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domenica, gennaio 31st, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Leggete questo pensiero di Mahatma Gandhi, è bellissimo…


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

Mahatma Gandhi

sabato, gennaio 30th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.


Qualunque sia la tua occupazione, ti muovi nella tua realtà quotidiana con degli obiettivi. Ogni cosa che fai, ed in primo luogo ogni pensiero che produci, ha uno scopo. Quindi, è estremamente importante capire quale sia il tuo obiettivo.

Diciamo che tu voglia acquistare un nuovo paio di scarpe, o una nuova auto. Sai che è un qualcosa che desideri, ma il desiderio di tale oggetto rimane sospeso nel tempo, almeno finché non imposti uno dei parametri più importanti: il QUANDO. Una cosa, finché non specifichi il suo raggiungimento in senso temporale, potrebbe non arrivare mai. Se voglio cambiare auto, potrebbe accadere, certo. Ma potrebbe trattarsi sia di domani che tra due anni. È per questo che è molto importante essere specifici.

Rimanendo in tema di specificità, è altrettanto importante il QUANTIFICARE. Ovvero specificare ad esempio nel caso dell’auto nuova, un tetto massimo di soldi che siamo disposti a spendere, oppure di trovare un lavoro che ad esempio ti lasci i fine settimana liberi. Perché è lodevole il fatto di voler trovare lavoro e di muoversi per cercarne uno, ma se hai delle necessità quali la famiglia, genitori anziani da accudire, potrai concordare, che a livello pratico, preferirai un lavoro da impiegata in un ufficio, piuttosto che quello di barista, che deve potersi rendere disponibile al momento del bisogno. Quindi, non c’è niente di più importante dell’essere esatti nel formulare la nostra “richiesta”, perché sarà proprio essa a farci muovere i nostri primi passi nella sua direzione.

Naturalmente tra il rimanere apatici nei confronti del mondo, aspettando che siano le cose intorno a noi a muoversi e il darci da fare noi in prima persona, è assolutamente da preferire la seconda opzione. Ma se parliamo di azioni da un punto di vista qualitativo, diciamo pure che è assurdo, ad esempio, voler dare 30 esami universitari in due mesi, accontentandosi anche di una bassa valutazione. Sarebbe in quel caso molto più produttivo, appagante e motivante (altra parola chiave) porsi lo scopo di darne 10 e di ottenere un punteggio, che so, non inferiore a 24. Questo già fa assumere ai nostri desideri un aspetto molto più credibile, raggiungibile e un ottimo espediente per accrescere la nostra autostima. Quello che entra in gioco adesso, è forse il punto focale della questione. La MOTIVAZIONE. Se all’azione che vuoi compiere non associ un fine, ovvero la ragione per la quale fai quello che fai, allora tutto questo non ha senso.

Se devi andare a lavorare, e non hai moltissima voglia, probabilmente, ti basterà pensare, che con la tua giornata di lavoro puoi comprare quel cappotto nuovo per tuo figlio. O i buoni mensa per la scuola. Quella è la tua motivazione. Oppure se sei un appassionato di una serie TV, ed è prevista una edizione speciale limitata in DVD, quella giornata di lavoro, ti permetterebbe di guadagnare i soldi per comprartela. Il punto quindi è: perché fai quello che fai? C’è uno scopo? Frequenti l’università, ogni lezione con la voglia di apprendere tutto quello che ti è possibile, per poterlo poi mettere in pratica nella tua futura realtà lavorativa, o comunque per acquisire maggiore autostima e fiducia in te stesso, o per far felici i tuoi familiari? Oppure lo fai perché le cose vanno così, finisci le scuole superiori, e bazzichi l’università perché è la norma, perché fa fico?

Deve esserci una fonte di motivazione alla base delle tue scelte, altrimenti, il risultato, alla fine, non sarà poi di così gran sostanza. Non avrà lasciato tracce su di te, non ti avrà aiutato a costruire un carattere saldo, con spirito di sfida nei confronti degli ostacoli che troviamo sul nostro cammino per tirare fuori tutta la nostra grandezza.

Ho voluto introdurre questo argomento, facendo un discorso generale, che però andrò ad approfondire nello specifico in seguito, punto per punto, argomentando in modo dettagliato e pratico questa guida, cosicché potremo capire al 100% quali sono, se ci sono, i reali ostacoli, come superarli, avendo ben chiaro in mente ciò che vogliamo, per poi realizzarlo.

venerdì, gennaio 29th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Mettendo insieme le affermazioni positive più vicine al mio modo di sentire la vita, e che più mi piacciono, un po’ di tempo fa ho scritto questa “Preghiera Semplice” che ho aggiunto a quelle che normalmente recito durante la mia meditazione. L’avevo scritta per me, per rafforzare la mia fiducia in me stessa e tenere il mio stato vitale alto ogni giorno. Per ricordarmi ogni giorno chi sono e cosa voglio. Per vedere la mia vita crescere e prosperare ogni giorno, sempre di più. Oggi vorrei fartene dono e, indipendentemente dalla tua fede religiosa, anche tu , se vuoi, puoi aggiungerla alle tue preghiere o alla tua meditazione e farla tua.

Ogni giorno, anche oggi, voglio ricordarmi chi sono veramente: Io sono luce, amore, forza vitale luminosa, puro respiro e pura energia che scorre in me, liberamente e senza limitazioni.

Vivo con la consapevolezza che mi giunge da dentro me stessa e ad ogni respiro ricevo nuova energia che corrobora e rinvigorisce ogni cellula del mio corpo.

Con il mio respiro unifico la mia mente, il mio corpo e il mio spirito, e mi percepisco come un tutto armonioso, mentre la mia mente e il mio cuore sono in equilibrio.

Lascio che il mio respiro trovi il suo ritmo naturale. II mio corpo diventa sempre più leggero.

Il mio mondo interiore è in armonia con il mondo esterno, mentre sto respirando profondamente, lentamente e con molta tranquillità, abbandonando ogni negatività, lasciandomi andare al flusso della mia vita con cui sono sempre in armonia, perché il mio potere è il potere dell’Universo.

I miei movimenti seguono il mio respiro e io ne sono sempre consapevole!

In ogni momento sono io che creo la mia vita e voglio capire esattamente cosa voglio: qui e adesso!

Voglio sentire gioia sempre e comunque. E concentrandomi sulle cose essenziali della vita, sento gioia, fiducia, amore incondizionato e gratitudine infinita, per ogni singolo istante della mia vita, qui, adesso e ogni giorno!

Vedo la mia salute, la mia ricchezza, la mia sicurezza e la mia fortuna crescere ogni giorno di più. Anche oggi, mentre sto affrontando le sfide della mia vita, sono sempre più ricca, sana e fortunata!

Ed ogni volta che gioisco della vita, faccio un dono a me stessa e al mondo.

Creo continuamente molte cose, ed ho ammassato nel mio magazzino interiore una fortuna illimitata che ho sempre a disposizione! In qualunque momento ne necessiti. Anche oggi!

Il mio sapere e le mie azioni sono in armonia ed ho moltissimo tempo per me stessa e per tutto ciò che c’è di essenziale nella mia vita. Sono comunque sempre nel posto giusto al momento giusto e, facendo ciò che è appropriato fare in questo momento, ottengo risultati positivi.

Mi vedo al sicuro ovunque io vada e ovunque mi trovo. Sempre! Allo stesso modo vedo al sicuro, sempre e ovunque, tutta la mia famiglia.

Sono così grata e felice per essere viva, sana, fortunata, giovane e in perfetta forma fisica. Per sentirmi bene e per disporre sempre di tutto ciò che desidero, per essere sempre circondata da tante persone meravigliose che amo e che mi amano. Grazie di cuore!

Vedo la magnificenza dell’Universo in tutte le persone, le creature e le cose, dal momento che comprendo che siamo tutti fatti della stessa energia.

L’energia fluisce ininterrottamente nel mio corpo. Posso sentirla anche in questo momento!

Allo stesso modo, gioia, fortuna, amore, sicurezza e abbondanza di ogni cosa, fluiscono attraverso di me, nella mia vita continuamente, con ogni mio respiro, ogni giorno di più!

Io me lo merito, mi aspetto che sia così e così sarà perché ogni giorno, sempre di più, mi apro alla bellezza che c’è dentro la mia vita e scelgo di creare valore e bellezza anche in questo mondo che mi circonda e in cui vivo. Ogni giorno. Sempre di più. Anche oggi.

Infinitamente grazie.”

E infinitamente grazie voglio dirlo ad Azzurra, la mia meravigliosa amica che da più di 20 anni non manca di avere la pazienza di sopportarmi, supportarmi, aiutarmi e incoraggiarmi sempre. Grazie Azzurra per volermi così tanto bene. Te ne voglio veramente tanto anche io!

giovedì, gennaio 28th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Alexandra Cappelli.

Tutti desideriamo qualcosa, il problema è che spesso siamo concentrati sul pensare a quello che vogliamo accuratamente evitare.

Ad esempio: “oggi non voglio avere nessun tipo di problema in ufficio” oppure “non ce l’ho fatta a studiare, e domani non ce la potrò proprio fare a sostenere una interrogazione, speriamo che non becchi me” oppure “l’ho visto parlare con un’altra donna, se mi stesse tradendo, non saprei proprio cosa fare”. Questi sono classici esempi del tipo di richieste che inconsciamente emettiamo più o meno ogni giorno.

Come prima cosa, ribadisco un concetto: le cose a cui pensiamo, tendiamo ad immaginarle, mentre attraversano la nostra mente, ovvero, leggi qui: “un profumo di fiori ti travolge, ti accorgi di essere in un immenso prato, con tantissime farfalle colorate che ti svolazzano attorno, il sole riscalda la tua pelle e l’erba alta ti solletica le gambe, sfiori con le dita una margherita, accarezzandone i petali…” non dirmi che non hai mai visualizzato nessuno di questi dettagli da me descritti. Mi sbaglio?

Li hai visualizzati dunque. E’ esattamente la stessa cosa che accade quando stiamo sognando. Molto spesso, per il loro realismo, i sogni che facciamo, ci accorgiamo che sono tali solo quando la sveglia ci chiama. Fino a quel momento per noi era una cosa che stava accadendo. Quindi, ogni volta che un pensiero affiora nella nostra mente, crea una visione. Abbiamo miliardi di pensieri che affollano la nostra mente ogni giorno, e noi siamo consci solo di una minima parte di essi. Il risultato è che la nostra testa è una officina creativa. Possiamo plasmare e vedere sotto aspetti diversi tutto quello che alberga lì dentro.

Quindi, ricollegandosi agli esempi iniziali delle richieste inconsce di evitare problemi, il risultato è questo: quando pensiamo a qualcosa con forte desiderio di evitarlo, dobbiamo prima immaginarlo vividamente. E per finire ci mettiamo sopra un bel “NO” sopra, come a dire “Questo Non Lo Voglio!”. E intanto la nostra mente ci ha fregati, perché comunque vada, lo abbiamo immaginato, abbiamo sentito la spiacevolezza delle liti con i nostri colleghi, la professoressa che con voce suadente ci chiama all’interrogazione, impreparati, la visione del nostro fidanzato intento a sbaciucchiarsi con un’altra ragazza. Eccoci.

Non veniamo pagati un centesimo per tutti i viaggi mentali che facciamo. Mentre pensiamo non cascano monete dal cielo, un pensiero non viene retribuito con denaro. E non dobbiamo nemmeno spendere soldi per farne. Sono gratis. In compenso, però, ci regalano delle emozioni. Quindi, volere evitare una lite, mi farà sentire l’agitazione che essa causa, una interrogazione che voglio evitare, mi farà sentire la tensione e l’ansia nell’attesa della chiamata, immaginare il proprio uomo con un’altra donna ci farà sentire tristi ed abbandonati. Risultato? Non abbiamo speso, né guadagnato neanche un soldo, ma in compenso, ci siamo appena ridotti in uno stato emotivo pietoso.

Il punto è: proprio perché non costa niente, perché non provare a pensarla all’inverso? Perché non immaginarsi dei colleghi solari ed una giornata lavorativa tranquilla? Perché non immaginarsi una giornata di lezione serena? Perché non uscire col nostro partner e stargli accanto convinte di essere l’uno la metà dell’altro? Quello che sto dicendo non è di vivere con delle fette di prosciutto sugli occhi, sto solo tentando di spiegare, che poiché la nostra mente è colei che crea le emozioni che proviamo, più formuliamo le nostre visioni in modo positivo, più di conseguenza staremo bene, saremo più rilassati e sereni ed influenzeremo positivamente anche il nostro ambiente.

E con questa tranquillità, ci verrà più naturale passare una giornata senza problemi o intoppi, perché non saremo agitati, spaventati o tristi. Basta scegliere, nel momento in cui un pensiero negativo arriva, di porlo sotto la luce della nostra consapevolezza, e di vederlo con un po’ più di pace ed obbiettività.

mercoledì, gennaio 27th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Molto spesso le persone pensano di dover fare tutto da sole. Uno per tutti il famoso proverbio italiano: “Chi fa da se fa per tre”. Lo pensi anche tu? Io sono cresciuta agendo in base a questa credenza. Poi, un bel giorno, la vita mi ha fortunatamente insegnato che le cose stanno diversamente. Mi ha insegnato che nessuno può veramente farcela da solo. Che tutti abbiamo, chi più e chi meno, bisogno di aiuto. Anche io. Perciò, anche tu non devi necessariamente cercare di farcela da solo. Tutto quello che devi fare è avere il coraggio di dire apertamente: “Ho bisogno di aiuto”. E rimarrai sorpreso nello scoprire che essere aiutati è meno impossibile di quanto credi, se solo si trova il coraggio di chiedere aiuto. In proposito voglio oggi raccontarti una bellissima storia che mi ha raccontato un po’ di anni fa un carissimo amico di famiglia e che ho avuto occasione di rileggere recentemente. Questa storia non solo ha profondamente toccato il mio cuore, ma mi ha fatto anche riflettere molto.

Moltissime persone sanno che Albrecht Dűrer è un famoso pittore Tedesco del quindicesimo secolo e che moltissime delle sue opere sono esposte in tutti i grandi musei del mondo. Una delle sue opere più famose, che molto probabilmente anche a te sarà sicuramente capitato di vedere, è un disegno che lui ha molto semplicemente chiamato “Le Mani”. Quest’opera commosse il mondo intero che l’ha subito ribattezzata con il nome “Le Mani Che Pregano”. Ma quello che forse non tutti sanno è che Albrecht è nato in una famiglia molto numerosa, aveva diciassette fratelli e sorelle, e molto povera. Lui e suo fratello Albert avevano entrambi un sogno: volevano diventare artisti e studiare all’accademia di Norimberga. Sapevano molto bene che il padre non avrebbe mai avuto i soldi per pagare i loro gli studi. Perciò, dopo averne parlato durante parecchie notti insonni nei letti affollati, fecero un patto e lanciarono in aria una moneta. Chi dei due perdeva, sarebbe andato a lavorare in miniera e, con i soldi guadagnati, avrebbe finanziato per i quattro anni necessari gli studi del fratello. Il vincitore, una volta laureato, avrebbe a sua volta finanziato gli studi del fratello con i proventi dalla vendita delle proprie opere d’arte o, se necessario, andando a lavorare in miniera. Albrecht vinse e andò a Norimberga. Albert andò a lavorare nelle malsane miniere e per i successivi quattro anni finanziò tutti gli studi del fratello. Albrecht era veramente molto bravo. La sua bravura superava quella della maggior parte dei suoi professori. Al tempo della sua laurea, le opere che gli commissionavano erano già molto ben retribuite. Pieno di eccitazione, il giovane Albrecht tornò a casa per festeggiare il proprio trionfo con la famiglia. Al suo arrivo al villaggio, lo accolsero con un banchetto. Alla fine del lungo e memorabile pasto, Albrecht si alzò dal posto d’onore per brindare al suo amato fratello Albert e, sollevando verso di lui il bicchiere disse: “E ora Albert, fratello mio, sarai tu ad andare a Norimberga ed io mi prenderò cura di te.” Si voltarono tutti a guardare Albert che, con le pallide guance rigate dalle lacrime, scuoteva la testa singhiozzando. Alla fine Albert, si asciugò le lacrime e si alzò. Si portò le mani vicino al viso e gentilmente disse: “No fratello mio, non posso andare a Norimberga. Per me è troppo tardi.” Le ossa di ognuna delle sue dita si erano rotte in almeno un punto e, da ultimo, la sua mano destra era stata colpita da un’artrite così forte che non poteva nemmeno tenere in mano il bicchiere per ricambiare il brindisi del fratello, né tracciare delle linee sottili su una tela o una pergamena con una penna o un pennello.

Albrecht Dűrer, in segno di riconoscenza per i sacrifici di Albert, dipinse accuratamente le mani rovinate del fratello, con i palmi uniti e le dita sottili tese verso il cielo. Se ti capita di vedere o rivedere da qualche parte una copia di questa toccante opera, fermati un po’ a guardarla. Servirà a ricordarti come a fatto con me, se ne hai ancora bisogno, che nessuno, e sottolineo nessuno, ce la fa mai da solo. Ancora una cosa, quando chiedi a qualcuno di aiutarti, sappi che stai offrendo anche a quella persona la possibilità di fare qualcosa per qualcun altro, di sentirsi utile e viva. Le offri la possibilità di sperimentare la gioia e la felicità che deriva dal donare qualcosa, o se stessi, ad un altro essere. E tu, a tua volta potrai avere più cose per cui essere grato e sentire profondamente quella gratitudine e tutta quella gamma di altre emozioni positive che fanno girare il mondo intorno a te sempre più positivamente.

Si Mohamed, ti ricordi di questa storia che mi hai raccontato circa 10 anni fa? Senza la tua amicizia e il tuo amore non saremmo oggi qui, così come siamo. Grazie di tutto.

E ancora, qualche giorno fa una persona mi ha detto: “…Gli angeli, certe volte, vagano soli e quasi invisibili. Basta saperli riconoscere…” E io le dico: “Quando due angeli s’incontrano fanno per tre”.

Grazie Paola.

martedì, gennaio 26th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

50 Ways To Be Romantic On The Cheap dal sito Zen Habits di Leo Babauta.

Di solito, i miei articoli sulla famiglia parlano del passare il tempo con i propri figli, ma oggi parleremo di un altro importante aspetto della famiglia: le coppie. Se hai una persona al tuo fianco, ti raccomando altamente di tenere accesa la fiamma della vostra relazione e di trovare modi di dimostrare il vostro apprezzamento reciproco l’un l’altro ogni settimana, ed ogni giorno, se possibile.

Vai alla ricerca di piccoli, e economici modi di essere romantico, e vedrai che questo si ripercuoterà positivamente sulla tua relazione affettiva in numerosi modi.

Perché economici? Beh, potresti noleggiare una limousine e potresti portare il tuo dolce amore in un lussuosissimo ristorante francese, o trascinarla in uno chalet sulle Alpi innevate, o riservare lo stadio, dato che avrai invitato i Tre Tenori a cantare canzoni per lei, mentre l’Orchestra Filarmonica di New York suona in sottofondo. Non so te, ma io non posso permettermi robe di questo tipo più di un paio di volte al mese. Il resto del tempo devo ricorrere al risparmio.

Prima di addentrarci nella lista, diamo uno sguardo ad alcune premesse sul come usarla:

  1. Appuntamenti settimanali. Ti consiglio di uscirci insieme almeno una volta a settimana. Non deve trattarsi di una uscita costosa, ma trova almeno il modo di passare un paio di orette col tuo partner. Se avete dei figli, ricorrete ad una baby sitter.
  2. Comunicate. Gesti romantici non sostituiscono una reale comunicazione. Trova del tempo per condividere con la persona che ami i tuoi obiettivi, i tuoi sogni, i tuoi progetti per il futuro, il tuo quotidiano, le cose che ti rendono felice, cose che ti piacciono di lei, cose sulle quali ti piacerebbe lavorare, cose per le quali sei grato.
  3. Ispirazione. Questa lista contiene un sacco di ovvietà – potresti venirtene su con un paio di idee altrettanto ottime tu stesso. Ma la lista non mira all’originalità – il suo scopo è quello di dare ispirazione. Scegli ed usa alcuni di queste idee, oppure prendi spunto e usa i tuoi stratagemmi. Alcune volte quello di cui abbiamo bisogno, è solo un promemoria.
  4. Dimenticati San Valentino. Boicotta San Valentino, in quanto lascia pensare alle persone che si debba essere romantici solo in occasioni speciali. Piuttosto, scegli una voce di questa lista e usala un giorno qualsiasi della settimana – non c’è bisogno di una occasione speciale.

Ok, ho parlato abbastanza. Diamo allora uno sguardo a questa lista di modi per essere romantici senza rimanere al verde (nota per mia mamma: non leggere questa lista, in quanto ci sono un paio di consigli riguardanti il sesso in seguito):

  1. Scrivile una poesia.
  2. Preparale una cena romantica.
  3. Offrile un massaggio su tutto il corpo.
  4. Fate un picnic, guardando il tramonto.
  5. Raccoglile dei fiori selvatici tornando a casa.
  6. Creale una compilation di canzoni d’amore.
  7. Regalale della cioccolata fondente.
  8. Leggete poesie assieme.
  9. Preparale le fragole affogate nella cioccolata.
  10. State abbracciati durante una giornata piovosa.
  11. Lasciale piccoli messaggi d’amore un po’ ovunque.
  12. Mandale una mail d’amore ogni giorno.
  13. Fate una passeggiata lungo la spiaggia, al chiaro di luna.
  14. State abbracciati mentre guardate un film romantico.
  15. Procuratevi del buon vino e guardate le stelle cadenti.
  16. Fate un bagno assieme (con tanta schiuma).
  17. Porta del buon caffè a casa o una piccola torta.
  18. Fate una passeggiata per ricordare – visitate alcuni dei posti che per voi sono stati i più speciali quando avete cominciato a frequentarvi.
  19. Prepara un dolce di cioccolata calda come dessert.
  20. Crea un album di vostre foto, piccole note e bigliettini della vostra vita insieme.
  21. Baciatevi sotto la pioggia.
  22. Fate un giro insieme sulla ruota panoramica.
  23. Scappate da una festa e rimanete voi due…
  24. Porta a casa qualcosa, ed accendi delle candele.
  25. Aggiusta qualcosa o dai una sistemata in giro per la casa solo per far felice il tuo partner.
  26. Ballate lentamente della musica romantica.
  27. Fate un pisolino assieme.
  28. Baciatevi lentamente, sfiorando il suo collo, la schiena e la nuca – lentamente.
  29. Fai una lista di tutto quello che ami di lei.
  30. Scrivile una lettera d’amore.
  31. Mandale una mail con scritte le cose che ti ricordano lei.
  32. Andate al cinema, ed ignora il film come fanno i teenager.
  33. Mettiti in tiro, e fatti bello per lei.
  34. Prendetevi un paio di minuti per voi e condividete come sono andate le vostre giornate.
  35. Scrivile brevi bigliettini, uno per ogni modo in cui ti fa perdere la testa.
  36. Mangiate dell’uva, imboccandovi l’un l’altro.
  37. Ricrea la scena d”amore del film preferito del tuo partner.
  38. Fai finta di andare al primo appuntamento – presentati alla porta con dei fiori, tutto rivestito, con la macchina lavata e pulita, impeccabile. Ricrea la vostra prima volta.
  39. Preparale una scatola con dentro alcune delle sue cose preferite.
  40. Dipingetevi con tinte per il corpo profumate, siate creativi!
  41. Fate sesso, travestitevi in modi provocanti, osate, divertitevi!
  42. Dalle qualcosa di simbolico da indossare, e dille che è per ricordarle tutto il giorno che la ami.
  43. Cantale la vostra canzone preferita, ma fallo solo se sei abbastanza intonato.
  44. Cenate sul tetto, ma non fatelo se il vostro è ripido e scivoloso.
  45. Tenetevi mano nella mano e passeggiate per vie illuminate ed addobbate.
  46. Dille ti amo ogni giorno, in un modo diverso.
  47. Bendale gli occhi. Predi una piuma ed usala lentamente…
  48. Dichiarale il tuo amore, di fronte ad un gran pubblico.
  49. Prepara della crema e arricchiscila di frutti di bosco freschi.
  50. Metti su della musica di Sade. Fai quello che ti viene spontaneo. Lentamente.
lunedì, gennaio 25th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Tra le varie “cose” che si trovano dentro la tua mente c’è anche una specie di grande deposito o cantina. È quel posto dove metti tutte le cose che ti ricordi e che sono diventate parte di te, del tuo modo di pensare e di sentire. Da quando sei nato, hai messo, giorno dopo giorno, in questa tua cantina tutte le risposte che hai ricevuto alle tue domande, tutte le cose che senti dire ogni giorno e che, per te, sono diventate vere, tutte le cose in cui credi, tutti i risultati delle tue esperienze di vita. Insomma tutto quello che riguarda te e l’ambiente in cui ti muovi vivendo. Se preferisci, puoi chiamare questa tua grande cantina mentale Memoria. Già, perché è proprio di questo che ti sto parlando, della Memoria appunto.

La Memoria gioca un ruolo molto importante nella tua vita perché ospita tutti i tuoi ricordi, i quali, a loro volta, costituiscono quello che si può definire il tuo riflesso condizionato. Supponiamo che tu abbia fatto una determinata esperienza in una data area della tua vita e che il risultato di tale esperienza sia stato per te altamente negativo. Da quel momento il tuo ricordo di quella esperienza sarà associato ad una sensazione di malessere e la tua Memoria farà automaticamente riferimento, per associazione, a quel ricordo ogni altra volta che nella tua vita ti ritroverai a fare un’altra esperienza in quella stessa area, o altre, della tua vita. Il ricordo che tu hai in Memoria della tua esperienza passata, inevitabilmente, finisce per influire e condizionare il tuo comportamento nei confronti delle tue esperienze successive. E questo vale per ogni aspetto della tua vita, dalle relazioni con gli altri alle scelte professionali, alle scelte di vita in ogni loro aspetto.

Per aiutarti a capire meglio, ti dico qualcosa in proposito degli elefanti e dei lupi.

In India, gli elefanti sono utilizzati dall’uomo per un gran numero di mansioni. L’elefante è un animale noto per avere una memoria molto lunga e il “padrone” dell’elefante, per assicurarsene l’obbedienza, fa leva proprio sulla memoria dell’animale. Perciò, quando l’elefante è ancora piccolo, ne lega la zampa, con una corda o una catena, assicurata ad un albero. L’elefante, essendo piccolo appunto, non è in grado di liberarsi. Ma crescendo, grazie alla sua “buona” Memoria, si ricorda sempre di quella corda: la corda è più forte di lui, per quanto possa tirare, lei è sempre più forte. Perciò il piccolo elefante si sottomette e accetta come un dato di fatto che la corda è più forte di lui. Anche da adulto, non appena sente che una corda lo trattiene, non ci prova nemmeno a liberarsi e remissivamente si lascia trattenere. Il punto è che lui non ci prova nemmeno perché lì, stipato nella sua Memoria, c’è sempre il suo ricordo di quella corda più forte di lui, contro cui ogni suo sforzo di liberarsi era, e sarà sempre inutile. Ora sai perché potrebbe capitarti di vedere un enorme elefante trattenuto da una piccola cordicella da cui, ai nostri occhi, potrebbe ovviamente liberarsi molto facilmente in qualunque momento se solo lo volesse.

I lupi sono animali noti per la loro fierezza e caparbietà. Il lupo difficilmente si adatta a vivere in cattività.  Solitamente non accetta di sottomettersi o soccombere senza lottare. Quando vive libero nel suo ambiente, il lupo accetta lealmente la supremazia del capobranco più forte solo dopo aver lottato ed essere stato sconfitto. Ma non mancherà di sfidarlo ancora in futuro se la situazione lo richiederà. La lezione imparata gli servirà nella prossima sfida. E quando il lupo sopravvive ad una brutta esperienza, la Memoria di quel ricordo lo rende più attento e più astuto.  Gli uomini, ad esempio,pur essendo affascinati dai lupi li temono e, purtroppo, a volte ne vogliono la pelle. Così, ai lupi può succedere di finire con la zampa in una delle tante trappole disseminate ovunque dai cacciatori. Quando questo accade, molto spesso capita che il lupo arrivi a rosicchiare la propria zampa fino ad amputarla pur di riconquistate la propria libertà.

Se tu fossi un animale, vorresti essere elefante o lupo?

Per tua fortuna, in questa vita, sei nato come essere umano. E questo, rispetto agli animali, ti concede un piccolo privilegio assai vantaggioso. Tu puoi essere intenzionale. Tu sei in grado di pensare in modo consapevole e intenzionale. Questa piccola, ma sostanziale differenza fa si che tu non debba necessariamente essere e rimanere legato per sempre alla corda della tua Memoria.

Tu puoi scegliere intenzionalmente a cosa pensare. Si tratta di vincere l’abitudine a lasciarti andare alla deriva dei tuoi ricordi. Si tratta di vincere l’abitudine a lasciarti sopraffare dalla tua Memoria. Si tratta di non lasciarti cadere nelle trappole della tua mente. Si tratta in definitiva di non arrenderti alle tempeste capricciose della tua mente. Per dirlo con le parole dello scrittore e filosofo giapponese Daisaku Ikeda: “… dovresti piuttosto diventare abile nell’imbrigliare quel cavallo ribelle che è la tua mente…”. Un cavallo ribelle ti porta dove vuole lui. Lo stesso cavallo, una volta che lo avrai domato, ti porta dove vuoi andare tu.

Il Cavallo Ribelle Chiamato Mente

domenica, gennaio 24th, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Tratto da “Il Divino Romanzo” Di Paramahansa Yogananda.

Non sprecate energia.

L’energia viene sprecata continuamente in attività inutili, in emozioni sfrenate e in modi di vivere sbagliati. Quando siete tranquilli usate un quantitativo minimo di energia ma, quando siete arrabbiati e vi sentite preda dell’odio o di altre emozioni, ne consumate veramente molta. Per far funzionare una macchina delicata occorre la dovuta cautela, e la stessa attenzione deve essere rivolta alla macchina corporea. Quando lavorate, vi servite dei muscoli, del sistema nervoso, della mente, dei pensieri, delle sensazioni e delle percezioni spirituali. L’energia è richiesta in qualsiasi tipo di attività. Quando correte, utilizzate quattro cinque cavalli-vapore di energia. Se la forza di gravità fosse eliminata, non avvertireste più il peso del corpo e quindi usereste pochissima energia mentre correte. Maggiore è il peso del corpo, maggiore è l’energia necessaria per muoverlo. Questa è una ragione molto pratica per evitare il peso eccessivo! La batteria di una sedia a rotelle elettrica sposta il peso della sedia e del suo occupante per venticinque chilometri circa, prima di scaricarsi.

Avete mai pensato che la batteria corporea fa muovere continuamente il veicolo fisico avanti e indietro? La sua energia rende possibile non solo il movimento delle membra, ma anche ogni altra azione. Quando parlate, ad esempio, usate sia la forza del pensiero, sia la forza muscolare. Anche pensare richiede energia. Senza di essa non potreste pensare né tradurre il pensiero in parole.

Quando riflettete profondamente, consumate un’enorme quantità di energia, esaurendo le riserve del cervello. Supponiamo che voi formuliate sessanta pensieri al minuto. In un mese, calcolando diciotto ore di veglia al giorno, sarebbero quasi due milioni di pensieri. E in sessant’anni di vita, più di un miliardo. Dopo aver formulato un simile numero di pensieri, la maggior parte delle persone sarebbe già morta. L’energia racchiusa nel cervello, proveniente dall’alimentazione e dalle sorgenti cosmiche, si sarebbe esaurita. Quando pensiamo a quanta energia usiamo continuamente, c’è da meravigliarsi che riusciamo a vivere per tanto tempo! Eppure, reintegrando adeguatamente l’energia che abbiamo consumato, possiamo vivere meglio e più a lungo. Esistono due fonti dalle quali l’essere umano attinge l’energia necessaria a rifornire il corpo: il cibo (che comprende anche l’ossigeno) e il midollo allungato. L’energia così assorbita viene distribuita alle cellule del corpo.

Quella in eccesso viene immagazzinata nel cervello per essere usata in caso di bisogno. Il cibo è soltanto una fonte secondaria di rifornimento energetico. Il maggiore afflusso di energia nel corpo proviene dall’energia cosmica intelligente che lo circonda e che è presente in tutto l’universo. Essa fluisce nel magazzino del cervello attraverso il midollo allungato. Questa intelligente energia cosmica, o vibrazione, è la “sostanza” basilare di tutta la materia. Alcuni esperimenti scientifici condotti dal dottor Crile sul cervello di un vitello morto, hanno dimostrato che la massa cerebrale continua ad emettere una considerevole quantità di energia. Alla morte, l’energia cosmica perde

soltanto il canale fisiologico costituito dal sistema nervoso.

Il segreto della vitalità.

Il corpo impiega molte ore per trasformare il cibo in energia, ma tutto ciò che stimola la vostra volontà genera energia istantaneamente. La volontà trae vitalità dal nucleo elettro-protonico delle cellule corporee e dalla riserva cerebrale dove è immagazzinata l’energia prodotta dalla trasformazione del cibo. La volontà trae nuova energia anche dalla sorgente cosmica e la immette nell’organismo attraverso il midollo allungato. Perciò il segreto della vitalità sta nel conservare l’energia che già possedete e nell’immettere nuova energia nel corpo, per mezzo della forza di volontà. In che modo? Per prima cosa, dovete agire volentieri. Se una cosa merita di essere fatta, dovete farla volentieri. Quando lavorate con piacere avete più energia perché non solo attingete alla riserva del cervello, ma attirate nel vostro corpo un flusso maggiore di energia cosmica attraverso il midollo allungato.

Una donna che prepara un pranzo elaborato per l’uomo amato è felice e piena di vitalità; ma se è costretta a cucinare quando non ne ha voglia, si sente stanca fin dall’inizio. Ricordate: la volontà genera l’energia:dobbiamo servirci della volontà per attingere energia alla sorgente cosmica, e per distribuirla alla miriade di cellule del corpo. Noi attingiamo la maggior parte dell’energia necessaria a compiere tutte le nostre azioni dalle risorse fisiche della batteria del corpo ossia dall’energia estratta dal cibo, dall’ossigeno e dal sole, ma non ci serviamo della volontà per attingere l’energia dalla sorgente cosmica invisibile.

La volontà e l’energia sono collegate.

C’è una differenza tra la volontà esercitata coscientemente e l’immaginazione. L’immaginazione è la facoltà di credere che un nostro desiderio possa realizzarsi. Immaginando giorno e notte di diventare più forti guadagnerete in effetti una certa forza perché anche l’immaginazione ricorre, sia pure in minima parte, alla volontà. Invece, quando volete diventare più forti, l’energia si manifesta istantaneamente. Ammettete per ipotesi di essere arrabbiati e di colpire qualcuno con violenza. La volontà, stimolata dall’emozione, attrae l’energia necessaria a compiere questo gesto. Subito dopo il flusso di energia si interrompe e la vostra forza si esaurisce. Ma se per un fine positivo volete che l’energia entri senza interruzione nel corpo e mettete in pratica il principio fondamentale, cioè il controllo cosciente della forza vitale, potrete attingere l’energia dalla sorgente cosmica mediante la volontà.

Poiché il corpo è un insieme di cellule, quando è privo di energia e lo vivificate con la volontà, le cellule si ricaricano all’istante. La volontà è il fattore che fa entrare nel corpo una maggiore quantità di energia attingendola alla sorgente energetica dell’Universo. Quindi, la volontà è un elemento essenziale nel mantenimento della giovinezza e del vigore fisico. Se vi convincete di essere vecchi, la volontà si paralizza e voi invecchiate davvero. Non dite mai di essere stanchi perché in questo modo paralizzate la volontà e allora vi sentite stanchi sul serio. Dite invece: “Il mio corpo ha bisogno di riposo”. Non si deve permettere al corpo di imporre i propri limiti all’anima. L’anima deve dominare il corpo, perché essa non è né causata, né condizionata dal corpo. Nella volontà dell’anima è racchiuso tutto il potere. Dobbiamo renderci conto che l’energia e la volontà sono strettamente legate. E’ una formula molto semplice. Siamo stati così condizionati dall’idea che l’energia proviene soltanto da fonti materiali, che non crediamo nella possibilità di attingerla dalla fonte cosmica che risponde istantaneamente alla volontà. Dovete ridestare la vostra volontà.

sabato, gennaio 23rd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Tratto da “Il Divino Romanzo” Di Paramahansa Yogananda.

Immaginate di essere magri.

La mente farà tutto ciò che volete. Oltre a seguire una dieta appropriata, dovete anche immaginare di essere magri. C’è stato un periodo in cui cercavo di dimagrire seguendo le solite diete rigide, ma vedevo che i giorni passavano e il peso rimaneva immutato. Allora pensai: “E così, signor corpo, tu mi stai prendendo in giro”. Alcune persone tendono alla magrezza, altre all’obesità. Perché non scelgo la tendenza a dimagrire? Perché devo continuare a pensare alla dieta, e solo alla dieta?”. Avevo veramente perso la pazienza con me stesso. Così mi dissi: “Mangia!”, e cominciai a mangiare regolarmente. Dopo aver fatto riposare la mente, vi impressi questo pensiero: “Stai dimagrendo”. Mi attenni tenacemente a questo pensiero e mi resi conto che funzionava davvero e che stavo dimagrendo. Spesso mangiavo perfino cibi molto nutrienti, eppure continuavo a dimagrire regolarmente.

Il pensiero si era impresso con tale fermezza nella mente che l’organismo intero stava lavorando per liberarsi del peso che non era necessario al mio benessere fisico. Quando raggiunsi gli ottanta chili, mi sono stabilizzato per mantenere quel peso. Ho sempre mangiato normalmente e finora non ho superato quel limite. Finché non riuscirete a dimagrire soltanto per mezzo del potere della mente, il sistema migliore resta quello di servirsi contemporaneamente del potere mentale, dell’esercizio fisico e della dieta appropriata. Ma sapete che quando ho fatto ricorso al potere della mente, ho smesso perfino di fare dello sport, fatta eccezione per gli Esercizi di ricarica, e ho mangiato di tutto; eppure non sono più ingrassato. Ho mantenuto sempre lo stesso peso. E benché sia molto dimagrito, la pelle è più soda ed elastica che mai. Normalmente, se si perdono venti chili in poco tempo, la carne diventa flaccida. Ma il potere mentale di cui mi sono servito per dimagrire, ha rassodato anche i tessuti. Come vedete, la mente gioca un ruolo importante nell’aumento e nella perdita del peso. La cosa importante è che imprimiate il pensiero giusto nella vostra mente. Alcune persone mangiano tutto quello che vogliono, eppure restano magre, senza compiere nessuno sforzo cosciente. Perché? Perché il loro corpo ha trovato il giusto equilibrio in questa vita a causa delle corrette abitudini alimentari acquisite in precedenti incarnazioni. Quindi non ingrassano e non dimagriscono, qualsiasi cosa mangino. Ciò non significa necessariamente che siano al tempo stesso sane e vitali, o che possano ignorare le semplici norme della buona salute; e’ probabile che nella vita precedente vi siate costruiti un certo equilibrio fisico per mezzo di una giusta alimentazione e di appropriati esercizi, ma è indispensabile che continuiate a mangiare correttamente e a mettere in pratica i principi di una vita sana. Se trascurate l’organismo e ignorate le leggi fisiologiche della salute in questa vita, prima o poi ne pagherete le conseguenze.

Il messaggio che voglio trasmettervi consiste in questo: ho dimostrato con qualsiasi mezzo che il potere della mente funziona. Finché mi sono limitato a seguire le norme dietetiche non ho avuto nessun risultato, ma dal momento in cui ho fatto ricorso al potere della mente ho cominciato a dimagrire. Ora sono in grado di dimagrire, o di ingrassare a volontà. Questo risultato si può ottenere solamente usando il potere della mente. Anche voi dovete imparare a regolare con la volontà il vostro peso. Seguite la dieta giusta; mangiate frutta fresca e verdura cruda in maggiore quantità, meno grassi, meno amidi e meno zuccheri; bevete in abbondanza acqua o altri liquidi (succhi di frutta e di verdura, latte, ecc.) fuori dai pasti e, cosa più importante, pensate intensamente di avere il perfetto controllo del corpo. Ogni mattina e ogni sera affermate con profonda convinzione: “Io sono il padrone di questo corpo. Esso obbedirà alla mia mente, indipendentemente da quello che mangerò. Qualsiasi tendenza a dimagrire o a ingrassare deve sparire!”.

Non siate fanatici delle diete.

Il punto è questo: seguite una dieta equilibrata e non pensateci più. Una volta ogni tanto si può fare uno strappo alla regola. Se morite dalla voglia di mangiare una cosa che non vi fa particolarmente bene, non fate i pignoli, mangiatela. Ma non lasciate che diventi un’abitudine. Molte persone si preoccupano troppo del cibo. A che cosa serve avere un corpo che è sempre difficile da accontentare? Il corpo dovrebbe essere il vostro servo; non permettete a voi stessi di diventare i suoi schiavi. Pensate al potere della mente, convincetevi che esso è in grado di risanare il vostro corpo.

Vivete in virtù del potere della mente! Come fa la mucca a restare sana e forte, nutrendosi solo di erba? Da questo cibo semplice essa trae tutti gli elementi di cui ha bisogno. Naturalmente, in primo luogo l’erba contiene sostanze buone, ma la cosa principale è che la mente della mucca è stata condizionata dall’evoluzione a quel tipo di vita, e il suo corpo obbedisce di conseguenza. Voi avete un vantaggio rispetto alla mucca perché potete coscientemente dare ordini alla mente con la volontà. Allora il corpo farà quello che gli ordinerà la mente. In sostanza tutto ciò che a voi sembra indispensabile a sostenere il corpo è un’illusione. Io so con certezza che la mente è il potere supremo. Essa creerà tutto ciò di cui il corpo ha bisogno. Ma finché non avrete effettivamente assimilato questa verità, dovrete usare il buon senso; è molto saggio ubbidire alle leggi divine della salute e credere, senza dubitare, che la mente sia la forza suprema.

Voi avete creato la vostra condizione fisica attuale e disponete del potere mentale di mantenere in buona salute il corpo. Se, ad esempio, il mio organismo è privo di ferro, io suggerisco alla mente il pensiero del ferro, e la carenza viene compensata. Quando riuscirete a controllare il corpo, esso eseguirà qualsiasi cosa gli ordinerete per mezzo dei potenti suggerimenti mentali. Ogni volta che darete con forza alla vostra mente un suggerimento concernente il benessere del vostro corpo, o il vostro destino, si realizzerà. Ricordate, il pensiero è il padrone della macchina della creazione. Rafforzando i vostri pensieri, potrete raggiungere qualunque meta vi siate prefissi.

venerdì, gennaio 22nd, 2010 | Author: Alexandra & Patrizia

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Si può imparare anche dalle oche.

Un po’ di tempo fa ho letto che alcuni studenti della “Kennedy School of Government” negli Stati Uniti, ispirandosi agli studi di Konrad Lorenz, lo scienziato austriaco premio Nobel per i suoi studi relativi all’apprendimento delle “taccole”, hanno condotto degli studi sul comportamento in volo delle oche selvatiche. Il segreto sta nella formazione a V del volo, Inoltre, il battito delle ali di un uccello apre la strada a quello che sta dietro, mantenendolo in quota e, quindi, volando a V le oche possono andare più lontano.

In questi giorni, parlando con alcuni amici a proposito dei benefici che derivano dal lavoro di squadra, ho avuto modo di rileggere con loro una bellissima riflessione, scritta da un autore anonimo, che oggi vorrei condividere con voi.

Il Buon Senso Di Un’Oca.

Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l’inverno, in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo.

Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto a un uccello che volasse da solo.

Coloro che condividono una direzione comune e un senso di comunità, arrivano dove vogliono andare più rapidamente e facilmente, perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro. Quindi, le persone che condividono un obiettivo comune vanno nella direzione prescelta più velocemente e con maggiore facilità, poiché viaggiano sostenute reciprocamente dalla fiducia di ogni componente del gruppo.

Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola, e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti.

Se avremo lo stesso buonsenso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.

Quando la prima oca si stanca, si sposta lateralmente e un’altra oca prende il suo posto alla guida.

È sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso Sud, ognuno a turno deve essere leader per il bene del gruppo.

Le oche gridano da dietro per incoraggiare quella davanti a mantenere la velocità.

Quali messaggi mandiamo noi quando gridiamo da dietro?

Infine, ma non meno importante, quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche escono insieme a lei e la seguono giù per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l’oca caduta finché non è in grado di volare oppure finché muore. E soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere di nuovo il loro gruppo.

Se avremo il buonsenso di un’oca, anche noi ci sosterremo a vicenda in questo modo.