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lunedì, novembre 30th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Sand And Footprint

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Come ti ho precedentemente spiegato, le tue immagini possiedono sia la capacità di creare la tua tensione muscolare, che di favorire la tua distensione muscolare. Lavorerai adesso sulla conversione delle tue immagini quotidiane.

Se hai lavorato, nelle lezioni precedenti, in modo corretto con le tue immagini, avrai compreso perfettamente questa verità che è alla base del tuo lavoro in questo tuo percorso. Tu conosci per esperienza diretta quali situazioni della tua vita quotidiana ti creano particolare tensione. Prendine nota prima di cominciare questo esercizio. Ripercorri dunque mentalmente tutto ciò che fai nella vita di ogni giorno. Esamina le relazioni che hai con le altre persone, nel tuo lavoro, a casa, nella tua vita sociale, con l’altro sesso, ecc.

Ti rendi conto che ci sono persone che ti risultano estremamente sgradevoli. In diverse situazioni incontri varie persone, alcune delle quali ti provocano questa particolare tensione o sensazione sgradevole, questo malessere appunto. Se rivedi mentalmente queste situazioni, puoi focalizzare la tua attenzione su quelle per te più fastidiose, per poi far sparire il malessere che ti suscitano. Soffermati sulle immagini in cui ti vedi in una di quelle situazioni difficili… e poi comincia, a poco a poco, a distendere i tuoi muscoli.

Contemporaneamente però, aggiungi alle immagini che hai nella tua mente, nuove immagini che possono convertire la situazione in positiva. Ti renderai conto, in questo modo, di come non sia poi così difficile immaginare che la tua relazione con quella persona che ti provocava tensione, sia adesso diversa e decisamente migliore. Osserva i lati sgradevoli di quella persona e trasforma la situazione che stai visualizzando in un’altra più soddisfacente

Rifletti sulle situazioni che per te sono difficili, cercando di scoprire alcuni aspetti positivi anche in queste situazioni. Riguarda ora alla immagine di queste situazioni alla luce di quei lati positivi che vi hai scoperto. Cerca il lato buono delle cose, rendi positive le tue immagini negative, rendile gradevoli aggiungendo a esse qualcosa di piacevole. Se riesci a convertire le tue immagini, riguardanti quelle situazioni e persone che sono per te fonte di tensione, in qualcosa di positivo e, nello stesso tempo, a rilassare in profondità i tuoi muscoli, stai facendo grandi progressi. Ripeti questo esercizio di conversione delle tue immagini quotidiane diverse volte prima di passare alla prossima lezione. Non mi stanco di ripeterti che è veramente importante che tu senta di avere la padronanza delle lezioni precedenti al punto che esse devono affiorare naturalmente alla tua mente, e tu devi essere in grado di svolgerle dinamicamente e velocemente, come se fosse per te un’abitudine acquisita che ti viene spontanea in risposta alla situazione difficile quando essa ti si presenta. E ricorda sempre che tu sei un magnifico creatore che ha il completo controllo della propria vita e della propria realtà.

sabato, novembre 28th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

The Little But Useful Guide to Creativity dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Non aver paura di immaginare.


Il segreto della creatività sta nel capire come nascondere le tue fonti.”

Albert Einstein


Articolo scritto da Leo Babauta.


È più facile che mai essere creativi, creare, immaginare e trasformare in realtà quello che abbiamo sognato. È anche più difficile che mai, con tutte le distrazioni che ci circondano nei modi più inimmaginabili. Indipendentemente dal tipo di creativo che sei – scrittore, pittore, musicista, marketer, blogger, fotografo, designer, genitore, proprietario d’aziende – sei sempre in cerca d’ispirazione, di modi per esprimere tutto il tuo genio creativo.

E mentre ci sono milioni di spunti sulla creatività sul web, ho pensato di condividere con te quelli che ho riscontrato essere i più utili – quelli che ho provato e testato io stesso e scoperto efficaci.

Eccoli qui di seguito, in ordine assolutamente sparso:


  • Gioca

  • Non consumare e creare allo stesso tempo – separa i processi.

  • Chiudi fuori il mondo esterno.

  • Rifletti sulla tua vita e il tuo lavoro quotidiani.

  • Cerca ispirazione tutto intorno a te, nei posti più piccoli.

  • Parti dal piccolo.

  • Butta fuori e basta, per quanto possa sembrarti ridicolo il primo schizzo.

  • Non cercare la perfezione. Butta giù l’idea, il prima possibile, e chiedi opinioni.

  • Migliorala costantemente.

  • Ignora i Signor No.

  • Ma lascia che la critica ti aiuti a crescere.

  • Insegna e imparerai.

  • Smuovi le cose, agitale, e vedile da un punto di vista nuovo.

  • Applica cose di altri campi nel tuo, in modi mai proposti prima.

  • Bevi incredibili quantità di caffè.

  • Scrivi tutte le idee che ti vengono immediatamente.

  • Trasforma il tuo lavoro in gioco.

  • Gioca con i bambini.

  • Esci, muoviti, guarda cose nuove, parla con persone nuove.

  • Leggi molte cose diverse tra di loro. Specialmente cose sulle quali non sei d’accordo.

  • Riposati moltissimo. Un sovraccarico di lavoro uccide la creatività.

  • Non forzare le cose. Rilassati, gioca, e comincerà a fluire.

  • Concedi alla tua mente di divagare. Permettiti distrazioni, quando sei in cerca d’ispirazione.

  • Poi chiudile fuori nel momento in cui starai creando.

  • Crea quando sei euforico.

  • E quando non lo sei, trova qualcos’altro che ti rallegri.

  • Non aver paura di essere stupido e sciocco.

  • Le piccole idee sono buone. Non hai bisogno di cambiare il mondo – cambia solo una cosa.

  • Quando un qualcosa sta uccidendo la tua creatività, fallo fuori.

  • Smettila di leggere suggerimenti per la creatività, spazza tutto via, e crea, punto.

  • Cosa più importante, divertiti nel farlo.

“Qualche volta ho pensato ad addirittura sei cose impossibili prima di colazione.”

Lewis Carroll

venerdì, novembre 27th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Swan Reflection

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Affronta questa lezione rifacendo il percorso della lezione precedente: dopo un buon relax, lascia scorrere liberamente le immagini e osserva quelle che ti provocano particolare tensione muscolare. Questa volta, però, quando qualcuna di queste immagini ti appare chiaramente, fermala, visualizzala bene, e cerca i punti del tuo corpo in cui si è prodotta una tensione muscolare. Poi, senza dimenticare questa immagine, anzi, trattenendola nella tua mente, distendi i tuoi muscoli. Rilassali completamente. Ripeti questo passaggio fino a quando ti accorgi che sei in grado di visualizzare nuovamente questa stessa immagine, ma senza più sperimentare alcun tipo di tensione. Continua a provare, utilizza pure altre immagini se senti di aver sciolto le tensioni legate a quella su cui stavi lavorando. Lascia scorrere le tue immagini, osserva quelle che ti provocano particolare tensione, fermale e comincia a rilassarti profondamente, fino a quando le tue immagini non ti procurano più tensione.

E’ importante che ripeti questo esercizio più volte possibile, anche la sera, prima di andare a dormire, e che lo applichi, per quanto ti è possibile, nella tua vita quotidiana. Adesso hai imparato a dirigere in modo consapevole le tue immagini e a liberare il tuo corpo dalla tensione muscolare che esse ti procuravano.

Essere in grado di rilassarti è il miglior antidoto contro lo stress. E meno stressato sei, meno sei esposto alla possibilità di ammalarti o, quantomeno, nella peggiore delle ipotesi la tua guarigione sarà migliore e più veloce.

giovedì, novembre 26th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Work As Play dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Trasforma la vita in un enorme parco giochi.


“Non smettiamo di giocare perché diventiamo grandi, diventiamo grandi perché smettiamo di giocare.”

George Bernard Shaw


Articolo scritto da Leo Babauta.


Per troppe persone, il lavoro è una fatica ingrata.

Per loro è un tormento il dover andare ogni giorno a lavoro, procrastinare sul svolgere attività che preferirebbero non fare, e di solito non sono entusiasti all’idea di svolgere mansioni affidate loro da qualcun’ altro.

Il problema è che essi trovano il lavoro decisamente noioso, duro, ripetitivo e stressante. Quello che hanno bisogno di scoprire (o riscoprire in alcuni casi) è il concetto del lavoro, come gioco.

È qualcosa che mi ha davvero cambiato la vita, e la vita di molti altri come me.

Il lavoro non deve necessariamente essere noioso – può essere entusiasmante, qualcosa che non vedi l’ora di fare, uno sbocco per tutta la tua creatività ed immaginazione. Può essere un gioco.

Uno dei problemi è che per molti di noi, la scuola era pensata per prepararci al mondo del lavoro, e come tale era prevista come luogo dove ci veniva insegnato in modi noiosi. È un po’ come dover mangiare gli spinaci (che ora da adulto mangio proprio con gusto!) – lo fai perché è giusto così.

Abbiamo fatto i compiti a casa, ci siamo seduti ed abbiamo seminato perché era giusto così.

Beh, il divertimento dell’apprendere e del fare è totalmente sparito. E da adulti, ci è stato detto che dovevamo lavorare sodo per tirare avanti, che il lavoro non era divertente, è vero, ma che la vita andava così.

Balle.

La vita non è altro che quello che decidi di farne. Può essere un peso, o un divertimento. Io mi immergo totalmente nel mio lavoro, e non vedo l’ora di farlo.

Trasformare il lavoro in un gioco non significa non lavorare sodo, o che non ti capita mai di svolgere mansioni noiose. Se hai mai fatto sport, sai che come tutti gli altri darai del tuo meglio, durante una partita o anche solo un allenamento – ma va bene così, perché il solo farlo ti riempie di gioia.

Imparare è la stessa cosa – può essere noioso e maledettamente ripetitivo, o può essere interessante e entusiasmante ed assorbire completamente tutto il tuo tempo libero. A me capita di lasciarmi assorbire dall’imparare qualcosa, e posso rimanere concentrato su quella cosa per diversi giorni, imparando vastissime quantità di informazioni ed abilità, senza essermi mai sentito annoiato o in difficoltà. Cosa che invece non accadeva quando andavo a scuola, perché erano loro a gestire la situazione e io non avevo nessun controllo su quello che imparavo.

Quindi ci sono alcuni punti che possono aiutarti a trasformare il tuo lavoro in un gioco:


  • Libertà. Se organizzi la tua tabella di marcia in modo tale da poter imparare o lavorare su qualcosa che ti interessa ed entusiasma, può essere come un gioco. Se è qualcun’ altro a dirti cosa devi fare e quando lo devi fare, non sarai più tanto entusiasta, interessato o motivato.

  • Entusiasmo. Di nuovo, insegui le tue passioni. Non trattenerti. Se qualcosa non è interessante, sposta le tue energie su qualcosa che lo sia. Non forzare le cose.

  • Lasciati assorbire. Puoi saltare di palo in frasca, da una cosa all’altra, il che va bene, ma potresti non realizzare mai niente in questo modo. Mi sono reso conto che quando mi lascio travolgere da un progetto, posso concretizzare molto ed divertirmi un sacco nel farlo.

  • Fatti vedere. Una delle ragioni per cui ai ragazzi piace così tanto fare sport è anche quella di farsi vedere dalle ragazze (e da più piccoli, dai loro genitori). Non c’è niente di male in questo – penso che sia normale voler dare una buona impressione ai nostri simili (o del sesso opposto). Quando fai qualcosa di pubblico, è entusiasmante e divertente.

Vi sono anche altri elementi di gioco, ma questi sono sufficienti per farti prendere il via.

Qualche altra riflessione:


  • Allenatori. State inculcando abilità nei vostri giocatori? Smettete! State insegnando un gioco, quindi istruiteli lasciandoli giocare. Lasciateli giocare, e strutturate il gioco in modo non solo divertente, ma anche istruttivo.

  • Insegnanti e genitori. State inculcando conoscenza ed abilità nei vostri studenti o figli? Smettete! Imparare dovrebbe essere divertente, è lo sarà quando ai bambini verrà permesso di divertirsi, di giocare, di esplorare, di creare come desiderano, di imparare quello che gli interessa in quel momento. Non rendetelo una noia.

  • Capi. State forzando i vostri impiegati a fare lavori stressanti? Controllate ogni singola cosa che fanno e il modo in cui la fanno? Smettete! Date loro della libertà! Lasciate loro il controllo verso il loro lavoro. Permettete loro di inseguire le cose nelle quali sono interessati. Quando le persone possono inseguire quello che più preferiscono, quando possono trasformare il loro lavoro in un gioco, cose meravigliose possono accadere.

  • Impiegati. Il vostro lavoro è stressante? Rendetelo un gioco! Se siete intrappolati da un lavoro che non potete assolutamente trasformare in gioco, cercate altrove. C’è molto di più là fuori.

Non potrò mai stancarmi del parlare di quanto sia importante avere un lavoro come gioco. Ha trasformato la mia vita in qualcosa di pieno di gioia, mi ha permesso di creare e realizzare molto più di quanto avessi mai fatto, e lo amo ogni singolo minuto. Ti auguro niente di più che questa semplice felicità.


“Lavoro e gioco sono parole usate per descrivere la stessa cosa sotto differenti condizioni.”

Mark Twain

mercoledì, novembre 25th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Swan Reflection

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Sicuramente la padronanza delle tecniche fin qui acquisite, se le hai eseguite con attenzione, ti hanno aiutato a sentirti meglio e pronto per andare avanti. Perciò, prima di proseguire, ripeti nuovamente la lezione precedente. Poi continuerai con il tuo laboratorio di oggi in cui ci occuperemo delle immagini libere. Sei pronto? Bene, disponiti pure in perfetto relax esterno, interno e mentale. Lascia, quindi, scorrere liberamente le immagini che ti si presentano.

Osserva le immagini della tua vita quotidiana. Osserva le immagini delle tue relazioni con le altre persone. Quelle dei tuoi familiari, dei tuoi amici, dei conoscenti, dei colleghi di lavoro. Osserva le immagini relative al tuo lavoro. Avverti che alcune di esse provocano in te un senso di malessere. Provocano in te una particolare tensione muscolare. Tieni conto di queste immagini e, dopo l’esercizio, prendine accuratamente nota, ma senza tentare ancora alcun tipo di intervento su di esse. Lasciale semplicemente passare nella tua mente e osserva quelle che ti provocano una tensione particolare. Ripeti questo esercizio di immagini libere diverse volte. Ripetilo e prendi nota, fino a comprendere bene quali sono le immagini che ti provocano le tensioni e in che parte del tuo corpo queste tensioni si esprimono con più forza. Segna nella figura qui sotto i punti in cui sperimenti una forte tensione.


Tensioni Muscolari

martedì, novembre 24th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

5 Ways to Spend Less Time at Work dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


Non spendere tutto il tuo tempo a lavoro.


Questo articolo è stato scritto da Alexandra Levit, scrittrice del Wall Street Journal ed autrice.


La tecnologia dovrebbe avere lo scopo di incrementare la nostra produttività e ridurre le nostre ore di lavoro, eppure, molti di noi hanno riscontrato il contrario. Ci sentiamo più impegnati che mai, stiamo in ufficio fino a tardi, e delle volte usciamo da lavoro con ancora delle mansioni da completare, con la sensazione di non aver concluso niente! Fai queste 5 cose adesso e torna dalla tua famiglia ad un orario umano stasera.


  1. Ripulisci la tua scrivania. Quando il tuo ufficio è in disordine, avrai la tendenza a girargli intorno senza intenzioni precise, senza un senso chiaro di dove dovresti incanalare le tue energie. Ti consiglio di rapportarti ad ogni nuovo arrivo sulla tua scrivania, come ad un fastidiosissimo insetto filtrato nel tuo territorio. Il tuo compito è quello di sbarazzartene il prima possibile, che si tratti di cestinarlo o di riporlo dove dovrebbe stare. L’unico materiale sulla tua scrivania dovrebbe essere pertinente esclusivamente a quello sul quale stai lavorando in quell’esatto momento.

  2. Usa il tuo Google. Gestisci il tuo mondo con strumenti virtuali efficienti, iscrivendoti alle offerte di Google. I prodotti, tra cui Gmail, Google Docs, Google Calendar e Google Sites, facilitano lo svolgimento delle tue mansioni e la collaborazione tra persone quando lavorano su dei progetti comuni. Molti sono gratuiti, e i dati vengono salvati e sono disponibili ovunque vi sia una connessione internet.

  3. Non acquistare quel biglietto aereo. Devi davvero incontrarti con quel venditore dall’altra parte del globo? Servizi di video chiamate come skype, che è gratuito e disponibile in 28 lingue, ti permette di connetterti visivamente con chiunque nel mondo tramite una webcam e un microfono. E a proposito di quei seminari formativi che ti tengono via dall’ufficio per una settimana? Tecnologie come Cisco WebEx permettono comunicazioni tra un oratore e un pubblico, e può includere sondaggi e dei Domanda & Risposta online.

  4. Organizza delle strategie per le riunioni di gruppo. Non fissare delle riunioni di gruppo tanto per fare, e non segnarle sul calendario ogni settimana cosicché le persone le diano per scontate. Le chiacchiere di piacere potete farle nel dopocena. Sappiamo tutti quanti che i progetti non vengono sviluppati durante le riunioni, non si concretizza semplicemente parlandone, il vero lavoro viene fatto fuori dalle conferenze. Non sprecare un’ora di prezioso lavoro a meno che dalla riunione non emergano importanti ed utili strategie, attività per le varie responsabilità dei membri della squadra, o segnalazioni di eventuali problemi che possono essere risolti prima di che la situazione sfugga di mano.

  5. Tronca la procrastinazione sul nascere. Alza la mano se hai mai fatto passare settimane, prima di svolgere una mansione che avrebbe richiesto solo poche ore di lavoro ma che sapevi di non voler fare e temevi che invece avresti finito per passare tutto il tempo a navigare in internet e a rispondere a email varie. Combatti l’impulso al rimandare le cose spezzando incombenti ed opprimenti progetti in piccole porzioni che puoi affrontare con meno ansia ed iniziare con maggior tranquillità. Dopo aver completato ogni mini-compito, premiati con un regalino.

lunedì, novembre 23rd, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Swan Reflection

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.

Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Pronto per questa lezione? Bene, ripeti diverse volte la lezione precedente, fino a quando riesci a raggiungere rapidamente una completa distensione mentale.

Per verificare i tuoi progressi, fai alcuni passi nella stanza in cui ti trovi, apri e chiudi la porta, sposta dei piccoli oggetti e dopo rimettili al loro posto. Poi ritorna dove eri prima di effettuare queste operazioni. Osserva se sei riuscito a svolgere queste “mansioni” con il registro interno di relax mentale studiato nella lezione precedente (quando avrai padronanza di questo esercizio puoi provare a effettuare esperienze quotidiane più complesse).

A questo punto conosci il relax fisico esterno, quello fisico interno e il relax mentale. Sei, quindi, in condizione di applicare questi tipi di relax nella tua vita quotidiana in modo rapido ed efficace.

Fino a ora hai lavorato soprattutto con i tuoi muscoli e con le tue sensazioni interne. Ricorda però, se non ti sei rilassato completamente e nel modo giusto, come ti ho spiegato nelle lezioni precedenti, questa importante esperienza di pace non potrà manifestarsi.

Con questa lezione stai per iniziare un lavoro un po’ differente: imparerai a guidare le tue immagini mentali. Sì, sono proprio le immagini ad attivare le tue tensioni, allo stesso modo, però, esse possono attivare anche le distensioni. Se, per esempio, immagini di trovarti in un incendio, puoi avvertire facilmente che i tuoi muscoli si tendono; man mano però che spegni mentalmente questo incendio, puoi notare che la tua muscolatura esterna si va rilassando contemporaneamente alla distensione delle tue sensazioni interne.

In questa lezione comincerai a familiarizzarti con una immagine di grande utilità per il resto del tuo percorso. Realizzerai la “esperienza di pace”.

Comincia a immaginare una sfera trasparente che, scendendo dall’alto, entra nella tua testa e va a fermarsi nel centro del tuo petto, all’altezza del cuore. Se non ti risultasse facile immaginare questa sfera, non preoccuparti, non è un grosso inconveniente. Puoi sperimentare una piacevole sensazione nel petto anche senza l’aiuto dell’immagine sferica. Con il trascorrere del tempo, via via che prenderai confidenza con questo esercizio, potrai visualizzare chiaramente questa sfera che scende e si ferma al centro del tuo petto.

Partendo da questa immagine situata al centro del tuo petto, espandila lentamente, falla crescere sempre di più, fino ai limiti estremi del tuo corpo, Quando la sensazione che è partita dal centro del tuo petto, si sarà estesa a tutto il tuo corpo raggiungendone i limiti, sentirai in te una calda sensazione di pace e di unità interna che lascerai agire da sola.

E’ importante che questa sensazione si estenda fino ai limiti di tutto il tuo corpo: la luce irradiata dal centro del tuo petto si estende, a poco a poco, a tutto il tuo corpo, fino a trasformarsi in una specie di luminosità interna. Quando questa luminosità arriva fino ai limiti esterni del tuo corpo, la distensione è completa.

A volte la respirazione si fa più ampia e accompagna le emozioni positive che via via ti si presentano, emozioni piacevoli, emozioni ispiratrici. Non prestare attenzione alla tua respirazione ora, lascia soltanto che accompagni le tue emozioni positive.

Altre volte possono sorgere ricordi e immagini molto vivide, però, la tua attenzione deve rivolgersi soprattutto al tuo registro di pace crescente. Quando quel registro di pace cominciato nel tuo petto, si è diffuso in tutto il tuo corpo fino ai suoi limiti, avrai appreso la parte più importante dell’esercizio. Sperimenterai allora l’esperienza di pace. Rimani pure in questo stato per alcuni minuti. Poi, fai retrocedere lentamente questa sensazione e l’immagine di luminosità fino al centro del tuo petto, vicino al tuo cuore. Da lì, portala nuovamente alla tua testa, facendo scomparire la “sfera” che avevi utilizzato all’inizio dell’esercizio. A questo punto la tua esperienza di pace è terminata.

domenica, novembre 22nd, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Black Little Dot

Da “Amicizia con Dio” di Walsch Neale

(Sperling e Kupfer)


Immagina di essere in una stanza bianca,

con le pareti bianche, il pavimento bianco,

il soffitto bianco, e niente angoli.

Immagina di essere sospeso in questo spazio bianco da una forza invisibile.

Sei appeso lì, per aria.

Non puoi toccare nulla, non puoi udire nulla,

tutto ciò che vedi è bianco…

Quanto credi di poter «resistere» nella tua esperienza?

“Non molto a lungo… Esisterei, ma non potrei conoscere nulla su me stesso. Molto presto impazzirei.”

Esatto. Lasceresti la tua mente, in modo letterale.

La mente è quella parte di te che ha il compito di ricavare un senso da tutti i dati che riceve

e senza dati in arrivo non ha nulla da fare.

Ora, nel momento in cui vai «fuori di testa», cessi di esistere nella tua esperienza.

Ovvero, cessi di sapere qualunque cosa specifica su te stesso.

Sei piccolo?

Sei grande?

Non puoi saperlo,

perché non c’è nulla al di fuori di te con cui compararti.

Sei buono?

Sei malvagio?

Non puoi saperlo.

Non puoi neppure sapere se sei davvero lì, perché non hai punti ci riferimento.

Puoi concettualizzare, certo, ma non puoi sperimentare nulla.

Poi accade qualcosa che cambia tutto…

Appare un puntino sulla parete,

come se qualcuno lo avesse disegnato con una penna stilografica.

Nessuno sa realmente come ha fatto quel punto ad arrivare lì,

ma non ha importanza,

perché è ciò che ti ha salvato…

Ora ci sei tu,

e c’è il Punto Sulla Parete.

Improvvisamente puoi di nuovo prendere delle decisioni,

puoi di nuovo fare delle esperienze.

Il punto è lì, e ciò significa che tu devi essere qui.

Il punto è più piccolo di te, quindi tu sei più grande di lui.

Puoi cominciare di nuovo a definirti, in rapporto al Punto Sulla Parete.

Il tuo rapporto con il punto diventa sacro, perché è stato lui a restituirti un senso di te stesso…

Ora nella stanza arriva un gattino.

Tu non sai chi sta provocando questi eventi,

ma sei contento, perché ora puoi prendere altre decisioni.

Il gatto sembra più morbido di te.

Ma tu sembri più intelligente (almeno a volte!).

E sei più forte.

Nella stanza cominciano ad apparire altre cose

e tu inizi a espandere la tua definizione di Te Stesso.

Poi… finalmente comprendi:

Solo in presenza di qualcos’altro puoi conoscere te stesso.

Questo qualcos’altro è ciò che tu non sei.

Perciò:

in assenza di ciò che Non Sei…

ciò che Sei… non è.

Hai ricordato un’enorme verità e assumi l’impegno di non dimenticarla mai più.

Ricevi a braccia aperte tutto ciò che arriva nella tua vita: persone, luoghi, cose.

Non rifiuti nulla, perché ora sai che tutto ciò che appare nella tua vita è una benedizione:

ti offre una nuova opportunità di definire chi sei e di conoscerti in quel modo.

sabato, novembre 21st, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Libera Traduzione di Alexandra Cappelli dall’Articolo Originale:

Your Life Simplified dal sito Zen Habits di Leo Babauta.


La semplicità è bella.


“La nostra vita è frammentata in dettagli…semplifica, semplifica…”

Henry David Thoreau


Articolo scritto da Leo Babauta.

Molte persone sembrano essere in sintonia con i miei mesaggi di semplicità, e si struggono per trovare una vita più semplice in questo mondo di sempre più crescente complessità, di sopraffacente tecnologia.

Vogliamo portare cose buone nella nostra vita, i benefici della tecnologia, ma semplificare le cose e sbarazzarci delle complessità.

E benché io abbia scritto dozzine di articoli su come semplificare (e un intero libro sull’argomento), mi piacerebbe offrirti un semplice metodo.

Qualcosa che puoi usare oggi, senza sentirti opprimere.


Un metodo di 12 step, forse, semplificabile in appena 6 step.


  1. Scrivi le tue priorità più impellenti. Abbiamo tutti una lista infinita di cose che desideriamo fare, provare, imparare, e realizzare. Scegline solo 4 – 5. Puoi farlo proprio adesso – scrivi una piccola lista delle cose che per te sono più importanti. La mia lista è: passare più tempo con la mia famiglia, scrivere, leggere e correre. Queste sono le cose intorno alle quali costruirai la tua vita, per il momento. Potrai sempre cambiare la lista in un secondo tempo, ogni qual volta che le tue priorità cambieranno.

  2. Riduci di un impegno. C’è qualcosa che fai ogni giorno o ogni settimana e che non si trova sulla tua lista? Non c’è alcun modo che tu possa tirartene fuori? Fai una telefonata o spedisci una mail in modo tale da non dover fare quella cosa. Potrebbe significare deludere una o più persone – ma questo ti permetterà di creare la vita semplice che vuoi, e non la vita complicata che gli altri ti richiedono. Tagliando su un incarico, starai semplificando la tua vita, creando più tempo e spazio per le cose importanti. Fai la scelta di mettere le tue priorità avanti a tutto, di trovare il tempo per esse, partendo dal ridurre i tuoi impegni.

  3. Semplifica la tua lista delle cose da fare. Stessa cosa, ma ad un livello più ridotto – cosa c’è sulla tua lista delle cose da fare, che non dovrebbe trovarsi lì? Qualcosa che ti struggi al pensiero di dover fare e che non è assolutamente compito tuo? Non puoi dire a qualcuno che sei semplicemente troppo impegnato col lavoro per questa cosa? Non puoi incaricare qualcun’ altro o automatizzare la cosa? Vedi di ridurre la tua lista delle cose da fare alle faccende importanti. In alternativa a questo, scegli 1- 3 cose da fare al giorno, ogni giorno, e non preoccuparti di tutto il resto.

  4. Metti da parte un po’ di tempo da disconnesso. Se passi tutto il tempo connesso, questo step è essenziale. Non saltarlo! Prendi un ora e disconnettiti – niente internet, niente email, niente IM, niente telefono. Ovvio che potrai usare il computer, ma solo per processi tipo il lavorare su Photoshop, o su Word o TexEdit, cose che gestisci senza essere in linea. Sfrutta questo tempo per concentrarti a pieno, per lasciarti assorbire dalle attività importanti che ami svolgere. O puoi usare questo tempo nel quale non sei connesso per rilassarti.

  5. Crea il tuo giorno perfetto. Ok, ti sei preso un’oretta da disconnesso, ma avanziamo di un altro step: come dovrebbe essere la tua giornata ideale? Che cosa faresti una volta sveglio, come sarebbe la tua giornata lavorativa (suggerimento: non deve per forza trattarsi del lavoro che svolgi adesso, ma potrebbe), avresti del tempo per le persone a cui vuoi bene, tempo per fare le pulizie, per svolgere commissioni, per controllare la mail, eccetera? Stila una lista delle cose che idealmente faresti, e poi semplifica lasciando solo quelle più importanti. Poi, trascrivili nella tua agenda. Non devi attenerti rigidamente ad essa, ma sapendo qual è il tuo ideale, hai un punto di partenza verso il quale muoverti. In a lcuni casi, potrai semplicemnte cominciare a vivere questo giorno oggi, o domani, ma in altri potresti dover fare cambiamenti graduali per permettere che questa giornata ideale accada. Il segreto è: prendi il controllo e la responsabilità di far sì che questo giorno perfetto diventi realtà.

  6. Fai pulizia. Desideri un bello, ordinato e sereno spazio che ti circondi nella tua nuova vita, semplificata. Quindi hai intenzione di crearlo. E qui hai 2 possibilità: se non hai molto tempo, dedicagli giusto 10 – 15 minuti per il momento, e continua ad apportare piccole migliorie finchè non raggiungerai il risultato desiderato. Il secondo metodo va bene nel caso tu abbia una giornata o un weekend libero – metti da parte una bella porzione di tempo e dedicala per fare una bella revisione di una o due stanze della tua casa.


Passi Successivi

Una volta che sarai arrivato a questo punto, le cose dovrebbero essere più semplificate. Ma tu probabilmente potresti essere interessato ad andare un po’ oltre. Ecco quello che puoi fare poi – ma pre favore, non tentare di fare queste cose tutte assieme. Prendine una alla volta, e falla lentamente, nel tempo. Semplificare non è una gara – è la vita.


  • Fai un po’ più di pulizie.

  • Lascia andare il volere acquistare sempre di più.

  • Riduci i tuoi impegni.

  • Cambia la situazione, fai solo lavori che ti piacciono.

  • Crea del tempo per stare in pace, in relax e in solitudine.

  • Rallenta in tutto quello che fai.

  • Sii presente più spesso.

  • Svolgi una cosa alla volta.


E la cosa più importante: divertiti nel farlo! La cosa importante non è la destinazione – una vita perfetta e semplice – ma tutto il percorso per raggiungerla.


Manifesta la facilità,

Abbraccia la semplicità,

Riduci l’egoismo,

Abbi pochi desideri.

Lao-Tzu.

venerdì, novembre 20th, 2009 | Author: Alexandra & Patrizia

Relax

Articolo scritto da Patrizia Maria Bianco.


Le lezioni delle pratiche di rilassamento sono tratte dal libro “Autoliberazione” di Luis A. Ammann


Metti in pratica nuovamente gli esercizi della seconda lezione, cercando di accelerare gli spostamenti interni ma senza perdere profondità. Se credi di padroneggiare questo esercizio, preparati a proseguire con la tua pratica di relax mentale.

Senti nuovamente la tua testa, il cuoio capelluto, più in basso il tuo cranio; comincia a sentire il tuo cervello dall’interno. Senti il tuo cervello come se fosse “teso”; rilassa a poco a poco questa tensione “spostandoti” mentalmente verso l’interno e verso il basso, favorendo la discesa della distensione. Concentrati. Fai scendere la tensione mentre la parte superiore del tuo cervello diventa sempre più morbida, più leggera. Continua a scendere verso il centro del cervello, poi più in basso del centro, molto più in basso, mentre il tuo cervello diventa più soffice, più tiepido. Diventa simile all’ovatta.

Ripeti questo esercizio diverse volte, fino a quando ti rendi conto di averne padronanza.