tua mano-problema dal tuo viso-mente e, quindi, aprire la tua mente quanto basta perché tu possa vedere chiaramente che si tratta della tua mano, che ha delle dita a cui puoi girare intorno, passare nel mezzo. E così via.

Cioè ti dà della tua mano-problema una prospettiva tale che ti consente di fare valutazioni obbiettive e trovare soluzioni appropriate. Talvolta, perfino migliori di quanto potevi sperare. Prova anche tu a muovere consapevolmente e intenzionalmente la tua attenzione dal problema alla soluzione desiderata e ai motivi, che ti fanno sentire bene, per cui desideri quella soluzione. Sperimenterai anche tu che le soluzioni sono veramente a portata di pensiero e di mano. E divenire consapevole di questo, sperimentarlo ogni giorno di più, ti farà provare l’indescrivibile gioia che deriva dal sentire veramente di possedere il potere di dare la direzione che vuoi alla tua realtà e, quindi, alla tua vita.

mercoledì, febbraio 24th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia


Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

How to Become a Patient Parent dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Non affermo certo di essere il genitore più paziente del mondo – ma è uno dei miei obiettivi di quest’anno, ed è qualcosa al quale mi sto dedicando seriamente. Ogni genitore perde la propria pazienza – è un fatto della vita. Non ci sono mai angeli perfetti quando si parla di mamme e papà – tutti siamo frustrati o arrabbiati di tanto in tanto.

Ma la pazienza può essere sviluppata col tempo – è una abitudine, e come una qualsiasi altra abitudine, richiede soltanto un po’ di concentrazione.

Qui c’è una lista di 10 ottimi consigli e metodi che sto sperimentando ed applicando per aiutarmi a diventare un genitore più paziente:

  1. Conta Fino a 10. Questo funziona davvero. Quando senti di cominciare ad essere arrabbiato o frustrato, fermati. Conta lentamente fino a 10 (lo puoi fare mentalmente). Quando avrai fatto ciò, la maggior parte del tuo impulso di gridare se ne sarà andato. In alternativa, se conterai fino a 10 ad alta voce, i tuoi figli impareranno rapidamente che si tratta di un avvertimento: scappare!
  2. Respiri profondi. Questo consiglio funziona molto bene in particolare se associato a quello precedente. Conta fino a 10 e poi, lentamente, fai tre lunghi e profondi respiri. Senti la frustrazione scorrere via con ogni singolo respiro che fai.
  3. Prendi nota con un segno. Uno dei metodi più efficaci ed importanti per controllare i propri impulsi – quegli attacchi preoccupati che abbiamo difficoltà nel controllare – è quello di diventarne consapevoli. E per fare ciò, dovresti tenere con te a portata di mano un foglietto ed una matita, ed ogni volta che senti l’impulso (in questo caso di reagire con rabbia), traccia un segno sul foglietto. Questo è il primo passo importante. Una volta che avrai preso coscienza dei tuoi impulsi, potrai lavorare sul trovare una reazione alternativa.
  4. Fai finta che qualcuno stia guardando. Non riesco a ricordare dove ho letto questa tattica (in un paio di posti, immagino), ma funziona. Pensa di avere un pubblico davanti. Sarà molto più difficile che tu reagisca in modo eccessivo con i tuoi figli se ci fosse qualcuno che osserva ogni tuo singolo movimento.
  5. Cosa farebbe la mamma? Mia mamma è una delle persone più pazienti che io conosca (benché sia una persona come tutti noi!). Così, quando sento la rabbia salire, penso: “come gestirebbe questa situazione mia mamma?” Ed usando questo modello, ho cominciato a cambiare il mio comportamento in un qualcosa di più positivo. Puoi usare chiunque desideri come modello – non necessariamente mia mamma!
  6. Come aiuta questa cosa? Quando sono in procinto di dire qualcosa ai miei figli, quando me ne ricordo, mi chiedo: “come può aiutare i miei figli quello che sto per dire loro?” Fare ciò mi permette di spostare il mio focus su quello che davvero ha importanza. Urlare ed arrabbiarsi raramente migliora la situazione.
  7. Prendi una pausa. Spesso la soluzione migliore è uscire e fare due passi per qualche minuto. Prenditi una pausa dalla situazione in cui ti trovi, solo per 5 – 10 minuti, concedi a te stesso di calmarti, pensare a parole, azioni e soluzioni migliori, e poi rincasa più calmo di un monaco.
  8. Insegna. Questo è qualcosa che mi aiuta molto. Mi rammento che i miei figli sono solo bambini – non sono perfetti, non sanno come si fanno certe cose, ed hanno un sacco da imparare. Sono il loro insegnante. Devo essere paziente, ed insegnare loro come fare le cose, anche se ho provato a insegnare loro una cosa già 10 volte, magari all’undicesima volta scatta quel qualcosa. E ricordiamoci che in fondo, nessuno di noi impara le cose al primo colpo. Trova nuovi modi per insegnare qualcosa, e le tue probabilità di successo cresceranno vertiginosamente.
  9. Visualizza. Questo funziona meglio quando lo fai prima che si verifichi una situazione spiacevole. Fallo in un luogo tranquillo, quando magari hai un attimo per stare solo con te stesso. Visualizza la reazione che vorresti avere la prossima volta che tuo figlio farà qualcosa che di solito ti farebbe perdere le staffe. Come gestirai la situazione? Che aspetto hai? Cosa dirai? Come reagirà tuo figlio? Quale sarà il risultato del tuo comportamento nella relazione con tuo figlio? Pensa a tutte queste cose, visualizza la perfetta situazione, e cerca di fare in modo che accada anche nella realtà quando si verificherà una di queste situazioni in futuro.
  10. Ridi e basta. A volte abbiamo bisogno di rammentarci che nessuno è perfetto, che dovremmo goderci i nostri figli ora che è il momento, e che la vita dovrebbe essere gioia – e divertimento. Sorridi, ridi, sii felice. Non funziona sempre, ma è utile per ricordartelo di tanto in tanto.

Consiglio Bonus. Ama e basta. Invece di reagire con rabbia, insegna a te stesso di reagire con amore. Tuo figlio rovescia qualcosa, lascia la stanza in disordine o rompe un cimelio di famiglia? Ti grida addosso o combina qualche guaio a scuola? Reagisci con amore. È la soluzione migliore.

Hai dei consigli tuoi sullo sviluppare pazienza? Facci sapere nei commenti!

martedì, febbraio 23rd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Ciao a tutti! Sono a casa e piuttosto in forma. Vi sono mancata? Voi mi siete mancati moltissimo!!! E proprio oggi colgo questa occasione per parlare del grosso ostacolo che la contraddizione interna rappresenta nella realizzazione dei nostri obbiettivi. Per aiutarti a comprendere meglio questo punto, ti racconto la mia esperienza personale. Quattro anni fa ho affrontato un intervento chirurgico molto complesso. Allora non ero ancora consapevole della portata del potere creativo intenzionale del mio pensiero. In seguito mi è venuta una ernia e i calcoli alla cistifellea. Dovevo operarmi nuovamente. Così mi sono rimessa in lista di attesa per l’intervento.

Nel frattempo ho cominciato ad approfondire la conoscenza del funzionamento della Creazione Intenzionale e della Legge dell’Attrazione. Quindi, mi ero intestardita, piena di entusiasmo, nel voler visualizzare la mia ferita che si richiudeva da sé, e me stessa perfettamente guarita, desiderosa in primo luogo di non dover tornare in sala operatoria ma anche di fare una bella esperienza in tal senso. Ma il risultato non era certo migliorato, anzi. Inoltre il periodo di attesa per l’intervento chirurgico si è protratto per ben 14 mesi. Sono così arrivata al momento dell’operazione stressata e sfiduciata. L’intervento chirurgico è stato un disastro. Gestito male, con un pessimo risultato e assai spiacevoli conseguenze. Una per tutte, per rimediare, dovevo sottopormi ad un nuovo intervento chirurgico. A questo punto mi sono fermata a valutare come mi stavo approcciando mentalmente alla mia visione di guarigione.

Mi sono resa conto che pur desiderando fortemente di guarire senza intervento chirurgico, io non lo credevo possibile. Questa volta poi, dal mio punto di vista, la ferita era troppo estesa per potersi auto-guarire, bisognava per forza intervenire nuovamente, questo era di fatto per me il solo modo: questo era quello che io credevo profondamente, al di là della mia intenzione consapevole. E se io credevo questo, non ci poteva essere desiderio di auto-guarigione al mondo in grado di realizzarsi di fronte ad una tale credenza. Non sarei riuscita a smontare la mia credenza in alcun modo, a meno di un miracolo. Non aveva quindi senso ostinarmi in questa direzione.

Se ero convinta che solo una operazione avrebbe potuto risolvere il problema, tanto valeva che io cominciassi a visualizzare il mio intervento chirurgico svolto al meglio da un chirurgo riposato, tranquillo, dalla mano ferma , dalla mente serena. Assistito da una equipe preparata ed efficiente, utilizzare materiali di alta qualità, con cura e massima attenzione anche al più piccolo dettaglio. In questo caso rimanere attaccata ad un desiderio di cui non credevo possibile la realizzazione avrebbe generato solamente frustrazione e malessere. Sarei comunque arrivata, ancora una volta, all’intervento sfiduciata e negativa, influenzando negativamente tutta la mia esperienza. Invece questa volta ci sono arrivata preparandomi a creare bene la realtà del mio intervento chirurgico, serena e tranquilla, certa che tutto sarebbe andato per il meglio.

Ed eccomi qui. Di nuovo a casa e prima del previsto. In sala operatoria ho serenamente meditato mentalmente fino al momento in cui l’anestesia ha preso il sopravvento. Dopo l’intervento, i primi due giorni sono stati dominati principalmente dall’effetto del post anestesia e degli antidolorifici. La mattina del terzo giorno ho ricominciato a meditare e creare consapevolmente e intenzionalmente la mia realtà. In due giorni sono riuscita a passare da quattro dosi a una dose di antidolorifico nelle ventiquattr’ore. Il quinto giorno non ho più sentito il bisogno di alcun antidolorifico e la ferita era asciutta. Così la mattina del sesto giorno mi hanno dimessa dall’ospedale. I dottori mi hanno detto di non fare sforzi e stare ferma a riposo per i prossimi tre mesi. Naturalmente io mi vedo sentirmi già bene e in piena forma, con tanta gratitudine. Ad ogni modo, ti terrò aggiornato.

lunedì, febbraio 22nd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


Non ci riesce sempre facile vero? Anzi, a molte persone non riesce proprio, vuoi per senso del dovere, vuoi per timidezza, o paura di essere giudicati. Acconsentire sempre, a qualunque richiesta, per non essere messi da parte e per essere invece ritenuti affidabili e bravi. Le famose persone sulle quali puoi fare affidamento in qualunque momento, anche per le cose più disparate. Non mi sto riferendo all’amico fidato che c’è anche a notte fonda per te, quello è un altro discorso. Adesso sto facendo riferimento a quelle persone che se hai bisogno anche di una sciocchezza, o se ti fa fatica fare una data cosa, chiedi alla persona in questione di farla per te. E quella persona, anche se non se la sente, lo fa. Lo fa, perché pensa di non avere una scelta, una alternativa alla sua severa morale.

Ti è mai capitato di trovarti dalla parte dell’accondiscendente? Quello che dice si, per non creare dispiaceri, per sentirsi generoso, un modello di disponibilità nei confronti del prossimo? Eppure non sempre dire SI è una risposta sincera e sentita. Spesso è una forzatura. E’ per questo che grazie al cielo, oltre alla parola Si esiste anche la parola No. Guarda caso. Bello. Non sto certo dicendo che dovremmo rinchiuderci in casa, gridare NO ad ogni cosa si presenti nella nostra realtà, né tantomeno fare gli spilorci, rispondendo NO ad ogni richiesta solo per la nostra pigrizia. Questo neppure va bene.

Si tratta di cominciare ad ascoltarci un pochino. Si tratta di provare a sentire dal nostro io interiore qual è la risposta che sorgerebbe spontanea ad una richiesta. Faccio un esempio, se ti venisse proposto di partecipare ad una festa, una vocina spaurita potrebbe dirti NO, forse per il fatto che sei fondamentalmente timido, ma sai che, in fondo in fondo, ti divertiresti un sacco. In questo caso, un bel SI, spavaldo e coraggioso, è d’obbligo. Ma se ti venisse chiesto di fare un brutto scherzo ad una persona, dentro di te, di nuovo in fondo in fondo, non ti piacerebbe. Non ti farebbe sentire a tuo agio, bene. Vorresti dire NO. Fallo, pronuncia il tuo NO.

Quando avrai preso confidenza con le tue vere emozioni, sarà spontaneo per te prendere la maggior parete delle tue decisioni. Ovviamente capitano nella vita delle situazioni nelle quali è richiesta una maggiore riflessione. Più tempo per scegliere sul da farsi, sul come agire, in che modo comportarsi, ma il nostro profondo io sa sempre cosa fare.

domenica, febbraio 21st, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Barry T. Wood

Convinci te stessa

di quello che vedi,

del modo in cui senti

quando siedi qui con me.

Convinci te stessa,

per un motivo qualsiasi,

ad immaginare noi insieme

attraverso mutevoli rinunce.

Perché, a volte,

una persona può ascoltare proprio quello che sente.

Quando comprendi

che, attraverso questo uomo,

cose misteriose possono svegliarsi

dentro di te, in modi sorprendenti,

modi che sembrano così reali,

Improvvisamente ti immagini

come quando

tutti i tuoi sogni si avverano.

Ed al punto in cui questo comincia

saprai esattamente che cosa fare.

sabato, febbraio 20th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Lucio Anneo Seneca 4 a. C.- 65 d. C.


Con piacere ho appreso dalle persone che vengono dalla tua casa,

che tratti familiarmente i tuoi schiavi:

ciò s’addice alla tua saggezza e alla tua cultura.

Sono schiavi, sì, ma anche uomini.

Sono schiavi, sì, ma anche compagni di abitazione.

Sono schiavi, sì, ma anche umili amici.

Sono schiavi, sì, ma anche compagni di schiavitù,

se rifletterai che gli uni e gli altri sono soggetti ai capricci della fortuna.

Pertanto rido di costoro che giudicano disonorevole pranzare col proprio schiavo:

per quale ragione, se non perché una consuetudine, prodotta dalla più superba arroganza,

mette attorno al padrone, durante il pranzo,

una moltitudine di schiavi che stanno in piedi?

Egli, il padrone, mangia più di quanto è capace di contenere…

Ma ai disgraziati schiavi non è lecito muovere le labbra neppure per parlare.

Ogni sussurro è represso con la verga,

e neppure quei fatti che avvengono accidentalmente,

la tosse, gli sternuti, i singulti, sfuggono alle percosse:

l’interruzione del silenzio dovuta ad una semplice parola si sconta con una grave pena;

durante tutta la notte stanno in piedi senza mangiare, e in silenzio…

Si ripete poi il proverbio, conseguenza della stessa arroganza,

che il numero dei nemici è uguale a quello degli schiavi:

essi non sarebbero nostri nemici, se noi non li rendessimo tali.

Pel momento passo sotto silenzio altri trattamenti crudeli e disumani:

l’abuso che facciamo di loro non come uomini, ma come animali…

Vuoi tu considerare che costui, che chiami tuo schiavo,

è nato dallo stesso seme e gode dello stesso cielo e del pari respira, vive e muore!

Come tu puoi vedere lui libero, così lui può vedere te schiavo.

Allorché avvenne la disfatta di Varo la fortuna abbassò molti di nobile origine,

che attraverso alla carriera delle armi aspiravano alla dignità dei senatori:

chi fu ridotto alla condizione di pastore, chi a quella di guardiano di una capanna:

ora disprezza pure l’uomo che si trova in tale stato,

nel quale tu, mentre lo disprezzi, puoi andare a finire.

Non voglio affrontare un grave argomento e trattare delle relazioni cogli schiavi,

verso i quali siamo molto arroganti, crudeli e facili all’ingiuria.

Eccoti in sostanza la mia regola: comportati con gli inferiori, come vorresti

che i superiori si comportassero con te.

venerdì, febbraio 19th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Ci sono 15 piccoli, ma grandi, segreti per vivere meglio che sono felice di condividere con te oggi. E spero che lo sarai anche tu.

1. Apprezza quello che già possiedi. Non puoi nemmeno cominciare a cambiare nulla di quello che non ti piace nella tua vita finché non impari ad apprezzare le cose che già possiedi. Se ti sembra di non avere niente per cui essere grato, allora è forse giunto il momento per te di fare alcune rivalutazioni. Per quanti soldi venderesti la tua libertà? Quanti soldi vorresti per rinunciare alle persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene? Rinunceresti ai tuoi occhi per, diciamo, 10 milioni di euro? O forse alle tue mani? O alle tue gambe? Se davvero tu potessi, probabilmente non rinunceresti a niente di tutto questo nemmeno per tutto l’oro del mondo. Pensi ancora di non avere niente per cui essere grato?

2. Ogni giorno fai un po’ di più di quello per cui sei pagato. Andrew Carnegie ha detto che “ci sono due tipi di persone che non realizzano molto nel corso della loro vita: la persona che non fa quello che le dicono di fare e la persona che non fa più di quello che le dicono di fare”. Cambia le tue abitudini di lavoro. Se ogni giorno farai anche solo un po’ di più di quello per cui sei pagato, la tua vita cambierà presto in meglio.

3. Se vuoi riuscire, devi imparare a convivere con i tuoi fallimenti. Puoi imparare molto di più dai fallimenti che dai successi. La sconfitta è molto educativa, un gradino verso qualcosa di meglio. Le uniche persone che non sbagliano mai sono quelle che non tentano mai.

4. Coltiva con cura l’amore dei tuoi figli. Ricordati che loro hanno bisogno di modelli, non di critiche. La cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli è sforzarci coscienziosamente di essere per loro dei modelli. Insegniamo loro con l’esempio,e molto probabilmente se ne ricorderanno e cercheranno anche di imitarci. Ma se diciamo loro una cosa e poi agiamo al contrario delle nostre parole, avremo perduto i nostri figli. Oltre a questo, non c’è molto altro che possiamo fare, se non aiutarli a rialzarsi le volte in cui cadono.

5. Costruisci ogni nuovo giorno su pensieri positivi. Lascia che la visione che hai nel tuo cuore, entri nei progetti della tua vita. I saggi hanno da sempre sostenuto che ottenere o non ottenere quello che vogliamo, è la diretta conseguenza della considerazione che abbiamo delle nostre potenzialità e del nostro coraggio. Quanto credi in te stesso e nelle tue capacità? Hai un’idea di quanto vali? Sappi che i pensieri positivi producono sempre qualcosa di buono, quelli negativi ostacolano il tuo progresso e ti distruggono. Perciò basta pensare e agire con negatività.

6. Gli altri non ci ingannano mai quanto noi inganniamo noi stessi. Niente può danneggiarci più dell’arroganza o della presunzione. Il “demone” della vanità, che solitamente si affaccia nella nostra vita quando assaggiamo un po’ di successo in qualche nostra iniziativa, può costituire un vero e proprio ostacolo per il nostro miglioramento. Un ostacolo tale da essere in grado di bloccare tutti i nostri futuri progressi. Per dirlo con le parole di Og Mandino: “Lascia sempre che le tue azioni parlino per te, ma stai in guardia contro le terribili trappole del falso orgoglio e della presunzione che possono fermare i tuoi progressi. La prossima volta che sarai tentato di vantarti, immergi la tua mano in un secchio d’acqua e, quando la toglierai dall’acqua, il buco rimasto nell’acqua ti darà la giusta misura della tua importanza”.

7. Cambia, anche di poco, la tua routine. Non sciupare ore preziose con occupazioni inutili che ti tengono solamente impegnato ed avrai la possibilità di ottenere risultati migliori. Non riempire il tuo tempo di cose futili e poco importanti in modo tale da non avere tempo ed energie per affrontare una sfida importante quando ti capita di incontrarla. Tu vali! E il tuo tempo è prezioso.

8. Afferra la vita con le tue mani, adesso. Questo è il tuo momento! Non pensare mai l tempo come a qualcosa di illimitato. Non hai nessun contratto con la vita di questo mondo. Ieri è già passato e del domani non c’è garanzia. Perciò, oggi è tutto quello che hai per certo. Non importa quante cose devi fare oggi. Puoi fare del tuo meglio solo occupandoti di un momento alla volta. Quando arrivi in fondo alla tua giornata fai in modo che non sia rimasto niente di cui caricarti per domani. Si consapevole che hai fatto del tuo meglio. Se si sono verificati degli errori, dimenticali. Oggi non si ripeterà un’altra volta. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo., e quando appoggi la testa sul cuscino riposati sapendo che hai fatto del tuo meglio. Non sei nato per fallire.

9. Inizia a trattare chiunque incontri come se sapessi che sta vivendo il suo ultimo giorno. Come tratteresti chiunque incontri oggi se sapessi che alla fine di questo giorno se ne andrà per sempre? Comincia ad agire così. Riempi il tuo futuro con questo tipo di amore e la tua vita non sarà più la stessa. Inoltre, questo è il modo migliore per lasciare l’impronta del tuo passaggio in questo mondo.

10. Accogli ogni mattino con un sorriso e ridi di te stesso, della vita e del mondo. Non prenderti mai troppo sul serio. Affronta ogni giorno con la speranza negli occhi. Dai il benvenuto al nuovo giorno con il dovuto rispetto per le opportunità che ti offre. Saluta con gioia chiunque incontri. Se non riesci ad ottenere un po’ di gioia da questo giorno, che cosa ti rimane? Una salutare risata, porta la luce del sole in ogni luogo. Perciò, non lasciare mai trascorrere una giornata senza esteriorizzare il tuo lato felice, anche se stai lottando con il caos della tua quotidianità. Se ci riesci, tutte le tue preoccupazioni diminuiranno. La risata migliore è quella della persona che ha abbastanza autostima per ridere di se stessa.

11. Non trascurare mai le piccole cose. Non permettere mai a niente che abbia origine da te, azioni, cose materiali, sforzi o gentilezza, di non essere all’altezza delle tue possibilità. Se agirai in questo modo, le conseguenze negative si ripercuoteranno anche sull’immagine che hai di te stesso: le piccole cose trascurate o fatte male, conducono spesso a problemi più grandi, i quali, impedirebbero certamente i tuoi progressi. Solo i falliti e i mediocri trascurano le piccole cose. Tu sei speciale, comportati come una persona speciale.

12. Realizza il tuo grande sogno un giorno per volta. Ancora una volta stabilisci degli obbiettivi per la singola giornata: progetti non troppo lunghi o difficili da realizzare, ma che ti portino,un passo dopo l’altro, verso il successo finale. Ricorda che in 24 ore non puoi costruire il Colosseo. Se scrivi i tuoi obbiettivi giornalieri, abbi cura di non fare una lista troppo lunga di cose da fare. In modo tale da non dover rimandare a domani quelle cose che alla fine oggi non sei proprio riuscito a portare a termine. Impara l’arte della pazienza. E soprattutto non fare mai in modo che la tua giornata sia così piena di impegni da non avere tempo ed energie per godertela, magari con coloro che ami, e andare a dormire soddisfatto di ciò che hai raggiunto nel corso di quella giornata e fino a quel momento.

13. Niente dall’esterno può avere un effetto su di te se non sei tu a permetterglielo. Nella vita c’è sempre qualcosa che può andare storto. Spesso sono piccole ma frequenti vessazioni che possono disturbare e annuvolare le tue giornate, se lo permetti. Ci saranno sempre delle persone negative, critiche, ciniche o invidiose di te, della tua abilità, del tuo operato e del tuo modo di vivere. Ignorale. Il tuo tempo è troppo prezioso per permetterti di farti disturbare da quegli invidiosi che non trovano mai pregi negli altri, ma solo difetti. I piccoli incidenti o i pungenti rimproveri possono farti molto male se li ingigantisci. Ma se li ignori , se li cancelli dalla tua mente, esauriranno gradualmente la loro forza distruttiva. Non puoi fare progressi facendo l’eremita. Devi imparare ad affrontare il mondo con le sue contraddizioni, ma non permettere mai a niente e a nessuno di rovinarti la festa. Nessuno può impedirti di fare quello che desideri fare, di fare del tuo meglio ed essere felice se non sei tu a permetterlo. Alla fine, Booker T. Washington riuscì a liberarsi dalla schiavitù, ma non si stancava mai di dire: “non permetterò a nessuno di sminuire la mia anima portandomi ad odiarlo”. Se mai ti capiterà ancora che qualcuno cerca di trascinarti al suo livello, ricordati di queste parole e allontanati dalle persone invidiose.

14. Impara a trovare il seme del bene in ogni avversità. Ci sono molte volte in cui la vita non ci da una mano. Come ti comporti quando le cose vanno male? Resisti, rifiutando di arrenderti, anche se non hai alcuna garanzia di riuscire a superare quel dato momento o situazione… o ti lamenti e ti autocommiseri pensando che i tuoi problemi e la tua sfortuna sono più terribili di quelle di chiunque altro? Sappi che il suono spiacevole della lamentela, allontanerà di sicuro da te tutte le opportunità di successo. Non farlo mai più. Nelle avversità impariamo cose che, senza avere dei problemi, non avremmo mai scoperto. C’è sempre un seme del bene, in ogni avversità, anche in quella più terribile. Trovalo e fallo crescere. Le sfide nella vita, sono vinte da chi ha imparato ad affrontare le avversità.

15. Renditi conto che la vera felicità è dentro di te. Sappi che la felicità non consiste tanto nell’avere, quanto nel dare. Porgi una mano, condividi qualcosa, offri un sorriso o parole gentili. Abbraccia! Probabilmente non godiamo di felicità perché non siamo nemmeno sicuri di cosa realmente sia. Ma come disse l’imperatore Romano Marco Aurelio: “Ci vuole molto poco per vivere una vita felice, è tutto dentro di te, nel tuo modo di pensare”. Cercherai la felicità dappertutto, ma non riuscirai a trovarla, finché non la cercherai dentro di te, nel tuo cuore, nella tua anima. Fino a quando non dividerai ciò che possiedi senza aspettarti alcuna ricompensa. Puoi raggiungere la più grande felicità con i tuoi buoni sentimenti e pensieri profondi, verso il resto del mondo e verso te stesso. La felicità è solo il risultato del modo in cui tratti gli altri e te stesso. Dove e quando essere felici? Qui e adesso.